Alfonso Maruccia

Internet delle cose, il motore di ricerca è SMART

Un progetto congiunto fra atenei europei intende realizzare un motore di ricerca capace di interfacciarsi con i sensori disseminati in giro per le città. Per fornire risposte a domande circostanziate su luoghi specifici

Roma - Si chiama SMART (Search engine for MultimediA Environment geneRated content), ed è un motore di ricerca web progettato per restare al passo con la rivoluzione prossima ventura della Internet delle cose: realizzato in seno alla University of Glasgow in collaborazione con diversi istituti di ricerca del Mediterraneo, SMART vuole connettere i sensori cittadini alle query di ricerca dei netizen.

In particolare SMART è progettato per raccogliere informazioni distribuite da videocamere a circuito chiuso, microfoni, chip RFID e quant'altro, incrociare tali informazioni con Twitter e il web per poi fornire risposte specifiche a ricerche molto specifiche come lo stato del traffico nel centro cittadino, i concerti frequentati dagli amici e simili.

SMART è stato costruito partendo dalla tecnologia di ricerca avanzata nota come Terrier, e secondo i suoi creatori sarà in grado di "sintetizzare risultati di ricerca scaturiti da fonti distribuite in maniera intelligente".
Il nuovo motore di ricerca per la Internet delle cose è stato realizzato in collaborazione con nove partner europei (e non solo) inclusi Atos, Athens Information Technology, l'Haifa Research Lab di IBM, Imperial College London, la città di Santander, PRISA Digital, Telesto e il consorzio italiano S3 Log. Una prima sperimentazione sul campo delle capacità di SMART avverrà entro il 2014, promettono i ricercatori.

Alfonso Maruccia
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