massimo mantellini

Contrappunti/ Lo zen e l'arte della gestione dei troll

di M. Mantellini - Le pulsioni legiferanti del governo britannico non sorprendono. Preoccupa semmai la spinta regolatoria di chi vuole "addomesticare" Internet. Per i navigatori, comunque, cambia e cambierà poco o nulla

Contrappunti/ Lo zen e l'arte della gestione dei trollRoma - I troll nostrani stiano tranquilli. La modifica di legge che il Parlamento britannico si appresta a discutere per adesso non riguarda loro ma la responsabilità dei provider quali soggetti deputati ad informare la magistratura sulla identità degli autori di possibili diffamazioni in Rete. Il fraintendimento probabilmente nasce da un articolo del Guardian di qualche giorno fa dove veniva proposta con qualche confusione l'equiparazione fra trolling e diffamazione, il primo un comportamento di rete magari odioso e antieconomico, il secondo semplicemente un reato.

Tuttavia il bel pezzo di Zoe Williams sui troll ha un merito: quello di aver svelato i sottili confini che da sempre dividono la manifestazione del pensiero in Rete, anche di quello estremo o semplicemente idiota, ed il reato di diffamazione, uno dei reati- Internet più rappresentati nelle aule dei tribunali. Il tema è spinoso e molto ampio e la proposta britannica, di immaginare una specie di ombrello giuridico dentro il quale gli ISP possano comunicare le generalità del presunto diffamatore alle autorità, si giustifica solo con la costante tendenza di tutte le legislazioni alle prese con Internet a semplificare le procedure rispetto alla griglia di norme che lo stato di diritto prevedeva in epoca pre-rete.

Per esempio Liam Stacey, uno studente ventunenne inglese, è stato recentemente condannato a 56 giorni di prigione per aver scritto da ubriaco su Twitter un messaggio razzista e diffamatorio al momento dell'attacco cardiaco occorso al calciatore Fabrice Muamba. Due mesi di carcere per un pensiero imbecille in crisi etilica. Giusto o sbagliato che sia niente di tutto questo sarebbe stato possibile anche solo dieci anni fa: nessun giudice si sarebbe trovato nelle condizioni di valutare il carico diffamatorio delle parole di un ubriaco che guarda la partita al pub. Così noi oggi dovremmo chiederci se, nel momento in cui gli atti sociali restano immutati ma tracciano nuovi percorsi di diffusione, non vadano osservati con occhio differente.
La permanenza delle parole su Internet, nella interpretazione più ovvia ed immediata, avvicina la Rete alla pagina di un giornale o alla frase inchiostrata di un libro. Perfino una chat, la forma elettronica testuale più vicina ad una conversazione, può essere salvata e riprodotta, passata agli amici (o alle autorità) o inseguita, utilizzata come prova in tribunale al posto dei "si dice". Così mentre la Internet delle persone utilizza ormai in maniera inconfutabile la struttura sociale del luogo di cui diventa nuova metafora ogni giorno meglio definita, il valore attribuito alle parole che attraversano questi luoghi continua ad essere quella dei contenuti strutturati del testo scritto. Il grido scomposto dell'ubriaco su Twitter si fa testo né più e né meno di un elzeviro di Montanelli e come tale viene soppesato, con l'aggravante che, nella mente del giudice, i lettori potenziali della cretinata su Twitter sono infinitamente di più di quelli del quotidiano in edicola.

E tuttavia il caso di Stacey è forse un caso limite al quale se ne potrebbero contrapporre altre ben più abietti e socialmente riprovevoli - il Guardian ne cita alcuni per esempio quello di giovani malati di depressione istigati al suicidio via Internet - ma è ugualmente utile per capire che esistono consuetudini di giudizio e controllo che devono adattarsi al cambiamento dei nostri luoghi sociali, pena la rappresentazione di una propria vasta inefficacia.

Il rischio concreto è che la tendenza legislativa, nella Gran Bretagna conservatrice di David Cameron così come nelle democrazie occidentali che tipicamente nella gestione della libera espressione dei propri cittadini sanno dare il peggio di sé, si decida di adattare Internet alle norme e non viceversa. Fra oggettive complessità e le eterne paranoie dello stato di polizia, perfino attività come il trolling, splendida cretineria perditempo nata con Internet e mai sufficientemente biasimata, rischia di diventare l'anticamera della diffamazione o del reato di stalking. Chiunque di noi abbia una qualche esperienza di visibilità in Rete ha avuto i propri troll, fraternamente tollerati o silenziosamente insultati dietro lo schermo protettivo del proprio computer. Mai per una istante abbiamo avuto la tentazione di segnalarli alla polizia o al compito magistrato di turno, non lo faremo nemmeno in futuro, quando una luccicante legge dello stato ci consentirà di mandarli direttamente al patibolo previo rapido formale passaggio davanti al giudice di pace.

Massimo Mantellini
Manteblog

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40 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Lo zen e l'arte della gestione dei troll
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  • Se la legge me lo consente, se la legge mi arma, io sparo.

    Se vieni nel mio blog dove invece del mio nick io mi chiamo Massimo Mantellini, riconoscibile sia come personaggio pubblico a livello nazionale, sia come lavoratore ANCHE nel tal posto fisso tal dei tali, con moglie tizia caia, con vicinato della villetta nel paese di Vattelappesca ... se vieni sul mio blog e, ad esempio, dici che nel mio dayjob non faccio bene e citi un avvenimento (falso) che ha causato un grave danno a tiziocaio (falso) e che lo sanno tutti ma che il gruppo segreto cospirazionista Mante_Low copre tutte le mie malefatte ...

    magari un po' fa ridere, ma la prima volta che la mia reputazione comincia a causarmi strani dinieghi di lavoro, perdita di credibilità (che come sappiamo nulla ha a che fare con la verità) , sguardi strani e non graditi, strani silenzi quando passo per strada ...

    Sarà anche il mio carattere debole, ma lo era anche ieri e quando andavo in pasticceria per godermi un cannolo, cristodiddio, me lo godevo... invece adesso devo pensare di cambiare città... e non so nemmeno perché.

    Vale per me come per l'imbecille: se l'imbecille PUO' calunniarmi e io dovrei sorridere sornione da vero superiore, ebbene se io POSSO sparargli con un bazooka legale, lo farò.

    E così faranno quelli come me che sono stufi di vedere i buzzurri e i frustrati (come me?) poter sputare in faccia alle persone per bene senza pagarne mai le conseguenze. Perché una cosa è avere una opinione ed esprimerla (e spero che per quanto assurda, ad sempio se uno PENSA che il suicidio sia una cosa buona, deve poterlo dire, senza affermare che lo sia od incitare alcuno a compierlo) , un'altra cosa è trattare uno scritto con affermazioni, asserzioni, illazioni lesive dell'onore di qualcuno dandole per vere, lasciandole cadere tra le fauci dei boccaloni chiacchieroni che si rinfrescheranno al venticello della calunnia, magari copiando e incollando, linkando, cinguettando, social sparlando... perché no, magari modificando wikipedia ed adducendo come "fonte" una emerita sciocchezza impunita.

    Quando i bambini piccoli fanno i capricci, si può spiegare. Ma non sempre basta. Uno schiaffo ben piazzato non è una violenza gratuita, non è una pruderie autoritaria: è il segno di un limite, è il ricordo che la legge esiste e non rispettarla comporta una punizione. Per cambiarla bisogna impegnarsi civilmente, non basta violarla emettendo peti e sghignazzando perché tantochevuoichemisucceda.

    non possiamo mescolare le VERE libertà con la libertà di regredire allo stato brado. Ogni ragazzino voterà per il SI, ma i ragazzini dell'altro ieri sanno ancora distinguere tra l'aver fatto una sciocchezza ed avere la possibilità di raddrizzarsi e l'irreparabilità ... quelli di ieri già si chiedono come mai "tutti li odino" e "le cose vadano male". Quelli di oggi ... godeteveli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > Se la legge me lo consente, se la legge mi arma,
    > io
    > sparo.

    Attento a non trovarti dalla parte sbagliata del fucileOcchiolino

    > ma i ragazzini
    > dell'altro ieri sanno ancora distinguere tra
    > l'aver fatto una sciocchezza ed avere la
    > possibilità di raddrizzarsi e l'irreparabilità
    > ... quelli di ieri già si chiedono come mai
    > "tutti li odino" e "le cose vadano male". Quelli
    > di oggi ...
    > godeteveli.

    si, si, va bene quando c'era lui i treni erano in orarioA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: andro


    > Attento a non trovarti dalla parte sbagliata del
    > fucile
    >Occhiolino

    attualmente la legge mi pone già dalla parte della canna.
    posso stare attento finché voglio ... sono già nella condizione che tu scherzosamente minacci come un "futuro indesiderabile". E' in realtà il presente.


    > si, si, va bene quando c'era lui i treni erano in
    > orario
    >A bocca aperta

    in realtà non è vero, non lo erano.
    Credo che questo modo di porre le questioni come bianco-o-nero sia più da Lui che da noi.

    Dare uno schiaffetto ad una persona perché comprenda un limite non mi pare come esercitare il potere della propaganda attraverso l'incentivazione degli sport agonostici e il culto della forza e della morte.

    Io distinguo e non etichetto un'idea meno lassista con il suo contrario assoluto come se fosse spartana. Tu?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > - Scritto da: andro
    >
    > > si, si, va bene quando c'era lui i treni
    > erano
    > in
    > > orario
    > >A bocca aperta
    >
    > in realtà non è vero, non lo erano.
    > Credo che questo modo di porre le questioni come
    > bianco-o-nero sia più da Lui che da
    > noi.

    Questo elenco di luoghi comuni non l'hai forse scritto tu:
    "Ogni ragazzino voterà per il SI, ma i ragazzini dell'altro ieri sanno ancora distinguere tra l'aver fatto una sciocchezza ed avere la possibilità di raddrizzarsi e l'irreparabilità ... quelli di ieri già si chiedono come mai "tutti li odino" e "le cose vadano male". Quelli di oggi ... godeteveli."

    > Io distinguo e non etichetto un'idea meno
    > lassista con il suo contrario assoluto come se
    > fosse spartana.

    Stai litigando con l'italiano? Dai l'impressione opposta!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > Se la legge me lo consente, se la legge mi arma,
    > io sparo.

    bravo, dimostri un gran senso del dovere e sei molto rispettoso delle leggi e del potere costituito...

    ma come la mettiamo se la legge ti viete di armarti e di sparare, ma arma altri (magari se stessa e chi la "difende") e consente loro di sparare contro di te?

    > Quando i bambini piccoli fanno i capricci, si può
    > spiegare. Ma non sempre basta.

    quando non basta è solo l'inadeguatezza dei genitori a essere insufficiente

    > Uno schiaffo ben
    > piazzato non è una violenza gratuita, non è una
    > pruderie autoritaria:

    ah no? lo è eccome!

    > è il segno di un limite,

    s'... il limite intellettivo e culturale di chi pensa di risolvere le cose prendendo gli altri a schiaffi

    > è il ricordo che la legge esiste e non rispettarla
    > comporta una punizione.

    la legge non è qualcosa che si trova in natura... è una creazione (per certi versi neanche tanto lontana nel tempo) del potere, un dispositivo di dominio e di sopraffazione...

    > Per cambiarla bisogna
    > impegnarsi civilmente,

    pensi che basti questo? cambiare le leggi "civilmente" istituite con impegnandosi "civilmente"? è una pia illusione... o un utile punto di vista reazionario...

    > non basta violarla
    > emettendo peti e sghignazzando perché
    > tantochevuoichemisucceda.

    beh, meglio questo di niente

    > non possiamo mescolare le VERE libertà con la
    > libertà di regredire allo stato brado.

    le VERE libertà???
    e quali sarebbero? chi e come decide quali sono? e in nome di chi?

    parlare di "vere" libertà significa NEGARE ogni libertà... le vere libertà sono un concetto assolutistico, l'anticamera delle peggiori tirannie

    > ... quelli di ieri già si chiedono come mai
    > "tutti li odino" e "le cose vadano male". Quelli
    > di oggi ... godeteveli.

    ahhhhh... adesso è chiaro...
    beh, certo... è quando c'era LUIIIII!
    allora sì che le cose filavano!!!

    ma che pena
    non+autenticato
  • - Scritto da: ecco lo


    > ma come la mettiamo se la legge ti viete di
    > armarti e di sparare, ma arma altri (magari se
    > stessa e chi la "difende") e consente loro di
    > sparare contro di
    > te?

    questo è appunto quello che accade fino ad un secondo prima che la legge armi me.
    Quello che fanno fino ad ora è evidentemente pratica comune, tanto che il legislatore si è dovuto muovere (se vuoi con l'accetta) per arginare un fenomeno in crescita in cui tutti si sentivano liberi di andare contro l'altui libertà

    io in realtà sono contro la diffamazione per come è messa giù ora, a me non interessa difendere l'onore e la rispettabilità di uno che con i fatti si rende disonorevole e degno di perdere il rispetto che invece ritengo diritto di ognuno (si ha, ma si può perdere: non sono d'accordo con chi dice che bisogna "guadagnarselo") - preferirei che ci fosse la clausola del "vero" e del "falso".
    E basta.
    Ma le allusioni e altri modi di rovinare l'onore di una persona ci sono già e non basta che il fatto sia dimostrato falso. Se tu inizi a diffamarmi, intanto l'hai fatto.



    > quando non basta è solo l'inadeguatezza dei
    > genitori a essere
    > insufficiente

    mi piacerebbe che fosse sempre vero, ma scegli tu degli educatori che ti piacciono e chiedigli se è sempre possibile seguire le regole delle "buone".
    Siamo esseri umani, siamo animali. Da piccoli di più.
    Tu magari no, tu forse sei nato già facilmente-educabile, ma a me uno schiaffo dato al momento giusto (e credo di poterli contare sulle dita di mezza mano) è servito. E' un recinto "mentale" che tu DEVI conoscere in quanto facente parte della società. Poi puoi ragionarci su, ma una volta che sei in grado. Da piccolo spesso non lo sei.
    CI sono cose che da piccoli non vengono elaborate allo stesso modo: se sei un esperto pedagogo/pediatra, forse vorrai specificare, se non lo sei forse vorrai parlare con uno che lo sia per verificare. Non fidarti di due link quando puoi parlare con un tuo amico professionista, e scusami se oso darti questi consigli.



    > ah no? lo è eccome!

    vedi... quando si arriva al "si" "no" di una cosa del genere... sento che la discussione se ne va già via.
    Quando uno comprende che in certi frangenti non è possibile (parlo del momento in cui cerchi di andare contro la volitività e l'egocentrismo di un bimbo che deve crescere ed imparare a dominare alcuni impulsi egoisti) "spiegare", deve in qualche modo dare un limite.
    Nella natura due bambini il limite se lo darebbero da soli (a botte), senza che ci sia un "educatore" che tu trovi autoritario.

    > > è il segno di un limite,
    >
    > s'... il limite intellettivo e culturale di chi
    > pensa di risolvere le cose prendendo gli altri a
    > schiaffi

    Credo che ogni fonte culturale alla quale ti sei abbeverato non troverebbe uno schiaffo uno strumento eccessivo. Distinguere cosa sia violenza gartuita e uno schiaffo al proprio figlio è proprio quel limite intellettuale e culturale che distingue il talebano "politically correct" da uno che pur amando i propri figli sa che in qualche modo devono conoscere i limiti del sé per scontrarsi / incontrarsi con gli altri.

    E' lo stesso potere che ha lo stato (emanazione di "noi" come società) su di te e su di me. Se mi comporto bene non succede niente. Ma se rubo a tua nonna QUALCUNO mi deve mettere in galera. Spiegarmelo, dopo, va anche bene. Ma se sono recidivo?
    Vogliamo reinventarci il diritto naturale?Sorride


    > la legge non è qualcosa che si trova in natura...

    in effetti di solito il capobranco si fa ben comprendere con lezioni per posta, talvolta anche con sms.
    prima ti spiega bene, con carezze e parle dolci, dopodiché ti spacca il cranio.

    Ora, io preferisco, da padre di un potenziale ammazzato-dal-più-forte, spiegare a mio figlio con uno schiaffetto, che non è il caso di scorreggiare in faccia e pisciare sul piede alla gente anche se lo trova "divertente" "fico" o "a me piace". Prima che sia l'altro a spiegarglielo in altro modo.

    Se non riesci a comprendere che di natura non siamo gentili e cortesi e che questi limiti da comprendere servono solo per non farci più male, per usare la capacità d'astrazione e proiezione delle idee che ci differenzia magari da un ratto ma anche su basi più "grezze" ("non voglio più che le persone che offendo mi picchino o mi evitino: come fare? Non le offendo più") ... allora naturalmente non c'è altro da dirsi.
    Io comunque come vedi non sono contro il tuo modo di pensare: penso però che nonostante chi come te faccia appello all'apertura culturale, non voglia aprirsi sufficientemente da abbracciare anche l'esistenza della grettezza, della semplicità animale da cui proveniamo, che in alcuni momenti della nostra vita si smussa con sistemi più sbrigativi e poco cortesi, lasciando ad un momento più riflessivo - quando questo momento sia disponibile nella mente dell'educando - la spiegazione, il motivo, la discussione.

    Quando devo salvarti perché anneghi, è lecito darti un colpo intesta per farti svenire (si usa) ... altrimenti ti agiti e anneghi. Poi ovviamente capirai che quella non era un desiderio di farti male.


    > pensi che basti questo? cambiare le leggi
    > "civilmente" istituite con impegnandosi
    > "civilmente"? è una pia illusione... o un utile
    > punto di vista
    > reazionario...

    quindi cosa proponi?
    Perché ti vedo incitare alla non-violenza-assoluta del padre sul figlio (se pure assai limitata) e sembreresti invece ventilare ipotesi diverse dall'impegno civile per cambiare la società.
    Di cosa parli esattamente, esplicitamente?

    Se sempre sulla linea della non-violenza, spero. Oppure vuoi spaccarci la testa a tutti quanti e poi dire "non date gli schiaffi ai figli come me, altrimenti se mi girano i cinque minuti cambierò le leggi a sprangate" ? Fammi capire.


    > beh, meglio questo di niente

    allora quello che la viola fa violenza. Questa si che è pruderie autoritaria e desiderio di potere assoluto.
    Il potere assoluto è impunità di fronte alla violazione della libertà dell'alt, riconosciuta di fronte alla società di pari.
    Tu vuoi compiere questa violenza senza che ti si possa toccare...

    credo che lo schiaffetto sia ben meno di questo.


    > le VERE libertà???
    > e quali sarebbero? chi e come decide quali sono?
    > e in nome di
    > chi?

    la società decide ciò che decide secondo regole che si da, all'interno di essa, per i propri partecipanti, cercando di fare sempre in modo che l'espletamento delle mie libertà arrivi al solito limite di non impedire, per quanto possibile, che tu eserciti le tue. I limiti esistono.
    La vera libertà è quella che soddisfa il maggior numero di persone su questioni importanti, non sulle sciocchezze. Molti pretendono di "fare quello che vogliono". Questa non è libertà, perché magari "vuoi" opprimere in qualche modo qualcuno.

    Il modo in cui parli della libertà sembra assai poco libero per chi ti sta intorno: e assai poco pacifico per chi non è d'accordo con te.


    >
    non+autenticato
  • Ok, ma innanzitutto il comportamento che hai descritto non è un comportamento da troll, ma è tsalking e diffamazione vera e propria.

    Andare in un luogo pubblico, quale che sia (internet, un blog, una piazza, il circolo arci) e dire che il signora Tizio (con tanto di nome e congome) ha fatto la certa cosa X non è propriamente trolling, ma è appunto andare oltre, è voler veramente causare del danno.
    A quel punto l'azione legale ci può anche stare.

    Ma se io dico che non sono d'accordo con il signor Tizio, famoso o meno che sia, anzi dico che il signor Tizio ha detto una minchiata bella e buona non è diffamazione, o almeno, non dovrebbe esserlo.

    Andare in rete è come scendere in piazza, e aprire un blog è come aprire le porte di casa propria, ci può stare che qualcuno non sia educato e che tratti casa nostra come un porcile, ma è un rischio che abbiamo messo in conto quando abbiamo aperto le porte.
    Poi certo se qualcuno si mette a sfasciare tutto, allora si è passato il limite e qualche azione a contrasto va intrapresa, anche se, secondo me, non sempre possiamo andare a piangere dalla magistratura.
    Perchè altrimenti il rischio è quello di incentivare uno stato di polizia, in cui tutti siamo accusabili di qualcosa,e non mi pare davvero una buona idea.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    [...]
    > Ma se io dico che non sono d'accordo con il
    > signor Tizio, famoso o meno che sia, anzi dico
    > che il signor Tizio ha detto una minchiata bella
    > e buona non è diffamazione, o almeno, non
    > dovrebbe
    > esserlo.

    e io sono d'accordo con te.
    Ma non c'è "si" e "no" e basta.
    Come dicevo all'altro tipo, per rovinarti la vita non basta affermare una cosa vera e negativa.
    Basta ALLUDERE ad un esito non scritto dal suono negativo... associarti a qualcuno... hai visto cosa ha tentato di fare il tipo con cui ho tentato un dialogo qui?

    E' passato da uno schiaffo a Mussolini.

    (Beh, magari a Mussolini sono mancati due schiaffi da piccolo, invece.)

    Quello che succede nella realtà è che come esseri umani sappiamo essere subdoli e malevoli, malvagi, insinuanti, pettegoli e antagonisti di gruppo.

    Sai che anche le teorie dei giochi prendono direttamente in causa l'aspetto "ci perdo ma piuttosto di lasciare in pace l'avversario faccio la mia mossa che dennaggia anche me" ... secondo il grafico dell'intelligenza del grandissimo Cipolla questa azione è completamente STUPIDA ... eppure tu lo sai: in caso di impunità ci si comporta anche così; cioé, tornando alla diffamazione, magari tu puoi associare idee negative senza fare affermazioni probanti ... usare tecniche oratorie o propagandistiche e rovinare l'immagine di uno.

    E senza dire niente di specifico. Questo lede l'onore, la fama, la rispettabilità di una persona/ente.

    E' vero che sembra un caso specioso tirato fuori per i capelli.
    Ma guardiamoci attorno: davvero pensi che siamo migliori di così?
    La maggior parte di noi intendo.
    Tu sarai migliore, eccezionale. Ma allora la legge non ti toccherà, ma non perché tu sia al di sopra... ci sei dentro, sei una brava persona, tutto qui.

    [...]

    > Poi certo se qualcuno si mette a sfasciare tutto,
    > allora si è passato il limite e qualche azione a
    > contrasto va intrapresa, anche se, secondo me,
    > non sempre possiamo andare a piangere dalla
    > magistratura.

    e cosa facciamo, ci facciamo giustizia da soli secondo il nostro metro personale?
    Perchè la magistratura - se funziona - applica ed interpreta una legge che vale per me e per te, non sono io che oggi penso "beh, ma è un Cinese, favorisco Dovella che almeno è italiano, anche se mi pare che non l'abbia fatta pulitissima in quella contestazione.

    > Perchè altrimenti il rischio è quello di
    > incentivare uno stato di polizia, in cui tutti
    > siamo accusabili di qualcosa,e non mi pare
    > davvero una buona
    > idea.

    Ovviamente no. Ma dove tutti sono liberi di fare tutto, nessuno è libero di fare niente. Dove ci sono limiti stabiliti pensando sempre al più debole e in stato di maggior soggezione (il diffamato, non il diffamante, per esempio).

    Quando Pierino e Luigi sono in cortile e Pierino picchia Luigi, lasciar correre non è una buona politica. E quando il papà scende e fa un culo così a Pierino al quale HA GIA' INSEGNATO a non picchiare gli altri, non è "uno stato di polizia" o "eccessivo".
    Eccessivo è stato Pierino con Luigi.
    Il papà è stato la giustizia; certo la giustizia secondo quanto stabilito dalla comunità in cui queste persone vivono.

    Magari altrove avrebbero punito Luigi perché non è stato un valoroso guerriero che risponde subito... (= società che insegna che se non sei furbo sei fesso; tipica italiana)
    O altrove avrebbero tenuto fermo Pierino e avrebbero obbligato Luigi a prenderlo a calci nelle palle (= credo faccia più danno così).

    Se invece non fai niente resta sempre la regola del più forte = Pierino ti prende a calci quando vuole, perché tanto nessuno farà niente ==> the battle of Los Angeles : la gente ha visto che nonostante la polizia fosse in palese violazione della legge non è stata punita ==> ha pensato "se quando fai COSI' TANTO MALE non vieni punito, allora la legge non esiste, e allora spacchiamo tutto, tanto se faccio bene o faccio male fa lo stesso"

    questo succede quanto non c'è la legge.
    che c'è lo stesso, ma è piuttosto stupida.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > [...]
    > > Ma se io dico che non sono d'accordo con il
    > > signor Tizio, famoso o meno che sia, anzi dico
    > > che il signor Tizio ha detto una minchiata bella
    > > e buona non è diffamazione, o almeno, non
    > > dovrebbe
    > > esserlo.
    >
    > e io sono d'accordo con te.
    > Ma non c'è "si" e "no" e basta.
    > Come dicevo all'altro tipo, per rovinarti la vita
    > non basta affermare una cosa vera e negativa.
    >
    > Basta ALLUDERE ad un esito non scritto dal suono
    > negativo... associarti a qualcuno... hai visto
    > cosa ha tentato di fare il tipo con cui ho
    > tentato un dialogo qui?
    >
    >
    > E' passato da uno schiaffo a Mussolini.

    Purtroppo per te, questi sono concetti soggettivi, e la legge non puo' basarsi su concetti soggettivi.

    > Quello che succede nella realtà è che come esseri
    > umani sappiamo essere subdoli e malevoli,
    > malvagi, insinuanti, pettegoli e antagonisti di
    > gruppo.

    Siamo sopravvissuti fino ad ora. Evidentemente e' un sistema che funziona.

    > Sai che anche le teorie dei giochi prendono
    > direttamente in causa l'aspetto "ci perdo ma
    > piuttosto di lasciare in pace l'avversario faccio
    > la mia mossa che dennaggia anche me"

    Basta che tu perda e io vinca, che puoi fare tutte le mosse che ti pare.

    > ... secondo
    > il grafico dell'intelligenza del grandissimo
    > Cipolla questa azione è completamente STUPIDA ...
    > eppure tu lo sai: in caso di impunità ci si
    > comporta anche così;

    "Anche" non significa "solo".
    E come tu sai bene, gli idioti non vengono considerati colpevoli, perche' sono idioti. (non in grado di intendere e di volere dice la legge...)

    > cioé, tornando alla
    > diffamazione, magari tu puoi associare idee
    > negative senza fare affermazioni probanti ...
    > usare tecniche oratorie o propagandistiche e
    > rovinare l'immagine di uno.

    Sono cose all'ordine del giorno.
    Non mi pare che si possa rovinare l'immagine di nessuno con le chiacchere da portineria.

    > E senza dire niente di specifico. Questo lede
    > l'onore, la fama, la rispettabilità di una
    > persona/ente.

    No. Questo fa supporre soggettivamente alla persona/ente di essere stato leso nell'onore, fama etc.
    Ma non e' cosi'.
    Io posso benissimo raccontare ad un comune conoscente cose false su di te, senza incorrere in nessun reato.
    Sta all'intelligenza delle persone dare il giusto peso alle chiacchere.

    > Quando Pierino e Luigi sono in cortile e Pierino
    > picchia Luigi, lasciar correre non è una buona
    > politica. E quando il papà scende e fa un culo
    > così a Pierino al quale HA GIA' INSEGNATO a non
    > picchiare gli altri, non è "uno stato di polizia"
    > o "eccessivo".
    > Eccessivo è stato Pierino con Luigi.

    No. Pierino non picchia Luigi, ma Pierino e Luigi si stanno picchiando.
    Il fatto che magari Pierino sia piu' grosso non deve trarti in inganno.
    Tu scendi e li separi.
    E poi, prima di condannare chiedi ad entrambe le parti che cosa e' successo, perche' se Pierino ha sicuramente sbagliato a picchiare Luigi, magari Luigi ha la sua bella parte di colpa per aver provocato, danneggiato o chissa' che altro, il Pierino.

    > Il papà è stato la giustizia;
    Bella giustizia: giudicare dalle apparenze e condannare senza processo.

    > certo la giustizia
    > secondo quanto stabilito dalla comunità in cui
    > queste persone
    > vivono.

    Ecco. Invece nella nostra comunita' un po' piu' ampia e migliore di quella del tuo cortile, le cose funzionano fortunatamente in modo diverso.
  • @panda rossa

    >legge non puo' basarsi su concetti soggettivi
    Parli di leggi sociali, immagino.
    Se nessuno -con un minimo di giudizio-
    si mette a discutere sul risultato della somma
    di 1 + 1 -base decimale-, tutti sicuramente
    avranno maturato un'idea sull'evento
    "togliere la vita ad una persona".

    >Siamo sopravvissuti fino ad ora.
    Suona più come una consolazione, francamente.

    >Evidentemente e' un sistema che funziona.
    Quando sopravvivi, allora funziona -male o comunque
    non al meglio-.

    >Gli idioti non vengono considerati colpevoli
    >perche' sono idioti
    Propongo di fare leva sulla stima e l'orgoglio,
    scrivendo sui pacchetti di sigarette: "Se fumi sei un idiota".

    >Io posso benissimo raccontare ad un comune
    >conoscente cose false su di te, senza incorrere in nessun reato.
    Finché la discussione rimane tra te e il tuo conoscente.

    >No. Pierino non picchia Luigi, ma Pierino e Luigi si stanno picchiando.
    Da qui in poi hai palesemente riformulato i fatti
    e di conseguenza tratto differenti considerazioni.
    In "Pierino picchia Luigi", il secondo subisce senza reagire.
    E' diverso da come l'hai scritta tu.

    >Bella giustizia: giudicare dalle apparenze e
    >condannare senza processo.
    Io leggo: "..il papà scende e fa un culo così a
    Pierino al quale HA GIA' INSEGNATO a non picchiare gli altri..".
    (il maiuscolo non l'ho inserito io)
    Quale processo potrà mai volere, il padre, quando
    egli ha già chiarito la sua posizione in merito
    alla scelta di usare violenza fisica?

    >..nella nostra comunita' un po' piu' ampia e
    >migliore di quella del tuo cortile..
    Hai travisato ed estremizzato abbastanza, suvvia.
    A proposito, quale comunità intendi con "nostra"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > Se la legge me lo consente, se la legge mi arma,
    > io
    > sparo.
    >
    > Se vieni nel mio blog dove invece del mio nick io
    > mi chiamo Massimo Mantellini, riconoscibile sia
    > come personaggio pubblico a livello nazionale,
    > sia come lavoratore ANCHE nel tal posto fisso tal
    > dei tali, con moglie tizia caia, con vicinato
    > della villetta nel paese di Vattelappesca ... se
    > vieni sul mio blog e, ad esempio, dici che nel
    > mio dayjob non faccio bene e citi un avvenimento
    > (falso) che ha causato un grave danno a tiziocaio
    > (falso) e che lo sanno tutti ma che il gruppo
    > segreto cospirazionista Mante_Low copre tutte le
    > mie malefatte ...
    >
    mah, se è il tuo blog fai prima a censurarlo, o se vuoi fare il bastardo gli editi un poco i commenti. Questo fa girare ancora di più le scatole.
  • Sei riuscito a non farmi concordare assolutamente con nulla di ciò che hai scritto.

    Innanzitutto l'errore di base, IMHO, è proprio nella definizione di "troll" che secondo quanto tratteggiato dall'autore dell'articolo, sarebbe una specie di volgare buzzurro pervicacemente deciso a vergare nella storia, sfruttando il vecchio adagio dello "scripta manent", parole volontariamente offensive, anzi peggio, volontariamente diffamatorie nei confronti di qualcosa o qualcuno nel peggiore dei casi, o un dannoso cretino nel migliore.
    Nelle ultime righe poi apprendiamo che un "troll" sarebbe una specie di stalker che per malvagità o stupideria aggredirebbe supposti "vip" della rete.

    Mai lette niente di + lontano dalla realtà e stupisce il fatto che a scriverlo sia qualcuno che ha visto gli albori della rete e dovrebbe aver ben chiara la differenza tra "troll", "lamer", semplice "cretino da osteria" e via dicendo.

    Siccome io la rete la conosco dai tempi delle BBS lasciatemi dire che la mia idea di "troll puro" è diametralmente opposta a quella disegnata dal Mantellini. I "troll" quelli veri, in generale erano inidividui smaccatemente intelligenti, mediamente +colti degli altri, che riuscivano a sostenere posizioni insostenibili a colpi di parole e frasi credibili, che umiliavano i propri interlocutori senza offenderli o al peggio li offendevano senza diffamarli. Personaggi che spesso si scagliavano contro modi di pensare vecchi e superficiali prima che contro le persone, che mettevano in discussione luoghi comuni e idee prima che le persone o i personaggi.

    Poi d'accordo, tanto + la rete è diventata accessibile alla massa questa idea di "trollaggio signorile" è venuta via via meno, e oggi questo tipo di troll intellettuale si incontra raramente, eppure ancora oggi il concetto di trolling è, a mio modestissimo parere, ancora lontano dall'insulto e dalla pura diffamazione di cui parla Mantellini.
    Ancora oggi, quando su queste pagine vedo utilizzare la parola "troll" come offesa rivolta da qualche lamer a qualche altro trovo un moto di ribrezzo.
    Per esempio i pirate-haters che vengono qui ad insultare e basta non sono troll, sono semplici cretini telematici, le loro manifestazioni di ignoranza e dabbenaggine non sono tecniche di trolling, ma il semplice affiorare dei limiti umani degli ometti che stanno dietro ai nick che usano per nascondersi.

    In secundis, è assolutamente vero che nel momento in cui si mettono in mezzo poliziotti e giudici in una discussione "da bar" come dovrebbero considerate molte delle discussioni della rete, il rischio è che vengano anzi che veniamo condannati tutti, il tutto a detrimento die diritti universalmente riconosciuti di libertà di parola critica e che se si decontestualizzano frasi e discussioni tutto può apparire materiale buono per mandare in galera la gente. Ma Mantellini sembra voler attribuire la colpa di questo pericolo per la democrazia ai "troll" stessi e non alla infantile volgia di ripicca di chi non si sa difendere in una discussione da bar, per l'appunto. La colpa semmai è l'incapacità di contestualizzare correttamente frasi, articoli, chat e tweet. una incapacità che è solo parzialmente attribuibile a polizie e magistratura e che è+ che altro il limite sociale di una cosietà che continua a prendersi troppo sul serio. Una incapacità che discende dalla mancanza di buon senso che ormai pervade ogni attività umana.

    Innanzitutto quella stessa mancanza che non fa + distinguere un troll da un criminale.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > Per esempio i pirate-haters che vengono qui ad
    > insultare e basta non sono troll, sono semplici
    > cretini telematici, le loro manifestazioni di
    > ignoranza e dabbenaggine non sono tecniche di
    > trolling, ma il semplice affiorare dei limiti
    > umani degli ometti che stanno dietro ai nick che
    > usano per
    > nascondersi.

    ma dovella è il nome o il cognome?A bocca aperta

    > Ma Mantellini sembra voler attribuire la colpa di
    > questo pericolo per la democrazia ai "troll"
    > stessi e non alla infantile voglia di ripicca di
    > chi non si sa difendere in una discussione da
    > bar, per l'appunto.

    Ma scusa se qui scrivo: "politico X ladro", non penserai che venga il signor X al bar pi a difendersi, vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: andro
    > - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > > Per esempio i pirate-haters che vengono qui ad
    > > insultare e basta non sono troll, sono semplici
    > > cretini telematici, le loro manifestazioni di
    > > ignoranza e dabbenaggine non sono tecniche di
    > > trolling, ma il semplice affiorare dei limiti
    > > umani degli ometti che stanno dietro ai nick che
    > > usano per
    > > nascondersi.
    >
    > ma dovella è il nome o il cognome?A bocca aperta
    >

    Bravo non hai capito niente neanche tu.

    > > Ma Mantellini sembra voler attribuire la colpa
    > di
    > > questo pericolo per la democrazia ai "troll"
    > > stessi e non alla infantile voglia di ripicca di
    > > chi non si sa difendere in una discussione da
    > > bar, per l'appunto.
    >
    > Ma scusa se qui scrivo: "politico X ladro", non
    > penserai che venga il signor X al bar pi a
    > difendersi,
    > vero?


    Il signor X nel momento in cui ha deciso di fare il politico ha accettato implicitamente il fatto che qualcuno in qualche discussione lo chiamasse ladro. Se non lgi sta bene, si ritiri a vita privata.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > - Scritto da: andro
    > > > Ma Mantellini sembra voler attribuire
    > la
    > colpa
    > > di
    > > > questo pericolo per la democrazia ai
    > "troll"
    > > > stessi e non alla infantile voglia di
    > ripicca
    > di
    > > > chi non si sa difendere in una
    > discussione
    > da
    > > > bar, per l'appunto.
    > >
    > > Ma scusa se qui scrivo: "politico X ladro",
    > non
    > > penserai che venga il signor X al bar pi a
    > > difendersi,
    > > vero?
    >
    >
    > Il signor X nel momento in cui ha deciso di fare
    > il politico ha accettato implicitamente il fatto
    > che qualcuno in qualche discussione lo chiamasse
    > ladro. Se non lgi sta bene, si ritiri a vita
    > privata.

    il politico era solo un esempio, potrebbe essere un personaggio pubblico qualsiasi, che magari ha di meglio da fare che difendere la sua reputazione su pi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: andro
    > - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > > - Scritto da: andro
    > > > > Ma Mantellini sembra voler
    > attribuire
    > > la
    > > colpa
    > > > di
    > > > > questo pericolo per la democrazia
    > ai
    > > "troll"
    > > > > stessi e non alla infantile voglia
    > di
    > > ripicca
    > > di
    > > > > chi non si sa difendere in una
    > > discussione
    > > da
    > > > > bar, per l'appunto.
    > > >
    > > > Ma scusa se qui scrivo: "politico X
    > ladro",
    > > non
    > > > penserai che venga il signor X al bar
    > pi
    > a
    > > > difendersi,
    > > > vero?
    > >
    > >
    > > Il signor X nel momento in cui ha deciso di
    > fare
    > > il politico ha accettato implicitamente il
    > fatto
    > > che qualcuno in qualche discussione lo
    > chiamasse
    > > ladro. Se non lgi sta bene, si ritiri a vita
    > > privata.
    >
    > il politico era solo un esempio, potrebbe essere
    > un personaggio pubblico qualsiasi, che magari ha
    > di meglio da fare che difendere la sua
    > reputazione su
    > pi.

    Se ha di meglio da fare, allora la sua reputazione non è poi così tanto minacciata da una discussione su pi, o no?

    Ad ogni modo, non è esattamente quello che stavo dicendo. Dicevo che la diffamazione, e una discussione accesa sono concetti diversi, che ormai si fa fatica a delineare, come la discussione tra me e te, ha efficacemente evidenziato.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > - Scritto da: andro
    > > - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > > > - Scritto da: andro
    > > > > > Ma Mantellini sembra voler
    > > attribuire
    > > > la
    > > > colpa
    > > > > di
    > > > > > questo pericolo per la
    > democrazia
    > > ai
    > > > "troll"
    > > > > > stessi e non alla infantile
    > voglia
    > > di
    > > > ripicca
    > > > di
    > > > > > chi non si sa difendere in una
    > > > discussione
    > > > da
    > > > > > bar, per l'appunto.
    > > > >
    > > > > Ma scusa se qui scrivo: "politico X
    > > ladro",
    > > > non
    > > > > penserai che venga il signor X al
    > bar
    > > pi
    > > a
    > > > > difendersi,
    > > > > vero?
    > > >
    > > >
    > > > Il signor X nel momento in cui ha
    > deciso
    > di
    > > fare
    > > > il politico ha accettato implicitamente
    > il
    > > fatto
    > > > che qualcuno in qualche discussione lo
    > > chiamasse
    > > > ladro. Se non lgi sta bene, si ritiri a
    > vita
    > > > privata.
    > >
    > > il politico era solo un esempio, potrebbe
    > essere
    > > un personaggio pubblico qualsiasi, che
    > magari
    > ha
    > > di meglio da fare che difendere la sua
    > > reputazione su
    > > pi.
    >
    > Se ha di meglio da fare, allora la sua
    > reputazione non è poi così tanto minacciata da
    > una discussione su pi, o
    > no?
    >
    > Ad ogni modo, non è esattamente quello che stavo
    > dicendo. Dicevo che la diffamazione, e una
    > discussione accesa sono concetti diversi, che
    > ormai si fa fatica a delineare, come la
    > discussione tra me e te, ha efficacemente
    > evidenziato.
    infatti siamo d'accordo su quasi tuttoOcchiolino
    non+autenticato
  • > ma dovella è il nome o il cognome?A bocca aperta

    Dovella era un troll "storico" di questo e altri forum... ma ormai è da anni che non si fa sentire.

    Immagina uno tipo ruppolo, ma che invece di essere fissato con apple era fissato con windows.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    >
    > Immagina uno tipo ruppolo, ma che invece di
    > essere fissato con apple era fissato con
    > windows.

    con la piccola differenza che dovella
    sparava un mare di BALLE

    del resto per difendere l'indifendibile (AKA MS)...
  • opinioni molto personali comunque.
    anche i vari jargon sparsi in giro per il mondo, persino quelli più vecchi, non condividono il tuo modo di vedere il troll.

    tra l'altro - se non ricordo male, naturalmente - i troll erano classificati in varie tipologie (tipo questa roba http://www.smosh.com/smosh-pit/articles/18-types-o... , ma ovviamente la volatilità di internet non ci permette velocemente di trovare una fonte "antica")

    ci sarà anche stato il frustrato pedante che descrivi tu (comunque un rompiballe, visto che palesemente la netiquette li riconosce come persone che entrano in chiesa a bestermmiare, intenzionati ad etnrare e parlare entrare dove la regola lo vieta e non sono graditi dalla comunità, non è una comunità in cui nasci e la gente non ti fa vivere come vuoi) ...

    ma spesso c'era il fissato di una posizione o un cretino che va in giro a insultare la gente o categorie di persone... quasi tutti davano per vero ciò che affermavano, qualsiasi cosa dicessero.

    Proprio come al bar.

    Ma il bar ha un'audience limitata ... se pure esiste l'inguria, si trasforma in due secondi in diffamazione a seconda, appunto dell'audience.

    quindi ok, non sei d'accordo, ma di sicuro il troll non è quel bel signorino che dici, non solo, perlomeno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fex A Kioto
    > opinioni molto personali comunque.

    Ci sono forse opinioni che non lo sono?

    > anche i vari jargon sparsi in giro per il mondo,
    > persino quelli più vecchi, non condividono il tuo
    > modo di vedere il
    > troll.
    >

    vivaddio, il mondo è bello perchè è vario.
    Poi, concordo, io ho una visione molto romantica della rete d'altri tempi.
    Succede quando si inizia a "fare vecchi".

    > tra l'altro - se non ricordo male, naturalmente -
    > i troll erano classificati in varie
    > tipologie (tipo questa roba
    > http://www.smosh.com/smosh-pit/articles/18-types-o
    >
    > ci sarà anche stato il frustrato pedante che
    > descrivi tu (comunque un rompiballe, visto che
    > palesemente la netiquette li riconosce come
    > persone che entrano in chiesa a bestermmiare,
    > intenzionati ad etnrare e parlare entrare dove la
    > regola lo vieta e non sono graditi dalla
    > comunità, non è una comunità in cui nasci e la
    > gente non ti fa vivere come vuoi)
    > ...
    >

    Il punto è che a me piace pensare che un mondo dove essere sgraditi non è necessariamente una colpa è un mondo migliore.
    Il conformismo è la peggiore delle schiavitù.
    Essere rompiballe non è la stessa cosa di essere dei criminali.

    > ma spesso c'era il fissato di una posizione o un
    > cretino che va in giro a insultare la gente o
    > categorie di persone... quasi tutti davano per
    > vero ciò che affermavano, qualsiasi cosa
    > dicessero.
    >
    > Proprio come al bar.
    >
    > Ma il bar ha un'audience limitata ... se pure
    > esiste l'inguria, si trasforma in due secondi in
    > diffamazione a seconda, appunto
    > dell'audience.
    >
    > quindi ok, non sei d'accordo, ma di sicuro il
    > troll non è quel bel signorino che dici, non
    > solo,
    > perlomeno.

    Ma per carità, ripeto, ognuno è libero di pensarla come crede, nel rispetto del prossimo.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella


    > vivaddio, il mondo è bello perchè è vario.
    > Poi, concordo, io ho una visione molto romantica
    > della rete d'altri
    > tempi.
    > Succede quando si inizia a "fare vecchi".

    non ti dico quanto sono giovane o vecchioOcchiolino
    non ho usato i BBS perché non potevo permettermi i costi del modem.

    comunque già nel 2003 (più o meno l'inizio della caduta della netiquette più nota) c'erano in giro quei vecchi documenti... e credo che su usenet ci siano gli elenchi testuali. Il troll non è di un solo tipo.Occhiolino

    > Il punto è che a me piace pensare che un mondo
    > dove essere sgraditi non è necessariamente una
    > colpa è un mondo
    > migliore.

    io comprendo le tue parole, ma pensa ad altri dieci che sono li tranquilli e arrivi tu... diranno

    "a noi piace pensare che" --> una cosa diversaOcchiolino

    e se tu hai spazio per essere quello che sei senza andare apposta a pestare i piedi agli altri (e su internet, diversamente dal mondo fisico, questo è possibile) , ma scegli di andare dove tutti amano vestirsi di bianco e vestirti di verde e fare "ué, come va?" aspettandoti sorrisi... capisci che in realtà sei un trollSorride

    > Il conformismo è la peggiore delle schiavitù.

    "voi anticonformisti siete tutti uguali" diceva quel tale, no?Sorride

    Comunque questa che affermi qui sopra sa così tanto da diktat... che rischia di diventare conformismo, scherzi a parte.

    > Essere rompiballe non è la stessa cosa di essere
    > dei
    > criminali.

    So distinguere le due cose: ma è l'inizio di un modo di concepire la violazione dello spazio altrui, dell'altro: di permettersi sempre di violare qualcosa dell'altro. Se c'è un buon motivo (esempio: io rubo, tu mi denunci, si prova che sia vero, tu mi sputtani e lo dici) io credo sia sacrosanto "rompere le balle" perché si tratta di attivismo.
    In questo senso, proprio nell'esempio che ti ho fatto, non trovo giusta la stessa legge sulla diffamazione, che non tiene affatto conto della verità delle affermazione. Se nessuno sa che il giudicato è colpevole e ha scontato la pena, se non è un personaggio pubblico, dire questi fatti suoi è diffamazione.
    Un po' lo capisco, ma un po' non lo trovo giusto. Io voglio sapere se eri ladro, se ci sei cascato. Non ti voglio trattare come una cacca, ma voglio dirti apertamente : guarda che quando ti assumo NON potrai stare alla cassa e non volermene, ma la carne è debole e tu lo sai.
    Per esempio.


    > Ma per carità, ripeto, ognuno è libero di
    > pensarla come crede, nel rispetto del
    > prossimo.

    E' appunto il rispetto del prossimo la questoneOcchiolino

    Ciao!!Sorride
    non+autenticato
  • vabbè... il senso dell'articolo è abbastanza chiaro e, in fondo, anche abbastanza condivisibile...

    ma, tra le righe, c'è qualcosa che stride alquanto...

    traspare da parte dell'articolista l'affermazione di un giudizio su chi sia troll e chi no, su quali siano le espressioni di pensiero assimilabili a cretinate/stupidate e quali no, su quali siano i comportamenti in rete abbietti/riprorevoli e quali no... e forse anche su quale sia il confine tra "trollaggio" e diffamazione...

    ma se anche chi scrive un articolo in cui, in qualche modo, si difende la libertà di espressione, si sente di poter esprimere questo genere di valutazioni, poi risulta un po' difficile dire che lo stato non dovrebbe farlo...

    il rischio concreto è che la tendenza legislativa, nella Gran Bretagna conservatrice di David Cameron così come nelle democrazie occidentali che tipicamente nella gestione della libera espressione dei propri cittadini sanno dare il peggio di sé, si decida di adattare Internet alle norme e non viceversa. Fra oggettive complessità e le eterne paranoie dello stato di polizia, perfino attività come il trolling, splendida cretineria perditempo nata con Internet e mai sufficientemente biasimata, rischia di diventare l'anticamera della diffamazione o del reato di stalking
    non+autenticato
  • - Scritto da: se anche
    > vabbè... il senso dell'articolo è abbastanza
    > chiaro e, in fondo, anche abbastanza
    > condivisibile...
    >
    > ma, tra le righe, c'è qualcosa che stride
    > alquanto...
    >
    >
    > traspare da parte dell'articolista l'affermazione
    > di un giudizio su chi sia troll e chi no, su
    > quali siano le espressioni di pensiero
    > assimilabili a cretinate/stupidate e quali no, su
    > quali siano i comportamenti in rete
    > abbietti/riprorevoli e quali no... e forse anche
    > su quale sia il confine tra "trollaggio" e
    > diffamazione...

    E i confini tra impunità, essere permaloso, linea "editoriale" ipocrita o faziosa, manifesti ignorantelli non li mettiamo?
    non+autenticato
  • l' iTroll per eccellenza? Lo si può denunziare?naa io direi di no,alla fine è simpatico nelle sue fantasiose usciteA bocca aperta
    non+autenticato
  • Ma che vuoi denunziare, troll? Troll
    non+autenticato
  • - Scritto da: mrico
    > l' iTroll per eccellenza? Lo si può
    > denunziare?naa io direi di no,alla fine è
    > simpatico nelle sue fantasiose uscite
    >A bocca aperta

    Ma lui sarebbe contento di una cosa simile in italia, ricordiamoci che lui è anti anonimatoA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Allora per un po' posso continuare a trollare! Sorride
    non+autenticato
  • Non ti preoccupare... questa è un'area protetta, tipo Gran Paradiso.Occhiolino
    non+autenticato
  • Grazie caro crumiro. Sorride
    non+autenticato