L'inchiostro antipatico

Se non vengono letti entro due mesi, il contenuto dei libri si dissolve

Uno dei problemi maggiori lamentati dall'editoria cartacea deriva da un ritardato utilizzo dei libri acquistati. In parole povere, i lettori acquistano un volume e, per mancanza di tempo, lo lasciano ad impolverarsi nella libreria di casa, sulla scrivania dello studio o sul comodino accanto al letto per mesi e mesi, senza che le sue pagine vengano minimamente sfogliate. Questa "tradizione" rallenta l'acquisto di un altro libro e il mercato tende così ad una stasi di difficile recupero, impedendo agli editori nuovi investimenti. Una casa editrice argentina, la Eterna Cadencia, proprietaria anche di una schiera di librerie sudamericane, ha voluto però investire comunque sui giovani scrittori del paese, ma cercando di arginare il fenomeno dell'invecchiamento del libro, per trarne così un profitto immediato. L'editore si è quindi affidato alla famosa agenzia pubblicitaria DraftFCB, che ha avuto un'idea a dir poco fuori dal comune: i libri a scadenza. In pratica, i tomi venduti dovranno essere letti entro e non oltre 60 giorni. Allo scadere di questo termine, le parole contenute nella stampa tenderanno a scomparire, lasciando le pagine completamente vuote.

libro a scadenza


Il lettore si troverà così privato del contenuto del libro e, quindi, del libro stesso. Questa durata a tempo è ottenuta attraverso l'uso di un apposito inchiostro, che a contatto con aria e luce tende a sbiadire fino a scomparire. Il comportamento è simile a quello dell'inchiostro simpatico, anche se l'effetto che se ne ottiene non può essere certo definito con lo stesso aggettivo.
L'obiettivo dell'editore e dell'agenzia pubblicitaria, oltre a mirare probabilmente ad incuriosire gli acquirenti, è di invogliare il lettore a terminare il libro prima di ritrovarsi con un mucchio di fogli bianchi. In questo modo, si fa leva sulla spesa sostenuta, che, al termine dei due mesi, i più pigri percepiranno come un investimento insulso: chi non ha letto il libro si troverà in mano il nulla. La casa editrice e l'agenzia pubblicitaria, dall'alto delle proprie concertazioni numeriche sul venduto, non hanno però tenuto conto che la lettura è un piacere e, come tale, deve essere sorbita dal lettore nei momenti che egli stesso ritiene più opportuni, senza fretta. Inoltre, ci sono persone che comprano libri anche per il solo gusto di sfogliarli o tenerli in libreria e altre che amano dopo qualche tempo tornare sui volumi già letti, per riviverli alla luce di nuove esperienze personali o semplicemente per rileggerne i passi ritenuti speciali.

Questa obsolescenza programmata così effimera di un bene che da sempre viene considerato eterno non sembrerebbe quindi un modo per movimentare il mercato, quanto piuttosto un metodo per limitare il diritto dell'acquirente sul contenuto, fruibile solamente per un determinato periodo di tempo.



(via TheVerge)
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