I tanti nomi della PA digitale

di dott.ssa S.Ungaro (www.studiolegalelisi.it) - Nasce l'Agenzia per l'Italia Digitale e tramonta DigitPA: ma cambiare il nome alle cose non basta a fare innovazione

Roma - Con gli artt. 18 e ss. del D.l. n. 83/2012 (Decreto sviluppo 2012) è stata istituita l'Agenzia per l'Italia Digitale, ente preposto agli obiettivi dell'Agenda digitale italiana, in base agli indirizzi di intervento elaborati dalla Cabina di regia di cui all'art. 47 del D.l. n. 5/2012.

Per espressa previsione dell'articolo 20 del Decreto sviluppo, sono affidate alla costituenda Agenzia le funzioni di coordinamento, di indirizzo e di regolazione affidate a DigitPA dalla normativa vigente e, in particolare, dall'articolo 3 del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177, ossia funzioni di consulenza e proposta, di emanazione di regole, standard e guide tecniche, di vigilanza e controllo sul rispetto di norme, di valutazione, di monitoraggio e di coordinamento, di predisposizione, realizzazione e gestione di interventi e progetti di innovazione, nonché pareri tecnici, obbligatori e non vincolanti, sugli schemi di contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni centrali, superiori ad una determinata soglia, concernenti l'acquisizione di beni e servizi relativi ai sistemi informativi automatizzati. In tal modo, il citato Decreto legge ha apportato implicitamente modifiche anche a molti articoli del Codice dell'Amministrazione Digitale che attribuivano determinate funzioni a DigitPA, in considerazione della circostanza che, in base a quanto stabilito dall'art. 22, dalla data di entrata in vigore del citato Decreto, DigitPA e l'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione sono soppressi.

In particolare, la nuova Agenzia per l'Italia Digitale:
a) contribuisce alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica, anche mediante l'accelerazione della diffusione delle Reti di nuova generazione (NGN);
b) elabora indirizzi, regole tecniche e linee guida in materia di omogeneità dei linguaggi, delle procedure e degli standard, anche di tipo aperto, per la piena interoperabilità e cooperazione applicativa tra i sistemi informatici della pubblica amministrazione e tra questi e i sistemi dell'Unione Europea;
c) assicura l'uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici destinati ad erogare servizi ai cittadini ed alle imprese, garantendo livelli omogenei di qualità e fruibilità sul territorio nazionale, nonché la piena integrazione a livello europeo;
d) supporta e diffonde le iniziative in materia di digitalizzazione dei flussi documentali delle amministrazioni, ivi compresa la fase della conservazione sostitutiva, accelerando i processi di informatizzazione dei documenti amministrativi e promuovendo la rimozione degli ostacoli tecnici che si frappongono alla realizzazione dell'amministrazione digitale e alla piena ed effettiva attuazione del diritto all'uso delle tecnologie di cui all'articolo 3 del Codice dell'amministrazione digitale;
e) vigila sulla qualità dei servizi e sulla razionalizzazione della spesa in materia informatica, in collaborazione con CONSIP Spa, anche mediante la collaborazione inter-istituzionale nella fase progettuale e di gestione delle procedure di acquisizione dei beni e servizi, al fine di realizzare l'accelerazione dei processi di informatizzazione e risparmi di spesa;
f) promuove e diffonde le iniziative di alfabetizzazione informatica rivolte ai cittadini, nonché di formazione e addestramento professionale destinate ai pubblici dipendenti, anche mediante intese con la Scuola Superiore della pubblica amministrazione e il Formez, e il ricorso a tecnologie didattiche innovative; g) effettua il monitoraggio dell'attuazione dei piani di Information and Communication Technology (ICT) delle pubbliche amministrazioni, redatti in osservanza delle prescrizioni di cui alla lettera b), sotto il profilo dell'efficacia ed economicità proponendo agli organi di governo degli enti e, ove necessario, al Presidente del Consiglio dei Ministri i conseguenti interventi correttivi.
Preme sottolineare che la nuova Agenzia per l'Italia Digitale sembra solo l'ultimo espediente di un Legislatore che pare voler dissimulare la perdurante assenza di investimenti in tecnologie digitali nel Paese, mediante la creazione di organismi ed enti sempre nuovi e preposti al coordinamento di future iniziative in materia.
Non può non ricordarsi, infatti, l'avvicendarsi nel corso degli anni dell'AIPA (Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione), del CNIPA (Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione), di DigitPA e, infine, della neonata Agenzia per l'Italia Digitale.
Peraltro, questo tourbillon di soggetti, preposti sostanzialmente allo svolgimento delle medesime funzioni (che, tuttavia, si sarebbero potute ampliare nel corso degli anni ed essere conferite alla stessa Autorità, senza necessariamente sopprimere enti e crearne di nuovi), appare ancora più incomprensibile se si considera che sono oggetto di trasferimento non solo le funzioni che erano state assegnate a DigitPA, ma anche tutto il personale di ruolo, nonché le risorse finanziarie e strumentali degli enti soppressi (art. 22, co. 3, D.l. n. 83/2012), senza che siano stanziati nuovi fondi per l'attuazione dei nuovi obiettivi (art. 22, co. 8 del Decreto).

Dott.ssa Sarah Ungaro

Digital & Law Department - Studio Legale Lisi
13 Commenti alla Notizia I tanti nomi della PA digitale
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  • ho lavorato nella PA (IT), poi sono scappato.

    Prima era AIPA, poi CNIPA, poi DigitPA, ora è diventata "Agenzia per l'Italia Digitale". Prossimo anno magari un nome inglese che è più geek e fa più figo.

    Solita fuffa...tra qualche mese pubblicheranno un nuovo CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale) e il ministro di turno andrà in giro a dire "E' una rivoluzione, la PA cambia e bla bla bla"
    Intanto ci sarà sempre una stampante in ogni ufficio e continueranno a stampare le email per protocollarle.
    non+autenticato
  • Io non sono ancora scappato.
    La tentazione è molta. Sono da solo nel ced. Devo ancora fare le ferie del 2008-09-10-11-12.. E gli straordinari sono solo recuperi.
    Se parli in giro sei un fannullone grazie a quel nano frustrato di Brunetta...
    Ma è uno scandalo che non esista un unico software.
    Dovrebbero fare una gara UNICA per l'anagrafe, stato civile, questure, prefetture..
    La P.A. è una azienda con 10.000 filiali. E' mai possibile che una azienda paghi 10.000 volte per avere lo stesso software?
    Come se la fiat usasse software diversi per ogni sede...

    Facendo così, purtroppo poi proliferano le muncipalizzate-provincializzate-regionalizzate. Dei veri stipendifici che creano finti progetti, tutti rigorosamente incompatibili tra loro.
    Delle cattedrali nel deserto. Con la differenza che nessuno le vede..
  • Di fatto sara' un ente inutile con poteri nulli che non fara' altro che assorbire risorse senza avere nessun "potere" effettivo di dettare standard e/o altro.
    La butto li, ma ci vuole tanto a pescare un gruppo di gente che nell IT ci lavora, fargli raccogliere le esigenze, fargli studiare una specie di sistema operativo per la PA e obbligare TUTTA la PA ad usare questo?
    Gli standard ci sono e sono aperti, quindi non ci si deve legare ad un solo fornitore, il problema non e' tecnico, e' squisitamente politico, ognuno non vuole mollare il suo orticello quindi proliferano accozzaglie di soluzioni divresissime le une dalle altre.
    Il lavoro dei tecnici fatelo fare ai tecnici veri, i politici devono starne fuori da queste cose.
    DuDe
    896
  • - Scritto da: DuDe
    > Di fatto sara' un ente inutile con poteri nulli
    > che non fara' altro che assorbire risorse senza
    > avere nessun "potere" effettivo di dettare
    > standard e/o
    > altro.

    In tal caso l'ente conseguirebbe lo scopo per il quale e' stato costituito.

    > La butto li, ma ci vuole tanto a pescare un
    > gruppo di gente che nell IT ci lavora, fargli
    > raccogliere le esigenze, fargli studiare una
    > specie di sistema operativo per la PA e obbligare
    > TUTTA la PA ad usare questo?

    E' una domanda retorica?

    > Gli standard ci sono e sono aperti, quindi non ci
    > si deve legare ad un solo fornitore,

    Non ci si deve legare a nessun fornitore.
    Esistono soluzioni open in tutti i campi dell'IT

    > il problema
    > non e' tecnico, e' squisitamente politico, ognuno
    > non vuole mollare il suo orticello quindi
    > proliferano accozzaglie di soluzioni divresissime
    > le une dalle
    > altre.

    Ma va?

    > Il lavoro dei tecnici fatelo fare ai tecnici
    > veri, i politici devono starne fuori da queste
    > cose.

    Bravo. Cosi' poi la gente si rende conto che i politici non servono, e assalterebbero la bastiglia con torce e forconi.
  • - Scritto da: DuDe

    > La butto li, ma ci vuole tanto a pescare un
    > gruppo di gente che nell IT ci lavora, fargli
    > raccogliere le esigenze, fargli studiare una
    > specie di sistema operativo per la PA e obbligare
    > TUTTA la PA ad usare questo?

    Per fare cosa di preciso?

    La PA fa compiti altamente specializzati. Tanti. Diversi.
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: DuDe
    >
    > > La butto li, ma ci vuole tanto a pescare un
    > > gruppo di gente che nell IT ci lavora, fargli
    > > raccogliere le esigenze, fargli studiare una
    > > specie di sistema operativo per la PA e
    > obbligare
    > > TUTTA la PA ad usare questo?
    >
    > Per fare cosa di preciso?
    >
    > La PA fa compiti altamente specializzati. Tanti.
    > Diversi.
    per esempio trattare le informazioni, ci sono 74000 archivi diversi, non credo serva un genio perche' siano messi in relazione l'uno con l'altro, esempio banale, prima di qualche anno fa' per sapere se un indagato avesse dei C/C e su quali banche, la gdf doveva spedire FAX a tutte le banche con la richiesta di informazioni, ora epr fortuna a quanto ne so c'e' un archivio ove e' possibile fare interrogazioni.
    Interecettazioni, possibile che uno stato debba pagare uin gestore telefonico per non fare nulla? vuoi operare qui? bene, stanzetta a disposizione, se il giudice autorizza, si interecetta senza costi, visto che intercettare conversazioni da cellulari praticamente costa zero e le chiamate le pagano gli utenti.
    Standardizzare per esempio il software di protocollo per le pratiche, cosi' se ti spostano di ufficio non devi reimparare di nuovo, digitalizzare il cartaceo dei tribunali e metterlo a disposizione di tutte le procure tramite un software unico per tutte le procure, permettere agli avvocati di poter accedere, previo riconoscimento, a questa documentazione.
    Dotare il cittadino di una carta a microchip in cui c'e' registrata la sua impronta digitale, attraverso questa il cittadino chiede e ottiene, in formato elettronico firmato digitalemnte, la documentazione che gli serve, che so carichi pendenti, casellario giudiziario, certificati vari, ancora meglio se questi servono per altri documenti, fornisci il tesserino et voila' bniente sbattimento tra uffici diversi per cose che OGGI si possono fare con un click
    DuDe
    896
  • Per cortesia basta questi articoli in legalese. Fateli scrivere a qualcuno capace di rendere queste notizie più digeribili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Per cortesia basta questi articoli in legalese.
    > Fateli scrivere a qualcuno capace di rendere
    > queste notizie più
    > digeribili.

    ***legalese?? e dove sarebbe scritto in legalese??
    guarda che questa d.ssa ha solo ripreso passi di una normativa...che avrebbe dovuto fare secondo te? riscriverla??
    se non sei in grado di leggere neppure un articolo così semplice e immediato di cronaca giuririco/istituzionale mi sa che è un problema più tuo e non certo di Punto Informatico! magari sei più abituato a leggere Novella 2000 solitamente!
    a me sembra tutto chiarissimo sinceramente e non sono certo un avvocato, ma un semplice e umile sistemista!
    non è che sei tu, invece, un collega geleso della Sarah Ungaro? Magari è pure carina...devi cambiare strategia!!!
    :D
    comunque mi complimento invece con Sarah Ungaro per la chiarezza e immediatezza...e ce ne fossero tanti di articoli scritti in "legalese" così!!!
    non+autenticato
  • Butto lí un'idea, probabilmente neanche nuova ...
    Ci si potrebbe organizzare in un gruppo di volonterosi, con lo scopo di:
    - raccogliere le idee e formulare proposte sensate e realizzabili (quelle che in tutti questi anni sono state accuratamente evitate);
    - interloquire con la nuova agenzia, presentando le proposte identificate, in modo da avere gli opportuni pareri tecnici e legislativi;
    - farsi dare informazioni dall'agenzia sui fondi disponibili, sui capitoli di spesa, etc. etc.
    - costringere l'agenzia a motivare eventuali rifiuti all'adozione, mettendoci la faccia e dovendosi confrontare con la pubblica opinione, nel caso le motivazioni non fossero più che ragionevoli;

    ... qualcuno è interessato ad imbarcarsi in quest'impresa ...?
  • - Scritto da: andy61
    > Butto lí un'idea, probabilmente neanche nuova ...
    > Ci si potrebbe organizzare in un gruppo di
    > volonterosi, con lo scopo
    > di:
    > - raccogliere le idee e formulare proposte
    > sensate e realizzabili (quelle che in tutti
    > questi anni sono state accuratamente
    > evitate);
    > - interloquire con la nuova agenzia, presentando
    > le proposte identificate, in modo da avere gli
    > opportuni pareri tecnici e
    > legislativi;
    > - farsi dare informazioni dall'agenzia sui fondi
    > disponibili, sui capitoli di spesa, etc.
    > etc.
    > - costringere l'agenzia a motivare eventuali
    > rifiuti all'adozione, mettendoci la faccia e
    > dovendosi confrontare con la pubblica opinione,
    > nel caso le motivazioni non fossero più che
    > ragionevoli;
    >
    > ... qualcuno è interessato ad imbarcarsi in
    > quest'impresa
    > ...?

    qualcosa del genere lo faranno (già lo fanno) di sicuro le lobby di multinazionali (incluse certe "aziende" nostrane e relative logge di riferimento) e certi "gruppi" nostrani di interesse politico-economico

    di sicuro le "idee" e le "proposte" di costoro avranno grande "udienza" presso la "nuova" Agenzia per l'Italia Digitale, più difficile che lo stesso accada per le idde e proposte (certamante ben diverse dalle precedenti) di un qualsiasi gruppo di volenterosi proattivi...

    (a meno che tu non stia pensando a porgere qualcosa di più "forte" di qualche cortese suggerimento...)
    non+autenticato
  • Credo molto nel fatto che gli italiani debbano rimboccarsi le maniche e darsi da fare.
    Soldi dallo Stato non ne arriveranno più, e questo forse è un bene, perché screma tante persone che puntavano ai soldi e non agli obiettivi finali.

    Tutto sommato l'idea potrebbe essere assimilabile a quella della proposta di leggi di iniziativa popolare: si fornisce la pappa fatta a chi deve deliberare, in modo che debbano soltanto fare la fatica di approvare.
    E costi invece molta più fatica dover giustificare eventuali dinieghi.

    ... sono un utopista, lo so ...
  • Molti nomi ma poche idee e sopratutto ben confuse!
    AIPA CNIPA DigitPA e chi più ne ha più ne metta.
    Il problema è che non sono mai chiari gli obiettivi...
    Mentre esempi virtuosi (anzi virtuosissimi) da imitare ce ne sarebbero eccome.
    Più che di un tuttologo IT di stato (come italicamente si è sempre fatto) quello cle tecnologie che in italia palesemente manca è una struttura qualificata 8e rigorosamente indipendente tecnicamente) in grado di dettare gli standard, i percorsi e le regole con cui si applicano nelle PA.

    In una parola quello che ci serve è il NIST (National Institute of Standards and Technology)
    http://www.nist.gov
    Quello che abbiamo invece sono appunto AIPA, CNIPA, DigitPA .... e via elencando... e non è questione di nome ma di obiettivi, mission, e professionalità specifiche e con curricula trasparenti (basta con gli amici degli amici).
    non+autenticato
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