Roma - Con 441 voti favorevoli, il Parlamento russo ha
approvato il famigerato disegno di legge
89417-6, fortemente voluto dalle autorità di Mosca per combattere la proliferazione online di contenuti
pericolosi.
Dalla pedopornografia alla promozione di sostanze stupefacenti, dall'incitamento all'odio alla violenza verso se stessi.
Materiale ritenuto dannoso per quasi 150 milioni di netizen, ora alle prese con una nuova lista nera di spazi Web. Stando alle principali misure introdotte dal
disegno di legge, i gestori di blog e siti
riceveranno un perentorio ultimatum per l'immediata rimozione dei contenuti pericolosi.
Appena 24 ore di tempo per eliminare il materiale incriminato, per evitare
misure più drastiche come il blocco totale delle pagine. In caso d'inadempienza, le autorità russe potranno
inserire un determinato dominio all'interno della blocklist di URL che verrebbe così girata ai principali provider del paese.
In attesa della firma del Presidente Vladimir Putin, l'adozione parlamentare della proposta di legge
89417-6 ha scatenato l'ira degli attivisti per i diritti digitali. C'è chi ha subito tirato in ballo la famosa
Grande Muraglia Digitale, altri si sono ricordati del caos scatenato dal disegno legislativo statunitense
Stop Online Piracy Act (SOPA).
I timori più grandi sono ovviamente per le possibili conseguenze sul libero flusso dell'informazione su Internet. Cosa accadrebbe se il governo di Mosca decidesse di includere nella
blocklist contenuti ritenuti inappropriati da un punto di vista politico? Secondo gli attivisti russi si assisterebbe ad una fortissima ondata censoria.
Lo stesso premier Dmitry Medvedev - grande appassionato di nuove tecnologie - ha
ammesso che la Rete deve rimanere libera, pur rispettando alcune regole decise dalla comunità globale. Non certo le regole volute dalla versione russa di Wikipedia, che due giorni fa aveva deciso di
oscurarsi per protesta.
Mauro Vecchio