Mauro Vecchio

Cina, il grande occhio sui video online

La censura di stato per arginare violenza e pornografia. Moderazione preventiva su tutto per salvare le giovani menti che si affacciano al Web. Ma come si fa per lo user generated content?

Roma - ╚ la risposta cinese alla crescita esplosiva dei filmati online, spesso contenenti materiale pornografico, volgare, eccessivamente violento secondo Pechino. Come proteggere al meglio le giovani generazioni? Come riuscire a promuovere la produzione di programmi web ad alta qualità? Con lo strumento più drastico, la censura di stato.

Emanate dall'organismo che controlla a livello nazionale le produzioni radiofoniche, cinematografiche e televisive, le nuove regole impongono ai vari provider di controllare i vari contenuti prima che vengano caricati su Internet. Piattaforme di video sharing come YouTube dovrebbero pertanto evitare la proliferazione di materiale offensivo visionando tutto in anticipo.

Tutti i fornitori di servizi video saranno dunque costretti a seguire gli standard previsti dal governo cinese, per proteggere al meglio il sano sviluppo dei netizen più giovani. Restano avvolte nel mistero le eventuali misure punitive per le piattaforme che non analizzeranno il materiale, in particolare nel caso dello user generated content. (M.V.)
Notizie collegate
  • AttualitàTecnocontrollo, chi aiuterà i governi?Come agiranno le aziende alle richieste di armi informatiche per il blocco dei siti o il rastrellamento degli utenti? Risposte ambivalenti da parte degli esperti in uno studio del Pew Internet
  • AttualitàCina, microblogging e censura a puntiIl popolare Sina Weibo introduce un meccanismo di sottrazione dei crediti guadagnati all'apertura dei singoli account. SarÓ vietato postare commenti che incitano alla rivolta o al dissenso. Pena l'eliminazione del profilo