Cassandra Consiglia/ Benvenuti nel mondo di domani

di Frank Rieger (frank@ccc.de) - Abbiamo perso la guerra. Benvenuti nel mondo di domani

Cassandra Consiglia/ Benvenuti nel mondo di domani L'articolo Č stato pubblicato per la prima volta nel 2005 su die datenschleuder. #89, la rivista trimestrale del Chaos Communication Club. Traduzione di Maria Monno e Tommaso Canepa. Testo e traduzione sono pubblicati sotto licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.5.

Perdere una guerra non è mai una bella situazione. Non ci stupisce quindi che gran parte delle persone non vogliono accettare che abbiamo perso. Avevamo una buona opportunità di domare la bestia feroce della tecnologia di sorveglianza globale approssimativamente fino al 10 settembre 2001. Un giorno più tardi avevamo perso. Tutte le speranze che avevamo per tenere a bada le grandi imprese e le "forze di sicurezza" e sviluppare interessanti concetti alternativi nel mondo virtuale sono evaporati insieme al fumo delle Twin Towers.

Appena prima di allora, tutto sembrava andare non troppo male. Eravamo sopravvissuti al Millennium bug con poco più che qualche graffio. Le prospettive del mondo intero erano moderatamente ottimistiche, dopo tutto. La bolla della "Nuova Economia" aveva dato a molti di noi cose divertenti da fare e la fugace speranza di un mucchio di quattrini appena dietro l'angolo. Avevamo vinto la battaglia dei clipper-chip e le leggi sulla crittografia, così come eravamo abituati a conoscerle, erano una cosa del passato. Le tendenze dello sviluppo tecnologico sembravano andare gran parte delle volte nella direzione della libertà. Il futuro appariva come una strada spianata verso il Nirvana dell'eterna banda larga, verso il dominio delle idee sui fatti e la dissoluzione degli stati nazionali. Le grandi imprese erano alla nostra mercé perché noi eravamo quelli che sapevano come sarebbe stato il futuro e che avevano le tecnologie per crearlo. Questi erano i bei tempi. Teneteli in serbo come favola della buonanotte da raccontare ai vostri nipotini, perché questi tempi non torneranno mai più.
Siamo ormai addentro ad un altro tipo di futuro, quello che fantasticavamo potesse essere lo scenario più pessimistico. Questa è la versione "brutta", il futuro che non avremmo mai voluto, quello che lottavamo per prevenire. Abbiamo fallito. Probabilmente non è stata neanche colpa nostra. Ma ora siamo obbligati a viverci.

La democrazia è già finita
Per la loro stessa natura le democrazie occidentali sono diventate un terreno fertile per lobbisti, interessi industriali e cospirazioni che non hanno alcun interesse a mantenere una vera democrazia. Tuttavia, "the show must go on", la finzione della democrazia va portata avanti. Č una finzione conveniente, che tiene occupati quei soggetti che potrebbero altrimenti diventare pericolosi per lo status quo. Lo show della democrazia fornisce responsabili da additare quando le cose vanno male e tiene viva l'illusione della partecipazione. Il sistema produce anche conflitti regolamentati e strutturati per deliberare quali gruppi di interesse e cospirazioni debbano avere la meglio sugli altri per un po'. Nella maggior parte dei casi questo sistema previene l'insorgere di lotte di potere manifeste e violente che potrebbero destabilizzare tutto. Dunque è nell'interesse di gran parte degli attori mantenere in vita almeno alcuni elementi dell'attuale "show della democrazia". Il sistema così come è ora torna utile anche alla più malvagia delle cospirazioni. Di sicuro quelle caratteristiche della democrazia che potrebbero riservare spiacevoli sorprese, come le elezioni dirette su problematiche chiave, sono quelle che meno probabilmente sopravvivranno ragionando lungo termine.

Ovviamente, coloro che sono al potere desiderano ardentemente minimizzare il più possibile il potere d'influsso della caotica e imprevedibile volontà popolare. Le vere decisioni governative non vengono prese dai ministri o dal parlamento. Il vero potere risiede nelle mani dei sottosegretari, o altri inservienti civili di alto grado e non eletti, ovvero coloro che restano sulle loro sedie mentre i politici vanno e vengono. Specialmente nell'apparato burocratico delle agenzie di intelligence, del ministero degli interni, delle forze armate e in altri punti di accentramento del potere, i piani a lungo termine e il potere decisionale non sono nelle mani degli incompetenti e mediocri attori politici, che vengono eletti più o meno a casaccio dal popolo. La stabilità a lungo termine è cosa di enorme valore all'interno dei rapporti di potere. Così succede che anche quando i politici degli stati iniziano all'improvviso a farsi la guerra, le loro agenzie di intelligence continuano invece a cooperare tra loro e a mercanteggiare risultati di intercettazioni come se nulla fosse accaduto.

Cerchiamo per un attimo di guardare il mondo dalla prospettiva di un qualunque burocrate sessantenne che ha accesso a dati preziosi, il privilegio di essere pagato per guardare al futuro e il compito di preparare le politiche per i prossimi decenni. Quello che vedremmo sarebbe più o meno questo:

Primo,
il lavoro manuale pagato sarà spazzato via dalla tecnologia, ancora più rapidamente di oggi. La robotica si evolverà abbastanza da sostituire una fetta consistente dei restanti lavori di fascia bassa svolti dagli umani. Certo, ci saranno nuovi lavori, come assistere i robot, lavorare nel campo della biotecnologia, progettare roba, creare nanotecnologie e così via. Ma saranno pochi rispetto a oggi, e richiederanno un alto livello di istruzione. La globalizzazione continuerà il suo corso senza pietà e causerà anche l'esportazione di molti lavori di tipo intellettuale in India e Cina, non appena i livelli di istruzione lo permetteranno.

Così va a finire che una grossa percentuale di popolazione delle società occidentali, almeno un terzo, ma potrebbe addirittura essere la metà di coloro che sono in età da lavoro, si ritroverà senza una vera occupazione retribuita. Da un lato ci sono coloro i cui talenti e capacità possono essere trovati altrove a minor prezzo, dall'altro quelli più inclini al lavoro manuale: non solo i meno istruiti, ma semplicemente tutti quelli che non riescono più a trovare lavoro decente. Questa fetta di popolazione necessita d'essere placata in qualche modo, con Disney o con la Dittatura, molto probabilmente con entrambe. Il problema della disoccupazione affligge pesantemente la capacità dello stato di pagare per ottenere benefici sociali. Perché si arriva ad un punto in cui diventa più economico investire nelle forze armate di repressione e istituire un governo del terrore, piuttosto che pagare i sussidi ai disoccupati per acquistare la pace sociale. Le attività criminali appaiono improvvisamente più interessanti quando non si può più avere un lavoro decente. La violenza è una conseguenza inevitabile del degrado degli standard sociali. La sorveglianza universale potrebbe addolcirne le conseguenze a vantaggio di coloro che rimangono in possesso di qualche ricchezza da difendere.

Secondo,
i cambiamenti climatici aumentano la frequenza e il grado di pericolosità delle calamità naturali, creando una condizione di emergenza su scala globale. A seconda delle caratteristiche geografiche, ampie zone della Terra potrebbero diventare inabitabili per siccità, inondazioni, incendi o altri disastri. Questo genera una moltitudine di effetti indesiderati: un gran numero di persone ha bisogno di spostarsi, la produzione agricola crolla, i centri industriali e le città potrebbero essere danneggiate al punto che l'evacuazione rimane l'unica scelta sensata da compiere. La perdita in termini di immobili non utilizzabili o non assicurabili sarà sconvolgente. La conseguente ondata migratoria interna verso le "aree sicure" diventerà un problema significativo. Per rispondere alle emergenze naturali è necessario avere perennemente a disposizione risorse, personale qualificato e equipaggiamenti specifici che prosciugherebbero i fondi già scarseggianti del governo. Le parti coscritte delle forze armate nazionali potrebbero essere trasformate in unità di salvataggio anticalamità, visto che dopotutto passano il tempo a bighellonare senza alcun vero lavoro da fare eccetto assicurarsi risorse di energia fossile all'estero e aiutare la polizia di frontiera.

Terzo,
la pressione migratoria dalle aree confinanti aumenterà in tutti i paesi occidentali. Pare che i disastri climatici si abbatteranno più ferocemente, almeno all'inizio, sulle regioni dell'Africa e dell'America Latina, ed è alquanto improbabile che le economie locali reagiscano meglio di quelle dei paesi occidentali, con la globalizzazione e gli altri problemi che si prospettano. Così il numero di persone che vorrà a tutti i costi migrare verso un altrove altrettanto inabitabile aumenterà consistentemente. I paesi occidentali hanno di sicuro bisogno di una certa quantità di immigrazione per riempire i loro vuoti demografici, ma il numero di persone che vorrà entrare sarà molto più alto del desiderato. Gestire un processo di immigrazione calibrato in base alle esigenze demografiche è un lavoro ingrato col quale le cose possono solo peggiorare. La quasi inevitabile reazione sarà una vera e propria Fortress Europe: severi controlli alla frontiera e fortificazioni, frequenti e onnipresenti controlli di identità, deportazioni veloci e spietate dei clandestini, controlli biometrici ad ogni angolo. L'utilizzo delle tecnologie per il controllo delle frontiere può diventare piuttosto efficace una volta caduti gli ultimi baluardi dell'etica.

Quarto,
ci sarà un punto nei prossimi decenni in cui la crisi energetica assesterà il colpo più forte. Il petrolio costerà una fortuna, dal momento che la capacità produttiva non potrà più soddisfare la domanda crescente. Il gas naturale e il carbone dureranno poco più a lungo. Un Rinascimento Nucleare potrebbe alleviare la peggiore delle sofferenze. Ma la questione chiave è che sarà indispensabile una rivoluzione totale delle infrastrutture energetiche. Se il passaggio sarà violento, doloroso e distruttivo per la società, o solo fastidioso e costoso, dipenderà soprattutto da quanto tempo prima dell'oil-peak si deciderà di investire in nuovi sistemi energetici su scala globale. La procrastinazione è la ricetta più sicura per il disastro. La corsa militare e geostrategica per le grosse riserve di petrolio rimanenti è già iniziata e costerà molto in termini di risorse.

Quinto,
siamo sull'orlo di una fase dello sviluppo tecnologico che potrebbe richiedere delle restrizioni draconiane e controlli per prevenire il disordine sociale. L'ingegneria genetica e altre biotecnologie come la nanotecnologia (e potenzialmente tecnologie energetiche gratuite se esistono) metteranno immenso potere nelle mani di persone capaci e ben informate. Dato l'aumento di fenomeni isteria collettiva, gran parte delle persone (e di sicuro quelli che sono al potere) non continueranno certo a credere che il buonsenso potrà evitare il peggio. Ci sarà una tendenza a controllare, con lo scopo di mantenere questo tipo di tecnologie nelle mani di imprese o enti "fidati". Tali controlli, ovviamente, necessiteranno d'essere rinforzati; la sorveglianza di soggetti sospetti deve essere messa in atto per ottenere una conoscenza approfondita dei potenziali pericoli. La scienza potrebbe non essere più "innocua" e autoregolamentata, ma qualcosa che necessita d'essere controllata attentamente e regolata, quantomeno nelle zone critiche. Le misure che occorrono per contenere una potenziale pandemia globale dello Strano Virus dell'Anno sono di fatto solo un sottoinsieme di quelle che occorrono per contenere un disastro bio- o nanotecnologico.
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38 Commenti alla Notizia Cassandra Consiglia/ Benvenuti nel mondo di domani
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  • [nota preliminare - questo commento solo perché questo è uno "spazio" di cassandra... nonostante PI...]

    è bello trovare finalmente (grazie cassandra!) una traduzione italiana di questo (relativamente) famoso articolo che Rieger scrisse (in tedesco) nel "lontano" 2005 (http://chaosradio.ccc.de/media/ds/ds089.pdf)

    una traduzione in inglese era comunque disponibile già dal 2006 (http://frank.geekheim.de/?page_id=128), ed è questa che personalmente ho avuto modo di leggere sin dalla sua uscita

    per quanto interessante e valido sotto molti aspetti, l'articolo di Rieger ha però - a mio parere - due limiti significativi (che immagino anche cassandra avrà ben presenti) che vorrei riassumere di seguito


    il primo limite è di natura temporale: dal 2005 a oggi sono passati quasi 7 anni e sono successe tante cose...

    le tecnologie si sono ulteriormente "evolute" e, se nel 2005 Rieger poteva dire che la democrazia è già finita (e ci sarebbe da chiedersi quando mai è iniziata, ma è un altro discorso), oggi possiamo tranquillamente dire anche "grazie" a esse (le tecnologie) i cinque "punti" della previsione del burocrate sessantenne sono divenuti realtà (e per certi versi siamo anche oltre) e che dalla "democrazia" siamo praticamente passati alla tecnocrazia...

    la società dello spettacolo si è anche essa "evoluta" e, "grazie" soprattutto ai dispositivi mobili e ai "social" network, il "sonno" delle menti, l'omologazione consumistica, lo sgretolamento delle relazioni, l'incapacità di autodefinirsi e autodeterminarsi, la reificazione delle persone (utenti-clienti-terminali senzienti), ecc., rendono il tecnocontrollo da parte delle elite che detengono il potere (multinazionali e servizi di "sicurezza") un gioco da ragazzi...
    e semmai qualcosa dovesse pensare di sfuggire agli artigli dei controllori la risposta è la stessa in tutto il mondo globalizzato e interconnesso, quella di napoli, genova, buenos aires, parigi, londra, madrid ecc.: manganelli, tortura, lacrimogeni e proiettili ad altezza d'uomo...

    chissà se anche oggi, alla luce di tutto questo, Rieger direbbe le stesse cose nello stesso modo...


    il secondo limite è invece di tipo culturale: il discorso di Rieger prende le mosse da considerazioni e analisi sulle tecnologie, va verso una analisi più "ampia" (storica, politica, sociale) per poi concludere tornando su una riduttiva e limitata visione strettamente tecnicista...
    questa visione, presa da sola e come unica prospettiva culturale, è addirittura per certi versi controproducente: il tecnicismo, il tecnoentusiasmo, l'internet-centrismo e la favola della rivoluzione online, la fede scientista nell'informazione e nella trasparenza come portatrici di "verità" in sè, e via dicendo, NON sono la soluzione... semmai sono parte del problema!

    l'unica prospettiva che Rieger propone, quella di costruire una tecnologia per preservare l'opzione del cambiamento , per quanto sia un aspetto importante ed essenziale nella ricerca di una "strategia" di lotta e di liberazione, da sola è largamente insufficiente
    (una interessantissima, attuale e approfondita analisi di tutta la questione - che merita senz'altro di essere letta - si trova nel recente saggio "Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo" , a cura del collettivo Ippolita, disponibile con licenza "CC by-nc-sa 3.0" qui: http://www.ippolita.net/it/nellacquario-di-faceboo...)

    occorre scrollarsi questa "patina tecnologica", occorre riappropriarci di noi stessi, del nostro privato, delle nostre identità plurime, dei nostri corpi, occorre ricostruire relazioni PERSONALI vere, reali e senza intermediazioni, e riprendere a comunicare fra persone in modo diretto, anche (ma certamente non solo) nell'ambito di contesti tecnologici conviviali di "piccola" dimensione, autogestiti e autorganizzati (magari poi anche in "rete" fra loro), in cui tutte queste cose siano concretamente possibili
    (un approccio di questo tipo è ben analizzato e descritto qui: http://www.ippolita.net/it/libro/oltre-la-tecnofob...)

    anche rispetto a questo punto di vista, sarebbe interessante conoscere l'opinione di Rieger... e quella di casandra, ovviamente...

    saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Forse hai perso questo
    > http://punto-informatico.it/3493733/PI/Commenti/ca

    eh sì... grazie per la segnalazione, l'avevo proprio perso

    bene ha fatto cassandra a riproporre la cosa, adesso che c'è questa traduzione italiana dell'articolo di Rieger

    e mi fa davvero molto piacere constatare come anche cassandra, nell'articolo di aprile 2011 sopra, sia andata "oltre" l'articolo di Rieger e, sostanzialmente, nella stessa direzione indicata nel mio commento
    non+autenticato
  • mi è stato aperto un mondo, soprattutto verso la parte "sorveglianza/libertà" , qualcuno ha altre fonti da cui apprendere meglio?
  • - Scritto da: Schisa
    > mi è stato aperto un mondo, soprattutto verso la
    > parte "sorveglianza/libertà" , qualcuno ha altre
    > fonti da cui apprendere meglio?

    ne trovi in rete a quintalate

    ma non basta la semplice cronaca di quanto accaduto a napoli, genova, buenos aires, parigi, londra, madrid ecc. (compresa la parte "successiva"... qualla "giudiziaria")???

    comunque...

    qui una analisi generale più "attuale" rispetto all'articolo (non lasciarti "ingannare" dal titolo):
    http://www.ippolita.net/it/nellacquario-di-faceboo...

    qui un sito per capire meglio a che punto siamo:
    http://tramaci.org/

    qui un ottimo inizio sulla questione sorvegliana/libertà:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sorvegliare_e_punire
    http://www.swif.uniba.it/lei/filpol/ktbo/21.html
    www.ristretti.it/areestudio/cultura/libri/sorvegliare_e_punire.pdf

    poi sta a te...
    non+autenticato
  • Quando a poliziotti e soldati sottopagati e demotivati verrà ordinato di sparare sulle folle inferocite da impoverimento, disoccupazione, malattie e fame, e rivolgeranno le armi contro gli stessi potenti, allora saranno le strutture di potere a disgregarsi.
    E nel medioevo prossimo venturo non ci saranno le risorse, per il loro bellissimo sistema di controllo totale, al massimo potranno permettersi milizie private a difesa delle loro ville fortificate.
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Funz
    > Quando a poliziotti e soldati sottopagati e
    > demotivati verrà ordinato di sparare sulle folle
    > [...] e rivolgeranno le armi contro
    > gli stessi potenti

    non contarci troppo...
    (v. napoli, genova, buenos aires, parigi, londra, madrid ecc.)

    > E nel medioevo prossimo venturo non ci saranno le
    > risorse, per il loro bellissimo sistema di
    > controllo totale,

    forse non hai capito ancora bene qual'è l'idea di fondo: ciò che non sarà possibile controllare o che costituirà un "peso" eccessivo da sopportare verrà ELIMINATO... già succede in alcune parti del mondo e in certe situazioni particolari (per es.: morti per fame e/o malattie, finte guerre "di religione" che sono invece sterminii pilotati come nel congo)

    > al massimo potranno permettersi
    > milizie private a difesa delle loro ville fortificate.

    già è così in molte parti del mondo
    non+autenticato
  • - Scritto da: revo lution
    > - Scritto da: Funz
    > > Quando a poliziotti e soldati sottopagati e
    > > demotivati verrà ordinato di sparare sulle
    > folle
    > > [...] e rivolgeranno le armi contro
    > > gli stessi potenti
    >
    > non contarci troppo...
    > (v. napoli, genova, buenos aires, parigi, londra,
    > madrid
    > ecc.)

    non conta. Siamo ancora nella società dell'opulenza. Immaginati una Grecia al quadrato.

    > > E nel medioevo prossimo venturo non ci
    > saranno
    > le
    > > risorse, per il loro bellissimo sistema di
    > > controllo totale,
    >
    > forse non hai capito ancora bene qual'è l'idea di
    > fondo: ciò che non sarà possibile controllare o
    > che costituirà un "peso" eccessivo da sopportare
    > verrà ELIMINATO... già succede in alcune parti
    > del mondo e in certe situazioni particolari (per
    > es.: morti per fame e/o malattie, finte guerre
    > "di religione" che sono invece sterminii pilotati
    > come nel
    > congo)

    staremo a vedere.

    > > al massimo potranno permettersi
    > > milizie private a difesa delle loro ville
    > fortificate.
    >
    > già è così in molte parti del mondo

    sarà così anche da noi
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Funz
    > > > [...] e rivolgeranno le armi contro
    > > > gli stessi potenti
    > >
    > > non contarci troppo...
    > > (v. napoli, genova, buenos aires, parigi, londra,
    > > madrid ecc.)
    >
    > non conta. Siamo ancora nella società
    > dell'opulenza. Immaginati una Grecia al
    > quadrato.

    non conta dici?
    genova: 1 morto, decine e decine di feriti e centinaia di torturati
    buenos aires: 32 morti, se ricordo bene
    atene: 1 morto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: revo lution
    > - Scritto da: Funz
    > > > > [...] e rivolgeranno le armi contro
    > > > > gli stessi potenti
    > > >
    > > > non contarci troppo...
    > > > (v. napoli, genova, buenos aires,
    > parigi,
    > londra,
    > > > madrid ecc.)
    > >
    > > non conta. Siamo ancora nella società
    > > dell'opulenza. Immaginati una Grecia al
    > > quadrato.
    >
    > non conta dici?
    > genova: 1 morto, decine e decine di feriti e
    > centinaia di
    > torturati
    > buenos aires: 32 morti, se ricordo bene
    > atene: 1 morto...

    bazzecole, siamo ancora nella società dell'opulenza, e si lotta per robe da ricchi. Aspetta che si inizi a lottare per il prezzo del pane.
    Per avere esempi un minimo più aderenti alla realtà futura guarda Libia e Siria.
    Funz
    12988
  • Libia? La rivoluzione nei paesi nord-africani come unico risultato ha avuto...uhm...
    ho vissuto per quasi 20 anni in Libia, sai cosa hanno ottenuto dalla rivoluzione? ora possono passare col rosso ai semafori, è l'unica loro preoccupazione
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Libia? La rivoluzione nei paesi nord-africani
    > come unico risultato ha
    > avuto...uhm...
    > ho vissuto per quasi 20 anni in Libia, sai cosa
    > hanno ottenuto dalla rivoluzione? ora possono
    > passare col rosso ai semafori, è l'unica loro
    > preoccupazione

    i risultati sono quelli, certo. Ma il punto era un altro: i vecchi regimi quando la gente è incazzata veramente non hanno speranza, vengono spazzati via.
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Funz
    > Quando a poliziotti e soldati sottopagati e
    > demotivati verrà ordinato di sparare sulle folle
    > inferocite da impoverimento, disoccupazione,
    > malattie e fame,

    Lo faranno. Non avere dubbio su questo. Puoi essere demotivato finchè vuoi, ma meglio sottopagato che non pagato. Poliziotti e soldati sono molto portati ad eseguire gli ordini in ogni caso. Spareranno, stanne sicuro. Spareranno ad altezza uomo. Spareranno per uccidere.

    > e rivolgeranno le armi contro
    > gli stessi potenti, allora saranno le strutture
    > di potere a disgregarsi.
    >

    Non lo faranno, e dovessero provarci le "strutture di potere" hanno i mezzi per domare senza sforzo ogni velleità di resistenza.


    > E nel medioevo prossimo venturo non ci saranno le
    > risorse, per il loro bellissimo sistema di
    > controllo totale, al massimo potranno permettersi
    > milizie private a difesa delle loro ville
    > fortificate.

    Quelle già esistono. I piani perchè l'élite possa cavalcare nel lusso e nell'abbondanza il Medioevo prossimo venturo sono già in atto da tempo. Cosa credi, che i re e i nobili vivessero nella miseria?

    L'unica falla dell'articolo, lucidissimo nella sua disperata analisi dei fatti, è perseverare nell'illusione che si possa in qualche modo opporsi.

    Non si può.

    La lotta è finita.

    Loro hanno vinto.

    Noi abbiamo perso.

    Questo è tutto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: Funz
    > > Quando a poliziotti e soldati sottopagati e
    > > demotivati verrà ordinato di sparare sulle
    > folle
    > > inferocite da impoverimento, disoccupazione,
    > > malattie e fame,
    >
    > Lo faranno. Non avere dubbio su questo. Puoi
    > essere demotivato finchè vuoi, ma meglio
    > sottopagato che non pagato. Poliziotti e soldati
    > sono molto portati ad eseguire gli ordini in ogni
    > caso. Spareranno, stanne sicuro. Spareranno ad
    > altezza uomo. Spareranno per
    > uccidere.

    vedremo, quando ci sarà un poliziotto ogni cento manifestanti.

    > > e rivolgeranno le armi contro
    > > gli stessi potenti, allora saranno le
    > strutture
    > > di potere a disgregarsi.
    > >
    >
    > Non lo faranno, e dovessero provarci le
    > "strutture di potere" hanno i mezzi per domare
    > senza sforzo ogni velleità di
    > resistenza.

    tu sei troppo ottimistaCon la lingua fuori
    quando non avranno più i soldi per esercito e polizia, sarà game over per loro.

    > > E nel medioevo prossimo venturo non ci
    > saranno
    > le
    > > risorse, per il loro bellissimo sistema di
    > > controllo totale, al massimo potranno
    > permettersi
    > > milizie private a difesa delle loro ville
    > > fortificate.
    >
    > Quelle già esistono. I piani perchè l'élite possa
    > cavalcare nel lusso e nell'abbondanza il Medioevo
    > prossimo venturo sono già in atto da tempo. Cosa
    > credi, che i re e i nobili vivessero nella
    > miseria?

    certo, ma ogni tanto le loro teste rotolavanoOcchiolino

    > L'unica falla dell'articolo, lucidissimo nella
    > sua disperata analisi dei fatti, è perseverare
    > nell'illusione che si possa in qualche modo
    > opporsi.
    >
    > Non si può.
    >
    > La lotta è finita.
    >
    > Loro hanno vinto.
    >
    > Noi abbiamo perso.
    >
    > Questo è tutto.

    e buonanotte
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Funz
    > > Spareranno, stanne sicuro. Spareranno ad
    > > altezza uomo. Spareranno per uccidere.
    >
    > vedremo, quando ci sarà un poliziotto ogni cento
    > manifestanti.

    un poliziotto ARMATO contro cento manifestanti inermi...
    e se non bastassero i poliziotti, ci saranno i militari... fucili, carri, cannoni, carceri militari, ...

    se non te ne sei accorto è già successo in molte parti del mondo (italia compresa)...

    > certo, ma ogni tanto le loro teste rotolavanoOcchiolino

    nondimeno siamo al punto in cui siamo: ergo non serve a nulla far rotolare le regali teste... non serve a nulla fare una rivoluzione per sostituire un potere con un altro, un tiranno con un altro (anche se si nasconde dietro maschere di "democrazia")...

    > > L'unica falla dell'articolo, lucidissimo nella
    > > sua disperata analisi dei fatti, è perseverare
    > > nell'illusione che si possa in qualche modo
    > > opporsi.

    > > Non si può.

    invece, come la storia dimostra, opporsi si può...
    solo che poi dipende tutto da per cosa ci si oppone
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz

    > vedremo, quando ci sarà un poliziotto ogni cento
    > manifestanti.
    >

    Dopo i primi spari, i manifestanni fuggiranno e si disperderanno. Ma non si arriverà nemmeno a questo, i dispositivi di "Crowd Control" basati su fasci di microonde porranno la parola fine ai movimenti di piazza.

    Alla semplice pressione di un pulsante, il dolore insopportabile causato dai fasci di microonde costringerà tutti a tornare a casa.

    > quando non avranno più i soldi per esercito e
    > polizia, sarà game over per
    > loro.
    >

    I soldi per quelle cose ci sono sempre...

    Non ci sono soldi per le tredicesime...
    Non ci sono soldi per curare i malati...
    Non ci sono soldi per pagare i dipendenti pubblici...

    ... Ma i soldi per le banche ci sono. E con quei soldi, i banchieri si portano a casa i bonus.

    Ci sono i sommersi e ci sono i salvati.

    > certo, ma ogni tanto le loro teste rotolavanoOcchiolino
    >

    Ti rendi conto che la Rivoluzione Francese è stata voluta dalle stesse forze (la Borghesia) che ora governano il mondo con pugno di ferro?
    non+autenticato
  • - Scritto da: J. Titor
    > FIGHT THE FUTURE

    Hack the planet!
    krane
    22544
  • In realtà di combustibili fossili ce ne sono una caterba solo che la gran parte di essi oggi é meno conveniente del petrolio per difficoltà estrattive o altro.
    Ci sono ad esempio buone quantità di fanghi utili allo scopo.

    Quindi oltre un certo aumento di prezzo diventano competitivi rispetto al petrolio e semplicemente si cambierà combustibile.
  • - Scritto da: paoloholzl
    > In realtà di combustibili fossili ce ne sono una
    > caterba solo che la gran parte di essi oggi é
    > meno conveniente del petrolio per difficoltà
    > estrattive o altro.
    > Ci sono ad esempio buone quantità di fanghi utili
    > allo scopo.
    >
    > Quindi oltre un certo aumento di prezzo diventano
    > competitivi rispetto al petrolio e semplicemente
    > si cambierà combustibile.

    semplicemente ? semplicemente si cambierà combustibile?
    certo, certo... hai capito tutto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: paoloholzl
    > In realtà di combustibili fossili ce ne sono una
    > caterba solo che la gran parte di essi oggi é
    > meno conveniente del petrolio per difficoltà
    > estrattive o
    > altro.
    > Ci sono ad esempio buone quantità di fanghi utili
    > allo
    > scopo.
    >
    > Quindi oltre un certo aumento di prezzo diventano
    > competitivi rispetto al petrolio e semplicemente
    > si cambierà
    > combustibile.

    La fai troppo facile.
    Già oggi il nostro sistema economico è collassato quando il petrolio è schizzato a 150 $/barile, avere il barile che oscilla attorno ai 100$ semplicemente non è compatibile con l'economia basata sulla crescita.
    Alla fine l'unica cosa certa è la decrescita. Che sia guidata, ammortizzata e "felice" o un crac catastrofico dipende da noi.

    E non c'è combustibile che possa sostituire petrolio carbone e gas, semplicemente. Avremo le rinnovabili che forniranno il minimo indispensabile alla civiltà, se va bene, e tutto il resto sarà lusso da ricchi... l'unica speranza, IMHO, è l'eolico d'alta quota e un'economia da tempi di guerra interamente rivolta al cambio di paradigma energetico.
    Ma ci muoveremo solo quando avremo sbattuto duramente il muso, adesso è già troppo tardi.
    Funz
    12988
  • > ... Quindi oltre un certo aumento di prezzo
    > diventano
    > > competitivi rispetto al petrolio e
    > semplicemente
    > > si cambierà
    > > combustibile.
    >
    > La fai troppo facile.
    > Già oggi il nostro sistema economico è collassato
    > quando il petrolio è schizzato a 150 $/barile,
    > avere il barile che oscilla attorno ai 100$
    > semplicemente non è compatibile con l'economia
    > basata sulla
    > crescita.
    > Alla fine l'unica cosa certa è la decrescita. Che
    > sia guidata, ammortizzata e "felice" o un crac
    > catastrofico dipende da
    > noi.

    > E non c'è combustibile che possa sostituire
    > petrolio carbone e gas, semplicemente. Avremo le
    > rinnovabili che forniranno il minimo
    > indispensabile alla civiltà, se va bene, e tutto
    > il resto sarà lusso da ricchi... l'unica
    > speranza, IMHO, è l'eolico d'alta quota e
    > un'economia da tempi di guerra interamente
    > rivolta al cambio di paradigma
    > energetico.
    > Ma ci muoveremo solo quando avremo sbattuto
    > duramente il muso, adesso è già troppo
    > tardi.

    Non sono a farla facile, non la faccio catastrofica, dico solo che sarà proprio il costo dell'energia a decretarne il freno del consumo.
    Ci sarà il passaggio ad altri tipi di carburanti (anche fossili) che esistono in quantità ma che oggi non sono convenienti (citavo i fanghi ma ci sono miniere di carbone abbandonate ecc.), ma che inevitabilmente verranno rimpiazzati quando i tempi saranno maturi da impianti a fusione, nucleare di terza generazione e altro che forse neanche oggi sappiamo.

    Poi la produzione di idrogeno potrebbe servire a 'stoccare' l'energia delle rinnovabili che ha problemi di scarsa continuità (fotovoltaico, eolico, maree ecc.).

    Per il resto un interessante articolo sulle prospettive é questo
    http://gogreen.virgilio.it/news/green-economy/cris...

    Insomma non mi aspetto un futuro 'al buio' con la corrente solo per i ricchi.
  • - Scritto da: paoloholzl
    > Non sono a farla facile, non la faccio
    > catastrofica, dico solo che sarà proprio il costo
    > dell'energia a decretarne il freno del
    > consumo.
    > Ci sarà il passaggio ad altri tipi di carburanti
    > (anche fossili) che esistono in quantità ma che
    > oggi non sono convenienti (citavo i fanghi ma ci
    > sono miniere di carbone abbandonate ecc.), ma che
    > inevitabilmente verranno rimpiazzati quando i
    > tempi saranno maturi da impianti a fusione,
    > nucleare di terza generazione e altro che forse
    > neanche oggi
    > sappiamo.
    >
    > Poi la produzione di idrogeno potrebbe servire a
    > 'stoccare' l'energia delle rinnovabili che ha
    > problemi di scarsa continuità (fotovoltaico,
    > eolico, maree
    > ecc.).
    >
    > Per il resto un interessante articolo sulle
    > prospettive é
    > questo
    > http://gogreen.virgilio.it/news/green-economy/cris
    >
    > Insomma non mi aspetto un futuro 'al buio' con la
    > corrente solo per i
    > ricchi.

    Il problema è che la nostra economia si basa sulla crescita, e per avere la crescita servono risorse naturali in quantità sempre maggiori, a costi contenuti. E le risorse stanno iniziando a scarseggiare, e i prezzi ad aumentare con oscillazioni esagerate e incontrollate. E l'economia non è resiliente, non si adatta. Ci sarà un crac, temo, non un "consumiamo meno e viviamo bene lo stesso".
    Funz
    12988
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