Claudio Tamburrino

Testate online e advertising, novità legislative

La pubblicità online verrà inclusa nel calcolo del SIC. E le concessionarie dovranno registrarsi al ROC. Per i piccoli giornali Web, invece, diminuisce la burocrazia: niente testata registrata se guadagnano meno di 100mila euro l'anno

Roma - Il Parlamento ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto editoria che limita i vincoli burocratici a carico dei piccoli periodici online e che prevede diverse gestioni della pubblicità online per gli operatori del settore.

Con la "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale" dunque, come già visto, diminuiscono per le piccole testate online "realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro" gli obblighi burocratici, dal momento che non dovranno registrarsi al tribunale e al registro degli operatori di comunicazione (ROC), né a quelli sulla titolarità dell'impresa previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948 n.47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62 nonché dalla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08 del 26 novembre 2008.

Accanto a queste misure di agevolazione, la legge prevede che i ricavi derivanti dalla pubblicità online rientreranno nel paniere di quelli del SIC, il Sistema Integrato di Comunicazione, sul quale si calcola il tetto "anti-posizione dominante" del 20 per cento introdotto dalla Legge Gasparri: tale estensione era stata invocata da Agcm per meglio vigilare sull'eventuale presenza di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni.
Inoltre, la legge prevede l'iscrizione nel ROC delle concessionarie di pubblicità sul Web: questa misura è vista anche nell'ottica anti-pirateria, per scoraggiare cioè la possibilità di utilizzare piattaforme illegali per la diffusione di inserzioni pubblicitarie legittime.

Infine, a partire dal 1 gennaio 2013 il decreto impone a edicole e rivenditori l'obbligo di tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali quotidiani e dei periodici attraverso strumenti informatici e telematici basati sulla lettura dei codici a barre, per il cui acquisto godranno di un credito di imposta per il 2012 nel limite di 10 milioni di euro da finanziare attraverso risparmi. Queste misure appaiono particolarmente rilevanti per valutare le quote di vendita dei giornali e in particolare di quelli che godono di contributi pubblici: questi ultimi dal 2013 dovranno vendere almeno il 25 per cento del totale di tiratura in edicola per vedersi riconosciuti i contributi.

Claudio Tamburrino
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34 Commenti alla Notizia Testate online e advertising, novità legislative
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  • Una cosa non riesco a capire e, conseguentemente, non riesco a recuperarvici informazioni.

    Se tale legge abroga l'art. 5 della legge 47 del 08/02/1948 che detta così:

    [cit]
    Art. 5 - (Registrazione)
    Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi. Per la registrazione occorre che siano depositati nella cancelleria:
    1) una dichiarazione, con le firme autenticate del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile, dalla quale risultino il nome e il domicilio di essi e della persona che esercita l'impresa giornalistica, se questa è diversa dal proprietario, nonché il titolo e la natura della pubblicazione;
    2) i documenti comprovanti il possesso dei requisiti indicati negli artt. 3 e 4;
    3) un documento da cui risulti l'iscrizione nell'albo dei giornalisti, nei casi in cui questa sia richiesta dalle leggi sull'ordinamento professionale;
    4) copia dell'atto di costituzione o dello statuto, se proprietario è una persona giuridica. Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, verificata la regolarità dei documenti presentati, ordina, entro quindici giorni, l'iscrizione del giornale o periodico in apposito registro tenuto dalla cancelleria.
    Il registro è pubblico.
    [/cit]

    Se ho capito bene, per le piccole testate on-line, non c'è più l'obbligo che il direttore responsabile sia una persona che abbia il titolo di giornalista professionista o di giornalista inserzionista (comma 3, per intenderci).

    Qualcuno di voi saprebbe dirmi se è sbagliato?

    Grazie mille
  • Prima di pensare di regolamentare le testate online o qualsiasi altra cosa, questi sciacalli che ci governano dovrebbero abolire il finanziamento pubblico all'editoria, se vendi tante copie guadagni denaro se non vendi chiudi bottega e vai a raccogliere pomodori. Che cosa è diventato lo Stato? O meglio che cosa è sempre lo Stato? Un manipolo di potenti che campa alle nostre spalle avendosi inventato il lavoro del "politico" e che danno lavoro solo a quella fetta del paese che può tornargli utile (giornalisti, affaristi etc.etc.).

    Tornando al discorso di testate online e guadagni pubblicitari penso che sia un ottima cosa che una testata online possa campare quasi a costo zero e senza contributi statali o amici potenti che ne dettano l'agenda redazionale, daltronde tassarli sugli introiti pubblicitari sarebbe scorretto in quanto questa gente paga per la connettività (pagandoci l'IVA), meno costi e tasse per la testata equivale a più soldi per chi ci investe e per che scrive gli articoli, quindi il mestiere del giornalista potrebbe tornare ad essere un mestiere nobile e non più il megafonista del politico di turno, a questo punto sarebbe giusto abolire anche l'ordine dei giornalisti, anzi, tutti gli ordini professionali che sono un vergogna italiana.
    non+autenticato
  • - Scritto da: campione
    > daltronde tassarli
    > sugli introiti pubblicitari sarebbe scorretto

    Le tasse sui introiti pubblicitari dove hai letto che sono state abolite?
    Però leggendo quello che hai scritto sotto credo che tu abbia le idee un po' confuse. Quindi forse è meglio non indagare oltre.

    Saluti e cordialità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: campione
    > > daltronde tassarli
    > > sugli introiti pubblicitari sarebbe
    > scorretto
    >
    >
    > Le tasse sui introiti

    Maledetto smartphone che cambia le parole. Comunque era "sugli introiti"
    non+autenticato
  • non ascoltate sempre questi saputelli del web.La pubblicità la potete tranquillamente metterla nel vostro blog, l'importante è dichiararla nei redditi e pagarci sopra le relative tasse.Non serve nessuna partita iva, tranquilli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mauro6x
    > non ascoltate sempre questi saputelli del web.La
    > pubblicità la potete tranquillamente metterla nel
    > vostro blog, l'importante è dichiararla nei
    > redditi e pagarci sopra le relative tasse.Non
    > serve nessuna partita iva,
    > tranquilli.

    Ah lo ha detto mauro6x siamo a posto Occhiolino
    non+autenticato
  • Scusate, ancora io: qualcuno mi spiega con parole semplici cosa si intende per questa parte:

    [cit]
    Accanto a queste misure di agevolazione, la legge prevede che i ricavi derivanti dalla pubblicità online rientreranno nel paniere di quelli del SIC, il Sistema Integrato di Comunicazione, sul quale si calcola il tetto "anti-posizione dominante" del 20 per cento introdotto dalla Legge Gasparri: tale estensione era stata invocata da Agcm per meglio vigilaresull'eventuale presenza di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni.
    [/cit]

    Ovvero: se io ho un blog che mensilmente arriva a farmi monetizzare 100/150 € grazie agli spazi pubblicitari di Google Adsense, e se fino ad ora mi era stato detto (agenzia delle entrate n.d.a.) che non serviva nè PI nè altro poichè non superavo i 3000€/annuali. Con questa legge cosa succede? Grazie a chiunque può fornirmi un bagliore di chiarezza, anche perchè per ora non ci ho capito molto Sorride
  • - Scritto da: Tds71
    > Ovvero: se io ho un blog che mensilmente arriva a
    > farmi monetizzare 100/150 € grazie agli spazi
    > pubblicitari di Google Adsense, e se fino ad ora
    > mi era stato detto (agenzia delle entrate n.d.a.)
    > che non serviva nè PI nè altro poichè non
    > superavo i 3000€/annuali. Con questa legge cosa
    > succede? Grazie a chiunque può fornirmi un
    > bagliore di chiarezza, anche perchè per ora non
    > ci ho capito molto
    > Sorride

    A te non cambia niente, quella parte che hai riportato riguarda ben altre entrate.
    Per quanto riguarda l'agenzia delle entrate quando li hai contattati e puoi riportare esattamente il testo della domanda e della risposta?
    Oppure parli di qualcosa che hai trovato in giro su Internet?
    non+autenticato
  • Sono andato direttamente a quella di Novara ed ho chiesto:

    1) come potevo essere in regola con l AdE per quanto riguardava i guadagni con l'advertising
    1a) come dovevo dichiararli
    1b) se dovevo avere una PI

    2) ho chiesto anche in caso di aziende che volessero inserire spazi pubblicitari a pagamento come dovevo fare per la fattura eventualmente richiesta

    Periodo di riferimento: Maggio 2011

    Hai altro o possiamo continuare e parlare di questa legge varata e delle sue possibili applicazioni per i piccoli blog di informazione che fino ad oggi non potevano pregiarsi nemmeno del semplice titolo di "consumer magazine" et simila? E quindi per alcuni versi snobbati nonostante il pregevole lavoro fatto ed il servizio offerto.

    Saluti
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 18 luglio 2012 14.38
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Tds71
    > Sono andato direttamente a quella di Novara ed ho
    > chiesto:
    >
    > 1) come potevo essere in regola con l AdE per
    > quanto riguardava i guadagni con
    > l'advertising
    > 1a) come dovevo dichiararli
    > 1b) se dovevo avere una PI
    >
    > 2) ho chiesto anche in caso di aziende che
    > volessero inserire spazi pubblicitari a pagamento
    > come dovevo fare per la fattura eventualmente
    > richiesta
    >
    > Periodo di riferimento: Maggio 2011
    >
    > Hai altro o possiamo continuare e parlare di
    > questa legge varata e delle sue possibili
    > applicazioni per i piccoli blog di informazione
    > che fino ad oggi non potevano pregiarsi nemmeno
    > del semplice titolo di "consumer magazine" et
    > simila? E quindi per alcuni versi snobbati
    > nonostante il pregevole lavoro fatto ed il
    > servizio
    > offerto.
    >

    Quello che so riguardo alla legge l'ho copia incollato nel precedente post ed è preso dal disegno di legge passato in commissione senato pochi giorni fa, ma non dovrebbe essere molto diverso da quello definitivo. Non ho ben capito cosa possa comportare l'obbligatorietà di registrazione al ROC per le concessionarie di pubblicità online. Almeno dal punto di vista di chi ha il sito.

    Per quanto riguarda l'agenzia delle entrate tempo fa aveva dato una risposta che terminava con:
    http://alverde.net/forum/fisco-tasse-e-leggi/10760...

    Alla luce delle considerazioni svolte, occorrerà pertanto fare riferimento non solo al numero delle operazioni svolte in un certo lasso di tempo ma anche al valore e alle modalità di effettuazione delle operazioni stesse: il tutto allo scopo di valutare l'esistenza o meno del carattere dell'abitualità anziché della saltuarietà. Solo in seguito a questa analisi, che non compete all'Agenzia delle Entrate in materia di interpello, essendo precluso alla stessa ogni genere di accertamento tecnico (cfr. art. 1, comma 1, ultimo periodo, DM 209/20011), il contribuente potrà qualificare la natura del proprio
    reddito e, conseguentemente, considerare i proventi quali corrispettivi di un'attività d'impresa ovvero alla stregua di redditi diversi di cui all'art. 67 DPR 917/86: in tale ultima ipotesi, sarebbe irrilevante, ai fini del trattamento fiscale, la riconducibilità dei
    compensi nell'ambito della lettera i) ["redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente"] o l) ["redditi derivanti dall'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere"] dell'articolo di legge.



    Cioè in parole povere dicono: non c'è un criterio oggettivo e chiaro con cui possiamo dirti quando è attività abituale e quando è saltuaria(Al contrario di come la fanno facile su molti forum), viene valutato caso per caso. Altra cosa importante c'è scritto che questa valutazione non la fa l'Agenzia delle Entrate perché gli accertamenti tecnici non li fanno loro.
    Per questo senza partita IVA si sta sempre in una situazione a rischio, perché sarà chi farà l'eventuale controllo a decidere valutando molteplici fattori se stai facendo attività professionale o no. Per questo i commercialisti nel dubbio consigliano di aprirla.
    non+autenticato
  • Grazie per le precisazioni, te ne sono davvero grato.
  • Scusate la domanda diretta, ma vorrei capire se ho ben compreso: si dice che un blog o un sito che fa informazione NON dovrà più necessariamente avere una registrazione in tribunale per *vantarsi* il titolo di "testata giornalistica"? Non c'è allora nemmeno bisogno di una redazione?
  • - Scritto da: Tds71
    > Scusate la domanda diretta, ma vorrei capire se
    > ho ben compreso: si dice che un blog o un sito
    > che fa informazione NON dovrà più necessariamente
    > avere una registrazione in tribunale per
    > *vantarsi* il titolo di "testata giornalistica"?
    > Non c'è allora nemmeno bisogno di una
    > redazione?


    Esatto:
    1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggetti agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416 , e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad essi non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modifiche e integrazioni.
        2. Ai fini della presente legge per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
    non+autenticato
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