Claudio Tamburrino

Trento, l'open è legge

Software libero e open source, formati aperti e open data: la provincia di Trento imbocca la strada della trasparenza

Roma - Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato la legge provinciale sul software libero e sull'utilizzo dei formati di dati aperti all'interno della pubblica amministrazione.

Continua così la marcia del Pinguino: sono sempre di più le amministrazioni pubbliche che con un dispositivo di legge ad hoc riconoscono il favore al software libero come strumento per l'abbattimento dei costi e per garantire libertà e flessibilità di utilizzo all'interno della PA.

In Italia l'ultima in ordine temporale ad approvare una legge simile era stata la Regione Puglia. In Trentino si tratta dell'unificazione di due disegni di legge, uno del PD e uno dei Verdi: hanno votato a favore i 19 consiglieri della maggioranza, con l'astensione della minoranza con l'unico voto contrario proveniente da Franca Penasa della Lega, la quale ha commentato la difficoltà di esprimersi "su qualcosa in una lingua della quale non abbiamo completa padronanza".
Proprio come la discussione avvenuta all'interno del consiglio regionale pugliese, anche nella Provincia autonoma di Trento il discorso su software libero e dati aperti è stato collegato alla necessità di promuovere la società dell'informazione e l'amministrazione digitale, due obiettivi che sono dichiarati nel nuovo dispositivo di legge.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
161 Commenti alla Notizia Trento, l'open è legge
Ordina
  • solo chiacchere........per vedere i video dei consigli devi avere media player......
  • Speriamo che questa legge porti bene. In Puglia qualcosa si è mosso, qui sembra che abbiamo difficoltà persino ad avere rinnovati i progetti. Mi approfitto per pubblicizzare una distro open source per la didattica promossa a Trento chiaramente open source http://wiildos.wikispaces.com
    non+autenticato
  • Opensource non significa gratis. OS è garanzia di libertà, sicurezza e futuro: Libertà nella scelta, sicurezza nei termini dei sorgenti alla portata di tutti, un futuro garantito dalla documentazione sui formati. Questo in breve signfica OpenSource.
    non+autenticato
  • Bla, bla, bla, bla, bla....
    In Italia significa solo GRATIS!Occhiolino
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 30 luglio 2012 23.51
    -----------------------------------------------------------
  • in italia open source non significa solo gratis! per dirne una capita spesso che alcuni software debbano essere personalizzati. allora un programmatore (pagato) può prendere il codice (libero) e modificarlo. con il software proprietario questo sarebbe molto più costoso se non impossibile.
    non+autenticato
  • Tu ti occupi di software open-source?
    Ci racconti come hai convinto l'azienda a sposare tale filosofia?
  • Non credo che nella PA... italiana... l'opensource porterà vantaggi in termini di costi.
    Intorno alla PA circolano quasi sempre (per non dire sempre) le peggiori aziende di informatica (informatica si fa per dire) che divorano milioni di euro. Quello che verrà risparmiato dalle licenze del software chiuso, non finirà nelle casse della PA, ma direttamente nelle tasche di pseudo-aziende informatiche che oltre ad essere voraci con le PA, continueranno ad esserlo con i propri consulenti a progetto.
    La vittoria dell'opensource in termini di costi, sarà tale solo quando entrerà nelle aziende private.
  • E fai molto male a fidarti, perché non sai cosa c'è sotto anche lì!
    Per il resto quoto in toto il tuo discorso: "La vittoria dell'opensource in termini di costi, sarà tale solo quando entrerà nelle aziende private."

    - Scritto da: Magutt
    > Non credo che nella PA... italiana...
    > l'opensource porterà vantaggi in termini di
    > costi.
    > Intorno alla PA circolano quasi sempre (per non
    > dire sempre) le peggiori aziende di informatica
    > (informatica si fa per dire) che divorano milioni
    > di euro. Quello che verrà risparmiato dalle
    > licenze del software chiuso, non finirà nelle
    > casse della PA, ma direttamente nelle tasche di
    > pseudo-aziende informatiche che oltre ad essere
    > voraci con le PA, continueranno ad esserlo con i
    > propri consulenti a
    > progetto.
    > La vittoria dell'opensource in termini di costi,
    > sarà tale solo quando entrerà nelle aziende
    > private.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Magutt
    > Non credo che nella PA... italiana...
    > l'opensource porterà vantaggi in termini di
    > costi.
    > Intorno alla PA circolano quasi sempre (per non
    > dire sempre) le peggiori aziende di informatica
    > (informatica si fa per dire) che divorano milioni
    > di euro. Quello che verrà risparmiato dalle
    > licenze del software chiuso, non finirà nelle
    > casse della PA, ma direttamente nelle tasche di
    > pseudo-aziende informatiche che oltre ad essere
    > voraci con le PA, continueranno ad esserlo con i
    > propri consulenti a
    > progetto.
    > La vittoria dell'opensource in termini di costi,
    > sarà tale solo quando entrerà nelle aziende
    > private.

    Ragionando così non ne usciremo mai. Quello che dici può essere vero in una certa misura, ma la mentalità in Italia è sempre questa: siccome una cosa porta problemi, non la facciamo. E' la mentalità che ci ha rovinato: siccome la gente non paga le tasse, non è che cerchiamo di fargliele pagare, le aumentiamo a chi già le paga.
    Ma dando i soldi a Microsoft non risolviamo niente, meglio tenerli in Italia e darli a aziende italiane, no? Tanto le stesse aziende devi comunque pagarle per manutenere sistemi Microsoft. E poi iniziare a demolire i clientelismi e scegliere le aziende sulla base delle reali competenze tecniche e con gare d'appalto.
    Infine c'è un principio sacrosanto secondo me: una PA non deve obbligare i cittadini ad acqusitare un prodotto per fruire della propria documentazione. L'obbligo di utilizzo di formati aperti è per me ancora più importante. Possono produrli con software free o a pagamento, open o closed, ma l'importante è che non costringano i cittadini a acquistare software a pagamento per fruirne, oppure l'utilizzo di determinati sistemi operativi, vedi la Rai che distribuisce i suoi contenuti con Silverlight, e io (che pure pago il canone) non posso usufruirne. Mi pare ingiusto. Che inizino a distribuire tutto in open document, dunque!
    non+autenticato
  • Per me il compito esclusivo della PA è di fornire servizi efficienti al cittadino, possibilmente contenendo le spese.
    Se l'efficienza e la riduzione delle spese passa (sicuramente?) attraverso l'open source, W l'open-source, diversamente è solo una presa un giro.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 01 agosto 2012 14.55
    -----------------------------------------------------------
  • Non è ridicolo il merito della questione, ma è ridicolo che sia la politica a prendere decisioni tecniche.
    Purtroppo le cose vanno così.
    Poi non si sa bene se le amministrazioni pubbliche, grazie all'open avranno degli sviluppatori al loro interno o se continueranno a rivolgersi a terzi per implementare o per risolvere i loro problemi tecnici informatici.
    Poichè non è tanto il fatto dell'open che dovrebbe far risparmiare sul costo delle licenze, ma il vero vantaggio sarebbe proprio rendere indipendenti le amministrazioni sul piano dello sviluppo del software.
    Del resto sappiamo che gli enti pubblici sono rindondanti di personale, quindi perchè non assumere o utilizzare personale per manutenzione e sviluppo della parte informatica, richiedendo solo eccezionalmente l'intervento di terze parti?
    Se si perde questa opzione, credo che l'open non serva allo scopo, e rimanga una delle scelte, tipiche italiane, fatte a metà.
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Non è ridicolo il merito della questione, ma è
    > ridicolo che sia la politica a prendere decisioni
    > tecniche.

    La politica legifera.
    Non e' mica la prima volta che si legifera su argomenti tecnici.
    Pensa un po' a tutte le leggi che regolamentano l'edilizia, o la tolleranza di certi materiali...

    La politica semplicemente ritiene che si debba regolamentare un certo settore tecnico per evitare abusi.
    Poi demanda a consulenti tecnici i numeri da tradurre in legge.

    > Purtroppo le cose vanno così.
    > Poi non si sa bene se le amministrazioni
    > pubbliche, grazie all'open avranno degli
    > sviluppatori al loro interno o se continueranno a
    > rivolgersi a terzi per implementare o per
    > risolvere i loro problemi tecnici
    > informatici.

    L'importante e' che non si rivolgano piu' a M$.

    > Poichè non è tanto il fatto dell'open che
    > dovrebbe far risparmiare sul costo delle licenze,
    > ma il vero vantaggio sarebbe proprio rendere
    > indipendenti le amministrazioni sul piano dello
    > sviluppo del software.

    Le amministrazioni sono indipendenti.
    Semplicemente la legge dice che e' VIETATO buttare soldi in licenze sw.

    > Del resto sappiamo che gli enti pubblici sono
    > rindondanti di personale, quindi perchè non
    > assumere o utilizzare personale per manutenzione
    > e sviluppo della parte informatica, richiedendo
    > solo eccezionalmente l'intervento di terze
    > parti?

    Il personale degli enti pubblici e' qualificato solo per due mansioni: strisciare il cartellino (ne possono strisciare anche 20 in meno di un minuto) e restare 8 ore seduti imperturbabili in una stanza con decine di telefoni che suonano a vuoto.

    Queste due cose le sanno fare benissimo.
    Sono incapaci a fare qualunque altra cosa.
  • >
    > La politica legifera.
    > Non e' mica la prima volta che si legifera su
    > argomenti
    > tecnici.

    in quei casi generalmente la legge fissa i principi generali e lascia i dettagli a regolamenti tecnici scritti, si spera, da tecnici competenti.

    > > rivolgersi a terzi per implementare o per
    > > risolvere i loro problemi tecnici
    > > informatici.
    >
    > L'importante e' che non si rivolgano piu' a M$.
    >
    > > Poichè non è tanto il fatto dell'open che
    > > dovrebbe far risparmiare sul costo delle
    > licenze,
    > > ma il vero vantaggio sarebbe proprio rendere
    > > indipendenti le amministrazioni sul piano
    > dello
    > > sviluppo del software.
    >
    > Le amministrazioni sono indipendenti.
    > Semplicemente la legge dice che e' VIETATO
    > buttare soldi in licenze
    > sw.
    >
    se fosse scritto questo sarebbe una legge cretina e demenziale. Visto che in molti ambiti alternative OS o non esistono oppure non hanno un livello di maturità e affidabilità comparabile con le controparti closed.

    > > Del resto sappiamo che gli enti pubblici sono
    > > rindondanti di personale, quindi perchè non
    > > assumere o utilizzare personale per
    > manutenzione
    > > e sviluppo della parte informatica,
    > richiedendo
    > > solo eccezionalmente l'intervento di terze
    > > parti?
    >

    perchè un ente pubblico dovrebbe occuparsi di amministrare la cosa pubblica invece di fare da software house. Per risolvere il problema delle auto blu sarebbe intelligente acquisire, da marchionne, pomigliano e produrre le auto per la PA in quella fabbrica ?

    > Il personale degli enti pubblici e' qualificato
    > solo per due mansioni: strisciare il cartellino
    > (ne possono strisciare anche 20 in meno di un
    > minuto) e restare 8 ore seduti imperturbabili in
    > una stanza con decine di telefoni che suonano a
    > vuoto.
    >

    tutti sistemisti.Sorride

    > Queste due cose le sanno fare benissimo.
    > Sono incapaci a fare qualunque altra cosa.

    già, non sono sistemisti. Non trollano su PI.
  • > perchè un ente pubblico dovrebbe occuparsi di
    > amministrare la cosa pubblica invece di fare da
    > software house. Per risolvere il problema delle
    > auto blu sarebbe intelligente acquisire, da
    > marchionne, pomigliano e produrre le auto per la
    > PA in quella fabbrica
    > ?

    C'è una via di mezzo, sicuramente gli SO e software molto "pesanti" vanno sviluppati dalle software house. Ma proprio come le auto c'è chi le costruisce e ci sono anche i meccanici.... che se non trovano il cofano sigillato ci mettono le mani e cambiano i pezzi.
    E credo proprio che se vi è da sviluppare un software non troppo impegnativo lo possano fare anche degli impiegati tecnici di stato o regione senza creare appalti o convenzioni speciali, idem la manutenzione ordinaria.
  • >
    > C'è una via di mezzo, sicuramente gli SO e
    > software molto "pesanti" vanno sviluppati dalle
    > software house. Ma proprio come le auto c'è chi
    > le costruisce e ci sono anche i meccanici.... che
    > se non trovano il cofano sigillato ci mettono le
    > mani e cambiano i
    > pezzi.

    ovviamente. Come è ovvio che ci sono lavori che puoi lasciare al meccanico, ad esempio cambiare il filtro dell'olio, e lavori che invece è meglio che rimangano alla casa madre. Ad esempio la programmazione delle centraline del motore.

    > E credo proprio che se vi è da sviluppare un
    > software non troppo impegnativo lo possano fare
    > anche degli impiegati tecnici di stato o regione
    > senza creare appalti o convenzioni speciali, idem
    > la manutenzione
    > ordinaria.

    il discriminante dovrebbe essere quanti giorni uomo occorrono per costruire/mantenere quel software e quanti ne avrebbe disposizione l'ente.
  • A me sembra che la cosa andrebbe invece gestita così:
    Con il sw proprietario si ha dipendenza assoluta dal fornitore, e nel caso di fornitori stranieri e per applicativi "general porpouse" (vedi Sistema operativo e suite di Office) vi si aggiungono i costi di licenza che vanno direttamente all'estero.
    Quindi io fossi la PA farei:
    - per gli applicativi verticali, unire le forze (perché avere n comuni con n soluzioni diverse e sulle quali dipendono dal fornitore?) e creare una sw house per le PA, con corsi di formazione per i sysadmin che dovranno curarne la manutenzione, e repository aperti per patch e segnalazioni di bug
    - sostituire a Winzoz GNU/Linux e a M$Office LibreOffice, finanziando pesantemente es. "the document foundation" e/o assumere gente competente per migliorare LibreOffice o per aggiungere verticalizzazioni. Creare know how per la migrazione (che va fatta una tantum) ed il mantenimento
    Anche si pagasse IL DOPPIO sarebbero soldi ben investiti, sia perché da qui all'eternità il risparmio è garantito, sia perché si porterebbe sapere informatico VERO (e non "clicka avanti avanti avanti e spera") ai nostri giovani e meno giovani, sia perché si incrementerebbe il BENE MONDIALE rappresentato dal sw libero, sia perché si avrebbe il codice per poterci mettere mano in qualunque momento a fronte di qualunque necessità (= nazione indipendente). L'uso imposto dei formati aperti è il giusto corollario.
    Nella mente della gente non è per nulla chiaro quale svolta epocale e fondamentale sia il sw libero rispetto al "prodotto" al quale è stata abituata per essere spremuta e tenuta soggiogata.
    non+autenticato
  • > Queste due cose le sanno fare benissimo.
    > Sono incapaci a fare qualunque altra cosa.

    Senza dubbio, ce ne sono anche alcuni che passano la giornata a cazzeggiare su P.I., perchè "hanno fatto in modo che l'ufficio funzioni benissimo anche senza la loro costante attenzione" ...
  • Si sta facendo confusione.

    La politica non prende decisioni tecniche, per quello ci sono una masnada di tecnici di ogni tipo nelle varie commissioni/uffici tecnici che si occupano dei dettagli.

    Ai politici arrivano delle proposte che dicono "La legge/procedura/circolare X si propone di fare Y costando/richiedendo Z". A quel punto la decisione se approvare o meno tale proposta è una decisione politica.
    non+autenticato
  • > Ai politici arrivano delle proposte che dicono
    > "La legge/procedura/circolare X si propone di
    > fare Y costando/richiedendo Z". A quel punto la
    > decisione se approvare o meno tale proposta è una
    > decisione
    > politica.

    Certo ma in questo caso (come in molti altri) idem le "commissioni del caso" devono essere super partes... altrimenti siamo alle solite....Triste
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Non è ridicolo il merito della questione, ma è
    > ridicolo che sia la politica a prendere decisioni
    > tecniche.

    Questa è chiaramente una questione politica: la politica è la gestione della comunità e decidere che si cercherà di usare di più software open source o libero è certamente un atto politico.
    La politica non è il mero esercizio del potere o quella fatta sui media "all'italiana".
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 15 discussioni)