Roma - Il cammino di Volunia inizia da molto lontano.
Inizia da un'idea di Massimo Marchiori, che nel frattempo
ha lasciato il team, un'idea tutto sommato semplice: aggiungere un livello di astrazione ai motori di ricerca, sommare alla componente utility (la ricerca vera e propria) un meccanismo di interazione sociale superiore e trasversale. Il risultato è Volunia: nel bene e nel male una startup italiana che ha ricevuto un buon livello di attenzione anche al di fuori dei soliti circoli tecnologici. E ora il gruppo che sviluppa Volunia ha deciso di presentarsi al mondo, e di svelare qualcosa in più di chi c'è dietro questa iniziativa imprenditoriale e come viene svolto il lavoro quotidiano:
un video esclusivo, pubblicato di seguito, permette di fare la conoscenza del team.
Cos'è VoluniaMesso alla prova Volunia offre risultati altalenanti: da qualche tempo a questa parte la parte search del motore è stata "sospesa", preferendo affidare il reperimento delle informazioni a un motore terzo (Bing). Questo significa che a livello tecnico il team di sviluppo può accantonare la complessità di gestire la crescita e l'evoluzione di un search completo (settore che vede alcuni grossi player con molti mezzi confrontarsi a livelli decisamente superiori e più avanzati), preferendo sviluppare le funzioni sociali e il livello di interazione superiore al search stesso. Una scelta questa non priva di un rovescio della medaglia: affidarsi ad API e servizi terzi comporta un rallentamento, pur minimo, nelle prestazioni. E in certi ambiti, abituati a risposte fulminee e auto-completamenti, la faccenda salta subito all'occhio.
Volunia permette di creare una rete di "amici", pescandoli tra conoscenti veri e utenti scovati grazie agli interessi comuni (ovvero stesso tipo di ricerche e stesse pagine visitate): ciascuno ha il proprio profilo a cui aggiungere foto, dati personali, interessi, e che può personalizzare per mostrare più o meno informazioni in base alle proprie preferenze in fatto di privacy. Ci sono le pagine Trend (top news e top pages), che mostrano le news più lette e le keyword più cercate dagli utenti connessi. Ovviamente c'è il motore di ricerca, che se utilizzato mantiene attorno ai risultati l'interfaccia di Volunia, permettendo ai navigatori di chattare e scambiarsi informazioni sulle pagine visitate (a ciascun dominio corrisponde un thread di conversazione).
 |  |
| La pagina Trend News | La pagina Trend Pages |
Volunia, infine, ha anche le mappe: sono delle rappresentazioni grafiche della struttura dei siti, e dovrebbero servire a comprendere quali parti del sito stesso siano più cliccate, navigate, commentate. Si tratta di una idea interessante, ma che allo stadio attuale sembra necessitare di un grosso lavoro per venire sviluppata. Lo stesso dicasi per alcuni meccanismi di commento: capita che cominciando la navigazione da una pagina interna di un sito non si visualizzi la chat che lo riguarda nel suo complesso, anche cliccando sul riferimento alla homepage del dominio. Insomma, e lo dice anche il marchio in cima a tutte le ricerche, Volunia è ancora una beta: suscettibili di aggiustamenti e miglioramenti, che richiederanno del tempo.
Va da sé che, in ogni caso, un motore di ricerca per diventare la prima meta dei navigatori deve essere in grado di restituire risultati interessanti e utili. Per questo abbiamo provato una serie di chiavi di ricerca di vario genere per osservarne il comportamento, la ricchezza dei risultati proposti, la varietà delle informazioni fornite. Lo stesso è stato fatto con i due principali competitor del settore: Google e Bing.