Mauro Vecchio

Olimpiadi, il giornalista che cinguettava troppo

Sospeso l'account di un giornalista sportivo di Los Angeles, in violazione delle policy di Twitter sulla pubblicazione di informazioni personali private. Ma c'Ŕ chi sospetta che si sia voluta chiudere la bocca al corrispondente

Roma - Una serie di cinguettii al vetriolo, postati su Twitter dal cronista sportivo Guy Adams, corrispondente da Los Angeles del celebre quotidiano britannico The Independent. Nel mirino, la copertura televisiva stabilita ai vertici del broadcaster statunitense NBC per i nuovi giochi olimpici di Londra.

"La costa ovest degli Stati Uniti è stata costretta ad assistere alla cerimonia inaugurale con un ritardo di sei ore - ha commentato Adams sulla piattaforma di microblogging - ╚ un furto disgustoso". "Ho mille canali sulla mia TV - si legge in un secondo cinguettio - Nessuno di questi trasmetterà dal vivo la cerimonia olimpica. Perché quelli di NBC sono dei bastardi".

Un turbinio di critiche che ha trovato seguaci tra testate specializzate e semplici follower del giornalista di Los Angeles. I micropost di Adams si sono dunque concentrati sulla figura di Gary Zenkel, attuale presidente di NBC Olympics e vicepresidente esecutivo della divisione NBC Sports. "NBC fa finta che le Olimpiadi non siano ancora iniziate - scrive ancora Adams su Twitter - e il responsabile di tutto questo è Gary Zenkel. Ditegli cosa ne pensate!". Il corrispondente losangelino ha così aggiunto l'indirizzo di posta elettronica usato da Zenkel con il servizio aziendale nbcuni.com.
╚ stato quest'ultimo micropost ad aver scatenato una durissima reazione da parte della piattaforma in 140 caratteri, che ha deciso di chiudere l'account del giornalista. Lo stesso Adams ha successivamente ricevuto una lettera di spiegazioni: la pubblicazione di un'informazione personale come l'email porta alla sospensione del profilo.

"Il suo account è stato sospeso per la pubblicazione di informazioni personali private come un indirizzo di posta elettronica, un indirizzo fisico, numero di telefono o documenti finanziari", scrive un responsabile di Twitter. Ad inchiodare Adams non sarebbe stato il contenuto polemico dei micropost, bensì la violazione delle policy.

Una spiegazione che non ha convinto tutti, in particolare il corrispondente del quotidiano britannico. Le attuali policy di Twitter condannano la pubblicazione di informazioni personali private. L'indirizzo di posta pubblicato da Adams è in realtà pubblico, a disposizione degli utenti attraverso un comune motore di ricerca.

Lo stesso network NBC mostra i vari account dei suoi executives su Internet. Ecco perché la sensazione predominante è che gli organizzatori dei Giochi Olimpici - di cui NBC è tra i più prestigiosi partner, ma lo è anche di Twitter - non abbiano affatto gradito le esternazioni di Adams sulla copertura negli Stati Uniti. L'account di Adams è ancora sospeso.

Mauro Vecchio
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