Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Il sonno del pensiero critico

di M. Calamari - Informazione stordente, sovrabbondante, guidata dal potere. La Rete ne č alimentata, troppi cittadini della Rete ne fanno indigestione. Ma la bolla sta per scoppiare

Cassandra Crossing/ Il sonno del pensiero criticoRoma - Talvolta le contingenze della Rete (o forse il caldo, o le cattive notizie economiche, o le perverse dinamiche lavorative, o una "guerra" che si trascina da troppo tempo) ti portano a ritirarti in un angolo. Stare negli angoli taglia fuori dall'azione, però in compenso protegge le spalle. Ma, cosa non forse evidente, offre anche un orizzonte più aperto e completo, che solo per un momento può essere nascosto da qualcosa, qualche attore o evento, destinato in poco tempo a scomparire.

Le cose veloci ed effimere svaniscono, come nella descrizione che il "Viaggiatore" fa ne "La macchina del Tempo" (impagabile godersela in questa edizione originale libera) di Herbert George Wells durante il suo primo viaggio, mentre il movimento di quelle più lente diventa facilmente percepibile, e la solidità della cose inamovibili spicca con la massima chiarezza.

Anche un solo giorno di pigra vacanza ti pone subito in una situazione percettiva di questo tipo: le notizie dei media di tutti i tipi si dissolvono nella loro irrilevanza, le orge mediatico-sportive scompaiono rese invisibili dalla loro stessa velocità, e sull'orizzonte appaiono, velate dalla distanza ma solidissime, le cose destinate a durare.
Prima di tutto, la crisi di un modo di vivere ormai arrivato al capolinea, e stranamente non nella maniera che temevamo all'epoca del boom economico.
Qualcuno ricorderà i timori di esaurimento delle risorse naturali e di catastrofe ecologica, tanto studiati da enti ormai immeritatamente dimenticati come il "Club di Roma". Altri ricorderanno i timori del risveglio dei paesi del Terzo Mondo, che avrebbero sommerso un modo di vivere "occidentale", sbrigativamente liquidato come sfruttatore ed egoista.

Qualche visionario, chiuso nel suo mondo letterario e benevolmente etichettato come scrittore di fantascienza, estrapolava semplicemente il presente con risultati di estremo successo: basti pensare alle descrizioni allora oniriche ed oggi storiche di una buona parte della letteratura cyberpunk, a cominciare da Rudy Rucker e William Gibson. In quei sogni (definirli "incubi" colorerebbe emotivamente una discorso molto serio, e perciò Cassandra cercherà di evitarlo) il prevalere degli Stati Multinazionali sugli Stati Nazionali veniva allora letto come il prevalere esplicito e totale dell'economia sulla politica.
In chiave eroica e libertaria, sullo sfondo, anzi, negli interstizi di questo duello di entità inumane, si svolgevano le vicende di individui privi di cose che molti di noi definiscono "naturali" come i diritti civili e la democrazia, e che sopravvivevano (o meno) come dimostrazione della forza dell'individuo.
Ma in nessuno di questi scenari si vedeva il mondo avvitarsi su se stesso senza che esistessero due fazioni. una vincente e l'altra perdente.
Non si percepiva il crollo di un mondo, spacciato come solidissimo, le cui strutture portanti si rivelavano fragili quinte di cartapesta.

Oggi invece molti di coloro che hanno vissuto (come Cassandra) in un'epoca di relativa abbondanza e crescita, possono solo rimproverarsi di non aver percepito l'evidente distacco dell'economia dai cicli produttivi, materiali o immateriali che fossero, ed il suo prograssivo trasformarsi in un'industria di produzione e distribuzione di debito, vampiresca, intrinsecamente creatrice di disuguaglianze e destabilizzante.
Questo è stato particolarmente evidente ed altrettanto particolarmente non percepito nei periodi immediatamente precedenti e seguenti la bolla delle dot.com, che ha rappresentato a ben vedere, su una scala molto più piccola, la catastrofe economica prossima ventura.

In questa situazione si è assistito ad un inseguimento del vantaggio immediato con un totale spegnimento del pensiero critico, che ha accomunato aspiranti veline con esperti di sicurezza, tronisti e sviluppatori delle piccole Silicon Valley italiane. Resta però difficile, malgrado l'indubbia responsabilità di chi ha gestito i media e l'educazione nell'intorno del cambio di millennio, giustificare un così totale spegnimento del pensiero critico da parte di un'intera generazione, assolutamente trasversale a tutte le categorie di persone non stupide e non menefreghiste.

La Rete è stata accusata da molti di grandi responsabilità in questi accadimenti, avendo avviato la trasformazione di una generazione di giovani in maniacali creatori di consenso personale o in brufolosi nerd videogioco-dipendenti, incapaci di una vita reale. Si tratta, è vero, di descrizioni reali e veritiere, ma che riguardano solo pochi luoghi di un mondo vasto e complesso come la Rete.

Non è però sbagliato attribuire alla Rete (paradossalmente) una parte di responsabilità nello spegnimento del pensiero critico di una generazione, perché la Rete, dispensatrice generosa di quantità di informazioni oltre ogni limite, è stata spesso confusa con una dispensatrice di verità, come una stampella o una carrozzella per persone alla ricerca di scorciatoie intellettuali. Un errore madornale, in cui tutti sono prima o poi incorsi, come reazione allo shock informativo che la personale scoperta della Rete aveva provocato.

C'è stato chi, per intelligenza o solo fortuna, ha capito che solo chiudendo il rubinetto dell'informazione, selezionando e scartando senza pietà il torrente di fatti, idee, scritti e software che tentava di riversarsi nelle nostre menti, si poteva ottenere il meglio dalla Rete stessa.
E ci son stati tanti, troppi, che invece hanno deciso di vivere nell'abbondanza, facendosi trascinare dalla corrente di informazioni, e spigolando qualcuno dei fiori più belli o appariscenti quando avevano bisogno di verità o di indicazioni.

Chi ha agito nel primo modo, ha dovuto far crescere il proprio senso critico, chi ha agito nel secondo lo ha spento completamente e sostituito, spesso inconsapevolmente, con l'estro del momento: nel far questo ha agevolato coloro, sempre presenti in ogni epoca umana, che voglio accaparrare sia risorse che potere a danno di altri.

Ha un sapore amaro la "vittoria" di chi, mentre vede la propria città brillare degli incendi appiccati da chi era nascosto nel cavallo di legno, potrebbe rivendicare una ragione che non ha però più senso di essere.

E mentre tra poco arriverà l'alba che consentirà di vedere quanto grande è stata la distruzione di quello che fino ad ieri sembrava solido e familiare ed oggi appare come qualcosa da mantenere lottando contro chi tenta di salire sulla scialuppa, diventa chiaro che guardare indietro non serve: serve guardare il presente per sopravvivere, ed il futuro per trovare una nuova strada da percorrere.
Quale sia è una domanda estremamente difficile: di sicuro però una risposta che dia spazio all'umanità dell'individuo non potrà non passare da un riavvicinamento ai valori intrinseci della produzione (zappa, penna o tastiera sono equivalenti) come fondamento di un dignitoso diritto all'esistenza.

E non potrà non includere un distacco totale da sovrastrutture finanziarie che sono state solo l'ultima, ingegnosa invenzione di chi è alla ricerca di asinelli da sfruttare fino al punto di farne tamburi.

Marco Calamari
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32 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Il sonno del pensiero critico
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  • Non condivido l'analisi cosi' critica del popolo della rete: "Resta però difficile, malgrado l'indubbia responsabilità di chi ha gestito i media e l'educazione nell'intorno del cambio di millennio, giustificare un così totale spegnimento del pensiero critico da parte di un'intera generazione, assolutamente trasversale a tutte le categorie di persone non stupide e non menefreghiste."

    Spegnimento del pensiero critico? Mah. In rete in Italia e' nato ed e' stato allevato un nuovo movimento, il M5S che ad oggi e' dato tra il 16% e il 20%. Esperienze analoghe ma di minor successo anche in altri paesi europei (leggi Partito Pirata). Secondo alcuni sondaggi fatti in rete il 50% dei partecipanti sono pro-M5S. Che il M5S piaccia o meno non e' questo il punto, e' di fatto un movimento che nasce e cresce dal basso e checche' se ne pensi sulla figura di Grillo i casini di Parma li sta gestendo e dovra' risolverli Pizzarotti, non Casaleggio.

    Il punto non e' il "popolo della rete", ma e' il "popolo fuori la rete": coloro che hanno il cervello solo per distanziare le orecchie, completamene incapaci di cambiare anche la marca del dentifricio, attaccati come cozze allo scoglio alle vecchie abitudini. Detta in altre parole, quella che ci fo**e e' la tua generazione, Marco. Quella che di fatto consente il mantenimento dello status quo. Perche' se e' vero che il tuo discorso ha un respiro piu' ampio, e' indiscutibile che la parte del leone la fa la politica e la politica e' fatta da politici. Qui non si parla di open source, qui si parla di ministri dell'economia, di poteri forti, di lobby e di banche. Perche' e' vero che alcuni paesi virtuosi (i classici "nordici") la crisi l'hanno sentita poco perche' avevano adottato processi trasparenti di gestione della cosa pubblica e avevano rinnovato i loro leader con volti giovani. Non ultrasettantenni con un piede nella fossa.

    Il punto e', e vorrei che ti esprimessi chiaramente o coraggiosamente su questo, se il M5S rappresenta o meno almeno in parte la risposta che stai cercando. E' QUESTO IL NODO. Se non lo rappresenta (perche' non ti fidi del loro leader, certamente non hai altre motivazioni), allora ti assumi la responsabilita' di buttare il bambino con l'acqua sporca e inevitabilmente ti iscrivi nel partito tafaziano italiano in cui, davanti ad un'alternativa migliore e CONCRETA rispetto allo status quo, ci si esercita tutti nel prendere a martellate le parti basse. Se vuoi farlo, trova il pelo nell'uovo, alza la mano, grida "trovato trovato" e poi prendi il martello e regalaci altri lustri con i solitici politici "ipovedenti". Nulla succede, come gli spagnoli, hanno mandato a casa Zapatero e anziche' autoorganizzarsi e proporsi hanno votato Rayoj. Anche la Grecia ha fatto lo stesso e ci prepariamo anche noi, via Berlusconi dentro D'Alema e Casini.

    Oppure ti assumi la responsabilita' di dire il contrario, ovvero che, con le proprie (in)esperienze e i propri limiti, la rete si sta compattando intorno a un leader e si autoorganizza in strutture orizzontali e si prepara alla sua controoffensiva.

    Tutti vorremmo Jean-Luc Picard come premier ma non e' possibile. Io la realta' la vedo e ti dico che oggi non e' possibile. E, no, mi dispiace, neanche James T. Kirk e' disponibile. Lo saranno tra qualche anno, adesso ci dobbiamo accontentare di quello che c'e'. Ti prego, ti scongiuro, smettila di votare Craxi, Napolitano e Mancino.
  • - Scritto da: an0nim0
    > Spegnimento del pensiero critico? Mah. In rete in
    > Italia e' nato ed e' stato allevato un nuovo
    > movimento, il M5S che ad oggi e' dato tra il 16%
    > e il 20%. Esperienze analoghe ma di minor
    > successo anche in altri paesi europei (leggi
    > Partito Pirata).

    parli di sedicenti movimenti che hanno programmi "politici" pienamente compatibili con i sistemi di organizzazione sociale ed economici su cui poggia oggi il potere che domina, opprime e sfrutta le persone e l'ecosistema in tutto il mondo...

    parli di sedicenti movimenti che in molto paesi si presentano alle elezioni politiche (talvolta - partito pirata - anche "confrontandosi" se non alleandosi con le cosiddette destre, o se vuoi anche con le sedicenti sinistre, che poco o nulla cambia) per eleggere rappresentanti nei vari parlamenti, cioé per finire a essere essi stessi parte del sistema (e non mi si parli di lottare per cambiare le cose dal di dentro...)

    a essere molto ma molto magnanimi, potremmo definire questi sedicenti movimenti come "neo-riformisti" (laddove l'unica "novità" è, si fa per dire, l'uso della rete...)

    e dovrebbero essere questi "movimenti" a impedire lo spegnimento del pensiero critico?

    > Secondo alcuni sondaggi fatti in
    > rete il 50% dei partecipanti sono pro-M5S.
    > Che il
    > M5S piaccia o meno non e' questo il punto, e' di
    > fatto un movimento che nasce e cresce dal basso

    nasce e cresce dal basso?

    quanti in italia hanno una adsl? quanti di questi sono consapevoli che la internet NON coincide con google o con facebook?
    di questi, prendiamo il 50% che sarebbe pro-M5S: qual'è il loro reddito medio? che titolo di studio hanno? ...

    l'M5S e i vari partiti pirata sono "movimenti" ELITARI e perfettamente INTEGRATI e COMPLEMENTARI al sistema che non si sognano minimamente di mettere seriamente in discussione: altro che movimenti nati e cresciuti dal basso!!!

    ma ci credi davvero a queste palle?

    > Detta in altre
    > parole, quella che ci fo**e e' la tua
    > generazione, Marco. Quella che di fatto consente
    > il mantenimento dello status quo.

    certo, perché magari adesso andiamo tutti a votare per il M5S ed ecco subito la rivoluzione che butta per aria lo status quo...

    ma per favore!!!
    non hai ancora capito che oggi chi orienta e decide per tutti e per tutto il mondo sono i CdA delle più grandi multinazionali, il FMI, la WB, il WTO, certi "think tank", le grandi banche come Goldman Sachs ecc.: TUTTA GENTE NON ELETTA???
    non hai ancora capito che la politica e i politici NON CONTANO più nulla, neanche quel minimo che forse potevano contare qualche decennio fa?

    e chi ci "fotte" secondo te sarebbe la generazione di calamari?
    mentre chi ci "salva" e ci "libera" dallo status quo dovrebbe essere il M5S o un qualche partito pirata? magari con qualche bella petizione online?

    questo sarebbe il pensiero critico di cui sono capaci questi movimenti???

    > Perche' se e'
    > vero che il tuo discorso ha un respiro piu'
    > ampio, e' indiscutibile che la parte del leone la
    > fa la politica e la politica e' fatta da
    > politici.

    vedi sopra: la politica non esiste più, non conta un ca##o... e i politici sono solo dei maggiordomi messi lì a servire i padroni del vapore e a prendere per i cu#o la gente

    > Qui non si parla di open source, qui si
    > parla di ministri dell'economia, di poteri forti,
    > di lobby e di banche.

    non di ministri, né di governi: non contano nulla

    di poteri forti e banche sì (vedi sopra)... poteri che il M5S o il partito pirata neanche si degnano di cag##li di striscio, ma che "tollerano" ben volentieri come loro alleati: sono ben felici se l'impegno delle persone si limita/riduce entro questi "movimenti"...

    > Perche' e' vero che alcuni
    > paesi virtuosi (i classici "nordici") la crisi
    > l'hanno sentita poco perche' avevano adottato
    > processi trasparenti di gestione della cosa
    > pubblica e avevano rinnovato i loro leader con
    > volti giovani. Non ultrasettantenni con un piede
    > nella fossa.

    i paesi virtuosi sarebbero quelli che hanno applicato al meglio la lezione del liberismo turbo-capitalista: fottere il resto del mondo

    noto che stai confermando quanto i riferimenti politici e culturali di chi simpatizza con M5S o PP o "similari" siano pienamente "allinenati" con lo status quo...

    > Il punto e', e vorrei che ti esprimessi
    > chiaramente o coraggiosamente su questo, se il
    > M5S rappresenta o meno almeno in parte la
    > risposta che stai cercando. E' QUESTO IL NODO. Se
    > non lo rappresenta (perche' non ti fidi del loro
    > leader, certamente non hai altre motivazioni),
    > allora ti assumi la responsabilita' di buttare il
    > bambino con l'acqua sporca e inevitabilmente ti
    > iscrivi nel partito tafaziano italiano in cui,
    > davanti ad un'alternativa migliore e CONCRETA
    > rispetto allo status quo, ci si esercita tutti
    > nel prendere a martellate le parti basse. Se vuoi
    > farlo, trova il pelo nell'uovo, alza la mano,
    > grida "trovato trovato" e poi prendi il martello
    > e regalaci altri lustri con i solitici politici
    > "ipovedenti". Nulla succede, come gli spagnoli,
    > hanno mandato a casa Zapatero e anziche'
    > autoorganizzarsi e proporsi hanno votato Rayoj.
    > Anche la Grecia ha fatto lo stesso e ci
    > prepariamo anche noi, via Berlusconi dentro
    > D'Alema e Casini.

    questa tua analisi è completamente campata per aria!!!

    personalmente è questa la cosa che più mi sconcerta dei suddetti "movimenti": l'enorme superficialità e la totale inadeguatezza dell'analisi... e quello che mi spaventa (la storia insegna) sono gli esiti a cui premesse come queste possono portare...

    > Oppure ti assumi la responsabilita' di dire il
    > contrario, ovvero che, con le proprie
    > (in)esperienze e i propri limiti, la rete si sta
    > compattando intorno a un leader e si
    > autoorganizza in strutture orizzontali e si
    > prepara alla sua controoffensiva.

    eh!?

    > Tutti vorremmo Jean-Luc Picard come premier ma
    > non e' possibile. Io la realta' la vedo e ti dico
    > che oggi non e' possibile. E, no, mi dispiace,
    > neanche James T. Kirk e' disponibile. Lo saranno
    > tra qualche anno, adesso ci dobbiamo accontentare
    > di quello che c'e'. Ti prego, ti scongiuro,
    > smettila di votare Craxi, Napolitano e
    > Mancino.

    boh... mi cadono le braccia...
    non+autenticato
  • La messa in discussione del sistema o e' di tipo concreto o di tipo ideologico. Quella di tipo concreto e' far funzionare l'attuale sistema economico, col walfare, che bilancia il divario tra le classi sociali. Quando salta il walfare e quando al potere ci sono le lobby succede quel che succede, ovvero il 90% della popolazione possiede il 10% della ricchezza e viceversa.

    Questa crisi e' sistemica? E chi lo dice? Domani la BCE distribuisce soldi a destra e a manca o direttamente agli stati o al fondo salva stati e allora fine del tunnel, fine della crisi e addio giochetti degli speculatori e avremo altri 10 anni di spensieratezza. Poi tutto riprendera'.

    Vogliamo giocare a fare gli ideatori dei massimi sistemi? La politica di Star Trek, dove il denaro non conta piu' e ognuno lavora per la Federazione e per nobili ideali? Decrescita felice o richiamo della foresta? Nulla in contrario, e' divertente, facciamolo.

    Ma domani mattina e non tra 10 anni dobbiamo andare e scegliere come uscire dalla crisi. E la rete (una parte di questa) ha un suo candidato. Che non vincera', ma ce l'ha. Il vero sonno della ragione non e' della mia generazione, ma di quella che l'ha preceduta che ti risponde a pie' sospinto: "hanno sempre detto che la destra e' per la legge della giungla, la sinistra per il sociale e il centro se sei cattolico". Di gente cosi', amico mio, ce ne sono a decine di milioni. E' quello il sonno della ragione.

    Il M5S non e' il partito critico rivoluzionario innovativo in cui speri? Vero, ma e' gente onesta che ha risposte semplici e banali di buona politica ma sono risposte che funzionano. Prendere le best practice europee e portarle in Italia non e' da poco. Ci credo davvero? Non poco, visto che ne conosco molti di loro. Il fatto che il M5S cresca e aumenti il consenso anche grazie alla rete e' una risposta, uno spiraglio di coscienza critica.

    Il sonno della ragione c'e' stato negli ultimi 40 anni, forse ora qualcosa sta cambiando. Non e' la rivoluzione francese ma mai come adesso una reale speranza di cambiamento ce l'abbiamo. Ma la getteremo alle ortiche.
  • Temo che il M5S stia ottenendo consensi per lo più come partito-sfogo, dopo la delusione della Lega. Raccoglie quella parte di elettori scontenta, che viene attirata da personaggi populisti. Tizi o partiti che cavalcano il malcontento o che paiono promettere un cambiamento... elettori però senza un vero spirito critico. Grillo stesso è uno che ogni tanto dà credito a panzane come la Biowashball. Certo, il M5S è molto diverso dalla Lega e la gente che c'è dietro non sono tanti piccoli Grillo, anzi, ma temo che l'elettorato che (dai sondaggi) pare confluire in questo momento, non ne stia sposando veramente le idee, ma solo l'atteggiamento "anti-"... e alla fine sono sempre gente pronta a farsi manipolare dal prossimo condottiero, messia o pifferaio magico che dice le cose che piacciono a loro. C'è sempre questo atteggiamento di giudicare in fretta, senza andare più a fondo. O si crede e ascolta ciò che piace, si sposano argomentazioni solo perché sono dalla tua parte, faziosamente, campanilisticamente. Non si guarda in maniera distaccata, cercando di capire davvero come stanno le cose, senza farsi sviare dall'esca dei desideri, l'ego, l'orgoglio, il prosciutto sugli occhi...
    Chissà se in mezzo a costoro, qualcuno capirà lo spirito diverso e che deve ragionare con la sua testa, muovere le chiappe in prima persona e non delegare pensiero e azioni al suo nuovo "eroe", sperando che li salvi e aspettando che ragioni per loro.
    non+autenticato
  • Quando si fa il confronto con gli anni '70 tutti a dire che allora c'era molta piu' attenzione verso la politica. Sara', ma i risultati quali sono stati? Se da tanto studio ne e' uscito cotanto sfacelo ... l'ideologia, i massimi sistemi, il liberismo contro il comunismo a distanza di 40 anni suonano semplicemente ridicoli. Quei movimenti e quelle idee non avrebbero dovuto risolvere il (loro) presente ma mettere le basi per il nostro futuro. Ma ne' le ideologie cosi' tanto ben confezionate e studiate ne' i politici poi eletti erano in grado di garantirci un presente sereno.

    Forse il pensiero critico dovrebbe scendere dall'iperuranio e partire dal presente. Dalla buona amministrazione, dalla lotta agli sprechi e alla corruzione, dall'applicazione delle best practice, dalla valorizzazione delle competenze e dei curricula, dalla trasparenza della PA, dalla promulgazioni di leggi scritte da politici e tecnici senza la penna delle lobby. E quando un movimento, con tutti i suoi limiti, potrebbe effettivamente ottenere questo scopo, tutti scappano e ritornano nell'iperuranio, immaginando i nuovi modelli economici.

    Ma siamo certi che quelli attuali sono fallimentari? Con il pareggio di bilancio messo in costituzione, con leggi che regolamentano i mercati ed evitino certe operazioni speculative, con una buona politica e' proprio vero che non ce la faremo a garantirci un futuro quantomeno nel medio periodo?

    Forse il vero pensiero critico di oggi e' il pragmatismo di una buona politica. Ma, per carita', il fascino mistico dei massimi sistemi e la caccia al tesoro del pelo dell'uovo sono diritti indisponibili della persona e chi non e' interessato e' certamente vittima del sonno della ragione ... e intanto ci teniamo Casini e il compare Cuffaro
  • - Scritto da: an0nim0
    > Quando si fa il confronto con gli anni '70 tutti
    > a dire che allora c'era molta piu' attenzione
    > verso la politica.

    tutti chi? sei tu a fare questo confronto e a dire queste cose... se parli per te va bene, ma allora non dire "tutti"...

    > Sara', ma i risultati quali
    > sono stati? Se da tanto studio ne e' uscito
    > cotanto sfacelo ... l'ideologia, i massimi
    > sistemi, il liberismo contro il comunismo a
    > distanza di 40 anni suonano semplicemente
    > ridicoli. Quei movimenti e quelle idee non
    > avrebbero dovuto risolvere il (loro) presente ma
    > mettere le basi per il nostro futuro. Ma ne' le
    > ideologie cosi' tanto ben confezionate e studiate
    > ne' i politici poi eletti erano in grado di
    > garantirci un presente sereno.

    di nuovo: liberismo contro comunismo è una falsa opposizione che sei tu a proporre... oltre a tanti altri politicanti (compreso il sig. B.)...

    > Forse il pensiero critico dovrebbe scendere
    > dall'iperuranio e partire dal presente. Dalla
    > buona amministrazione, dalla lotta agli sprechi e
    > alla corruzione, dall'applicazione delle best
    > practice, dalla valorizzazione delle competenze e
    > dei curricula, dalla trasparenza della PA, dalla
    > promulgazioni di leggi scritte da politici e
    > tecnici senza la penna delle lobby.

    sembrerebbe un comizio più adatto al PD che al M5S... ma anche no: sotto sotto evidentemente si somigliano molto...

    > E quando un
    > movimento, con tutti i suoi limiti, potrebbe
    > effettivamente ottenere questo scopo,

    dici?

    > tutti
    > scappano e ritornano nell'iperuranio, immaginando
    > i nuovi modelli economici.

    altri invece ripropongono i "vecchi" modelli economici, salvo poi spacciarsi come portatori di chissà quali grandi novità...

    > Ma siamo certi che quelli attuali sono fallimentari?

    hai dubbi? o fai parte e/o difendi anche tu di chi ha il vero potere politico ed economico?

    > Con il pareggio di bilancio messo
    > in costituzione, con leggi che regolamentano i
    > mercati ed evitino certe operazioni speculative,
    > con una buona politica e' proprio vero che non ce
    > la faremo a garantirci un futuro quantomeno nel
    > medio periodo?

    è una certezza assoluta, di tutta evidenza

    > Forse il vero pensiero critico di oggi e' il
    > pragmatismo di una buona politica.

    peccato che la politica (nel senso di partiti, istituzioni, stati ecc.) non conti più nulla: decidono altri

    > Ma, per
    > carita', il fascino mistico dei massimi sistemi e
    > la caccia al tesoro del pelo dell'uovo sono
    > diritti indisponibili della persona e chi non e'
    > interessato e' certamente vittima del sonno della
    > ragione ... e intanto ci teniamo Casini e il
    > compare Cuffaro

    te li tieni tu che vai a votare, chiunque siano quelli che voti
    non+autenticato
  • caro amico del M5S...

    esordisci parlando del "popolo della rete" (sic!), poi accosti (in modo improponibile) pensiero critico e M5S, poi ti lanci in una analisi con premesse inconsistenti e sballate per finire a conclusioni inevitabilmente sconclusionate...

    no, non ce la posso fare a risponderti davvero...
    mi limito a indicare il link che segue:
    http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012.../

    ciao
    non+autenticato
  • Non si puo' subire la dissertazione sulla destra e la sinistra nel link che mi hai girato. Destra e sinistra appartengono allo scorso millennio, mi viene da vomitare al solo pensiero di dovermi proclamare di destra o di sinistra. Lottare contro l'evasione, la spesa improduttiva, la cattiva amministrazione, gli enti inutili, il familismo, la corruzione e' di destra o di sinistra? Non e' un mio problema. Il M5S esprime delle idee, delle strategie e non delle ideologie. Pragmatismo e buona politica. Stella e Rizzo sono di destra o di sinitra? Ma chi se ne frega! Sottolineano le distorsioni della mala politica la quale si guarda bene dal farsi curare.

    Il problema, come il link che hai girato dimostra in modo esemplare, e' che c'e' ancora parte dell'elettorato che invece chiede l'ideologia (se per questo c'e' una parte che rimpiange la monarchia o il potere temporale della chiesa). Un mio parente: "ho letto il programma di Grillo ma non sono riuscito a capire se e' di destra o di sinistra, qual e' l'ideologia che ci sta dietro". La stessa accusa mossa in quell'articolo. Il che per me significa che il programma e' scritto molto bene e affonda le sue radici nel presente e non nel trapassato remoto dei nostri bisnonni, a cui consegno volentieri Stalin e lo Zio Sam.
  • > casini di Parma li sta gestendo e dovra'
    > risolverli Pizzarotti, non
    > Casaleggio.

    Capirai...

    buttare il
    > bambino con l'acqua sporca e inevitabilmente ti
    > iscrivi nel partito tafaziano italiano in cui,
    > davanti ad un'alternativa migliore e CONCRETA

    Macché migliore...
    Aleb
    429
  • Non sono proprio vecchio e ricordo benissimo che a scuola TUTTI i professori (si, proprio loro, i ruba-stipendio, comunisti, partigianissimi professori pubblici) insistevano sempre su questo aspetto: "bisogna studiare, anche ciò che vi appare inutile, anche la storia, il latino, il greco, perché vi servirà per sviluppare SPIRITO CRITICO. La scuola non insegna né nozioni né mestieri ma FORMA PERSONE PENSANTI".

    Una volta...
    non+autenticato
  • Una volta...

    Oggi la scuola forma operai specializzati e individui pronti per la catena di montaggio... Togliendogli letteralmente la voglia di vivere...

    I programmi sono studiati per settorializzarli e impedirgli di potersi adattare usando le capacità intellettive e logiche.
    iRoby
    8343
  • Parli di "quella" scuola? Quella dei tuoi tempi? Tutta latino e greco, tutte le poesie a memoria, sempre i soliti classici, quella del prof di ginnastica che dovevi fare la cavallina altrimenti non eri brava?

    Inglese, informatica ma anche un po' di sperimentazione e di liberta' didattica ... che fine hanno fatto? Oggi ci sono troppi moduli e troppe materie, la scuola e' puro stress con orari da miniera, senza considerare le classi sovraffollate: la reazione e' un disinteresse crescente, con ragazzi che non hanno piu' voglia di impegnarsi anche perche' la scuola ha parzialmente smesso di essere un trampolino di lancio per il mondo del lavoro. Ed e' anche incapace di integrare le nuove tecnologie, per cui cio' che c'e' di interessante ed istruttivo oggi viaggia su media che la scuola sa scarsamente valorizzare.

    La scuola andrebbe rimodernata, andrebbe tagliato il superfluo e riportata in una condizione umana di gestibilita': di certo non va rimpianto il passato, nessun passato. La storia dei corsi e' ricorsi storici e' una boiata, siamo nel terzo millennio ed internet non e' il ricorso storico di alcunche'.
  • Quoto.
    La storia è sempre importante conoscerla e studiarla, ma è ora di dire basta a questa vaccata che studiando delle lingue morte si crea il pensiero critico. Latino, greco... perché allora non il sanscrito, che è alla base di molte più lingue?
  • non ci siamo....
    Caro Cala .... francamente dall'essere preoccupati della "internet dei balocchi" e di tutti quei fenomeni che vedono l'uomo essenzialmente non in funzione del suo essere individuale e sociale ma in funzione di "consumatore" e dare ragione al "club di roma" e ai vari neomalthusiani ce ne corre!
    E ce ne corre parecchio!
    Io credo (e immagino) che tu abbia come me l'età per ricordare chi stava dietro il "club di roma" (ricordi il sig Kissinger?) ...
    Francamente quando sento "lorsignori" che della "scarsità" (la scarsità serve a vendere la abbondanza no) sono i massimi artefici e sacerdoti (e al tempo stesso sono sacerdoti dell'uomo consumatore) stracciarsi le vesti perchè le risorse sono scarse...
    ...frasi tipiche:
    "Abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi"... (ma abbiamo chi?)
    "La festa è finita"... (quale festa? c'era una festa e non me ne sono accorto?)
    Beh... caro Cala io sono abbastanza vecchio per sentire puzza di fregatura!
    Quando questi dicono frasi del genere significa una cosa sola... significa "TU TIRA LA CINGHIA perchè io non ho nessuna intenzione di farlo!!".
    Ora non è tanto perchè mi sia rotto le scatole di tirare la cinghia forse anche... ma non è questo il punto!
    Il punto è che mi sono rotto di questo discorsetto sulla scarsità che è tale essenzialmente per 2 motivi:
    1) Perchè questo modello di consumo è basato sullo spreco e sul mantenimento artificioso della scarsità!
    (lo sapete che produciamo 1,34 volte la quantità di cibo necessario a sfamare il pianeta e nonostante ciò si continua a morire di fame?)
    2) Perchè la scarsità (che è cosa diversa dal fatto che alcune risorse abbiano un limite naturale) è un problema che non si risolve senza cambiare questo modello economico e tantomeno si risolve con la autofustigazione.
    In parole povere... Quando chi consuma l'80 per cento delle risorse si straccia le vesti per convincere gli altri a consumare meno guardandosi però molto bene dal dire che questo serve a passare dall'80% al 90 e oltre nell'uso della propria quota... e ovviamente senza discutere affatto del vero problema (come sono distribuite le risorse e il loro utilizzo) ma pretendendo che tutti (si fa per dire... loro no... ovviamente) siano più poveri.... mi sento che un tantinello ci stanno prendendo per i fondelli...
    Tra l'altro il gioco non è neppure nuovo!
    Si ripete ciclicamente.... e ovviamente finito il ciclo ... si riparte daccapo!
    Enno caro cala!
    Alla tua età dovresti sapere (e avere già sentito) di tutto questo!
    Altro che "club di roma"....
    Meglio le giovani marmotte!
    non+autenticato
  • "...sovrastrutture finanziarie".

    Concordo su tutto, e soprattutto sull'ultima frase.

    Da parte mia ho chiuso quasi del tutto il rubinetto della sovra informazione già da oltre 15 anni, eliminando prima telegiornali e poi il televisore. Nell'era di Internet, di cui sono stato pioniere per quanto riguarda l'Italia, ho altresì tenuto chiuso il rubinetto della sovra informazione, aprendo il sito di un quotidiano due volte al mese e Facebook due volte l'anno. L'unica informazione per cui tengo il rubinetto aperto è quella che riguarda l'informatica, mio hobby e lavoro.
    Quella poca informazione che trafila dalle barriere che ho eretto è più che sufficiente.

    Purtroppo invece non sono ancora riuscito a distaccarmi dalle sovra strutture finanziarie, ma mi sto impegnando verso quella direzione.

    I miei complimenti a Calamari per l'ottimo articolo su cui vale la pena riflettere, riflettere e ancora riflettere.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Quella poca informazione che trafila dalle
    > barriere che ho eretto è più che
    > sufficiente.

    Nel tuo caso, vale a dire che leggi solo quello che ti fa comodo e per giunta lo capisci come ti pare, come dimostri quotidianamente su PI. Un conto è selezionare, un altro è è mettersi i paraocchi.

    > I miei complimenti a Calamari per l'ottimo
    > articolo su cui vale la pena riflettere,
    > riflettere e ancora
    > riflettere.

    Bravo, riflettici bene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vox Veritas
    > - Scritto da: ruppolo
    > > Quella poca informazione che trafila dalle
    > > barriere che ho eretto è più che
    > > sufficiente.
    >
    > Nel tuo caso, vale a dire che leggi solo quello
    > che ti fa comodo

    Il che è già un passo avanti.

    > e per giunta lo capisci come ti
    > pare,

    Esattamente come tutti.

    > come dimostri quotidianamente su PI.

    Dimostro a chi? A un gruppetto di nerd cantinari?

    > Un
    > conto è selezionare, un altro è è mettersi i
    > paraocchi.

    I paraocchi sono necessari, e anche molto stretti, in modo che filtri poco. E quel poco si seleziona.

    Ma tu sei senza dubbio più "furbo", il tipico italiano.

    > > I miei complimenti a Calamari per l'ottimo
    > > articolo su cui vale la pena riflettere,
    > > riflettere e ancora
    > > riflettere.
    >
    > Bravo, riflettici bene.

    Non ne ho bisogno, io sono già dall'altra parte della sponda.
    ruppolo
    33147
  • Si', pero' fare di tutta l'erba un fascio non saprei ... io la tv la guardo, non mi perdo mai anno zero, cerco di guardare report e altre trasmissioni di approfondimento fatte da giornalisti in gamba ... non e' vero che la tv e' impermeabile alla buona informazione, e' vero che non e' il prodotto piu' facile da trovare.
  • Dopo il crollo del comunismo, c'è il pesante scricchiolare del consumismo centrato sulla speculazione. Cosa resta dopo? Dove stiamo andando?
    Anche i vari idealismi e i sogni, anche quelli della rete, si sono scontrati con una realtà inerte della massa della gente. La rete non ha migliorato molto la massa, la massa ha invece reso Internet un bar. Concordo con lo spegnimento del pensiero critico... o meglio col pensiero critico che resta spento, come lo era davanti alla TV o i giornali: molti prendono acriticamente e indiscriminatamente ciò che leggono in rete come oro colato, senza preoccuparsi da dove arrivi o se possa essere solo sparata del vicino di tavolo del bar Internet. In rete chiunque scrive qualunque cosa. Vedo social network come Facebook, reti chiuse in mano ad una sola azienda che crea un database enorme di dati personali; l'antitesi della Internet decentralizzata, "anarchica" e "di tutti". Il sogno della rete che si trasforma nell'incubo del grande fratello.
    La massa della gente che accetta tutto, anzi giustifica pigramente il contentino, senza rendersi conto di nulla e lasciandosi manipolare totalmente. Viceversa, quelli che criticano tutto, a vanvera, credendosi perciò migliori, ma con alla base sempre lo stesso difetto: non informarsi verificando, senza cercare di vedere davvero come stanno le cose, arrivando a conclusioni superficiali o del tutto fallaci. Per molti l'alba del risveglio dalle loro illusioni arriverà forse un giorno, ma purtroppo la maggior parte della gente capisce che deve rispettare le distanze di sicurezza solo dopo un chilometrico tamponamento a catena.
    non+autenticato
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