Mauro Vecchio

Facebook, bot per la pubblicità?

La piattaforma Limited Run accusa il sito in blu: l'80 per cento dei click a pagamento proviene da bot. Non da utenti reali e dunque potenziali clienti. La piattaforma social nicchia e avvia un'indagine interna

Roma - La polemica è partita da Limited Run, piattaforma specializzata in soluzioni per la distribuzione di prodotti digitali e fisici nel settore discografico. La società Limited Pressing eliminerà la sua pagina ufficiale su Facebook, accusando il social network statunitense di estorsione e truffa a mezzo click.

"Un paio di mesi fa, quando preparavamo il lancio della nuova piattaforma Limited Run, abbiamo iniziato a sperimentare con le pubblicità di Facebook - spiegano i vertici di Limited Pressing in un post di spiegazioni apparso sulla stessa pagina in blu - Sfortunatamente, nel corso dell'analisi del loro sistema pubblicitario, abbiamo notato una serie di anomalie".

Come noto, il sito di Mark Zuckerberg impone dei costi in base ai click verso piattaforme partner come ad esempio quella di Limited Pressing. In base alle analisi condotte dalla startup di New York, solo il 20 per cento del totale dei click su Facebook ha effettivamente raggiunto il sito Limited Run.
Per verificare al meglio, Limited Pressing ha sfruttato una serie di servizi di analisi, da Click al classico Google Analytics. La fetta di utenti reindirizzati verso il sito non avrebbe mai superato il 20 per cento, confermando le analisi iniziali. "A quel punto abbiamo fatto come i bravi sviluppatori - si legge nel post - Costruendoci da soli un software per l'analisi".

L'iniziativa intrapresa da Limited Pressing ha portato all'amara scoperta: nell'80 per cento dei click pagati a Facebook, JavaScript risultava disattivato nei singoli browser legati ai click stessi. "Nella nostra esperienza, solo il 2 per cento dei visitatori ha JavaScript disattivato", ha sospettato l'azienda newyorchese.

Ulteriori indagini hanno dunque approfondito la questione: "Volete sapere cosa abbiamo scoperto? - si legge ancora nel post - Che l'80 per cento dei click pagati provengono da bot". Pagine fraudolente sfruttate dal sito in blu per gonfiare il numero di click a pagamento verso Limited Run. Dunque non potenziali clienti come da accordi pubblicitari.

Inizialmente in silenzio, Facebook si è limitata ad annunciare un'indagine interna per verificare le accuse mosse da Limited Pressing. Il sito in blu controllerebbe sempre l'attivazione di JavaScript nei vari browser. Andando ad eliminare tutte quelle pagine fake responsabili dei continui click fraudolenti.

Mauro Vecchio
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