massimo mantellini

Contrappunti/ Io vi troverò

di M. Mantellini - Un telefono smarrito. Il tecnocontrollo. La polizia. La geolocalizzazione. Quando la tecnologia è allo stesso tempo croce e delizia dell'uomo moderno

Roma - David Pogue è uno dei più bravi e simpatici commentatori tecnologici americani. Qualche giorno fa sul suo blog sul New York Times ha raccontato la storia del furto e del ritrovamento del suo iPhone. È un racconto interessante che ha senso leggere per molte ragioni differenti. Per riassumerlo in poche parole Pogue lascia probabilmente il telefono incustodito mentre si reca nel vagone ristorante e qualcuno se ne impadronisce. Dopo qualche giorno il telefono, che nel frattempo è stato spento, ricompare sulle mappe di Find My iPhone (il servizio iCloud che consente di geolocalizzare il proprio apparecchio) e risulta localizzato nella contea di Prince Georges, nel Maryland, un'area degradata non troppo distante da Washington.

Pogue, forte del suo milione e mezzo di follower su Twitter, attiva gli "amici" nella zona, oltre ad avvisare la polizia del luogo inviando loro una foto satellitare della casa nella quale si trova il telefono. Nasce così la saga dell'iPhone rubato di David Pogue con decine di persone che si danno da fare per aggiungere informazioni e contattare la polizia locale. Il potere di Internet, si sarebbe detto un tempo. Alla fine della giornata i poliziotti entrano nella casa incriminata mentre Pogue al telefono indica loro l'esatta localizzazione del suo telefono che viene poi ritrovato nel giardino della casa accanto. La degna chiusura della bella favola è una foto postata su Twitter (e dove se no) del telefono di David Pogue nelle mani dei due poliziotti sorridenti.

Come raramente accade la parte più interessante di tutta la storia è contenuta nei commenti al post dove le informazioni aggiuntive offerte dai lettori completano in maniera molta preciso un racconto americano dal lieto fine caramelloso. Intanto Pogue nei commenti spiega di non aver voluto procedere legalmente nei confronti del ladro: tutto quello che voleva era che il suo telefono gli fosse restituito e questo, onestamente è una specificazione importante e molto poco "americana". Inutile dire che i dati contenuti erano protetti da password e che il telefono era comunque stato resettato da remoto da Pogue stesso.
Ma i temi contenuti nei commenti dei lettori sono anche altri e molto rilevanti. Ma davvero - si domanda qualcuno - la polizia può irrompere in una casa privata attivata dalle indicazioni di un cittadino che vive altrove mediante l'invio di uno screenshot delle mappe di Google e tutto per recuperare un telefonino? O non sarà forse che l'eco della saga internettiana del famoso editorialista ha avuto il suo peso? Molti commentatori sostengono poi che in situazioni analoghe ma con denuncianti meno famosi la polizia si sia rifiutata di attivarsi dietro simili indicazioni; in altri casi invece le indicazioni di Find My Phone sono state comunque prese in considerazione. I temi della società sotto controllo sono contenuti in molti interventi (Pogue nel suo post elegiaco non ne accenna minimamente) e trattano la deriva quasi inedita della tecnologia che serve al cittadino per controllare i propri beni, variante anomala del tema classico del cittadino controllato e seguito passo passo dall'autorità. La dimostrazione che l'estensione delle potenzialità tecnologiche non ha mai uno sviluppo coerente ma crea contemporanee opportunità di controllo e liberazione.

Da un punto di vista editoriale la storia del telefono perduto e ritrovato è interessante perché l'insieme articolo+commenti vale molto di più delle due parti separate, perché l'ironia o il benaltrismo non travalicano il minimo indispensabile, perché i commentatori si preoccupano di discutere pacatamente temi importanti (e Pogue interviene discutendone con loro) a margine di una piccola storia ignobile finita bene.

In sottofondo resta il tema dei pesi e delle misure, dei poliziotti impegnati nella ricerca di un telefonino famoso in una zona degradata dove il tasso di criminalità e reati è molto superiore a quello nazionale e dove il capo dell'amministrazione locale risiede attualmente nelle patrie galere per aver chiesto tangenti, ma anche quello della tecnologia che mostra con orgoglio il suo inedito lato coercitivo buono (non prendere il mio telefono perché poi io lo ritroverò). Il "non detto" invece è la distanza tecnologica fra le opzioni di controllo consentite ai cittadini e quelle più o meno silenziosamente imposte ai cittadini. Le prime sono caramelline dolci per farci sentire importanti; le seconde, silenziose ma non meno reali e assai più potenti, stentano a guadagnare le luci della ribalta per ovvie ragioni di opportunità.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
31 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Io vi troverò
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  • Scusate una domanda, l'articolo dice che il proprietario aveva resettato da remoto il telefono... ma "Find my iPhone" continua a funzionare anche dopo il reset da remoto del device?
    non+autenticato
  • Di sistemi che permettono il remote wipe e la localizzazione ce ne sono a tonnellate. PreyProject è gratuito fino a 3 dispositivi, per esempio.

    Prossima grande notizia di PI: qualcuno usa lo smartphone per telefonare e CI RIESCE! Notizia da prima pagina! Folle in delirio! Come sarà mai stato possibile?
    non+autenticato
  • E' evidente che si tratta di una delle tante farse messe in scena per far parlare dell'Iphone. E noi regolarmente ci caschiamo. Che tristezza.
    non+autenticato
  • Scusate, ma su molte automobili viene installato un antifurto satellitare, che permette di individuare la posizione dell'auto se viene rubata.

    Qui che differenza c'è? Lo sanno tutti che i telefonini permettono di localizzare la posizione (già solo dalla posizione del ripetitore); ed è risaputo che l'iphone (come moltissimi altri smartphone) ha il localizzatore GPS (è indispensabile se si vuole che il telefono faccia anche da navigatore)
    non+autenticato
  • > Qui che differenza c'è?

    La differenza è che qui c'è di mezzo Apple.
    Inoltre nessuno ha irrotto nella casa di nessuno.

    http://pogue.blogs.nytimes.com/2012/08/02/where-is.../

    The police kept searching the area indicated by Find My iPhone — and eventually they found the phone in the backyard, in the grass, safe and sound.
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > > Qui che differenza c'è?
    >
    > La differenza è che qui c'è di mezzo Apple.

    capito?
    se c'è di mezzo apple va tutto bene!!!
    vai tranquillo! fidati!
    apple ti ama e vuole solo la tua felicità!

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3577994&m=357...
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > > Qui che differenza c'è?
    >
    > La differenza è che qui c'è di mezzo Apple.
    > Inoltre nessuno ha irrotto nella casa di nessuno.
    >
    > http://pogue.blogs.nytimes.com/2012/08/02/where-is
    >
    > The police kept searching the area indicated by
    > Find My iPhone — and eventually they found the
    > phone in the backyard, in the grass, safe and
    > sound.

    Il problema non è Apple (per una volta), il problema è la polizia... ma qualcuno evidentemente ha la coda di paglia
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    Modificato dall' autore il 07 agosto 2012 09.17
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  • Il tema della sicurezza e privacy è un tema scottante e non così facile da affrontare.
    Da una parte se tutti sapessero tutto di te sarebbe un sufficiente deterrente per ridurre il crimine di uno stato a un 1%, dopodichè prevenzione e intervento dovrebbero sistemare il resto.
    Dall'altra parte si pone invece il problema della privacy come violazione delle libertà dell'uomo.
    Il tema privacy non regge se qualcuno mi dice è preoccupato per i 5 messaggi che manda alla fidanzata e i 10 alla mamma anche perchè con la mole di lavoro da fare che hanno i poliziotti sei l'ultimo dei loro pensieri.
    Il problema principale è che la privacy ad oggi serve a tutelare la posizione e l'immagine di un individuo nella società.
    Pensiamo ad un candidato politico scomodo che per esempio ha una deviazione sessuale per i gomiti, i propri avversari potrebbero intaccare la sua immagine pubblica per screditarlo...alla fine il problema di per se non è la tecnologia ma è sempre la solita domanda che da secoli ci si pone:
    Chi controlla il controllore?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jordan
    > Da una parte se tutti sapessero tutto di te
    > sarebbe un sufficiente deterrente per ridurre il
    > crimine di uno stato a un 1%,

    ovvero a permettere al 99% quelli perpetrati da uno stato...

    cosa sia "crimine" e cosa non lo sia è qualcosa di alquanto vago e variabile nel tempo... chi ha il potere decide cosa è criminale e cosa no, e chi è criminale e chi non lo è...

    anni fa il germania tantissimi ebrei erano membri onesti e rispettati della comunità. poi, un giorno, lo stato ha deciso che essere ebrei era un crimine e che tutti gli ebrei erano criminali da punire con lo sterminio. una sera i tutori dell'"ordine" e della "legalità" sono andati a casa di questi "criminali" e li hanno arrestati tutti.
    sai da dove presero la lista dei nomi e gli indirizzi? sapevano tutto perché presero i dati dagli elenchi delle camere di commercio...
    questo sarebbe il modo per ridurre il "crimine"?

    non c'è nulla da contemperare: privacy e anonimato DEVONO SEMPRE prevalere su (fittizie) "esigenze" (di comodo) di sicurezza!

    > Dall'altra parte si pone invece il problema della
    > privacy come violazione delle libertà dell'uomo.

    parlare di libertà è cosa troppo generica e, per questo, rischia di diventare addirittura riduttivo

    > Il tema privacy non regge se qualcuno mi dice è
    > preoccupato per i 5 messaggi che manda alla
    > fidanzata e i 10 alla mamma anche perchè con la
    > mole di lavoro da fare che hanno i poliziotti sei
    > l'ultimo dei loro pensieri.

    questo lo dici tu...
    e, ad ogni modo, le comunicazioni le analizzano tutte in modo automatico e in tempo reale, e le archiviano anche...
    in attesa del giorno in cui divenga un reato mandare messaggi alla mamma (metti che la mamma è ebrea e domani torna il nazismo...) o alla fidanzata (metti che domani la tua ex diventi una "pericolosa terrorista"...)

    > Il problema principale è che la privacy ad oggi
    > serve a tutelare la posizione e l'immagine di un
    > individuo nella società.

    serve a tutelare la vita (materialmente: per mancanza di privacy si può anche MORIRE se c'è un governo tirannico o se la tua ex è una stalker maniaca), le relazioni, la libertà, i pensieri, le idee, la soggettività di TUTTE le singole persone

    > Pensiamo ad un candidato politico scomodo che per
    > esempio ha una deviazione sessuale per i gomiti,
    > i propri avversari potrebbero intaccare la sua
    > immagine pubblica per screditarlo...alla fine il
    > problema di per se non è la tecnologia ma è
    > sempre la solita domanda che da secoli ci si
    > pone:
    > Chi controlla il controllore?

    domanda malposta (l'hanno inventata i controllori) che fa comodo a tutti i controllori, a qualsiasi livello siano...
    la domanda "giusta" è: come eliminare qualsiasi forma di controllo?
    non+autenticato
  • > sai da dove presero la lista dei nomi e gli
    > indirizzi? sapevano tutto perché presero i dati
    > dagli elenchi delle camere di commercio...
    >
    > questo sarebbe il modo per ridurre il "crimine"?
    >
    > non c'è nulla da contemperare: privacy e
    > anonimato DEVONO SEMPRE prevalere su (fittizie)
    > "esigenze" (di comodo) di
    > sicurezza!

    quindi aspetta… il problema non sono state le leggi razziali ma gli elenchi delle camere di commercio?

    Grazie per la rivoluzionaria analisi storica.
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > > sai da dove presero la lista dei nomi e gli
    > > indirizzi? sapevano tutto perché presero i
    > dati
    > > dagli elenchi delle camere di commercio...
    > >
    > > questo sarebbe il modo per ridurre il
    > "crimine"?
    > >
    > > non c'è nulla da contemperare: privacy e
    > > anonimato DEVONO SEMPRE prevalere su
    > (fittizie)
    > > "esigenze" (di comodo) di
    > > sicurezza!
    >
    > quindi aspetta… il problema non sono state le
    > leggi razziali ma gli elenchi delle camere di
    > commercio?
    >
    > Grazie per la rivoluzionaria analisi storica.
    Ottima risposta, mi hai preceduto. Il controllo è indispensabile, oggi tutti i telefono lasciano tracce, ci sono telecamere ovunque, quanti criminali non sarebbero stati presi senza questi attacchi della privacy?
    La sicurezza viene molto prima dei tuoi dati personali che mai dovranno essere usati se non in presenza di reati. Ogni violazione è un grave reato e molti hanno conosciuto la prigione per averlo fatto. Qualsiasi scoperta "dovrebbe" rimanere nei confini della magistratura, divulgare conversazioni private è un reato gravissimo che troppo spesso non conosce colpevole.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > > Grazie per la rivoluzionaria analisi storica.
    > Ottima risposta, mi hai preceduto. Il controllo è
    > indispensabile, oggi tutti i telefono lasciano
    > tracce, ci sono telecamere ovunque, quanti
    > criminali non sarebbero stati presi senza questi
    > attacchi della
    > privacy?
    > La sicurezza viene molto prima dei tuoi dati
    > personali che mai dovranno essere usati se non in
    > presenza di reati. Ogni violazione è un grave
    > reato e molti hanno conosciuto la prigione per
    > averlo fatto. Qualsiasi scoperta "dovrebbe"
    > rimanere nei confini della magistratura,
    > divulgare conversazioni private è un reato
    > gravissimo che troppo spesso non conosce
    > colpevole.

    spera soltanto che un domani non prenda il potere qualcuno che decida che la stupidità sia un grave reato... e che questo qualcuno non abbia accesso ai commenti che scrivi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > quindi aspetta…

    quindi un corno... non spacciare le TUE conclusioni (completamente illogiche) per quelle degli altri

    > il problema non sono state le
    > leggi razziali ma gli elenchi delle camere di
    > commercio?

    ci sei o ci fai?

    gli elenchi delle camere di commercio hanno "facilitato" la "cattura" contemporanea delle vittime... senza quegli elenchi forse in molti sarebbero fuggiti...

    in generale, qualsiasi "elenco" in mano a un "malintenzionato" (soprattutto se dispone dei poteri di uno stato) possono essere usati (e di fatto VENGONO SISTEMATICAMENTE usati) per opprimere questi o quelli...

    > Grazie per la rivoluzionaria analisi storica.

    confondi i FATTI storici (che forse ignori) con le analisi storiche (che sono altro)
    non+autenticato
  • - Scritto da: che schifo
    > - Scritto da: MeX
    > > quindi aspetta…
    >
    > quindi un corno... non spacciare le TUE
    > conclusioni (completamente illogiche) per quelle
    > degli
    > altri
    >
    > > il problema non sono state le
    > > leggi razziali ma gli elenchi delle camere di
    > > commercio?
    >
    > ci sei o ci fai?
    >
    > gli elenchi delle camere di commercio hanno
    > "facilitato" la "cattura" contemporanea delle
    > vittime... senza quegli elenchi forse in molti
    > sarebbero
    > fuggiti...
    >

    Cioè scusa, nella Germani nazista tutti gli ebrei erano iscritti alla camera di commercio ed evidenziati come tali? Mah... chissà perché, faccio finta a crederci. Anche perché a denunciare gli ebrei spesso ci pensavano comunque i vicini.

    > in generale, qualsiasi "elenco" in mano a un
    > "malintenzionato" (soprattutto se dispone dei
    > poteri di uno stato) possono essere usati (e di
    > fatto VENGONO SISTEMATICAMENTE usati) per
    > opprimere questi o
    > quelli...
    >

    E nonostante questo, secondo me non è pensabile rinunciare agli "elenchi" in toto, quanto meno non senza rinunciare al concetto stesso di stato. Non obbligarmi a farti degli esempi, ti prego, è una cosa talmente ovvia che mi sembrerebbe di insultare la tua intelligenza se lo facessi di mia iniziativa.
    Sono certamente contro gli abusi e a favore della tutela della privacy, ma mi rendo conto che è necessario mediare questo principio con le esigenze legate alla tutela stessa dei cittadini. Qual è il confine giusto? Eh, bella domanda, mi rendo conto che è qualcosa di labile, di spinoso, e non saprei darti una risposta facile e universalmente valida; credo però di poter escludere con buona sicurezza che uno dei due estremi possa rappresentare la soluzione ideale.
    Izio01
    4368
  • - Scritto da: Izio01
    > Cioè scusa, nella Germani nazista tutti gli ebrei
    > erano iscritti alla camera di commercio ed
    > evidenziati come tali?

    per compilare gli elenchi venivano usate diverse "fonti" tra cui anche gli elenchi delle camere di commercio (oltre ai registri dell'anagrafe, agli elenchi telefonici ecc.)

    nella notte dei cristalli, per esempio, furono incendiati circa 8000 negozi di commercianti ebrei...

    gli ebrei non erano evidenziati come tali, ma si desumeva che lo fossero in base al cognome

    > Mah... chissà perché,
    > faccio finta a crederci. Anche perché a
    > denunciare gli ebrei spesso ci pensavano comunque
    > i vicini.

    fai un po' come ti pare

    > > in generale, qualsiasi "elenco" in mano a un
    > > "malintenzionato" (soprattutto se dispone dei
    > > poteri di uno stato) possono essere usati (e di
    > > fatto VENGONO SISTEMATICAMENTE usati) per
    > > opprimere questi o quelli...

    > E nonostante questo, secondo me non è pensabile
    > rinunciare agli "elenchi" in toto,

    secondo me invece sì, e si dovrebbe rinunciare anche a qialsiasi forma di "documento" di identità personale

    > quanto meno
    > non senza rinunciare al concetto stesso di stato.

    non vedo cosa ci sarebbe di male a rinunciarci, anzi...

    > Non obbligarmi a farti degli esempi, ti prego, è
    > una cosa talmente ovvia che mi sembrerebbe di
    > insultare la tua intelligenza se lo facessi di
    > mia iniziativa.

    non serve che mi fai esempi. se parti dal presupposto di non rinunciare a una qualsiasi forma di stao, allora hai ragione...

    ti invito solo a considerare l'idea che invece si possa eccome rinunciare a tale presupposto (che è ideologico in sè, e pure intrinsecamente oppressivo e autoritario)

    > Sono certamente contro gli abusi e a favore della
    > tutela della privacy, ma mi rendo conto che è
    > necessario mediare questo principio con le
    > esigenze legate alla tutela stessa dei cittadini.

    per esempio?
    quali sono le esigenze della *singola* persona che dovrebbero essere fatte prevalere sulle esigenze di privacy e autodeterminazione di quella stessa persona?
    e perché dovrebbero prevalere?
    e in nome di chi, e sulla base di quale diritto dovrebbero prevalere?

    > Qual è il confine giusto? Eh, bella domanda, mi
    > rendo conto che è qualcosa di labile, di spinoso,
    > e non saprei darti una risposta facile e
    > universalmente valida; credo però di poter
    > escludere con buona sicurezza che uno dei due
    > estremi possa rappresentare la soluzione ideale.

    concordo sul fatto che la questione è molto difficile anche solo da affrontare, figuriamoci nel risolverla...
    concordo poi che non possa avere una "risposta" universalmente valida (non a caso prima parlavo di "persone", di individui singoli...)
    e forse la/le "risposte" non possono coincidere con alcuno degli "estremi", ma, di sicuro, stanno molto ma molto "vicine" a quello della cosiddetta privacy
    non+autenticato
  • - Scritto da: brave new world

    (...)

    > - Scritto da: Izio01
    >
    > > Non obbligarmi a farti degli esempi, ti
    > prego,
    > è
    > > una cosa talmente ovvia che mi sembrerebbe di
    > > insultare la tua intelligenza se lo facessi
    > di
    > > mia iniziativa.
    >
    > non serve che mi fai esempi. se parti dal
    > presupposto di non rinunciare a una qualsiasi
    > forma di stao, allora hai
    > ragione...
    >
    > ti invito solo a considerare l'idea che invece si
    > possa eccome rinunciare a tale presupposto (che è
    > ideologico in sè, e pure intrinsecamente
    > oppressivo e
    > autoritario)
    >

    Per come la vedo io, tutta la storia dell'umanità è qui a dimostrare che l'anarchia non funziona: non ne nasce l'utopia, bensì la giungla, con la legge del più forte, e poi si finisce per ritornare allo stato come male minore.
    Troppo teorico? Bè, allora un esempio terra terra: le persone che dovrebbero costruire l'Utopia sono le stesse che quando il comune installa dei giochi per bambini o un compressore gratuito per i ciclisti, devastano subito tutto per il puro gusto di fare del male. O quanto meno, ci sono ANCHE queste.

    > > Sono certamente contro gli abusi e a favore
    > della
    > > tutela della privacy, ma mi rendo conto che è
    > > necessario mediare questo principio con le
    > > esigenze legate alla tutela stessa dei
    > cittadini.
    >
    > per esempio?
    > quali sono le esigenze della *singola* persona
    > che dovrebbero essere fatte prevalere sulle
    > esigenze di privacy e autodeterminazione di
    > quella stessa
    > persona?
    > e perché dovrebbero prevalere?
    > e in nome di chi, e sulla base di quale diritto
    > dovrebbero
    > prevalere?
    >

    Per esempio ritengo di avere il diritto di esser ragionevolmente sicuro che la persona che si accinge ad aprirmi con un bisturi sia un medico, regolarmente registrato, e non un facchino che vuole provare emozioni forti.
    Senza Ordine dei Medici con relativo elenco - ma di più, senza università, esami e lauree - tanti auguri se ti senti male.
    Izio01
    4368
  • - Scritto da: Izio01
    > Per come la vedo io, tutta la storia dell'umanità
    > è qui a dimostrare che l'anarchia non funziona:

    puoi fornire qualche esempio che dimostri questo?

    > non ne nasce l'utopia, bensì la giungla, con la
    > legge del più forte, e poi si finisce per
    > ritornare allo stato come male minore.

    l'attuale "ordine" mondiale non-utopico, pur con le sue differenziazioni ("democrazie" occidentali - in senso non geografico - capitaliste/liberiste oppure regimi totalitari comunque autoritari/dittatoriali, quale che sia l'ideologia laica o religiosa a cui dicono di ispirarsi), non è forse basato sulla legge del più forte? non poggia sul dominio di pochi e l'oppressione più o meno violenta dei più? sono forse finite le guerre? è forse sparito lo sfruttamento? ...

    al contrario di quanto affermi, mi pare proprio che semmai la storia dell'umanità dimostri concretamente come sia piuttosto questo "ordine" a non "fuzionare" per nulla

    > Troppo teorico? Bè, allora un esempio terra
    > terra: le persone che dovrebbero costruire
    > l'Utopia sono le stesse che quando il comune
    > installa dei giochi per bambini o un compressore
    > gratuito per i ciclisti, devastano subito tutto
    > per il puro gusto di fare del male. O quanto
    > meno, ci sono ANCHE queste.

    mah... questa è una affermazione (roba degna del TG4) del tutto gratuita e priva di qualsiasi fondamento

    una affermazione che peraltro non ha nessun peso rispetto alla questione: per costruire l'utopia (come dici tu) ma ANCHE per costruire una QUALSIASI organizzazione sociale occorre contfrontarsi in ogni caso con gli altri, incluse le persone a cui ti riferisci

    e che dire poi delle persone che trovandosi a governare in una cosideetta "democrazia" ignorano deliberatamente la volontà e l'interesse del popolo e agiscono e legiferano contro di loro? per come ragioni tu questo solo dovrebbe bastare a concludere che la "democrazia" non funziona (il che è anche vero, ma per altri motivi e non per questo tipo di argomentazioni fallaci..)

    > Per esempio ritengo di avere il diritto di esser
    > ragionevolmente sicuro che la persona che si
    > accinge ad aprirmi con un bisturi sia un medico,
    > regolarmente registrato, e non un facchino che
    > vuole provare emozioni forti.

    e questa ragionevole sicurezza dovrebbe derivare dall'iscrizione a un albo?

    quante volte hai controllato se il medico che ti ha visitato o prescritto dei farmaci o anche operato è regolarmente iscritto all'albo?

    > Senza Ordine dei Medici con relativo elenco - ma
    > di più, senza università, esami e lauree - tanti
    > auguri se ti senti male.

    non basta un albo a fare un buon medico
    non basta superare un esame per essere competente
    non basta un bugiardino a fare una medicina efficace...
    non+autenticato
  • - Scritto da: brave new world
    > - Scritto da: Izio01
    > > Per come la vedo io, tutta la storia
    > dell'umanità
    > > è qui a dimostrare che l'anarchia non
    > funziona:
    >
    > puoi fornire qualche esempio che dimostri questo?
    >

    O i governi sono stati imposti all'umanità dagli alieni o da qualche divinità, oppure li hanno SEMPRE creati gli uomini stessi. Tutti stupidi o forse è la naturale evoluzione della giungla?
    Da solo non posso oppormi al prepotente e alla sua banda, che vive da parassita sulle spalle degli altri. Però noialtri siamo di più, ci uniamo e facciamo capire al prepotente che così non va.
    Violiamo i diritti del prepotente ad autodeterminarsi? Purtroppo qualcosa di simile è inevitabile, quando la sua idea di diritto entra in conflitto con quella di qualcun altro.

    > > non ne nasce l'utopia, bensì la giungla, con
    > la
    > > legge del più forte, e poi si finisce per
    > > ritornare allo stato come male minore.
    >
    > l'attuale "ordine" mondiale non-utopico, pur con
    > le sue differenziazioni ("democrazie" occidentali
    > - in senso non geografico - capitaliste/liberiste
    > oppure regimi totalitari comunque
    > autoritari/dittatoriali, quale che sia
    > l'ideologia laica o religiosa a cui dicono di
    > ispirarsi), non è forse basato sulla legge del
    > più forte? non poggia sul dominio di pochi e
    > l'oppressione più o meno violenta dei più? sono
    > forse finite le guerre? è forse sparito lo
    > sfruttamento?
    > ...
    >
    > al contrario di quanto affermi, mi pare proprio
    > che semmai la storia dell'umanità dimostri
    > concretamente come sia piuttosto questo "ordine"
    > a non "fuzionare" per
    > nulla
    >

    Nah, semplicemente non è perfetto, ma è pur sempre il male minore.
    La medicina non cura il paziente nel 100% dei casi, ma io sono contento che ci sia.

    > > Troppo teorico? Bè, allora un esempio terra
    > > terra: le persone che dovrebbero costruire
    > > l'Utopia sono le stesse che quando il comune
    > > installa dei giochi per bambini o un
    > compressore
    > > gratuito per i ciclisti, devastano subito
    > tutto
    > > per il puro gusto di fare del male. O quanto
    > > meno, ci sono ANCHE queste.
    >
    > mah... questa è una affermazione (roba degna del
    > TG4) del tutto gratuita e priva di qualsiasi
    > fondamento
    >

    No no, è un esempio REALE e che ho toccato con mano. Potrei anche farti la foto della pompa pubblica distrutta o delle giostre devastate.
    Se d'altra parte il tuo modo di confrontarti con gli altri e con il loro vissuto è quello che si evince dalla frase qui sopra... tanti auguri con l'Anarchia e la Concordia Universale, io ho di meglio da fare.
    Izio01
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