Claudio Tamburrino

EA, Zynga e i cloni ludici

Il gioco di Zynga avrebbe troppi tratti in comune con The Sims Social. EA denuncia: quella "Ville" Ŕ troppo piccola per tutte e due

Roma - Electronics Arts (EA) ha denunciato Zynga per violazione di copyright. Secondo EA "The Ville" di Zynga violerebbe chiaramente la proprietà intellettuale legata al suo The Sims Social.

Alleato ad EA è anche il creatore del gioco, Maxis, il cui general manager Lucy Bradshaw parla di questione di principio: "Maxis non è il primo studio ad accusare Zynga di aver copiato il prodotto dell'ingegno altrui, ma noi abbiamo le risorse strutturali e finanziarie per reggere il confronto e cercare di fare qualcosa a tal proposito: speriamo di poter aiutare anche tutti quegli sviluppatori che non riescono a difendersi".

La risposta di Zynga non si è fatta attendere: "The Ville è solo l'ultimo dei giochi del nostro franchise -ville, costruito sulle maggiori innovazioni fuoriuscite dalla nostra esperienza e dagli investimenti su giochi che risalgono a YoVille e passano per CityVille, CastleVielle, introducendo ogni volta una serie di nuove funzioni social e meccaniche di giochi mai viste prima".
Zynga, poi, ha cercato di volgere la situazione a proprio favore sottolineando come la denuncia sia arrivata proprio in concomitanza con il lancio da parte di EA di SimCity Social, versione per Facebook del celebre The Sims, "che mostra una strabiliante somiglianza con i giochi Zynga CityVille".

I sistemi per i giochi, in realtà, sono tra le eccezioni non tutelate dal diritto d'autore, tanto che la pratica di sviluppare giochi simili a quelli di successo già in circolazione è radicata nel mercato dei videogame e dei social game in particolare.

La questione, piuttosto, è legata al copyright che tutela alcuni degli elementi presenti all'interno dei giochi e che secondo EA sarebbero fin troppo simili tra le due.

In ogni caso, lo scontro tra EA e Zynga sembra poter rappresentare la naturale evoluzione di un trend che vede i giochi appiattiti sui medesimi modelli, con gli sviluppatori legati troppo alla sindrome dell'inseguire piuttosto che concentrarsi sul trovare nuovi meccanismi efficaci di intrattenimento.

Claudio Tamburrino
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