Alfonso Maruccia

Wozniak: il cloud è orribile

L'ingegnere che ha creato il primo PC fa una descrizione a tinte fosche della moda della nuvola. Mettendo i dati online se ne perde il controllo, dice

Roma - Spostare tutti i propri dati e le proprie esigenze di computing sui server remoti del cloud computing. Meglio di no, consiglia Steve Wozniak: l'ingegnere che ha costruito le fortune originarie di Apple dice di aver paura del trend di crescita attualmente sperimentato dai servizi nella nuvola.

"Credo che sarà orribile" dice senza mezzi termini Wozniak, "ci saranno un sacco di problemi orribili nei prossimi cinque anni" a causa della diffusione delle nuvole telematiche. L'inventore dell'Apple e Apple II passa poi a descrivere come ci si sente a perdere il senso di "possesso" di informazioni e prodotti una volta spostato tutto quanto nel cloud.

"Con il cloud non possiedi nulla - dice Wozniak - Lo hai ceduto ad altri". Per contro l'ingegnere vuole "sentire che sono in possesso delle cose", mentre la sensazione di avere tutti i propri dati a disposizione sul PC a mezzo cloud è ingannevole perché il controllo sulle informazioni passa nelle mani di altri.
L'ultima uscita pubblica del suo padre nobile non farà certamente piacere ad Apple e all'attuale management della società, che ha investito (con il placet di Steve Jobs) una buona parte della strategia per il successo duraturo della piattaforma iOS proprio sulla presenza di una infrastruttura online. Infrastruttura che però vive un momento difficile, dicono le cronache.

Alfonso Maruccia
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127 Commenti alla Notizia Wozniak: il cloud è orribile
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  • Bisogna vedere cosa si intende.
    Ci sono 6.000.000.000 abitanti su questo pianeta e tra un po' saranno 7.
    Di questi forse il 10% sa usare realmente un computer, e di questo 10% forse un ulteriore 10% ha conoscenze sufficienti per scrivere software che vada oltre il classico "Hello World".

    E' comunque un numero importante, stiamo parlando di 60.000.000 di individui, ma piccolo rispetto al resto del mercato che è composto da circa 2.400.000.000 individui con una capacità di spesa tale da permettersi un iPad.

    Domanda: se un computer è tanto difficile che richiede mesi di studio prima di poter essere utlizzato, come facciamo a renderlo più facile?

    Risposta: windows95.
    Risposta: System 6.0
    Risposta: Windows 98
    Risposta: MacOsX
    Risposta: XP, Vista, Seven e ora Metro
    Risposta: iOs.

    Insomma si e' passati dalle intefacce con mouse e tastiera, a mouse con un tasto solo per finire con le dita di una mano. A breve avremo schermi 3d autostereoscopici e interfaccia tattile con feedback a onde di pressione generate da ultrasuoni.

    La complessità è andata sparendo, lasciando all'utente due compiti: usare i programmi e pagare alla cassa.
    Sono in via di creazione mercati dove solo pochi addetti possono pubblicare le loro applicazioni e tutti gli altri sono tagliati fuori (concorrenza addio), se vuoi una app specifica o speri che esista anche per il tuo OS oppure CAMBI APPARECCHIO, non potrai mai installare un emulatore per far girare le app. di un market su un dispositivo diverso da quello previsto.

    In questo in buon Wozniak ha ragione, ma questi problemi se li pone forse l'1% degli abitanti di questo pianeta.
    Il resto della massa di analfabeti informatici non lo sa, non lo vuole sapere e se provi a dirglielo ti ignora, pensando si tratti di "fantasie da nerd".
    La frittata è già fatta, tutti quanti finiremo nel paese dei balocchi dei walled gardens e poi a tirare la macina di qualche grasso fornitore di contenuti, perché non ci sarà più nessun computer, ma solo oggetti con il proprio OS e il proprio W.G. da cui attingere applicativi.
    A pagamento.

    Dunque in questo il povero Woz ha torto: la gente ignorante vuole il cloud, perché la gente ignorante non vuole saperne di sbattersi a reinstallare i suoi software.
    La gente ignorante vuole continuare a cambiare il proprio smartphone/tablet/monnezza varia ogni quanto vuole e vuole ritrovarci tutte le sue cose hic et nunc, senza sbattimenti.
    E, sospetto, pure quelli che i computer li conoscono.
    E se poi il servizio è "gratis" (si fa per dire) è pure meglio.

    GT
  • Meglio comunque il cloud rispetto ai walled garden.
    non+autenticato
  • la testa alle nuvole..... io i miei dati li voglio sui miei pc.... casomai un serverino me lo creo io se voglio i miei dati ovunque
    non+autenticato
  • Ma si, se aggiungi un paio di hd removibili da 500 Gb criptati in sync e quando sei in giro accedi ai tuoi dati istantaneamente. Le cose meno sensibili le tieni su dropbox e la storia è bella e finita. Stanno cercando di tosare macachi e utonti come fanno con le percore un bel recinto ed ogni tanto attraverso il corridoio stretto (la nuvola) dove tosarli e loro sono felici e contenti. Chi lavora non ha tempo di giocare con le nuvole.
    non+autenticato
  • app,cloud,w8,icloud,g+ tablet ,google glass,minority report ecetera ecetera.

    ma avete notato le musiche strumentali di sottofondo quando presentano
    i devaice,le app,i cloud vari e tutto sto troiaio di apparecchiature
    futuristiche?

    solo a me queste musichette fanno venire l'orticaria e la voglia di buttare tutti i devaice fuori dalla finestra e direttamente nel cassona della monnezza

    unn abbacio a tutti,belli e brutti.
    non+autenticato
  • Credo anche io che nei prossimi anni la maggior parte delle persone possiederanno smartphone e/o tablet, ma non PC. A prescindere dalle e-nuvole. Del resto ai più serve solo un dispositivo che consenta di leggere la posta, navigare internet e riprodurre dati multimediali, tutte cose che i moderni smartphone e tablet permettono di fare, senza praticamente richiedere alcuna manutenzione all'utente, se non in casi straordinari.

    Inizialmente avevo una posizione molto simile a quella di Wozniac (e Stallman) sulle e-nuvole, poi mi sono in parte ricreduto.
    Premesso che se c'è la possibilità è sempre meglio avere sotto il proprio diretto controllo i propri dati, più aumenta la complessità della società e più inevitabilmente si finisce per dipendere dagli altri. Pensiamo a 100 anni fa, la maggior parte delle persone era sostanzialmente autosufficiente. Oggi per niente, i più (me compreso) non sanno ne cacciare ne coltivare un pezzo di terra; non sanno riparare la propria auto ne i propri elettrodomestici; non possono prodursi da se l'energia che consumano; per comunicare con gli altri dipendono dalle società di telecomunicazioni.
    In sintesi siamo già tutti da un pezzo nella popò.
    Il vero pericolo a mio avviso è che nel caso dell'informatica le varie società puntano ad avere un controllo totale sugli utenti, per esempio aziende come apple.
    Cambiare supermercato, concessionario, provider internet ecc. è relativamente facile e indolore. Nel caso dei dati non saprei.
    Secondo me continuerà ad essere importante farsi un backup dei propri dati, meglio in locale senza usare un altro servizio di e-nuvola.
    non+autenticato
  • Secondo me in futuro avremo comunque smartphone tipo N900 ed i PC saranno dispositivi simili agli attuali banalissimi notebook 15.6 molto più potenti e con tastiera numerica e tasti funzione, ed avranno sviluppato biometria e comandi biometrici/vocali; la telecamera frontale e microfoni saranno di qualità maggiore a quelle attualmente in commercio e molto probabilmente allo schermo sarà aggiunta la funzione tuoch screen e uno stilo e avranno le prese e porte unificate. IL SOFTWARE PER FARLI FUNZIONARE SARA' QUELLO LIBERO SOSTENUTO DA STALLMAN CHE SARA' SICURAMENTE PREDOMINANTE PER OVVIE QUESTIONI SU OGNI ELABORATORE. Ciascuno di noi ha necessità civile delle libertà e dei privilegi che solo il software libero offre. Queste libertà coincidono con il diritto dell'uomo al proprio pensiero, alla propria opinone e alla propria privacy da solo e collettivamente. Diritti che vengono calpestati dai software proprietari che occultamente spiano cosa facciamo e applicano modifiche unilaterali incontrollabili ai programmi dell'utilizzatore vittima e potrebbero pilotare o opprimere il normale sviluppo democratico di stati e nazioni per favorire gli interessi di lobbyes o di tiranni anche sanguinari che avrebbero tutti gli strumenti per colpire i propri dissidenti o reprimere con la violenza e la censura il dissenso o pensieri diversi dal proprio.
    non+autenticato
  • Pensiamo a 100 anni fa, la
    > maggior parte delle persone era sostanzialmente
    > autosufficiente. Oggi per niente, i più (me
    > compreso) non sanno ne cacciare ne coltivare un
    > pezzo di terra; non sanno riparare la propria
    > auto ne i propri elettrodomestici; non possono
    > prodursi da se l'energia che consumano; per
    > comunicare con gli altri dipendono dalle società
    > di
    > telecomunicazioni.
    > In sintesi siamo già tutti da un pezzo nella popò.

    Va bene, ma anche 100 o 200 anni fa assolutamente tutti usufruivano di capacità altrui. L'artigiano non coltivava, ma magari aggiustava scarpe per il contadino ... ecc.
    Certo adesso abbiamo più cose che sfuggono al nostro controllo diretto,
    ma continua l'attività di scambio come in passato, solo c'è l'intermediazione della moneta e lo scambio diretto è scomparso... salvo che vi sia un crak generale della Borsa e delle monete statali...
    Quindi non mi preoccuperei del fatto che se non so coltivare l'insalata devo acquistarla da chi la sa coltivare, basta che sappia fare qualcos'altro di utile in cambio.
    Per le "nuvole tempestose" sono diffidente, salvo il caso di usarle per materiale di importanza irrilevante. Del resto è come mettere materiale su FB che dichiaratamente diventa di proprietà del servizio e ne perdo quindi i diritti d'autore e di proprietà.
    Forse proprio per questo le nuvole possono essere una forma assai ambigua di malaffare mascherato, poichè dichiarano una sicurezza che di fatto non c'è o non ha nessuna garanzia effettiva. Poi certo, si può mandare nella nuvola anche materiale criptato con un pò di sicurezza in più, ma sempre molto relativa visto che anche i codici hanno dei loro limiti.
  • - Scritto da: enuvola
    > Il vero pericolo a mio avviso è che nel caso
    > dell'informatica le varie società puntano ad
    > avere un controllo totale sugli utenti, per
    > esempio aziende come
    > apple.

    Hai scelto l'esempio sbagliato, perché Apple vuole il controllo dell'esperienza degli utenti (affinché sia la migliore possibile), non degli utenti stessi.

    > Secondo me continuerà ad essere importante farsi
    > un backup dei propri dati, meglio in locale senza
    > usare un altro servizio di
    > e-nuvola.

    Certamente che un backup locale è meglio, ma in AGGIUNTA a quello su cloud, non in alternativa.
    Un backup locale può andar perso in caso di disastri naturali (terremoti, alluvioni, ecc) o di furto.
    Oppure un backup locale, spesso se fatto con certi trabiccoli su rete locale, può andar perso giorni o mesi o anni prima di rendersene conto, per un banale guasto hardware o software, non notificato.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > Hai scelto l'esempio sbagliato, perché Apple
    > vuole il controllo dell'esperienza degli utenti
    > (affinché sia la migliore possibile), non degli
    > utenti stessi.

    la possibilità che sia l'utente stesso a voler decidere quale sia per lui la "migliore esperienza possibile" ovviamente non è neanche presa in considerazione.



    > Certamente che un backup locale è meglio, ma in
    > AGGIUNTA a quello su cloud, non in
    > alternativa.


    idee ben confuse.

    E' il backup remoto a dover essere una aggiunta a quello locale, ma il backup primario è quello locale, non quello remoto.

    E comunque backup remoto != cloud


    > Un backup locale può andar perso in caso di
    > disastri naturali (terremoti, alluvioni, ecc) o
    > di furto.

    lo stesso può accadere al backup su cloud... se i server del cluod sono oggetto del disastro di cui sopra.
    Visto che le hai tirare in ballo, che sarebbe accaduto ad una azienda, magari situata a Los Angeles, che avesse avuto il backup unico su di un cluod service stuato nel WTC di NY?


    > Oppure un backup locale, spesso se fatto con
    > certi trabiccoli su rete locale, può andar perso
    > giorni o mesi o anni prima di rendersene conto,
    > per un banale guasto hardware o software, non
    > notificato.

    intendi dire come ad esempio la Time Capsule?

    http://punto-informatico.it/3542278/PI/News/backup...

    Occhiolino
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 09 agosto 2012 14.15
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  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: ruppolo
    >
    > > Un backup locale può andar perso in caso di
    > > disastri naturali (terremoti, alluvioni,
    > ecc)
    > o
    > > di
    > > furto.
    >
    >
    > mentre quello cloud può essere hackato e i dati
    > locali persi nel momento in cui si sincronizza il
    > dispositivo:
    > http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tec
    >

    Ed aggiungerei che può essere hackato anche con l'aria fresca ed il cielo sereno e gli uccellini che con il loro cinguettio salutano la bella stagione, mentre il macaco che con sguardo estasiato contempla il suo iCoso. Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Da vecchio tecnico informatico quale ti spacci dovresti sapere che l'unico backup sicuro è quello a rotazione su almeno 3 supporti diversi situati in località diverse, possibilmente testati anche in ripristino e mantenuti offline quando non servono.
    Le altre soluzioni sono dall'esito incerto, e a volte tragicamente certo.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Woz è stato un grande, un grandissimo! Ma nel 1977. E tanta acqua è passata sotto i ponti. Per quanto gli informatici possano avere una mente aperta alle innovazioni, a una certa età credo che per tutti sopravvenga una tendenza a rifiutare il nuovo, a considerare lo status quo come rassicurante, forse perché a una certa età le energie mentali da dedicare all'apprendimento di nuove cose iniziano a scarseggiare e ci si inizia a stufare (eccetto pochi soggetti intellettualmente più longevi).
    D'altra parte, informaticamente parlando, sono già vecchi i creatori di Google e Facebook... le innovazioni in questo settore si fanno a vent'anni.
    Woz, insomma, l'ha fatta un po' fuori dal vaso, il suo atteggiamento è quello tipico dell'anziano che "io non userò mai il cellulare/facebook/cloud/ebook reader" eccetera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: il signor rossi
    > Woz è stato un grande, un grandissimo! Ma nel
    > 1977. E tanta acqua è passata sotto i ponti. Per
    > quanto gli informatici possano avere una mente
    > aperta alle innovazioni, a una certa età credo
    > che per tutti sopravvenga una tendenza a
    > rifiutare il nuovo, a considerare lo status quo
    > come rassicurante, forse perché a una certa età
    > le energie mentali da dedicare all'apprendimento
    > di nuove cose iniziano a scarseggiare e ci si
    > inizia a stufare (eccetto pochi soggetti
    > intellettualmente più
    > longevi).
    > D'altra parte, informaticamente parlando, sono
    > già vecchi i creatori di Google e Facebook... le
    > innovazioni in questo settore si fanno a
    > vent'anni.
    > Woz, insomma, l'ha fatta un po' fuori dal vaso,
    > il suo atteggiamento è quello tipico dell'anziano
    > che "io non userò mai il
    > cellulare/facebook/cloud/ebook reader"
    > eccetera.

    Ti vendo un servizio di cloud ti va ?
    krane
    22544
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Hai scritto 90 righe per dire che ha torto.
    > Una parola per farci capire perché non
    > guasterebbe.

    No, non provocarlo e' chiaro che e' un id10ta senza argomenti con gravi carenze neuronali, fai come me, vendigli qualcosaOcchiolino
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    Modificato dall' autore il 08 agosto 2012 17.41
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    krane
    22544
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Hai scritto 90 righe per dire che ha torto.
    > Una parola per farci capire perché non
    > guasterebbe.

    Perché, con il diffondersi di smartphone e tablet le esigenze degli utenti si stanno evolvendo verso un modello in cui i propri dati devono essere giocoforza nel cloud.
    In questo momento, ancora la diffusione di tablet e smartphone non ha raggiunto la massa critica, ma lo farà. L'informatica personale sta cambiando molto rapidamente: i netbook hanno dato il via a una rivoluzione che si sta compiendo con tablet e smartphone. Le esigenze di informatica personale degli utenti non sono quelle degli anni 70, 80, 90 e nemmeno 2000. Le cose che si fanno con il computer sono diverse: oggi si va su facebook, si guardano film, si ascolta musica, si vedono le proprie foto. Queste cose le facevamo anche prima, ma adesso vogliamo averle sempre disponibili sui nostri dispositivi personali senza curarci di trasferire dati da un dispositivo all'altro. Inoltre il cloud garantisce un backup dei dati più affidabile di quello che il 99% degli utenti fa da solo (o meglio: non fa affatto).
    Chi ancora bolla il fenomeno tablet come passeggero non ha capito nulla, non ha capito che fra 5 anni il tablet sarà l'oggetto di informatica personale che tutti hanno, come è stato il computer negli anni '80 e '90 e il notebook negli anni 2000. I pc e i notebook rimarranno per uso business e avanzato, nessuno vuol dire che soppianteranno il tablet.
    A conti fatti, ogni utente avrà almeno uno smartphone e un tablet, molti avranno smartphone, tablet, notebook e magari pure il fisso.
    Ecco perché il cloud si diffonderà certamente, e chi lo considera inutile o insicuro sta ragionando con una mentalità che è quella del mercato dell'informatica come è stato fino a adesso e non come sarà fra 5 o 10 anni. Basta come spiegazione?Occhiolino
    Ah, come ho scritto su un'altra risposta, su questa pagina:
    http://wilk4.com/humor/humore10.htm
    fra 10 anni ci sarà anche la citazione da Woz...Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: il signor rossi
    >> Chi ancora bolla il fenomeno tablet come
    > passeggero non ha capito nulla, non ha capito che
    > fra 5 anni il tablet sarà l'oggetto di
    > informatica personale che tutti hanno, come è
    > stato il computer negli anni '80 e '90 e il
    > notebook negli anni 2000. I pc e i notebook
    > rimarranno per uso business e avanzato, nessuno
    > vuol dire che soppianteranno il
    > tablet.

    ovviamente intendevo dire che nessuno vuol dire che i tablet soppianteranno totalmente i pc e il notebook. Solo che per la maggior parte degli utenti sarà così.Sorride
    non+autenticato
  • > Perché, con il diffondersi di smartphone e tablet
    > le esigenze degli utenti si stanno evolvendo
    > verso un modello in cui i propri dati devono
    > essere giocoforza nel
    > cloud.

    Giocoforza una fava
    non+autenticato
  • > Perché, con il diffondersi di smartphone e tablet
    > le esigenze degli utenti si stanno evolvendo
    > verso un modello in cui i propri dati devono
    > essere giocoforza nel cloud.

    o forse è quello che vogliono fare credere ? possibile ?

    > smartphone. Le esigenze di informatica personale
    > degli utenti non sono quelle degli anni 70, 80,
    > 90 e nemmeno 2000. Le cose che si fanno con il
    > computer sono diverse: oggi si va su facebook, si
    > guardano film, si ascolta musica, si vedono le
    > proprie foto.


    ma scaricare 500 foto delle vacanze direttamente in cloud non la vedo cosi bella.
    dovessi poi volere una panoramica o un fotoritocco.

    > dispositivo all'altro. Inoltre il cloud
    > garantisce un backup dei dati più affidabile di
    > quello che il 99% degli utenti fa da solo (o
    > meglio: non fa


    Il 99% degli utenti non fa il backup. Fortuna che ci Pensa AppleOcchiolino

    > Ecco perché il cloud si diffonderà certamente, e
    > chi lo considera inutile o insicuro sta
    > ragionando con una mentalità che è quella del
    > mercato dell'informatica come è stato fino a
    > adesso e non come sarà fra 5 o 10 anni. Basta
    > come spiegazione?

    o forse ragiona senza pensare a mettere la parola informatica assieme alla parola mercato.

    Considera che il cloud era vecchio vari decadi fa, siamo passati dai terminali collegati al mainframe ai terminali inteligenti.

    > pagina:
    > http://wilk4.com/humor/humore10.htm
    > fra 10 anni ci sarà anche la citazione da Woz...
    >Sorride

    Possibile, ma allora tutte le nostre periferiche di memorizzazione locale? siamo sicuro che intasare questa rete sia cosi bello? sopratutto quando potremmo fare tutto o quasi in locale?
  • - Scritto da: il signor rossi
    > - Scritto da: unaDuraLezione
    > > Hai scritto 90 righe per dire che ha torto.
    > > Una parola per farci capire perché non
    > > guasterebbe.
    >
    > Perché, con il diffondersi di smartphone e tablet
    > le esigenze degli utenti si stanno evolvendo
    > verso un modello in cui i propri dati devono
    > essere giocoforza nel
    > cloud.

    "giocoforza" per quale motivo?

    Perché viene imposto forse, non certo perché sia una esigenza dell'utente.

    Nel tenere i propri dati altrove, l'unico che ne trae vantaggio è il fornitore del servizio.
  • Fornitore di servizi che farà "firmare" millemila liberatorie tra cui quella per cui se perdi i tuoi dati lui non è responsabile ... come i fotografi che sviluppano le foto ed in caso di problemi rimborsano il costo del rullino vergine. In questo caso il rimborso consisterà nel poter mettere ancora i dati nella loro nuvola bacata A bocca aperta

    La nuvola va bene al più per metterci la seconda copia delle foto ed un pò di documenti scratch di lavoro ... senza troppe pippe un dropbox è più che sufficiente. I dati originali devono essere in locale e quelli riservati in locale e criptati. Chi lavora non si può permettere il lusso di fare figure di merda con i clienti: il cliente paga me e non gli interessano i problemi causati da terzi in quanto paga per avere soluzioni non problemi.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
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