Mauro Vecchio

UK, la grande fuga dei dati

Dal 2007, il totale dei furti di dati è aumentato di oltre il 1600 per cento. Più colpito il settore governativo d'Albione. Le aziende hanno pagato complessivamente 2 milioni di sterline di multa. Senza tutelare meglio i propri database

Roma - Percentuali impressionanti, denunciate dagli analisti di Imation, tra le principali società specializzate in sicurezza informatica. Negli ultimi cinque anni, il totale dei furti di dati in terra britannica è aumentato di oltre il mille per cento. In base ai dati forniti dall'Information Commissioner's Office (ICO) - obbligato a rivelarli secondo il Freedom of Information Act - il numero complessivo delle aziende colpite da attacchi informatici è aumentato a dismisura.

Nello specifico, le fughe di dati personali dai database degli uffici governativi sono aumentate di oltre il 1600 per cento dall'anno 2007. Seguono le varie organizzazioni del settore pubblico (1380 per cento) e di quello privato (1159 per cento). Più colpite le infrastrutture del National Health Service (NHS), già nel mirino del celebre collettivo hacker LulzSec nell'estate del 2011.

Di conseguenza, gli stessi vertici di ICO hanno elevato multe per oltre 2 milioni di sterline, un valore triplicato rispetto alle 600mila dell'anno precedente. Nel gennaio del 2010, l'autorità britannica aveva annunciato sanzioni fino a 500mila sterline per le aziende negligenti, per favorire una maggiore attenzione nel rispetto del Data Protection Act (DPA) in terra britannica.
I numeri pubblicati da Imation hanno fatto il paio con l'ennesimo furto di dati dal database esterno della Hertfordshire Police, con indirizzi e numeri di telefono rilasciati online da parte di misteriosi cracker. Gli esperti in sicurezza informatica sono dunque stati costretti ad arrendersi all'evidenza: le multe più salate decise dall'ICO non hanno spinto le varie aziende a tutelare al meglio le proprie infrastrutture.

Mauro Vecchio
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