Mauro Vecchio

Privacy, i compiti per le scuole

Il Garante tricolore pubblica il suo decalogo per la tutela dei dati personali nei vari istituti scolastici. Dall'uso dei cellulari e tablet alla pubblicazione di filmati sui social network

Privacy, i compiti per le scuoleRoma - Un decalogo emanato dal Garante per la protezione dei dati personali, a pochi giorni dall'apertura delle scuole nel Belpaese. Una serie di "indicazioni generali in materia di tutela della privacy", regole da ricordare all'attenzione di professori, genitori e ovviamente studenti.

"L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone - si legge nella regola dedicata a cellulari e tablet - Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari".

Non si potranno comunque diffondere immagini o video sul web, se non con il consenso delle persone riprese. "La diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati". Stesso discorso per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione o comunque non soltanto per fini didattici.
Vera e propria regola trasversale, la continua richiesta dell'esplicito consenso da parte dei soggetti ripresi nei filmati, ad esempio quelli relativi alle gite scolastiche o alle recite. Per quanto concerne questionari per le attività di ricerca, la raccolta delle informazioni personali degli studenti è consentita "solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate".

Capitolo sorveglianza. "Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli - scrive il Garante della privacy - Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrate devono essere cancellate in generale dopo 24 ore".

L'authority tricolore resta dunque in attesa di poter esprimere il parere previsto sui provvedimenti attuativi del ministero dell'Istruzione, circa l'iscrizione online degli studenti, oltre che sull'adozione dei registri in Rete e la consultazione delle pagelle attraverso il web: "Il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati".

Mauro Vecchio
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10 Commenti alla Notizia Privacy, i compiti per le scuole
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  • La cosa più importante che dovrebbero insegnare a scuola, a tutti i ragazzini e ragazzine è il fatto che quando mettono una foto su Facebook o su un forum, blog o qualsiasi altro luogo su internet siano consci che quella foto sarà quasi impossibile farla scomparire del tutto fra anni e lo stesso vale per qualsiasi parola scritta con il proprio nome e cognome online.

    Ormai le aziende utilizzano senza indugi Facebook e Linkedin per valutare i candidati nei posti di lavoro, per esempio un utente che usa Facebook a manetta in orario di lavoro sarà considerato meno appetibile di uno che lo usa solo la sera e nei week end, stessa cosa per il passato e le foto.

    Insomma, un po di sana cultura "internettiana" dei vecchi tempi dove l'anonimato era la più grande risorsa di internet sarebbe una bella cosa, dove i pensieri della gente si incontrano e scontrano prima di vedere le rispettive facce o colori.

    Probabilmente ormai sono discorsi vecchi e inutili ma ho sempre piacere a ricordarli.
    non+autenticato
  • Quotone.
  • - Scritto da: Walrus

    > Insomma, un po di sana cultura "internettiana"
    > dei vecchi tempi dove l'anonimato era la più
    > grande risorsa di internet sarebbe una bella
    > cosa, dove i pensieri della gente si incontrano e
    > scontrano prima di vedere le rispettive facce o
    > colori.
    >
    > Probabilmente ormai sono discorsi vecchi e
    > inutili ma ho sempre piacere a
    > ricordarli.

    Questo forum e' cosi'.
    Ci si scambia opinioni, e a quasi nessuno (a parte qualche videotecaro rancoroso) importa di sapere come sono le facce e i colori.
  • Ricordo un aula di informatica in cui gli studenti aprivano i cabinet e si fregavano schede video e RAM.
    I problemi sono smessi con l'installazione di telecamere tra una mezza rivolta generale, ma il problema si é risolto ...

    Adesso se fossi in quell'istituto invierei la fattura del materiale rubato al garante, ogni volta che ricapiterà.
  • > Adesso se fossi in quell'istituto invierei la
    > fattura del materiale rubato al garante, ogni
    > volta che
    > ricapiterà.

    In realtà in quell'istituto chi dovrebbe pagare è chi aveva il compito della vigilanza. Sarebbe bastato fare un regolamentino di una pagina per risolvere il problema senza dover cercare le telecamere:

    1) I laboratori vanno tenuti chiusi, ai laboratori gli studenti possono accedere solo durante le lezioni, in presenza di almeno un docente, o autorizzati, per iscritto, da un docente (che si prende la responsabilità).

    2) In caso di danneggiamenti e/o furti se non si trova il responsabile allora i danni verranno addebitati al docente responsabile della vigilanza ovvero a chi si occupa di custodire le chiavi. Se all'accesso al laboratorio si riscontrano danni dovrà essere immediatamente avvisata la presidenza.
  • - Scritto da: paoloholzl
    > Ricordo un aula di informatica in cui gli
    > studenti aprivano i cabinet e si fregavano schede
    > video e
    > RAM.

    Dovrebbero essere on board le schede video in un computer ad uso scolastico.
  • "La diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati".

    Belle parole.
    Vedremo se ad esse seguiranno i fatti.
    Fatti che effettivamente vadano a punire chi commette l'abuso e non l'ignaro responsabile di YT.
  • - Scritto da: panda rossa
    > "La diffusione di filmati e foto che ledono la
    > riservatezza e la dignità delle persone può far
    > incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e
    > pecuniarie o perfino in veri e propri
    > reati".

    >
    > Belle parole.
    > Vedremo se ad esse seguiranno i fatti.
    > Fatti che effettivamente vadano a punire chi
    > commette l'abuso e non l'ignaro responsabile di
    > YT.

    Stavolta ti quoto. Che poi individuare l'imbecille che abusa è, paradossalmente grazie al filmato, molto facile.
  • > Belle parole.
    > Vedremo se ad esse seguiranno i fatti.
    > Fatti che effettivamente vadano a punire chi
    > commette l'abuso e non l'ignaro responsabile di
    > YT.


    Chi è che mette i panni sporchi in piazza, chi commette il fatto o chi diffonde il filmato?

    Ti dicono niente i termini bigotti e moralisti?
  • - Scritto da: pippo75
    > > Belle parole.
    > > Vedremo se ad esse seguiranno i fatti.
    > > Fatti che effettivamente vadano a punire chi
    > > commette l'abuso e non l'ignaro responsabile di
    > > YT.
    >
    >
    > Chi è che mette i panni sporchi in piazza, chi
    > commette il fatto o chi diffonde il
    > filmato?

    Si ma il problema e' che vengono commessi i fatti o vengano messi in piazza?

    Se certe cose si fanno senza metterle in piazza, va bene?

    > Ti dicono niente i termini bigotti e moralisti?

    Mi gratto un po' e mi passa.