Alfonso Maruccia

I bacarozzi cyborg sono telecomandati

Gli scarafaggi bionici tornano all'attacco: sono giganti, si controllano da remoto e possono accedere laddove l'uomo non può arrivare

Roma - I ricercatori della North Carolina State University lavorano ad una nuova interfaccia computer-scarafaggio, ennesima incarnazione di un sogno (o incubo, a seconda dei punti di vista) da tempo accarezzato dagli accademici ma soprattutto dai militari a stelle e strisce.


Il nuovo cyber-bacarozzo è stato equipaggiato con un sistema SoC (System-on-a-Chip) CC2530 realizzato da Texas Instruments, un'intera piattaforma di calcolo che ben si adatta alle dimensioni giganti (5-7 cm) dell'esemplare scelto per gli esperimenti (Gromphadorhina portentosa).

Oltre al processore l'equipaggiamento consta di una batteria e una connessione wireless, per un peso complessivo pari alla bellezza di 0,5 grammi. L'apparato digitale è connesso al corpo biologico dello scarafaggio attraverso due elettrodi collegati alle piccole antenne dell'insetto, mentre due ulteriori connessioni terminano negli organi sensoriali sui lati dell'esemplare.
Agendo via connessione remota e grazie alle opportune stimolazioni nervose trasmesse dagli elettrodi, i ricercatori sono stati in grado di controllare la direzione (destra-sinistra) seguita dall'insetto e il suo movimento in avanti. Neanche a dirlo, l'obiettivo del "bio-robot" è quello di servire da rete sensoriale per l'esplorazione di zone pericolose o inaccessibili all'intervento umano.

Alfonso Maruccia
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