Mauro Vecchio

GoDaddy: non è stato Anonymous

Nel blackout che ha colpito la società di hosting statunitense non vi sarebbe affatto la mano degli hacktivisti. Problemi di natura tecnica hanno causato il disservizio

Roma - Nessun attacco anonimo, nel lunedì nero del registrar statunitense GoDaddy. In un recente post apparso sul sito ufficiale della società di hosting, il CEO Scott Wagner ha smentito le dichiarazioni cinguettate del misterioso AnonymousOwn3r. Nessun hacker avrebbe dunque provocato la terribile caduta di milioni di siti web ospitati da GoDaddy. Le problematiche affrontate dal registrar sarebbero esclusivamente di natura tecnica.

"L'interruzione del servizio non è stata causata da fattori esterni - ha spiegato Wagner nel post pubblicato sul sito di GoDaddy - Non è stato un attacco, nè un'offensiva di tipo Denial-of-Service (DDoS). Abbiamo scoperto che l'interruzione è stata invece causata da una serie di problematiche all'interno del nostro network, in particolare nelle tabelle di routing".

Risolto il problema e ripristinati milioni di spazi web, GoDaddy ha assicurato che nessun dato personale è mai fuoriuscito dai database interni al registrar. Dunque, nessuna compromissione da parte degli hacker di Anonymous. Il CEO Scott Wagner ha poi sottolineato l'importanza del business e dei suoi clienti, scusandosi per l'inconveniente. Meglio un problema tecnico interno che una grana dall'underground cibernetico? (M.V.)
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