Mauro Vecchio

Facebook, niente panico nel diario

Allarme generale: vecchi messaggi privati finirebbero in bacheca. Scatta la paranoia, e tutti si affrettano a insabbiare i propri scambi epistolari. Ma il social network invita alla calma

Facebook, niente panico nel diarioRoma - Gli utenti in preda al panico, preoccupati per l'incolumità della propria privacy sulle nuove timeline (in italiano: diario) di Facebook. Numerosi messaggi privati sarebbero apparsi all'improvviso nel riquadro dedicato alle attività degli amici, totalmente visibile nel flusso temporale in blu, dal 2009 in giù.

Stando alle ricostruzioni, svariati account - pare anche quelli personali di due ministri francesi - avrebbero trovato messaggi ricevuti in privato all'interno del riquadro dedicato ai post pubblicati in bacheca dagli amici. Dunque, oltre al classico auguri, anche un più intimo mi manchi. Gli utenti meno propensi alla condivisione sono precipitati nel caos più totale.

Grazie all'inevitabile tam-tam del Web, la segnalazione è diventata un preoccupante caso globale, portando diverse migliaia di utenti a cercare di arginare la "fuga di dati" cambiando le impostazioni della bacheca. Le prove in redazione hanno tuttavia dimostrato che sarebbero semplicemente i messaggi degli amici effettivamente postati in bacheca a essere mostrati.
Probabilmente, il caso rimbalzato sul Web ha portato gli utenti a nascondere tutto senza chiedersi il perchè. Gli stessi responsabili di Facebook hanno smentito la presenza di un bug, avendo verificato nel dettaglio i database in blu. In realtà, nessun messaggio privato sarebbe apparso in modalità pubblica sulle varie timeline.

Sempre secondo i vertici della piattaforma, prima del 2009 non esisteva la possibilità di inserire like e commenti ai vari post pubblicati dagli account in bacheca. Gli utenti, per conversare, andavano avanti con un ping pong sulle rispettive bacheche inserendo nuovi messaggi, viene ribadito in un comunicato diramato da Facebook.

Dunque, nessuna gaffe sulla privacy da parte del social network di Menlo Park. Diverso il parere del governo francese - il caso è stato portato all'attenzione globale da parte di quotidiani come Le Monde - che ha chiesto ai manager di Facebook di presentarsi davanti al garante nazionale per spiegare l'accaduto.

Mauro Vecchio
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