Gabriele Niola

WebTheatre/ C'Ŕ Shakespeare e Shakespeare

di G. Niola - Fotografia semplice, titoli banali, adattamento scarso al mezzo moderno. Eppure le vicende del moro di Venezia sul Tubo non dispiacciono

Roma - C'è adattamento e adattamento. Solo pochi mesi fa raccontavamo di Lizzie Bennet's Diaries, adattamento in forma di vlog di Orgoglio e pregiudizio, un lavoro mostruoso, complesso e articolato che parte dall'adattamento della storia ai giorni nostri e finisce nell'adattamento della messa in scena e dei dialoghi allo stile del vlog e per esteso della comunicazione in Rete; ora arriva un altro adattamento in webserie. Si tratta dell'Otello, messo in episodi su YouTube in Othello.

othello

Anche in questo caso l'adattamento inizia, come spesso accade, con la modernizzazione di situazioni e personaggi. Othello è ambientato ai giorni nostri, in una metropoli, ma contrariamente a quanto avviene nei diari di Lizzy Bennet i dialoghi o lo svolgimento della storia non sono adattati.

L'idea parte da Ready Set Go Theatre Co, una compagnia teatrale che si è imbarcata in questa webserie dopo aver raccolto 4.180 dollari su Kickstarter, lasciando intatto il testo shakespeariano e compiendo un lavoro, non molto diverso da quello fatto al cinema da Baz Luhrmann con Romeo + Giulietta, riguardo situazioni e gli scenari.
La storia dunque inizia con Otello appena sposato con Desdemona e le trame di Iago con il padre di Desdemona, la scansione classica. Neanche a dirlo Othello non ha la maestria d'adattamento tra tradizione e modernità che aveva Baz Luhrmann, ma, cosa più grave, non ha nemmeno la volontà di creare una webserie, quanto quella di mettere in puntate brevi il teatro filmato. La poca modernità dell'operazione è già annunciata involontariamente dai titoli di testa, quei cartelli in sfocato bianco e nero che sembrano uscire dal cinema indipendente newyorchese degli anni '60.

Solitamente simili attitudini in mezzi come il cinema portano a risultati disastrosi, online invece la catastrofe è sventata dall'obiettiva capacità di recitazione di tutti gli attori. Più volte si è detto di come in Rete la recitazione sia molto sottovalutata e come la preponderanza dell'uso del montaggio (l'unico strumento professionale alla portata di tutti da quando software come Final Cut sono lo standard professionale) guidi molta della messa in scena. Othello è agli antipodi di tutto questo, e questa è un'altra ragione per la quale sembra poco una webserie. Tutto è orchestrato intorno a lunghe scene e lunghi dialoghi, poco montaggio e molti campi lunghi. Il motivo di tutto questo, vista la frettolosità della serie, probabilmente va più cercato nel desiderio di risparmiare che in una vera scelta a monte.

Escludendo quindi qualche paradossale (ma proprio tanto) riferimento involontario a strumenti moderni che già era nel testo di partenza (i "messenger" con cui comunicare sia ieri, tramite cavallo, che oggi, tramite Internet), Othello è un collage di episodi di 8 minuti (al momento siamo al terzo) ambientati in vicoli e tetti, con qualche occasionale sottofondo musicale velocizzazione (sempre confinati in momenti esterni al dialogo) nei quali buoni attori parlano una lingua lontana da quella moderna e con un atteggiamento e delle movenze conseguentemente fuori dal tempo. Il risultato è solo un adattamento parziale, perchè di fatto la storia non è adattata a niente, ma mantenuta nella sua forma teatrale e poi filmata e spezzettata per la rete.

Che un simile esperimento, che altrove sarebbe solo un brutto adattamento, sia in realtà qualcosa di godibile, dovrebbe far riflettere su quanto un buona recitazione conti in una forma d'espressione nella quale la cattura dell'attenzione del fruitore è il compito primario e non un elemento dato come al cinema o a teatro e parzialmente in televisione.

OTHELLO EPISODE 1


OTHELLO EPISODE 2


OTHELLO EPISODE 3


Gabriele Niola
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