Mauro Vecchio

Open source, la spinta francese

Il premier transalpino vuole un maggiore impiego di tecnologie open nella PA. Con LibreOffice e PostgreSQL a guidare il gruppo

Roma - Un nuovo pacchetto di linee guida per favorire l'utilizzo di software libero nelle pubbliche amministrazioni in terra francese. Ad annunciarlo è stato il premier transalpino Jean-Marc Ayrault, che ha invitato tutte le organizzazioni statali a trovare alternative open source nelle fasi di sviluppo e aggiornamento delle varie applicazioni IT.

Nella visione illustrata da Ayrault, l'introduzione di tecnologie legate al software libero permetterà un significativo abbattimento dei costi di licenza, aumentando allo stesso tempo il livello di flessibilità e competitività nel mercato IT. Il Primo Ministro francese ha invocato una maggiore collaborazione con l'intera comunità degli sviluppatori a codice aperto.

Per aumentare il livello di competitività nel settore, Ayrault ha incoraggiato l'adozione di piattaforme come LibreOffice e PostgreSQL. Ad oggi, il 15 per cento del budget per la spesa pubblica nei servizi IT viene utilizzato per implementare tecnologie open source nelle varie organizzazioni della PA.
Sull'importanza del codice aperto nelle istituzioni comunitarie è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione Europea Neelie Kroes: almeno il 5 per cento dei fondi destinati all'innovazione dovrebbe essere utilizzato per alimentare lo sviluppo di piattaforme aperte e votate alla collaborazione dei programmatori.

Mauro Vecchio
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80 Commenti alla Notizia Open source, la spinta francese
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  • per quelli che sparano a zero sull'opensource senza nemmeno sapere di cosa parlano

    guardate cosa si può fare con blender http://entertainment.slashdot.org/story/12/09/29/2...
    non+autenticato
  • ... non ci sarebbero state speranze.
    Lui e le sue lobby.

    Ragazzi, a linux manca una sola cosa: uno o più ambienti di sviluppo RAD -veramente- fatti bene.

    Se passi da vstudio a monodevelop oppure ad un qualsiasi ambiente di sviluppo "Java" ti viene l'orticaria.
    Forse quickly di Ubuntu (che comunque si può installare almeno per la parte puramente di sviluppo ovunque) è un buon ambiente, ma ci va più documentazione, soprattutto per fare in modo che si possano creare i propri templates. Certamente è una cosa "diversa" che sfrutta più strumenti, ma è riuscito per lo meno finalmente a "raggrupparli" e a renderli più interdipendenti.

    Ora so già che in puro stile PI ci sarà qualcuno non d'accordo con me, e per questo scrivo: IMHO & liberi di pensarla come meglio credeteOcchiolino

    Saluti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro

    > Se passi da vstudio a monodevelop oppure ad un
    > qualsiasi ambiente di sviluppo "Java" ti viene
    > l'orticaria.

    Mai provato Eclipse ?
    11237
  • Mi hai preso per topogigio?
    Ma certo che lo uso (e sapevo già che sarebbe iniziato il gioca jouer dei vari ambienti), ma per quanto io sia pro Open Visual Studio è ancora il migliore. E ad ogni release fa passi avanti mostruosi.

    Eclipse ha sicuramente molti pregi, ma anche difetti tra cui, in primis, la pesantezza. Se scrivi un hello world okay. Se fai un progetto medio grande vai giù di RAM.
    Anche il debug, buono sì ma migliorabile.

    Ora ti giro la domanda: hai provato Visual Studio? Baste l'express, gratuito.
    non+autenticato
  • Io si...e continuo a reputare il C++ Builder come l'unico "vero" RAD in circolazione...

    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giambo
    >
    > Mai provato Eclipse ?

    Non è che vuoi sostenere che sia superiore a Visual Studio vero?
    Eclipse è ottimo, per carità, ma ancora è una spanna sotto Visual Studio in particolare nella gestione di grossi progetti e shared build.

    E non è poco per una software house "vera". Non parlo ovviamente delle "scioftuer aus sparagestionali".
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > ... non ci sarebbero state speranze.
    > Lui e le sue lobby.
    >
    > Ragazzi, a linux manca una sola cosa: uno o più
    > ambienti di sviluppo RAD -veramente- fatti
    > bene.
    >
    > Se passi da vstudio a monodevelop oppure ad un
    > qualsiasi ambiente di sviluppo "Java" ti viene
    > l'orticaria.
    >
    > Forse quickly di Ubuntu (che comunque si può
    > installare almeno per la parte puramente di
    > sviluppo ovunque) è un buon ambiente, ma ci va
    > più documentazione, soprattutto per fare in modo
    > che si possano creare i propri templates.
    > Certamente è una cosa "diversa" che sfrutta più
    > strumenti, ma è riuscito per lo meno finalmente a
    > "raggrupparli" e a renderli più
    > interdipendenti.
    >
    > Ora so già che in puro stile PI ci sarà qualcuno
    > non d'accordo con me, e per questo scrivo: IMHO &
    > liberi di pensarla come meglio credete
    >Occhiolino
    >
    > Saluti.


    Il problema principale di Linux sono i suoi utenti: pensano che sia perfetto per migliorarlo.
    Mentre su windows il problema è a monte, con linux il problema è a valle. Ma questo non lo capiranno mai. Se tu dici che non ti trovi con l'ambiente di sviluppo, ti diranno che non sai programmare; se gli dici che, magari a volte, ci sono problemi con periferiche nuove, questi ti dicono "ma con quelle vecchie va bene" (vedi post sopra per esempio). E così via, il problmea sei tu, non il sistema o il software.

    GNU/Linux è fenomenale, mancano solo dei dirigenti che dicano a quattro esaltati cosa devono programmare, manca una guida in altre parole. Il problema è che quando sendono i campo i dirigenti, inizia ad esserci esigenza di soldini. Prima di rispondermi, andate a verificare cosa usano le grandi aziende che adottano linux, non si tratta quasi mai di batterie di server debian, openldap e altri n pacchetti gratuiti messi insieme dal sistemita di turno, adottano sistemi supportati e pacchetti commerciali per tantissime cose. Fateci un giro nel listino di Red-hat e poi ne riparliamo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polis
    > - Scritto da: crumiro
    > > ... non ci sarebbero state speranze.
    > > Lui e le sue lobby.
    > >
    > > Ragazzi, a linux manca una sola cosa: uno o
    > più
    > > ambienti di sviluppo RAD -veramente- fatti
    > > bene.
    > >
    > > Se passi da vstudio a monodevelop oppure ad
    > un
    > > qualsiasi ambiente di sviluppo "Java" ti
    > viene
    > > l'orticaria.
    > >
    > > Forse quickly di Ubuntu (che comunque si può
    > > installare almeno per la parte puramente di
    > > sviluppo ovunque) è un buon ambiente, ma ci
    > va
    > > più documentazione, soprattutto per fare in
    > modo
    > > che si possano creare i propri templates.
    > > Certamente è una cosa "diversa" che sfrutta
    > più
    > > strumenti, ma è riuscito per lo meno
    > finalmente
    > a
    > > "raggrupparli" e a renderli più
    > > interdipendenti.
    > >
    > > Ora so già che in puro stile PI ci sarà
    > qualcuno
    > > non d'accordo con me, e per questo scrivo:
    > IMHO
    > &
    > > liberi di pensarla come meglio credete
    > >Occhiolino
    > >
    > > Saluti.
    >
    >
    > Il problema principale di Linux sono i suoi
    > utenti: pensano che sia perfetto per
    > migliorarlo.

    Uhmmmm... utenti sì, ma chi ci lavora dentro è molto, molto, molto critico.

    > Mentre su windows il problema è a monte, con
    > linux il problema è a valle. Ma questo non lo
    > capiranno mai. Se tu dici che non ti trovi con
    > l'ambiente di sviluppo, ti diranno che non sai
    > programmare;

    Eh eh eh...ho capito cosa vuoi dire.
    Tra l'altro, mi aspettavo qualcuno che postasse questa proposizione come detta da te, ma non si è verificato... strano!
    Ad ogni modo programmare sì, ma nel 2012 dover faticare per programmare no. Non dico wizards (per la gran carità!!!!), ma dico semplificazioni soprattutto per quanto riguarda unire GUI e codice sottostante. Da un lato bello perchè io progettatore posso definire le specifiche e definire l'interfaccia "a sè stante". Dall'altro la fase di debug si allunga.


    > se gli dici che, magari a volte, ci
    > sono problemi con periferiche nuove, questi ti
    > dicono "ma con quelle vecchie va bene" (vedi post
    > sopra per esempio). E così via, il problmea sei
    > tu, non il sistema o il
    > software.

    Beh, qui ti devo contraddire: ho più problemi con windows 7.
    Sopra ho fatto l'esempio degli scanner vecchi, okay, ma ci sono non poche periferiche che linux utilizza perfettamente e windows "parzialmente".
    prova anche alcuni scanner di rete di stampanti tipo Kyocera oppure Olivetti (che poi è la stessa cosa), ad esempio. Dici che non ce ne sono? Vai in qualunque azienda commerciale e vedi quante ne troviOcchiolino

    >
    > GNU/Linux è fenomenale, mancano solo dei
    > dirigenti che dicano a quattro esaltati cosa
    > devono programmare, manca una guida in altre
    > parole.

    Dicaimo che per ogni distro ci sono uno o più "referenti"... ma capisco cosa intendi. Occhio però che Apple con Jobs ha fatto cose bellissime per i Ruppoli ma un po' meno belle per chi era abituato ad un certo modo di lavorare e rapportarsi con il Mac... non so se mi sono spiegatoOcchiolino

    > Il problema è che quando sendono i campo
    > i dirigenti, inizia ad esserci esigenza di
    > soldini. Prima di rispondermi, andate a
    > verificare cosa usano le grandi aziende che
    > adottano linux, non si tratta quasi mai di
    > batterie di server debian, openldap e altri n
    > pacchetti gratuiti messi insieme dal sistemita di
    > turno,

    Ehm... se vai per esempio in RAI okay (ma al 60%), per il resto le aziende che fanno informatica hanno Debian, CentOs et similia...

    > adottano sistemi supportati e pacchetti
    > commerciali per tantissime cose. Fateci un giro
    > nel listino di Red-hat e poi ne
    > riparliamo.

    Okay, sapevo che avresti parlato di redhat. Prova a fare una cosa però: chiedi a [chiunque altro] di fornire il loro livello di assistenza e di farti un preventivo... Redhat è formidabile in questo (oltre a vendere un prodotto che non è che "funziona"... funziona SEMPRE)
    non+autenticato
  • >
    > Uhmmmm... utenti sì, ma chi ci lavora dentro è
    > molto, molto, molto
    > critico.
    >

    Non lo so, magari sono critici nel volere ottimizzare un algoritmo piuttosto che una certa logica di funzionamento, però poi non pensano ad interfacce usabili o venire incontro alle esigenze degli utenti domestici o business


    > Eh eh eh...ho capito cosa vuoi dire.
    > Tra l'altro, mi aspettavo qualcuno che postasse
    > questa proposizione come detta da te, ma non si è
    > verificato...
    > strano!
    > Ad ogni modo programmare sì, ma nel 2012 dover
    > faticare per programmare no. Non dico wizards
    > (per la gran carità!!!!), ma dico semplificazioni
    > soprattutto per quanto riguarda unire GUI e
    > codice sottostante. Da un lato bello perchè io
    > progettatore posso definire le specifiche e
    > definire l'interfaccia "a sè stante". Dall'altro
    > la fase di debug si
    > allunga.
    >

    Il problema è avere lo strumento, poi come usarlo lo decidi tu. Se io voglio usare emacs ed avere tutto il codice sotto gli occhi bene venga, però usare qualche tool più comodo e POI andare ad ottimizzare il codice, non è che sia una brutta idea. Tanto il cattivo programmatore farà anzichè il wizard il copia/incolla, dobbiamo pensare ad agevolare i bravi, non ad ostacolare i "cattivi"


    >
    > Beh, qui ti devo contraddire: ho più problemi con
    > windows
    > 7.
    > Sopra ho fatto l'esempio degli scanner vecchi,
    > okay, ma ci sono non poche periferiche che linux
    > utilizza perfettamente e windows
    > "parzialmente".
    > prova anche alcuni scanner di rete di stampanti
    > tipo Kyocera oppure Olivetti (che poi è la stessa
    > cosa), ad esempio. Dici che non ce ne sono? Vai
    > in qualunque azienda commerciale e vedi quante ne
    > trovi
    >Occhiolino
    >

    Ad essere sincero non ho una grande esperienza perché uso linux solo su server e quindi non collego periferiche di nessun genere. Comunque il mio era solo un esempio per far capire che quando esponi un problema spesso ti fanno sentire in colpa piuttosto che ammetterlo.


    >
    > Dicaimo che per ogni distro ci sono uno o più
    > "referenti"... ma capisco cosa intendi. Occhio
    > però che Apple con Jobs ha fatto cose bellissime
    > per i Ruppoli ma un po' meno belle per chi era
    > abituato ad un certo modo di lavorare e
    > rapportarsi con il Mac... non so se mi sono
    > spiegato
    >Occhiolino
    >

    Hai ragione, non sto parlando di banalizzare linux per portarlo alle "masse", sto dicendo che però bisogna avere le idee chiare di dove si vuole andare. Prendi Ubuntu, loro hanno investito sull'home user, benissimo, che ci stiano riuscendo o meno è un altro discorso, però hanno una strategia. Red hat si concentra più nel campo business. Quello che manca però, a questo punto, è la interoperabilità, perchè certi tool li trovo (e funzionano) solo con red hat ad esempio. I veri progetti fatti bene sono trasversali a tutto, guarda ad esempio apache, addirittura lo puoi mettere su windows!



    >
    > Ehm... se vai per esempio in RAI okay (ma al
    > 60%), per il resto le aziende che fanno
    > informatica hanno Debian, CentOs et
    > similia...
    >

    Si, parlavo di grandi aziende.

    >
    > Okay, sapevo che avresti parlato di redhat. Prova
    > a fare una cosa però: chiedi a [chiunque altro]
    > di fornire il loro livello di assistenza e di
    > farti un preventivo... Redhat è formidabile in
    > questo (oltre a vendere un prodotto che non è che
    > "funziona"... funziona
    > SEMPRE)

    Non metto in dubbio le qualità di red-hat, stavo pensando però al fatto che se inizi a pagare per dei software (ed anche servizi certo), allora a quel punto il fattore economico va al pari del closed source. Bisogna stare attenti quando si innescano questi meccanismi e farsi bene i conti. Io ad esempio, sarò fortunato non so cosa dire, non ho tutti questi gran problemi con server windows, sono su da anni senza fermi tranquillamente tanto quanto quelli linux. Su active directory e group policy il nsotro gruppo ha acquisito tanto know-how, quale dovrebbe essere il fattore scatenante di passare tutto a FLOSS se anche quello economico inzia a vacillare?

    Si fa così per parlare sai...
    non+autenticato
  • Forse sarebbe utile un linguaggio nuovo, pensato con l'obiettivo principale di sostituire il COBOL, che sia multipiattaforma, definito da una community; RMS aveva proposto di rifare VB, ma non mi sembra una buona idea, essendo quest'ultimo un linguaggio troppo generico, mentre il nuovo dovrebbe essere specifico per l'uso gestionale (database-oriented) e pensato per migliorare la produttività dei programmatori, invece che spacciare l'idea di poter sviluppare senza compentenze in materia.
    Che ne pensate?
  • perchè COBOL è ancora vivo? ormai i nuovi programmatori a stento sanno cos'è e nessuno di loro vuole lavorarci

    il problema è che ci sono in circolazione miliardi di linee di codice COBOL, che ovviamente nessuno mantiene seriamente perchè nessuno s'interessa di COBOL ormai

    alcuni propongo di sostituirlo con java, ma a che pro? avremo tra 15 anni un altro linguaggio legacy?

    ma il bello è che, bensì morti, questi linguaggi continuano a porre problemi nel mondo reale, attraverso i tanti programmi che hanno lasciato in giro
    non+autenticato
  • Intendevo sostituire COBOL con un linguaggio specifico per la stessa categoria di applicazioni, non ispirato agli stessi principi; ad esemio multiparadigma (OO, funzionale, logico) con un ORM incorporato, la possibilità di embeddare SQL, ecc.
  • Ieri la svizzera.
    Oggi la francia.
    Tutta l'europa che conta sceglie l'open.

    E nella repubblica delle banane invece?
  • La crisi sta facendo il suo corso, benché pilotata, sta avendo effetti interessanti, da questo punto di vista.

    Un po' meno da altri.

    Per esempio ho visto che tutte le case motociclistiche stanno dismettendo le moto di maggior cilindrata e stanno introducendo motorette che erano appannaggio di mercati come India e Brasile, tipo alcuni 300cc mono e bicilindrici, assolutamente improbabili, ma utili in mercati dove costano cari tasse, carburante e gli stipendi medi sono bassi.

    Sparito per esempio un modello storico come la GSF 1250 Bandit di Suzuki, una specie di icona delle muscle bike a prezzo abbordabile.
    Kawasaki per esempio non ha mai portato la ZRX1200 DAEG che vende in altri paesi.

    Honda forse elimina il CB1300 che regge in una sola versione la Bol D'or replica.
    E Yamaha tiene la XJR1300 ma forse solo per il 2013.

    Questi cambi di direzione significano che hanno proiezioni di questo mercato a lungo termine e hanno già chiaro cosa certa clientela, soprattutto giovane potrà permettersi da qui a qualche anno.
    iRoby
    9147
  • > Questi cambi di direzione significano che hanno
    > proiezioni di questo mercato a lungo termine e
    > hanno già chiaro cosa certa clientela,
    > soprattutto giovane potrà permettersi da qui a
    > qualche
    > anno.

    In compenso...

    http://online.wsj.com/article/SB100014240527023039...
    non+autenticato
  • Con la crisi c'è chi si arricchisce rastrellando tutto ciò che c'è in svendita e facendo ottimi affari...
    iRoby
    9147
  • - Scritto da: iRoby
    > Con la crisi c'è chi si arricchisce rastrellando
    > tutto ciò che c'è in svendita e facendo ottimi
    > affari...

    Non ho mica capito come questo si leghi al fatto che BMW e Audi stiano facendo vendite record... non mi pare proprio che svendano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > - Scritto da: iRoby
    > > Con la crisi c'è chi si arricchisce
    > rastrellando
    > > tutto ciò che c'è in svendita e facendo
    > ottimi
    > > affari...
    >
    > Non ho mica capito come questo si leghi al fatto
    > che BMW e Audi stiano facendo vendite record...
    > non mi pare proprio che
    > svendano.

    No, intende dire che c'è chi si arricchisce GRAZIE alla crisi, e quindi può permettersi ancora più Audi e BMW di quante ne comprasse prima.
    Izio01
    4364
  • vuoi far capire una cosa così complessa a quel troll?A bocca aperta

    ti ammiro per la pazienza, ma è tempo persoOcchiolino
    non+autenticato
  • > No, intende dire che c'è chi si arricchisce
    > GRAZIE alla crisi, e quindi può permettersi
    > ancora più Audi e BMW di quante ne comprasse
    > prima.

    Ma non compra più moto di grossa cilindrata?
    non+autenticato
  • e non solo merci, anche risorse umane: quando capiterà piu che 40/50enni con tanta esperienza siano sul mercato del lavoro disposti a percepire uno stipendio pari alla metà rispetto al precedente lavoro pre-crisi pur di lavorare? deve essere un periodo d'oro per alcune faine...
  • - Scritto da: Internetcrazia
    > e non solo merci, anche risorse umane: quando
    > capiterà piu che 40/50enni con tanta esperienza
    > siano sul mercato del lavoro disposti a percepire
    > uno stipendio pari alla metà rispetto al
    > precedente lavoro pre-crisi pur di lavorare? deve
    > essere un periodo d'oro per alcune
    > faine...

    Cito cosa ha detto il direttore generale del ministero delle finanze francese al professore emerito dell'università di Besancon, Alain Parguez:

    http://www.libreidee.org/2012/05/parguez-con-leuro.../

    "Cito il direttore generale del ministero delle finanze francese, che appartiene all’ordine monastico dei Benedettini ed è anche il capo dell’Opus Dei francese – fra l’altro, anche la Commissione Europea (come il governo francese) è ampiamente controllata dall’Opus Dei. Ho provato a parlare con lui di questa questione, e mi ha detto: «Sì, l’economia francese è morta, ma non abbastanza». Mi ha detto: «Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo. Che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere, per sempre, la gente. Vogliamo creare una nuova tipologia di europeo: una nuova popolazione europea, disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà. Una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi. E questo rappresenterà il fulcro del mio impegno»."

    E in tutta l'Europa se guardate Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, si sta lavorando proprio per questo. Guardate attentamente cosa accade, come vengono erosi i diritti.
    E ditemi se non c'è un lavoro, un'ideologia, un accordo comune per fare ciò in Europa!

    Ecco un sunto del lavoro di ricerca del giornalista d'inchiesta Paolo Barnard:
    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?...
    iRoby
    9147
  • eheh mi meraviglio che tu abbia capito il mio intervento...ho cannato verbi e coniugazioni, pazienza faccio un riassunto: "cercasi apprendista con esperienza!"
  • Non capisco il problema sui database. La maggior parte dei server usa Mysql (è opensource, libero..), quindi cosa cambia nel panorama opensource l'utilizzo di PostgreSQL, alla fine nel campo database il software libero mi sembra già molto diffuso o sbaglio?

    Ovviamente discorso diverso per suite per ufficio.
    non+autenticato
  • PostgreSQL è più solido sulle transazioni, scala meglio.
    Si avvicina ad Oracle su molte specifiche.

    MySQL non scala come quelli sù menzionati per i grandi DB. Neppure MySQL 99,99% la versione per cluster.
    iRoby
    9147
  • - Scritto da: iRoby
    > PostgreSQL è più solido sulle transazioni, scala
    > meglio.
    > Si avvicina ad Oracle su molte specifiche.
    >
    > MySQL non scala come quelli sù menzionati per i
    > grandi DB. Neppure MySQL 99,99% la versione per
    > cluster.


    In fatto di scalabilità ti direi di ripensarci.

    PostreSQL presenta fondamentalmente le medesime caratteristiche di MySQL.

    La singolarità che li accomuna (negativamente), rendendoli entrambi non particolarmente scalabili su database molto grandi (>1TB) e soprattutto avviando query molto pesanti, è dovuto alla loro proprietà per la quale una query può esser avviata solo come blocco singolo, quindi da un unico thread.

    In MySQL e PostgreSQL una query dal peso molto rilevante non può esser suddivisa in molteplici thread, non potendo far uso del cosiddetto "Intraquery Parallelism".


    Altrimenti, detto questo, dovresti spiegarmi perchè ci sarebbe stato bisogno di inventarsi Postgre-XC.

    Sorride
  • MySQL ha una licenza che lo rende free solo per codice free. Postgres non ha neppure queste limitazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: becker
    > Non capisco il problema sui database. La maggior
    > parte dei server usa Mysql (è opensource,
    > libero..), quindi cosa cambia nel panorama
    > opensource l'utilizzo di PostgreSQL

    MySql è di Oracle.
    PostgreSQL è più avanzato e maggiormente conforme allo standard SQL.
    Poiché si parlava di finanziamenti, oltre che di adozione, credo che l'idea di favorire PostgreSQL abbia anche l'intento di permettere il sorgere di attività economiche (Europee) per il supporto commerciale e lo sviluppo di quest'ultimo.
    non+autenticato