Alfonso Maruccia

Il biochip che si dissolve nell'acqua

Magnesio e seta i componenti fondamentali. Circuiti biodegradabili con una vita massima prestabilita. Da impiegare subito per scopi medicali e ambientali

Roma - Finanziato dalla solita e onnipresente agenzia della difesa per i progetti di ricerca avanzati (DARPA), lo studio congiunto di tre diverse università USA (University of Illinois, Urbana-Champaign e Tufts University) ha portato alla realizzazione di circuiti integrati biodegradabili, capaci di sciogliersi nell'acqua secondo una tempistica decisa a priori.

I biochip statunitensi sono composti da un mix di silicio e magnesio imbrigliati in un tipo di seta speciale, e il livello (o la velocità) di degradazione del composto può variare da qualche minuto ad alcuni anni in relazione al tipo di trattamento a cui è stato sottoposto lo strato di seta esterno.

I chip biodegradabili sono pienamente funzionali: il test sul campo del dispositivo è avvenuto con un sensore (impiantato nel corpo di un topo) per il monitoraggio dell'attività batterica all'interno di una ferita procurata per incisione.

Altri tipi di applicazioni (biomediche e non solo) inerenti il biochip comprendono un dispositivo di "imaging" con risoluzione da 64 pixel, un sensore per la temperatura, una cella solare funzionante. Le potenzialità sono notevoli anche in campo ambientale, dicono i ricercatori, con migliaia di questi piccoli biosensori a monitorare l'evoluzione di disastri ecologici e variazioni ambientali.

Alfonso Maruccia
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