Cristina Sciannamblo

Crescita 2.0: l'innovazione secondo il governo tecnico

Approvato il DL che serve alla digitalizzazione del Paese. Startup, informatizzazione scolastica, contrasto al digital divide. Permane qualche dubbio sulla copertura finanziaria e la governance

Crescita 2.0: l'innovazione secondo il governo tecnicoRoma - Si chiama Crescita 2.0 il corpo normativo che costituisce il secondo Decreto Crescita approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un provvedimento che, come si legge nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, mira a rendere l'Italia un luogo in cui l'innovazione sia il motore di una crescita sostenibile e uno dei fattori determinati per la competitività industriale.

Il documento conferma in gran parte la struttura dell'ultima bozza circolata online con il nome di Decreto Digitalia. Infrastrutture e servizi digitali, creazione di nuove imprese innovative (startup), ricette mediche digitali, fascicolo universitario elettronico, obbligo per la PA di comunicare attraverso la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in formato aperto e riutilizzabile da tutti: questi alcuni dei capisaldi che intendono rinnovare e semplificare attraverso la digitalizzazione gran parte delle pratiche burocratiche che rallentano il passo della crescita economica e della vita pubblica italiana.

Il Governo sostiene di aver applicato il dettato previsto dall'Agenda Digitale e di voler recepire i principi dell'Agenda Digitale Europea, promuovendo, con quest'ultima azione, uno strumento normativo che metta le ICT al centro dei programmi per la crescita e la competitività del Belpaese.
Tra le misure più lungimiranti vi è l'integrazione del piano finanziario messo a punto per ridurre il digital divide da banda larga e l'introduzione di "significative semplificazioni" per la posa della fibra ottica della banda ultralarga. Nello specifico, l'obiettivo fissato è la connessione ad almeno due Megabit nelle zone non ancora coperte e nelle aree a fallimento d'impresa. Ai fondi già stanziati per il Sud (circa 600 milioni), si aggiungono con l'ultimo decreto altri 150 milioni per finanziare gli interventi nelle aree del centro-nord. Per quanto concerne la diffusione della banda ultralarga, si dispone la semplificazione delle procedure e l'esenzione della tassa per l'occupazione del suolo e del sottosuolo.

Un elemento di novità nel panorama industriale italiano riguarda le misure per la nascita e lo sviluppo di startup innovative. Per queste ultime - come si legge nel testo - sono messi a disposizione circa 200 milioni di euro sotto forma di incentivi e fondi per investimento. Sono anche definiti i criteri in base ai quali un'iniziativa imprenditoriale possa considerarsi "startup". È sufficiente rispettarne uno: sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 30 per cento del maggiore tra il costo e il valore della produzione, impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro, essere titolare o licenziataria di una privativa industriale (brevetto) connessa alla propria attività.

Un altro capitolo interessante riguarda l'istruzione. Oltre all'istituzione - a partire dall'anno accademico 2013-2014 - del fascicolo elettronico dello studente con l'obiettivo di offrire la gestione informatizzata dell'intera carriera universitaria, l'articolo 11 prevede l'introduzione di libri scolastici digitali da adottare in abbinamento alla versione cartacea o in esclusiva. Oltre ai testi di studio, sono previsti centri scolastici digitali per ambiti territoriali particolarmente isolati (ad esempio piccole isole e comuni montani dove è presente un numero di alunni insufficiente per la formazione di classi), per i quali sarà predisposto un collegamento multimediale e da remoto degli studenti alle classi scolastiche.

Per quanto riguarda la trasparenza della pubblica amministrazione, si dispone che le PA rendano disponibili le informazioni secondo i termini di una licenza che ne permetta l'utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali.

Al di là della soddisfazione mostrata dai membri dell'esecutivo tecnico e dallo stesso Premier - secondo il quale l'agenda digitale "è la base per recuperare il gap tecnologico del Paese" - restano alcuni importanti nodi legati alle possibilità di effettiva attuazione del decreto. Il primo riguarda una parte della copertura finanziaria che deve ancora essere trovata; il secondo ha a che fare con alcune perplessità relative alla governance e, in particolare, al ruolo cruciale che dovrà svolgere l'Agenzia per l'Italia digitale, ancora in via di costituzione.

Cristina Sciannamblo
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81 Commenti alla Notizia Crescita 2.0: l'innovazione secondo il governo tecnico
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  • e continuerà a a farlo non c'e' rispetto per questa professione a meno che non ti prendano in grandi aziende, basti vedere le aziende di mezzo tra il cliente e il lavoratore
    non+autenticato
  • ho letto il primo quarto, poi
    bla bla bla bla bla bla......
    In sintesi, ecco come facciamo a fregarvi altri soldi tramite agenzie e menate del genere e farvi contenti.
    150mln quà, 150 mnl là
    il presidente,
    il commissario,
    la segreteria,
    la trasferta,
    le auto,
    .
    .
    .
    continuate voi
    sono sfiduciato
    non+autenticato
  • Tante belle chiacchiere come al solito. Una bella pioggia di milioni di euro di denaro pubblico che andrà in tasca ai soliti noti, come al solito. Chi crede ancora che questa gente possa fare qualcosa di buono per le persone che vivono in questo paese è a dir poco matto.
    non+autenticato
  • non scherzo.

    un ringraziamento per aver tolto l'audio alla pubblicità.

    consulto p.i. la mattina presto (mooolto presto) quando a casa tutti ancora dormono e qualche giorno fa avevo svegliato tutta la famiglia, con ovvi "accident'ammè che non avevo abbassato l'audio".

    saluti.
    non+autenticato
  • Premesso che dell'esistenza di una pubblicità fastidiosa su PI l'ho scoperto solo grazie ai post con le lagnanze, se usi firefox ti consiglio un paio di add-on che funzionano egregiamente:

    - Adblock Plus (appena installato, vai in Gestione filtri e ti carichi la lista per l'Italia)

    - Noscript (appena installato, vai nelle Opzioni e poni particolare attenzione alle impostazioni delle schede Generale e Aspetto; quando visiti un sito permetti solo lo stretto necessario)

    noterai la differenza!
    non+autenticato
  • - Scritto da: navigatore navigato
    > Premesso che dell'esistenza di una pubblicità
    > fastidiosa su PI l'ho scoperto solo grazie ai
    > post con le lagnanze, se usi firefox ti consiglio
    > un paio di add-on che funzionano
    > egregiamente:
    >
    > - Adblock Plus (appena installato, vai in
    > Gestione filtri e ti carichi la lista per
    > l'Italia)
    >
    > - Noscript (appena installato, vai nelle Opzioni
    > e poni particolare attenzione alle impostazioni
    > delle schede Generale e Aspetto; quando visiti un
    > sito permetti solo lo stretto
    > necessario)
    >
    > noterai la differenza!


    non so, tutta la roba flash l'ho bloccata e non mi accorgo di nulla...
    non+autenticato
  • Non ho letto l'ultimo testo di legge, ma quello in vigore fino ad ora, indicava libri di testo obbligatoriamente disponibili "anche" in versione elettronica.
    Bel pasticcio all'italiana (grazie alla pressione degli editori e della filiera della stampa), per cui ci si ritrova simpatici libri (tradizionali), con parte del contenuto, integrativo o extra, su sito o CD/DVD allegato. Moolto pratico, vero? (*ironico*)
    Il testo dell'articolo suggerisce che questo "obbligo" sia stato mantenuto tale quale. Come è ovvio che sia, nella tradizione pizza e mandolino.

    Se un universitario novello stesse sognando di studiare solo sull'Ipad, può continuare con il suo sogno, fino al risveglio.

    Per noi emigrati intanto attivano il servizio SE.CO.LI. (servizi consolari online - ma chi è quel genio che ha creato un'acronimo coì accattivante?). Tutto ben gestito attraverso mailing list. Un passo avanti (*ironico* 2).

    saluti da un paese dove la banda larga è arrivata 8 anni fa. No, forse 10.
    cordialmente
    non+autenticato
  • Un governo moderno e preparato dovrebbe modificare l'Istruzione non facendo taglia a dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe abolire i libri cartacei, dalle medie in su. Ed allo stesso tempo garantire che i prezzi dei libri elettronici siano giusti (e per giusto intendo il 40% del prezzo del cartaceo). Basta un ebook reader (ce ne sono da 40 euro in commercio) e con una spesa massima di 100 euro per i libri elettronici le famiglie avrebbero un bel risparmio. Questo è il modo di andare contro la crisi, altro che tagli!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > Un governo moderno e preparato dovrebbe
    > modificare l'Istruzione non facendo taglia a
    > dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe
    > abolire i libri cartacei, dalle medie in su. Ed
    > allo stesso tempo garantire che i prezzi dei
    > libri elettronici siano giusti (e per giusto
    > intendo il 40% del prezzo del cartaceo).

    Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma l'Italia non è un'economia pianificata, come era quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di Cuba e della Corea del Nord.
    In parole povere: il prezzo dei libri lo stabilisce l'editore.Deluso Sì, anche per quelli elettronici , la carta e la rilegatura non credere incidano più di tanto.

    > Basta un
    > ebook reader (ce ne sono da 40 euro in commercio)
    > e con una spesa massima di 100 euro per i libri
    > elettronici le famiglie avrebbero un bel
    > risparmio. Questo è il modo di andare contro la
    > crisi, altro che
    > tagli!

    Ripeto, il prezzo lo fa l'editore, non il governo.
    Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di adottare come libri di testo solo quelli che hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo che ci sarebbero alzate di scudi, il libero insegnamento è garantito dalla costituzione: se un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i libri di testo economici fanno schifo, il parlamento non può far nulla.

    Ho assistito a diversi dibattiti in tv sul caro-libri scolastici, e ogni volta c'era qualcuno (in genere uno sprovveduto) che faceva proposte facili per un problema complesso. Va da sé, proposte inapplicabili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: ...
    >
    > > Un governo moderno e preparato dovrebbe
    > > modificare l'Istruzione non facendo taglia a
    > > dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe
    > > abolire i libri cartacei, dalle medie in su.
    > Ed
    > > allo stesso tempo garantire che i prezzi dei
    > > libri elettronici siano giusti (e per giusto
    > > intendo il 40% del prezzo del cartaceo).
    >
    > Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma
    > l'Italia non è un'economia pianificata, come era
    > quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di
    > Cuba e della Corea del
    > Nord.
    > In parole povere: il prezzo dei libri lo
    > stabilisce l'editore.Deluso Sì, anche per
    > quelli elettronici
    , la carta e la
    > rilegatura non credere incidano più di tanto.

    Dici che il grosso del costo sia dato dallo spostare ogni anno le figure dal punto A al punto B? Oppure che il grosso è il margine degli editori?
    >
    > > Basta un
    > > ebook reader (ce ne sono da 40 euro in
    > commercio)
    > > e con una spesa massima di 100 euro per i
    > libri
    > > elettronici le famiglie avrebbero un bel
    > > risparmio. Questo è il modo di andare contro
    > la
    > > crisi, altro che
    > > tagli!
    >
    > Ripeto, il prezzo lo fa l'editore, non il governo.

    Ok

    > Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di
    > adottare come libri di testo solo quelli che
    > hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo che
    > ci sarebbero alzate di scudi,

    Non sarebbe una novità

    > il libero
    > insegnamento è garantito dalla costituzione: se
    > un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i
    > libri di testo economici fanno schifo, il
    > parlamento non può far
    > nulla.

    Il Parlamento no, ma i genitori ed i sindaci sì.
    Con iniziative e proteste credo che otterebbero una certa "pressione" sui peggiori professori


    > Ho assistito a diversi dibattiti in tv sul
    > caro-libri scolastici, e ogni volta c'era
    > qualcuno (in genere uno sprovveduto) che faceva
    > proposte facili per un problema complesso. Va da
    > sé, proposte
    > inapplicabili.

    Dizionario italiano per stranieri:
    Inapplicabili= cose che spesso non si vogliono fare
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > - Scritto da: Leguleio

    > >
    > > Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma
    > > l'Italia non è un'economia pianificata, come
    > era
    > > quella dell'Urss e come lo sono tuttora
    > quelle
    > di
    > > Cuba e della Corea del
    > > Nord.
    > > In parole povere: il prezzo dei libri lo
    > > stabilisce l'editore.Deluso Sì,
    > anche
    > per
    > > quelli elettronici
    , la carta e la
    > > rilegatura non credere incidano più di tanto.
    >
    > Dici che il grosso del costo sia dato dallo
    > spostare ogni anno le figure dal punto A al punto
    > B? Oppure che il grosso è il margine degli
    > editori?

    Il margine degli editori, e anche degli autori di libri di testo, che possono strappare anticipi di tutto rispetto, quando il loro libro ha successo.


    > > Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di
    > > adottare come libri di testo solo quelli che
    > > hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo
    > che
    > > ci sarebbero alzate di scudi,
    >
    > Non sarebbe una novità

    E quindi bisogna tenersi pronti: l'insegnante è pagato per insegnare secondo quello che lui crede sia il metodo migliore, non per far risparmiare i suoi allievi.

    > > il libero
    > > insegnamento è garantito dalla costituzione:
    > se
    > > un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i
    > > libri di testo economici fanno schifo, il
    > > parlamento non può far
    > > nulla.
    >
    > Il Parlamento no, ma i genitori ed i sindaci sì.
    > Con iniziative e proteste credo che otterebbero
    > una certa "pressione" sui peggiori
    > professori

    Ah be', prova. Male non fa.
    Io in queste proteste sguaiate non ho mai creduto.
    non+autenticato
  • Esattamente come il prezzo della connessione a banda larga lo decide il possessore dei cavi che "casualmente" è anche uno dei gestori della banda larga e ancora "casualmente" quei cavi li hanno pagati prima i nostri nonni poi i nostri padri e poi ancora una volta noi ma non ci appartengono.

    > In parole povere: il prezzo dei libri lo
    > stabilisce l'editore.Deluso Sì, anche per
    > quelli elettronici
    , la carta e la
    > rilegatura non credere incidano più di tanto.
    >
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma
    > l'Italia non è un'economia pianificata, come era
    > quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di
    > Cuba e della Corea del
    > Nord.

    e non è nemmeno un Paese veramente liberista, dove i prezzi li fa cadere la concorrenza!!

    insomma, un bel mix di autoritarismo marxista e finto libero mercato, ovvero un regime oligarchico in piena regola
    non+autenticato
  • "From government to non-profit organizations, teachers to textbook publishers, we all have a role to play in leveraging 21st century technology to expand learning and better serve California's students, parents, teachers and schools. This initiative will ensure our schools know which digital textbooks stand up to California's academic content standards - so these cost-effective resources can be used in our schools to help ensure each and every student has access to a world-class education." -

    Governor Schwarzenegger

    E per saperne di più sui libri scolastici elettronici gratuiti: http://www.techdirt.com/articles/20121003/07482720...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo Fava

    > "From government to non-profit organizations,
    > teachers to textbook publishers, we all have a
    > role to play in leveraging 21st century
    > technology to expand learning and better serve
    > California's students, parents, teachers and
    > schools. This initiative will ensure our schools
    > know which digital textbooks stand up to
    > California's academic content standards - so
    > these cost-effective resources can be used in our
    > schools to help ensure each and every student has
    > access to a world-class education." -
    >
    >
    > Governor Schwarzenegger

    Era una proposta solo per la California, solo per libri di testo di matematica e scienze, e solo per le high school .

    E anche ora che il governatore non è più Arnold Schwarzenegger, ma Jerry Brown, è ancora una semplice proposta di legge:

    http://punto-informatico.it/3617636/PI/News/califo...

    Forse sarebbe il caso di smettere di guardare a ogni starnuto che viene dall'America, e prestare più attenzione agli esperimenti che si fanno in Europa e in alcuni Stati dell'Asia, ormai avanti all'America in molti ambiti:

    http://www.uvm.dk/Aktuelt/~/UVM-DK/Content/News/Ud...

    Capisco che bisogna saper leggere qualche lingua in più del semplice inglese...
    non+autenticato
  • @Leguleio: ok, allora aggiungo la California di Schwarzy e Brown alle dittature comuniste che non hanno rispetto per il libero mercato, giusto?

    Si stanno muovendo anche gli editori stessi, per fornire gratuitamente libri di testo universitari:

    http://www.insidehighered.com/news/2012/09/26/else... (Elsevier nasce come olandese)

    Mi sembra che sia riduttivo sempre pensare che l'Italia non sia adatta il vento sta cambiando, e credo che anche le case editrici italiane potranno seguire la nuova tendenza, specie se supportate da una adeguata legislazione come quella proposta dalla California.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo Fava
    > @Leguleio: ok, allora aggiungo la California di
    > Schwarzy e Brown alle dittature comuniste che non
    > hanno rispetto per il libero mercato,
    > giusto?

    No, al contrario.
    Bisogna aggiungere anche la California (e probabilmente diversi Stati Usa meno celebrati dai giornali) alla lista di Stati in cui si promette, si promette, ma alla fine non si fa nulla. Adesso non mi vengono in mente
    esempi, a parte come detto la California, ma se mi lasci un po' di tempo...

    Chissà perché, nel link che ho messo, si è iniziato un esperimento per cercare di arrivare a un intero liceo senza l'uso della carta. Altro che i soli libri di testo di matematica e di fisica...


    > Si stanno muovendo anche gli editori stessi, per
    > fornire gratuitamente libri di testo
    > universitari:
    >
    > http://www.insidehighered.com/news/2012/09/26/else

    Sono esperimenti, per ora molto limitati: "Elsevier is nevertheless proceeding with caution in its partnership with edX. Despite the apparent success of last spring’s pilot, the publisher is not offering any additional titles free during this second, more intentionally publicized trial".
    non+autenticato
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