Cristina Sciannamblo

Il tecnocontrollo nuoce alla salute

Una ricerca finlandese rivela i rischi relativi alla sorveglianza elettronica. Stress, ansia, irritazione e perfino rabbia. Per alcuni, l'invasione della privacy è stata intollerabile

Roma - La sorveglianza elettronica ha effetti negativi sul comportamento e sullo stile di vita delle persone: è quanto emerge dai dati elaborati da uno studio condotto dall'Istituto di Information Technology di Helsinki.

I ricercatori hanno munito dieci nuclei familiari di videocamere, microfoni, software per il tracciamento dei PC, connessioni wireless, smartphone, TV e DVD. I soggetti sotto osservazione si sono impegnati a riferire, secondo intervalli di tempo prestabiliti, sul grado di stress vissuto

L'indagine si è proposta di esaminare alcuni potenziali effetti del fenomeno definito come sorveglianza ubiqua: ansia, stress, preoccupazioni legate alla privacy e i comportamenti messi in atto per ottenerla in una condizione di osservazione costante. I risultati esposti hanno evidenziato stati di irritazione, ansia, impazienza e rabbia. La sorveglianza non ha causato problemi di salute mentale paragonabili per gravità agli effetti prodotti dalla depressione o dall'alcolismo, se misurati con una scala standardizzata. Tuttavia, un gruppo familiare ha deciso di uscire dallo studio al sesto mese, sostenendo che la violazione della privacy e dell'anonimato era diventata insopportabile.
Con l'espressione sorveglianza ubiqua, i ricercatori hanno inteso indicare la "raccolta unilaterale di dati relativi agli individui attraverso sensori presenti all'interno dell'ambiente di vita quotidiana". Riferendosi ai casi di studio, il ricercatore Antti Oulasvirta, afferma: "Anche se quasi tutti sono stati capaci di adattare le proprie abitudini quotidiane per mantenere l'invasione nella privacy a un livello tollerabile, i cambiamenti effettuati hanno reso il nucleo familiare fragile. Qualsiasi mutamento sociale imprevisto riportava al centro della discussione le nuove abitudini adottate e, talvolta, le rendeva impraticabili."

Cristina Sciannamblo
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5 Commenti alla Notizia Il tecnocontrollo nuoce alla salute
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  • Basta guardare il grande fratello per rendersi conto che un gruppo di persone costantemente videosorvegliato finisce per dare il peggio di se!
    non+autenticato
  • Il controllo dei lavoratori, la sorveglianza, è vietata da quando ci sono quei diritti che oggi , da una ventina d'anni, si stanno cercando di rimuovere pezzo per pezzo

    sono tutte cose ovvie, invasioni, ingerenze, comportamenti intollerabili... e sono talmente intollerabili che basta leggere ovunque il fatto che sono UNILATERALI

    abbiamo tutti bisogno di intimità e del nostro spazio di vita privato, isolato ... anche se dopo 10 minuti cercheremo NOI il contatto... ma dev'essere una SCELTA e dev'essere CONDIVISA.

    solito discorso: tu BUSSI e io SE VOGLIO, decido di aprirti o meno... solo allora, eventualmente, entrerai nella mia vita o in quel particolare momento od aspetto della mia vita.
    non+autenticato
  • il tecnocontrollo nuoce alla salute, è vero...

    ma detta così è fuorviante: occorrerebbe spiegare bene cosa viene ricompreso nel termine "salute", perché altrimenti si è indotti a pensare che si tratti "solo" di salute nel senso di stati di irritazione, ansia, impazienza e rabbia

    in relatà, invece, il tecnocontrollo nuoce alla salute in misura ben più ampia: in primo luogo perché l'incremento dell'esposizione ai campi elettromagnetici è causa di gravissime patologie, in secondo luogo -ed è questa la cosa davvero rilevante- perché comporta una modalità di condizionamento e controllo sociale, pervasivo e generalizzato, con potenzialità di entità come mai prima nella storia, sia in termini qualitativi che quantitativi... oltre alle potenzialità terrificanti come strumento per la repressione e lo sterminio di massa...

    cosa avrebbe potuto fare il nazi-fascismo se avesse avuto i database di profili personali e reti di relazioni interpersonali di cui oggi dispongono multinazionali e "servizi" cosiddetti di "sicurezza"?
    e cosa potranno fare costoro quando, un domani, qualcuno di questi decidesse di usarli a fini di repressione di massa (come già è avvenuto e avviene in più parti del mondo)?

    e allora, perchè non dire le cose come stanno davvero?
    perché non parlare del tecnocontrollo come qualcosa che "nuoce gravemente alla libertà e pure alla stessa SOPRAVVIVENZA di tutti noi"?
    non+autenticato
  • L'esito negativo del tecnocontrollo e' dato da 2 carenze nel progetto stesso, entrembe responsabilita' del ricercatori.

    1. avrebbero dovuto dotare le fagiglie-cavie di hardware Apple
    2. avrebbero dovuto dire alle famiglie-cavie che il tecnocontrollo era "per il loro bene".

    "Panem et cincenses" condito da balle. E la gente e' felice.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > L'esito negativo del tecnocontrollo e' dato da 2
    > carenze nel progetto stesso, entrembe
    > responsabilita' del
    > ricercatori.

    In realtà, sembra mancasse solo il "confessionale" e la "fama" (e relativi vantaggi) una volta usciti dall'esperimento.

    E' uno degli esperimenti più cretini ed inutili dela storia, direi.
    E' del tutto evidente che nel mucchio c'è gente che è psicologicamente instabile e quindi incapace di sopportare situazioni anche solo modestamente invasive, inoltre lo stesso impegno nello svolgere il compito è altra causa di differenza da una situazione normale ma altrettanto controllata. In pratica è come se avessero buttato delle uova da 5 metri sul del fieno per scoprire che alcune uova si rompevano (o tutte?) e uscirsene con "la forza di gravità mette a rischio l'integrità delle uova".. ma va!?
    non+autenticato