massimo mantellini

Contrappunti/ Alfabetizzare al digitale

di M. Mantellini - Si parla di scuola tecnologica, si parla di tablet che ospitino testi scolastici, si parla di proteggere il mercato dalla dittatura dell'editoria scolastica. Ma l'ABC del digitale deve ancora essere appreso

Contrappunti/ Alfabetizzare al digitaleRoma - Qualche giorno fa a Capri ho ascoltato Giovanni Biondi, capo dipartimento del Ministero dell'Istruzione, ammonire con enfasi la vasta platea di imprenditori, capi azienda e amministratori che popola ogni anno il convegno sulle TLC organizzato da Between, con parole inequivocabili. State attenti - affermava dal palco il maggior responsabile del Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica dopo il Ministro stesso - a non confondere scuola e business, a non considerare quello della didattica e dell'educazione come un mercato come un altro, un luogo insomma dove business e privata opportunità aziendale soverchiano temi di interesse generale utili alla crescita dei nostri figli.

Biondi è un toscano passionale e competente: ascoltare simili parole fa bene al cuore. Purtroppo però occorre ogni volta applicarsi ad un bilancio minimo di realtà per rendersi conto che la distanza fra sacro e profano, fra il futuro dei nostri figli e il valore azionario di Microsoft, Apple o Google (per citare solo alcune aziende coinvolte nel passaggio di testimone fra la scuola dei calamai e quella dei tablet) non è così netta.

Solo qualche settimana fa citavo sul mio blog l'esperienza allucinante ed esemplare di Fabrizio Venerandi, editore elettronico e padre, alla ostinata ricerca di un punto di equilibrio fra vecchia editoria cartacea e nuovi formati digitali da aggiungere alla cartella di suo figlio. Una esperienza - si badi bene - già prevista dalla legge e come al solito tanto vagamente argomentata quanto altrettanto superficialmente controllata. Il pessimista che è in me, ascoltando le parole di Biondi a Capri, pensava che alla dittatura dell'editoria scolastica su carta (un fenomeno di sopraffazione e lucro nei confronti dei libri di testo mai sufficientemente sottolineato), rischiamo oggi di sostituirne una uguale, magari affidata a soggetti differenti (o magari no) nel luccicante formato binario.
Anticipando i contenuti del decreto legge sulla Crescita che il Governo stava approvando in quelle ore, Biondi ci informava del fatto che il risparmio di denari legato all'adozione dei libri elettronici consentirà l'acquisto di tablet ad alleggerire gli zaini dei nostri figli ed il passo, uno di quei passi che si compiono una volta ogni secolo, veniva archiviato con la semplicità di una operazione contabile a costo zero. Cosa che purtroppo davvero non sembra essere.

Scacciare i mercanti dal tempio è da sempre una affermazione rassicurante, capace di suscitare grandi immediati consensi; solo che, nel caso in questione, davvero si fatica a comprendere dove finisca il tempio ed inizi il suk, fino a dove la scuola possa fare a meno dell'ingombrante ala protettiva degli editori e fino a che punto invece l'ammodernamento tecnologico possa essere motore a se stesso, magari attraverso percorsi inattesi come quello del giovane studente che incuriosisce il genitore sulle meraviglie connettive del suo nuovo tablet scolastico.

Esistono alcuni punti fermi indiscutibili: i tablet hanno ormai costi molto simili a quelli che le famiglie sopportano per una parte dei libri scolastici per un solo anno, una parte non indifferente dei contenuti necessari alla didattica possono e dovrebbero essere sottratti al controllo editoriale e gestiti dagli insegnanti in modalità wikipedia-like. Nello stesso tempo molte aziende tecnologiche iniziano a comprendere che il proprio ritorno economico per gli investimenti scolastici non dipenderà necessariamente dalla vendita di licenze o applicativi.

Così mentre Giovanni Biondi vigila sugli appetiti delle grandi aziende tecnologiche verso la scuola (e fa benissimo, lo stesso andava fatto negli anni verso l'editoria cartacea) il problema principale non sembra riguardare tanto i contenuti, né le piattaforme di fruizione, ma, come al solito, la testa ed il cuore delle persone di fronte a piccole o grandi rivoluzioni elettroniche. La parola è brutta ed è alfabetizzare. Ed è il punto di svolta che precede qualsiasi discussione che abbia la pretesa di smarcarsi dalla semplificazione solita dei nativi digitali che bastano a se stessi ed impollinano il mondo intorno. Magari fosse vero. Ecco, su questo, sulla necessità di avvicinare la tecnologia alla vita quotidiana degli italiani prima ancora che degli studenti e degli insegnanti, nel decreto Crescita approvato venerdì dal governo, mi spiace dirlo, ma non c'è nemmeno una riga.

Massimo Mantellini
Manteblog

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143 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Alfabetizzare al digitale
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  • Si crei una task force di luminari ben pagati affinchè nel giro di 1 o massimo 2 anni riscrivano tutti i libri di testo per tutte le scuole e per tutte le università. Si mettano questi libri in un server e si dia la password di accesso ad ogni studente di ogni scuola italiana, si mettano fuori legge tutti i libri di testo coperi da copyright, chi protesta lo si mette in galera preventiva. Si dia un tablet ad ogni studente (con le tasse che paghiamo mi sembra il minimo) e si dia la possibilità a chi non ha internet in casa di poter utilizzare la rete scolastica. Punto. Non è utopia, nel giro di 2 o 3 anni una cosa del genere potrebbe essere implementata tra gli applausi della popolazione. Non lo fanno perchè questi politicanti corrotti e certi insegnanti/presidi vengono pagati fior di milioni dagli editori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: contenuto
    > Si crei una task force di luminari ben pagati
    > affinchè nel giro di 1 o massimo 2 anni
    > riscrivano tutti i libri di testo per tutte le
    > scuole e per tutte le università. Si mettano
    > questi libri in un server e si dia la password di
    > accesso ad ogni studente di ogni scuola italiana,
    > si mettano fuori legge tutti i libri di testo
    > coperi da copyright, chi protesta lo si mette in
    > galera preventiva. Si dia un tablet ad ogni
    > studente (con le tasse che paghiamo mi sembra il
    > minimo) e si dia la possibilità a chi non ha
    > internet in casa di poter utilizzare la rete
    > scolastica. Punto. Non è utopia...

    Ma no, non è utopia, cosa vai mai a pensare!
    Manda questa e-mail al parlamento, e la legge te la approvano in cinque minuti, all'unanimità. E tutti a commentare, dopo il voto "ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?". Qualsiasi parlamento, intendo, non mi limito solo a quello italiano: va bene anche quello della Groenlandia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: contenuto
    > Si crei una task force di luminari ben pagati
    > affinchè nel giro di 1 o massimo 2 anni
    > riscrivano tutti i libri di testo per tutte le
    > scuole e per tutte le università. Si mettano
    > questi libri in un server e si dia la password di
    > accesso ad ogni studente di ogni scuola italiana,

    Perche' la password?

    > si mettano fuori legge tutti i libri di testo
    > coperi da copyright, chi protesta lo si mette in
    > galera preventiva.

    Non galera ma blocchi amministrativi dell'auto e ipoteca sulla casa.
    Quella gente capisce solo i soldi!

    > Si dia un tablet ad ogni
    > studente (con le tasse che paghiamo mi sembra il
    > minimo) e si dia la possibilità a chi non ha
    > internet in casa di poter utilizzare la rete
    > scolastica.

    Purche' il tablet abbia un sistema operativo libero!

    > Punto. Non è utopia, nel giro di 2 o
    > 3 anni una cosa del genere potrebbe essere
    > implementata tra gli applausi della popolazione.
    > Non lo fanno perchè questi politicanti corrotti e
    > certi insegnanti/presidi vengono pagati fior di
    > milioni dagli
    > editori.
  • Sarebbe perfetto, ma lascia che ti dia un punto di vista realistico e non solo un'opinione, visto che siamo piú o meno sulla stessa linea, e dato che penso di parlare se non da esperto, perlomeno da informato sui fatti, perché sono 21 anni esatti che mi occupo di tecnologie didattiche e ogni
    6 mesi al massimo mi domando se mettermi a fare altro, ma poi rimango a lottare con i mulini a vento e con le maestre che, nel corso degli ultimi 20 anni, usano feisbuk, hanno lo smartfon, ma non sanno comprimere e spedire una cartella, non hanno capito cosa sono i formati dei file e, parlo di 15 minuti or sono a colloquio con una futura insegnante a un passo dalla laurea, "non si trovano a proprio agio con linux perché hanno sempre usato windows, e lo dicono parlando di attivitá legate alla produzione di documenti testuali e nient'altro...

    Ma questa é aneddotica, fuffa, perché per le rivoluzioni culturali ci vogliono decenni, a volte secoli, come fu per il libro, che dalla bibbia protestante al primo libro realmente economico ha visto passare oltre 400 anni, e non mi dilungo a darvi i dettagli ma la questione va posta esattamente in questi termini, altrimenti si parla di aria fritta.

    Il problema vero, quello vero vero vero, é un altro e non lo dico io dall'alto di nessuna scienza infusa, ma lo diceva peter drucker una decina d'anni or sono: "il problema é che il mondo dell'editoria é quasi onnipotente, e per capirci mi piace fare un esempio molto semplice: il mercato editoriale sta a quello del petrolio nella stessa relazione che intercorre tra il mercato del petrolio e il chiosco delle limonate dei figli dei tuoi vicini".

    ora proviamo a metterci il cuore in pace, facciamo un bel respiro, e non aspettiamo che nessuna agenda di nessun tipo riesca a fare un bel nulla, anche perchè, qui nello stivaletto, ci sarebbe da fare con urgenza molto altro, tra cui: un piano energetico, urbanistico, viario, nazionale, mentre per le scuole basterebbe (per limitare i danni) molto meno che una rivoluzione, basterebbe gente appassionata, competente, e che capisce che sta mettendo mano al futuro di tutti, non solo a quello scolastico dei soggetti che vede ogni giorno. La sana passione di ogni insegnante, che al giorno d'oggi non puó prescindere da una propria visione delle tecnologie, basta e avanza per limitare i danni dell'attuale fase storica (e di transizione) dall'uomo tipografico a quello digitale, basta che la passione non preveda solo l'uso di feisbuk e di tuitter, ma punti anche a qualche ragionamento. magari anche solo sul fatto che uord, vrait, uindos e linucs, e persino il mec, sono molto simili tra loro per non dire identici, e chi dice il contrario é un tifoso con poche idee e molti pre-giudizi. Piú teoria ipertestuale, meno minchiate sul social niente, perché a parte fischietti e campanelli, il web fa le stesse cose da 20 anni ma ha reso tutto talmente facile e "per tutti" che stiamo diventando tutti un po' piú scemi e sempre meno capaci di pensare autonomamente.
  • - Scritto da: alcol11

    > Il problema vero, quello vero vero vero, é un
    > altro e non lo dico io dall'alto di nessuna
    > scienza infusa, ma lo diceva peter drucker una
    > decina d'anni or sono: "il problema é che il
    > mondo dell'editoria é quasi onnipotente, e per
    > capirci mi piace fare un esempio molto semplice:
    > il mercato editoriale sta a quello del petrolio
    > nella stessa relazione che intercorre tra il
    > mercato del petrolio e il chiosco delle limonate
    > dei figli dei tuoi
    > vicini".

    Bella metafora.
    Possiamo renderla ancora piu' comprensibile.
    Il giganti dell'editoria stanno agli autori indipendenti ed appassionati come i dinosauri stanno ai piccoli protomammiferi del giurassico.

    Non c'e' dubbio su chi siano le specie dominanti ed onnipotenti del pianeta.

    La rete recita il ruolo del meteorite.
  • certo che battere drucker non é facile...
    ma volendo ci sta anche la metafora dei
    dinosauri, solo che mi rimane il dubbio
    della meteora, perché qui siamo a 20 anni
    da netscheip gold (il primo con l'editor
    html a prova di lobotomizzato) ma non é
    che sia ancora cambiato molto nell'editoria,
    anzi, e piú che altro, temo ci vorrá ancora
    un bel po' perché si mettano d'accordo e
    ri-dividano le torte editoriali. Le meteore
    invece passano, e veloci! Ma forse ho capito
    male, comunque a parte il cavillo temporale,
    il dinosauro editoriale non è davvero niente
    male, basta solo non buttare il bambino con
    l'acqua sporca come al solito, ovvero non pensionare
    i libri troppo presto con la scusa che si puó
    leggerli anche a schermo. Sarebbe una vera e
    propria tragedia, perlomeno a mio parere e
    in particolare per tutto quello che non é semplice
    manualistica o puro saggio tecnico.
  • - Scritto da: alcol11
    > certo che battere drucker non é facile...
    > ma volendo ci sta anche la metafora dei
    > dinosauri, solo che mi rimane il dubbio
    > della meteora, perché qui siamo a 20 anni
    > da netscheip gold (il primo con l'editor
    > html a prova di lobotomizzato) ma non é
    > che sia ancora cambiato molto nell'editoria,

    Come no.
    Certo non puoi pretendere stravolgimenti catastrofici. Sono cambiamenti che avvengono piano piano.

    Considera per esempio i quotidiani.
    Io negli ultimi 20 anni avro' speso neanche 50 euro in quotidiani, eppure posso affermare di essere molto piu' informato di 20 anni fa.

    Considera i libri.
    Io leggo molto piu' adesso di 20 anni fa. Grazie alla rete, vengo a sapere dell'esistenza di determinati libri, leggo recensioni e critiche non prezzolate, di gente che li ha letti per davvero. E quindi vado a colpo sicuro.

    Cartine stradali: in 20 anni ho comprato un solo stradario, ed e' successo prima che avessi il netbook.

    E non credo certo di essere un caso isolato.

    > anzi, e piú che altro, temo ci vorrá
    > ancora
    > un bel po' perché si mettano d'accordo e
    > ri-dividano le torte editoriali.

    Non ci sono piu' torte editoriali, quindi la divisione e' semplicissima: zero fette a testa.

    > Le meteore
    > invece passano, e veloci! Ma forse ho capito
    > male, comunque a parte il cavillo temporale,
    > il dinosauro editoriale non è davvero niente
    > male, basta solo non buttare il bambino con
    > l'acqua sporca come al solito, ovvero non
    > pensionare
    > i libri troppo presto con la scusa che si puó
    > leggerli anche a schermo.

    Leggi a schermo, e poi decidi se vale la pena procurarsi una copia cartacea da tramandare ai posteri.
    Non e' difficile da comprendere come concetto.

    > Sarebbe una vera e
    > propria tragedia, perlomeno a mio parere e
    > in particolare per tutto quello che non é semplice
    > manualistica o puro saggio tecnico.

    Perche'? E' proprio la manualistica o i saggi tecnici, ovvero tutto quello che non richiede una lettura sequenziale a partire da pagina 1, ad avvantaggiarsi dell'elettronica, della ricerca integrata e dell'ipertesto.
  • faticoso, ma ci provo!

    - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: alcol11
    > > certo che battere drucker non é facile...
    > > ma volendo ci sta anche la metafora dei
    > > dinosauri, solo che mi rimane il dubbio
    > > della meteora, perché qui siamo a 20 anni
    > > da netscheip gold (il primo con l'editor
    > > html a prova di lobotomizzato) ma non é
    > > che sia ancora cambiato molto nell'editoria,
    >
    > Come no.
    > Certo non puoi pretendere stravolgimenti
    > catastrofici. Sono cambiamenti che avvengono
    > piano
    > piano.

    Ovvero, quello che intendevo anch'io, ovvero2
    ecco che anche tu implicitamente esprimi dubbi
    sull'effetto meteoritico! Nota: no hai apprezzato
    l'esser messo sullo stesso piano del piú grande
    (hanno detto) economista del secolo scorso?

    > Considera per esempio i quotidiani.
    > Io negli ultimi 20 anni avro' speso neanche 50
    > euro in quotidiani, eppure posso affermare di
    > essere molto piu' informato di 20 anni
    > fa.

    nel 1984 ho smesso di leggere il cartaceo,
    ma non sto a dirti come e perché, sarebbe
    lungo e noioso, ovvio, intendo il cartaceo
    quotidiano a pagamento, quindi d'accordo anche
    qui, solo che mi devo esser spiegato male,
    o forse sei tu che leggi un po' troppo in fretta.

    > Considera i libri.
    > Io leggo molto piu' adesso di 20 anni fa. Grazie
    > alla rete, vengo a sapere dell'esistenza di
    > determinati libri, leggo recensioni e critiche
    > non prezzolate, di gente che li ha letti per
    > davvero. E quindi vado a colpo
    > sicuro.

    idem, ma continuo a leggere circa 200 libri di carta
    all'anno, dai tempi in cui ero matricola e perché
    amo la carta e certe cose non sono tanto facili da
    leggere a schermo, oppure non esistono ancora.
    >
    > Cartine stradali: in 20 anni ho comprato un solo
    > stradario, ed e' successo prima che avessi il
    > netbook.
    >
    mai comprato, quelli che ho li ho ricevuti dai
    benzinai, ma a parte i viaggi esotici a me piace
    perdermi e seguire i cartelli, chiedere ai
    passanti, ecc. (ma questa é aneddotica off-topic)

    > E non credo certo di essere un caso isolato.
    >
    > > anzi, e piú che altro, temo ci
    > vorrá
    > > ancora
    > > un bel po' perché si mettano d'accordo e
    > > ri-dividano le torte editoriali.
    >
    > Non ci sono piu' torte editoriali, quindi la
    > divisione e' semplicissima: zero fette a
    > testa.
    >

    qui ti sbagli, e di grosso, sapessi quanti editori
    conosco e quanti soldi fanno, ancora, col cartaceo,
    solo che ti evito gli esempi, se vuoi credici,
    altrimenti lascia perdere e non preoccuparti, la
    tua opinione vale comunque quanto e piú della mia.

    > > Le meteore
    > > invece passano, e veloci! Ma forse ho capito
    > > male, comunque a parte il cavillo temporale,
    > > il dinosauro editoriale non è davvero niente
    > > male, basta solo non buttare il bambino con
    > > l'acqua sporca come al solito, ovvero non
    > > pensionare
    > > i libri troppo presto con la scusa che si
    > puó
    > > leggerli anche a schermo.
    >
    > Leggi a schermo, e poi decidi se vale la pena
    > procurarsi una copia cartacea da tramandare ai
    > posteri.
    > Non e' difficile da comprendere come concetto.

    non é molto gentile, dirmi che "non é difficile da
    comprendere", "insegno" queste cose, anche se solo
    in alcune universitá italiane e a volte passo
    dal MIT (due volte l'anno di media) non vuol dire che
    sono un genio, ma dirmi che "non é difficile"
    implica perlomeno un po' di piglio polemico
    in piú del necessario, ma nulla che mi dia fastidio,
    mi piace solo fartelo notare.

    >
    > > Sarebbe una vera e
    > > propria tragedia, perlomeno a mio parere e
    > > in particolare per tutto quello che non é
    > semplice
    > > manualistica o puro saggio tecnico.
    >
    > Perche'? E' proprio la manualistica o i saggi
    > tecnici, ovvero tutto quello che non richiede una
    > lettura sequenziale a partire da pagina 1, ad
    > avvantaggiarsi dell'elettronica, della ricerca
    > integrata e
    > dell'ipertesto.

    esatto, quindi mi tocca dirti nuovamente di leggere
    piú piano, o di leggere meglio, oppure di chiedere
    in caso avessi dubbi, perché nel mio italiano
    discreto (ho riletto e ri-riletto) volevo dire, e credo
    di aver detto chiaramente, proprio quanto ribadisci
    tu, ovvero che il "manuale" di word, sql, ecc. ecc.
    non serve e, tra l'altro é sempre stato accessibile
    in forma praticamente identica dall'help in linea...
    io conservo come reliquie tutti i manuali che ho visto
    passarmi sotto il naso dal 1987 (!) vuoi le fotocopie
    di qualcosa, per puro feticismo?

    un romanzo, un saggio importante e per varie ragioni,
    qualcosa che voglia/possa sentire "tuo" anche per questioni
    fisiche e sensoriali, non é al momento superabile,
    ma sempre e soltanto per il sottoscritto; per il resto
    hai ribadito i medesimi concetti e credo lo sappia
    benissimo anche tu ma ti piace troppo stuzzicare i
    tuoi interlocutori.

    parto ora per una gita in alcune scuole, dove andró
    a far proseliti per l'informatica didattica, torno
    solo sul tardi, non avertene se non ti rispondo con
    la tua stessa celeritá. ciao.
  • - Scritto da: alcol11
    > faticoso, ma ci provo!
    >
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: alcol11
    > > > certo che battere drucker non é
    > facile...
    >
    > > > ma volendo ci sta anche la metafora dei
    > > > dinosauri, solo che mi rimane il dubbio
    > > > della meteora, perché qui siamo a 20
    > anni
    > > > da netscheip gold (il primo con l'editor
    > > > html a prova di lobotomizzato) ma non é
    > > > che sia ancora cambiato molto
    > nell'editoria,
    > >
    > > Come no.
    > > Certo non puoi pretendere stravolgimenti
    > > catastrofici. Sono cambiamenti che avvengono
    > > piano
    > > piano.
    >
    > Ovvero, quello che intendevo anch'io, ovvero2
    > ecco che anche tu implicitamente esprimi dubbi
    > sull'effetto meteoritico!

    Al contrario.
    Guarda che il meteorite non ha mica causato l'estinzione del dinosauri dalla sera alla mattina.
    Semplicemente ha cambiato le condizioni climatiche del pianeta rendendo molto piu' difficile lo sviluppo delle uova, ed alzando la mortalita' infantile dei rettili.
    Quelli che erano gia' adulti, hanno completato il loro ciclo vitale, ma non ci sono state nuove generazioni a rimpiazzarli.

    Oggi lo scenario e' uguale: le condizioni attuali impediscono la nascita di nuove realta' editoriali e nuove videoteche.
    Quando quelle vecchie chiuderanno sanciranno l'estinzione della categoria.

    > Nota: no hai apprezzato
    > l'esser messo sullo stesso piano del piú
    > grande
    > (hanno detto) economista del secolo scorso?

    In economia tutto quello che c'era da dire lo ha detto Adam Smith.

    > > Considera per esempio i quotidiani.
    > > Io negli ultimi 20 anni avro' speso neanche
    > 50
    > > euro in quotidiani, eppure posso affermare di
    > > essere molto piu' informato di 20 anni
    > > fa.
    >
    > nel 1984 ho smesso di leggere il cartaceo,
    > ma non sto a dirti come e perché, sarebbe
    > lungo e noioso, ovvio, intendo il cartaceo
    > quotidiano a pagamento, quindi d'accordo anche
    > qui, solo che mi devo esser spiegato male,
    > o forse sei tu che leggi un po' troppo in fretta.

    Avendo tante cose da leggere in poco tempo, l'unico modo e' aumentare la velocita'.
    E non mi preoccupo di comprendere appieno quello che leggo in questo forum. Preferisco concentrarmi di piu' su altre letture.

    > > Considera i libri.
    > > Io leggo molto piu' adesso di 20 anni fa.
    > Grazie
    > > alla rete, vengo a sapere dell'esistenza di
    > > determinati libri, leggo recensioni e
    > critiche
    > > non prezzolate, di gente che li ha letti per
    > > davvero. E quindi vado a colpo
    > > sicuro.
    >
    > idem, ma continuo a leggere circa 200 libri di
    > carta
    > all'anno, dai tempi in cui ero matricola e perché
    > amo la carta e certe cose non sono tanto facili da
    > leggere a schermo, oppure non esistono ancora.

    Diamo tempo al tempo.
    La via e' tracciata.
    Siamo passati dall'argilla, al papiro, alla pergamena, alla carta, allo schermo e ogni volta qualcuno avra' espresso queste medesime perplessita'.

    > > Leggi a schermo, e poi decidi se vale la pena
    > > procurarsi una copia cartacea da tramandare
    > ai
    > > posteri.
    > > Non e' difficile da comprendere come
    > concetto.
    >
    > non é molto gentile, dirmi che "non é difficile da
    > comprendere",

    Era un tu impersonale, anzi, non era neppure un tu, era impersonale e basta.

    > "insegno" queste cose, anche se solo
    > in alcune universitá italiane e a volte passo
    > dal MIT (due volte l'anno di media) non vuol dire
    > che
    > sono un genio, ma dirmi che "non é difficile"
    > implica perlomeno un po' di piglio polemico
    > in piú del necessario, ma nulla che mi dia
    > fastidio,
    > mi piace solo fartelo notare.

    Il piglio polemico e' una caratteristica peculiare di questo forum.
    Qui su PI si viene piu' che altro per fare battaglie dialettiche su futili motivi.
    Se ci dessimo ragione a vicenda, avremmo gia' concluso il discorso da un pezzo.


    > > > Sarebbe una vera e
    > > > propria tragedia, perlomeno a mio
    > parere
    > e
    > > > in particolare per tutto quello che non
    > é
    > > semplice
    > > > manualistica o puro saggio tecnico.
    > >
    > > Perche'? E' proprio la manualistica o i saggi
    > > tecnici, ovvero tutto quello che non
    > richiede
    > una
    > > lettura sequenziale a partire da pagina 1, ad
    > > avvantaggiarsi dell'elettronica, della
    > ricerca
    > > integrata e
    > > dell'ipertesto.
    >
    > esatto, quindi mi tocca dirti nuovamente di
    > leggere
    > piú piano, o di leggere meglio, oppure di
    > chiedere
    > in caso avessi dubbi, perché nel mio italiano
    > discreto (ho riletto e ri-riletto) volevo dire, e
    > credo
    > di aver detto chiaramente, proprio quanto
    > ribadisci
    > tu, ovvero che il "manuale" di word, sql, ecc.
    > ecc.
    > non serve e, tra l'altro é sempre stato
    > accessibile
    > in forma praticamente identica dall'help in
    > linea...
    > io conservo come reliquie tutti i manuali che ho
    > visto
    > passarmi sotto il naso dal 1987 (!) vuoi le
    > fotocopie
    > di qualcosa, per puro feticismo?

    Pure io ho la cantina piena di antichi manuali.
    Non voglio fotocopie.
    Se devo conservarli, li conservo in originale.
    Proprio qui nel cassetto della scrivania conservo un vecchio manuale di KEDIT che tempo fa stavano buttando via!
    A casa invece ho tanti di quei libri di informatica e computer dal 1980 che potrei farci un museo.

    > un romanzo, un saggio importante e per varie
    > ragioni,
    > qualcosa che voglia/possa sentire "tuo" anche per
    > questioni
    > fisiche e sensoriali, non é al momento superabile,
    > ma sempre e soltanto per il sottoscritto; per il
    > resto
    > hai ribadito i medesimi concetti e credo lo sappia
    > benissimo anche tu ma ti piace troppo stuzzicare i
    > tuoi interlocutori.
    >
    > parto ora per una gita in alcune scuole, dove
    > andró
    > a far proseliti per l'informatica didattica, torno
    > solo sul tardi, non avertene se non ti rispondo
    > con
    > la tua stessa celeritá. ciao.

    Buona gita.
  • - Scritto da: alcol11

    > poi rimango a lottare con i mulini a
    > vento e con le maestre che, nel corso degli
    > ultimi 20 anni, usano feisbuk, hanno lo smartfon,
    > ma non sanno comprimere e spedire una cartella,
    > non hanno capito cosa sono i formati dei file

    La cosa sembra in contraddizione, ma non lo è. Gli smartfon, e i servizi di reti sociali, hanno avuto un enorme successo proprio perché hanno permesso a persone che non capiscono un'acca di computer, programmazione e web, e che non vogliono capire, di interagire con tastiera e schermo.

    Se ci pensi, esistevano i piccoli computer palmari, prima degli smartfon, e c'erano servizi di reti sociali sul web prima di feissbuc, ad esempio Makeoutclub. Cosa avevano in più? O piuttosto, cosa avevano in meno? La difficoltà d'uso percepita. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: alcol11
    >
    > > poi rimango a lottare con i mulini a
    > > vento e con le maestre che, nel corso degli
    > > ultimi 20 anni, usano feisbuk, hanno lo
    > smartfon,
    > > ma non sanno comprimere e spedire una
    > cartella,
    > > non hanno capito cosa sono i formati dei
    > file
    >
    >
    > La cosa sembra in contraddizione, ma non lo è.
    > Gli smartfon, e i servizi di reti sociali, hanno
    > avuto un enorme successo proprio perché hanno
    > permesso a persone che non capiscono un'acca di
    > computer, programmazione e web, e che non
    > vogliono capire, di interagire con tastiera e
    > schermo.

    Non c'e' niente di peggio di un insegnante che non vuole capire o si rifiuta di capire.

    > Se ci pensi, esistevano i piccoli computer
    > palmari, prima degli smartfon, e c'erano servizi
    > di reti sociali sul web prima di feissbuc, ad
    > esempio Makeoutclub. Cosa avevano in più? O
    > piuttosto, cosa avevano in meno? La difficoltà
    > d'uso percepita.
    > Sorride

    La difficolta' d'uso percepita ce l'hanno quegli oggetti che si comportano come si comportano a tua insaputa e che tu nulla puoi fare per impedirlo.
    Un computer non ha difficolta' d'uso: fa esattamente quello che gli dici di fare.
    Se non sai dirglielo e' un limite tuo, mica dello strumento.

    A me fanno paura quegli oggetti che non posso aprire e vedere come sono fatti dentro, non un computer. Un computer e' trasparente.
  • I problemi sono molti. 1. Prima di tutto i formati. Devono essere aperti e standard. Basta con questi file che si possono aprire solo con un software di una ditta. 2. La scuola deve essere incentivata/obbligata ad usare software libero e gratuito (ce n'è in abbondanza quindi basta iniziare). 3. le case editrici, i produttori di LIM e i produttori di hardware e software si devono adeguare agli standard aperti senza opporre resistenza, se no vadano a quel paese. 4. gli insegnanti devono cominciare ad avvicinarsi alle nuove tecnologie. Chi non si adegua va penalizzati. 5. non sempre è possibile scrivere libri da sé. Le case editrici possono permettersi ricerche e risorse che gli insegnanti non hanno. Però le azienede che gravitano intorno alla scuola devono cominciare a fare le cose per gli studenti e non solo per se stesse. 6. da parte del governo devono arrivare delle DIRETTIVE CHIARE E DETTAGLIATE: Ma per fare ciò ci vuole gente competente anche nel governo, cosa che ora non succede.
    non+autenticato
  • cose ne dite come base di partenza?
  • Fotocopie, libri scansionati scaricati, dispense, ..ecc.

    Per me è un crimine contro l'umanità negare la conoscenza, lo studio.

    Non viene data la possabilità di guadagnarsi da vivere (non voglio assistenzialismo ma solo la possibilità senza burocrazia, senza tasse elevate, senza sfruttamento, senza speculazioni di guadagnarsi da vivere)?

    Finchè non viene data la possibilità di guadagnarsi da vivere come ho detto sopra, la gente è giustificata a cercare la conoscenza per mezzo di altri canali (non dico rubare i cartacei, scaricare, copiare invece non significa rubare). Ovvimente per conoscenza non intendo i libri di Moccia Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: becker
    > Ovvimente per conoscenza non intendo i
    > libri di Moccia
    > Sorride

    Considerando che nelle scuole italiane manca tutto, compresa la carta igienica, i libri di moccia troverebbero una degna collocazione nei bagni per un utilizzo consono agli alti valori che trasmettono.
  • - Scritto da: becker
    > Fotocopie, libri scansionati scaricati, dispense,
    > ..ecc.
    >
    > Per me è un crimine contro l'umanità negare la
    > conoscenza, lo studio.
    >
    >

    D'accordo sulla seconda frase; l'istruzione gratuita è un diritto per tutti perchè un popolo colto conviene allo stato e perchè l'intelligenza non è ereditaria, quindi chiunque deve avere le possibilità di studiare.

    Il problema è che cambiare è complesso; ci sono delle leggi, vi sono persone che con queste leggi ed usanze ci lucrano ed altre che solo ci campano. Quindi il problema è complesso e va affrontato per gradi.
  • dissento su "un popolo colto conviene allo stato" ...

    un popolo colto non voterebbe mai la classe politica di oggi...
    I politici hanno tutto l'interesse a non incentivare la cultura...
    non+autenticato
  • - Scritto da: xxx
    > dissento su "un popolo colto conviene allo stato"
    > ...
    >
    > un popolo colto non voterebbe mai la classe
    > politica di
    > oggi...
    > I politici hanno tutto l'interesse a non
    > incentivare la
    > cultura...

    un popolo di caproni si merita una classe politica di caproni.
  • quoto, ma il punto di partenza è diverso purtroppo.
    Allo stato attuale è più corretto dire:

    "Ad una classe politica di caproni conviene un popolo caprone" ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas

    > un popolo di caproni si merita una classe
    > politica di
    > caproni.
    Tesi indimostrabile.. il concetto di merito è non applicabile.
    La "classe politica" non è tale per "meriti" ne suoi ne del "popolo"... è semplicemente scelta il che (ripeto) col merito o la meritocrazia non ha nulla a che spartire!
    Dovresti casomai dire (con qualche probabilità di essere più vicino alla realtà) che un popolo di caproni si sceglie una classe politica di caproni... il che però è banale... hai mai visto un branco di bufali seguire come leader un leone?....
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari


    > Dovresti casomai dire (con qualche probabilità di
    > essere più vicino alla realtà) che un popolo di
    > caproni si sceglie una
    > classe politica di caproni... il che però è
    > banale... hai mai visto un branco di bufali
    > seguire come leader un
    > leone?....

    E il giornalista Indo Montanelli usava una formula ancor più cruda per dipingere la situazione: Può anche capitare che un popolo di onesti si scelga un capo ladro; ma non capiterà mai che un popolo di ladri si scelga un capo onesto.

    Al posto di "ladro" (che è un po' qualunquistico) va messo "evasore fiscale", "raccomandato" oppure "nemico della valorizzazione del merito".
    non+autenticato
  • - Scritto da: James Kirk
    > - Scritto da: becker
    > > Fotocopie, libri scansionati scaricati,
    > dispense,
    > > ..ecc.
    > >
    > > Per me è un crimine contro l'umanità negare
    > la
    > > conoscenza, lo studio.
    > >
    > >
    >
    > D'accordo sulla seconda frase; l'istruzione
    > gratuita è un diritto per tutti perchè un popolo
    > colto conviene allo stato e perchè l'intelligenza
    > non è ereditaria, quindi chiunque deve avere le
    > possibilità di
    > studiare.
    >
    > Il problema è che cambiare è complesso; ci sono
    > delle leggi, vi sono persone che con queste leggi
    > ed usanze ci lucrano ed altre che solo ci
    > campano. Quindi il problema è complesso e va
    > affrontato per
    > gradi.

    Soprattutto finché si permette a professori di lasciar dare o non dare un esame se non si acquista un loro testo NUOVO, che viene firmato il giorno dell'esame per essere sicuri che gli studenti non se lo siano fatto prestare o che lo abbiano comprato usato.

    Se i testi fossero gratuiti questo non avrebbe possibilità di succedere.


    - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: xxx
    > > dissento su "un popolo colto conviene allo
    > stato"
    > > ...
    > >
    > > un popolo colto non voterebbe mai la classe
    > > politica di
    > > oggi...
    > > I politici hanno tutto l'interesse a non
    > > incentivare la
    > > cultura...
    >
    > un popolo di caproni si merita una classe
    > politica di
    > caproni.

    Quoto
    non+autenticato
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