Contrassegno elettronico, l'assicurazione digitale

di Dott. L. Rufo (www.consulenteconservazionesostitutiva.it) - Entro il 2014, un chip che contenga tutti i dati del proprietario dell'automobile. Consultabile anche da sistemi di controllo del traffico e delle infrazioni. E la privacy dietro al volante?

Roma - La febbre della rivoluzione digitale in Italia è alta e la grande girandola di norme non esclude proprio nessun settore. All'appello, infatti, da ultimo non poteva mancare il mondo assicurativo, costantemente alla ricerca di nuovi strumenti innovativi nel pieno obiettivo di arginare il sempre dilagante fenomeno delle frodi nel settore RC auto (L'obbligo della RC auto è prevista dalla legge n. 990 del 1969: "i veicoli a motore non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall'assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi").

Ebbene, la rivoluzione dell'assicurazione "digitale" passa anche per la dematerializzazione del contrassegno assicurativo cartaceo, diventando pertanto elettronico.
Per contrassegno elettronico (chiamato anche Timbro digitale o Codice bidimensionale) - secondo le "Linee guida sul Contrassegno generato elettronicamente", redatte sulla base di quanto disposto dall'articolo 23 -ter, comma 5, del Codice dell'Amministrazione Digitale - deve intendersi una sequenza di bit codificata con una tecnica grafica idonea a contenere e rappresentare i dati identificativi di un documento amministrativo informatico, oppure il documento amministrativo informatico stesso, originale o duplicato, o suoi estratti.

Nel caso di specie, definito anche "tagliandino virtuale", esso rappresenta un tassello importante del recente decreto Liberalizzazioni (Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2012, n. 71), che all'art. 31 al comma 1 prevede che:

"Al fine di contrastare la contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada, (...) con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, definisce le modalità per la progressiva dematerializzazione dei contrassegni, prevedendo la loro sostituzione con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati e prevedendo l'utilizzo, ai fini dei relativi controlli, dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il regolamento di cui al primo periodo definisce le caratteristiche e i requisiti di tali sistemi e fissa il termine, non superiore a due anni dalla data della sua entrata in vigore, per la conclusione del relativo processo di dematerializzazione".
Certamente tale strumento porterà grandi benefici nella lotta alle frodi, limitando notevolmente la circolazione di veicoli sprovvisti di copertura RC auto obbligatoria - secondo recenti studi riguarda oltre 3,5 milioni di veicoli circolanti sul territorio italiano - offrendo così vantaggi sia alle compagnie di assicurazioni, che avranno meno oneri, sia ai consumatori, che vedrebbero abbassare i loro premi delle polizze auto.
Nello specifico, al momento della sottoscrizione della polizza, verrà rilasciato un sistema composto da una scheda con microchip, su cui viene memorizzata la polizza RC Auto, e da un dispositivo elettronico che ne legge il contenuto. La scheda conterrà tutte le informazioni relative alla polizza tra cui i dati dell'assicurato, la data di effetto e di scadenza, le caratteristiche dell'auto. E una volta inserita la scheda nel terminale installato a bordo della vettura, un segnale radio confermerà la validità della polizza comunicando in tempo reale con la centrale operativa della Compagnia Assicurativa che potrà altresì verificare immediatamente anomalie e irregolarità.

Vi è di più: è interessante sottolineare quanto previsto dal comma 3 dell'art. 31 ut Supra:
"La violazione dell'obbligo di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli può essere rilevata, dandone informazione agli automobilisti interessati, anche attraverso i dispositivi, le apparecchiature e i mezzi tecnici per il controllo del traffico e per il rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di circolazione, approvati o omologati ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, attraverso i dispositivi e le apparecchiature per il controllo a distanza dell'accesso nelle zone a traffico limitato, nonché attraverso altri sistemi per la registrazione del transito dei veicoli sulle autostrade o sulle strade sottoposte a pedaggio. La violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o analoghi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in momenti successivi, lo svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché' i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione (...)".
In altri termini, la verifica dell'obbligo RC auto può avvenire anche attraverso la lettura della scheda da parte di Tutor, autovelox, telecamere ZTL etc.

Alla luce del comma 3, appena citato, è importantissimo riportare un frammento del commento al Decreto Liberalizzazioni da parte dell'ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici: fondata nel 1944, l'ANIA rappresenta le imprese di assicurazione operanti in Italia, studiando e collaborando alla risoluzione di problemi di ordine tecnico, economico, finanziario, amministrativo, fiscale, sociale, giuridico e legislativo, riguardanti l'industria assicurativa). ANIA ribadisce con concretezza quanto già affermato nello stesso comma: "Per attuare questa disposizione è prevista l'emanazione di un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, sentito l'ISVAP e, per i profili di tutela della "privacy", il Garante per la protezione dei dati personali".
Di certo, in questa digitalizzazione dell'RC auto, la privacy dei consumatori non può essere trascurata, ma deve esser ben gestita dagli addetti ai lavori.
Difatti, le compagnie assicurative devono prestare attenzione ai dati del consumatore - sottoscrittore della polizza - da inserire nel contrassegno; essi devono essere registrati e successivamente elaborati secondo i principi di pertinenza e non eccedenza (cfr. Art. 11 lettera d), Codice Privacy). Ad oggi, nel tagliandino cartaceo, compaiono solo targa, data di scadenza e compagnia assicurativa, pertanto i dati raccolti o detenuti nel contrassegno elettronico non necessari al perseguimento della finalità dichiarata dal titolare del trattamento, costituendo informazioni eccedenti, vanno eliminati o criptati; un esempio di eccedenza potrebbero essere gli eventuali dati sensibili del consumatore capaci di riferire eventuali handicap. Problematica, questa, che diventa concreta quando i dati a seguito d'infrazioni rilevate da Tutor, autovelox, varchi ZTL, possono esser lette dagli organi accertatori di competenza.

Altra problematica legata alla privacy è la memorizzazione, gestione e conservazione di questi dati in banche dati cioè "qualsiasi complesso organizzato di dati personali, ripartito in una o più unità dislocate in uno o più siti" - definizione data dall'art. 4 comma 2 lett. P) del Codice Privacy - gestite dalle compagnie assicurative. Difatti, l'art. 33 del Codice Privacy stabilisce che i soggetti titolari del trattamento devono adottare delle misure minime di sicurezza sulla base di alcuni rischi dai quali è necessario proteggersi. I rischi principali sono: perdita o distruzione anche accidentali, l'accesso non autorizzato e il trattamento non consentito o non conforme. Nello specifico quello che riguarda da vicino l'assicurato è proprio l'eventuale accesso non autorizzato ai dati ed infatti, secondo l'art. 34 del Codice, il trattamento di dati personali effettuati con strumenti elettronici è ammesso solo se sono adottate misure di sicurezza idonee a garantire e verificare l'identità del soggetto incaricato, per esempio, un codice associato ad una parola chiave riservata oppure un dispositivo come una smart card.

Ulteriore aspetto problematico riguardante il profilo privacy, è la possibilità di verifica dell'obbligo RC auto attraverso l'uso di autovelox, telecamere ZTL, Tutor. Difatti, mentre nel caso di autovelox e varchi ZTL il controllo sarà possibile solo in caso di violazione del codice della strada, con riguardo invece al sistema Tutor il controllo, registrando il passaggio di tutti i mezzi - anche se non viene commessa violazione - è inevitabile, permettendo così anche una forma di localizzazione in tempo reale dei soggetti interessati. Localizzazione che, nel caso di auto aziendali, può portare alla violazione dell'art. 4 comma 2, della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), attraverso un controllo a distanza del lavoratore da parte del suo datore di lavoro.

L'iter verso la dematerializzazione del tagliando assicurativo cartaceo ha come data ultima il 2014. L'augurio è che vengano emanate norme chiare e dettagliate di concerto sia con l'operatività di tale strumento sia con il diritto alla riservatezza del consumatore. Nel nuovo Decreto Sviluppo approvato il 4 ottobre 2012, tra le altre cose, sono contenute delle importanti novità legate al fenomeno delle frodi assicurative: la creazione dell' IVASS (nuovo istituto di vigilanza che sostituisce l'ISVAP) e Archivio informatico integrato (sarà connesso alle banche dati dei più importanti istituti del settore assicurativo e automobilistico, tra cui ad esempio la Banca Dati Sinistri, la Banca Dati degli Attestati di Rischio, il PRA e la CONSAP). A questo punto non ci resta che attendere i concreti sviluppi pratici.

Dott. Luigi Rufo
www.consulenteconservazionesostitutiva.it
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34 Commenti alla Notizia Contrassegno elettronico, l'assicurazione digitale
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  • Non bastava obbligare le compagnie assicurative a comunicare al PRA il periodo di assicurazione di ogni veicolo, collegandolo alla targa?
    Oggi se ti fermano controllano solo che la polizza non sia scaduta;
    che importa chi sia il contraente della polizza?

    L'importante è che il veicolo sia assicurato.
    In caso di controllo, dalla targa scoprono in un colpo solo se il veicolo è assicurato, se è rubato, ecc. ecc.
    E per i controlli a distanza tipo tutor e simili, basta il riconoscimento automatico della targa.
    La targa è già la CHIAVE di accesso a tutti i dati del veicolo!

    A che servono chip, rfid onde radio, ecc. ??
    A far salire ancora il prezzo delle polizze forse?
    non+autenticato
  • Uhh se fanno le multe leggendo l'RFID a distanza già vedo il proliferare di radio jammer...
    iRoby
    9388
  • Hai voglia di che potenza deve avere il varco per leggere in autostrada un rfid (tra l'altro di un'auto che viagga anche a velocità sostenute). Sarei più preoccupato dell'irraggiamento che dei dati personali.
    Immagino sia più uno strumento in radiofrequenza attivo (tipo telepass). Il jammer credo non risolva alcun problema. Ti leggo la targa e controllo che l'assicurazione sia coerente. Se non leggo l'assicurazione ti fermo o ti faccio la multa, che sia colpa di un jamming o dell'assenza dell'apparecchio .

    Piuttosto immagino quelli che cercheranno di manipolare i dati del lettore (ma poi verrebbero sgamati con i controlli sugli archivi delle assicurazioni)
    non+autenticato
  • No più che altro per i motociclisti che sono quelli un po' più taglieggiati dai Velox. Dato che le moto oltre i 100cv e con tanta coppia se ti distrai un attimo ti portano in meno di 2 secondi quei 10-20km/h oltre i limite dei velox dei centri abitati e delle provinciali con limite dei 70km/h.
    Tenendo conto che molte fanno da 0-100km/h in 2,6-2,9s. E riprendono altrettanto velocemente solo spalancando il gas.

    Se i dati li iniziano a prendere con i velox con le onde radio leggendo il chip del tagliando assicurativo, non varrà nulla la pratica di sporcare o coprire la targa nelle uscite domenicali tra le curve in collina o sui monti.
    iRoby
    9388
  • la pratica di
    > sporcare o coprire la targa n

    O metterla in posizione orizzontale !
  • Sono d'accordo con quanti hanno detto che chi è alla guida di un veicolo debba essere sempre riconoscibile. Nuovi dispositivi elettronici, oltre quelli citati nell'articolo, sono stati ideati per scoraggiare le truffe ai danni delle assicurazioni, che è vero sono le più care d'Europa ma anche le più massacrate. Ti regalano il Viasat con la polizza Furto, con il pretesto che sarà difficile subire il furto e quindi un vantaggio anche per loro, in realtà, sanno sempre dove la vettura si trova e una denuncia di sinistro in una data via non è possibile se l'auto non ci è mai passata. Stesso discorso vale per l'aggeggino che chiama il soccorso con un solo tasto, delle polizze fatte da nota banca.
    non+autenticato
  • ...forse in questo caso ci potrebbe stare.
    Il problema è che sulle strade si è potenziali pericoli per gli altri e statisticamente ci sono più del 20% di veicoli che girano con assicurazione falsa.
    Se capita di fare un incidente con uno di questi, e ci si fa male chi paga?
  • - Scritto da: W.O.P.R.
    > ...forse in questo caso ci potrebbe stare.
    > Il problema è che sulle strade si è potenziali
    > pericoli per gli altri e statisticamente ci sono
    > più del 20% di veicoli che girano con
    > assicurazione falsa.
    >
    > Se capita di fare un incidente con uno di questi,
    > e ci si fa male chi
    > paga?
    Paga comunque l'assicurazione con un fondo che tutti paghiamo proprio per questi casi, anche se il risarcimento non sarà del 100%.
    non+autenticato
  • No?

    e io ve la dico lo stesso!

    per come la vedo io, dietro ad un volante non dovrebbe esistere privacy.
    Abbiamo per le mani un mezzo che, con i nostri riflessi e capacità di giudizio (o la loro mancanza) è, di fatto, un'arma. Quindi una persona alla guida di un'autovettura dovrebbe essere identificabile e rintracciabile in qualsiasi momento e situazione.
    Ovviamente da autorità competenti.
  • - Scritto da: il solito bene informato

    > ...Quindi una
    > persona alla guida di un'autovettura dovrebbe
    > essere identificabile e rintracciabile in
    > qualsiasi momento e
    > situazione.

    esiste per quello la targa!
  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > > ...Quindi una persona alla guida di un'autovettura
    > esiste per quello la targa!

    intendeva dire che la targa identifica il mezzo, non il conducente.
  • - Scritto da: Freedom of choice

    > intendeva dire che la targa identifica il mezzo,
    > non il
    > conducente.

    se è per quello allora il chip rfid identifica l'assicurato, che non necessariamente coincide con il conducente, e a volte manco col proprietario
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    Modificato dall' autore il 17 ottobre 2012 13.44
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  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > se è per quello allora il chip rfid identifica
    > l'assicurato, che non necessariamente coincide
    > con il conducente, e a volte manco col proprietario

    corretto.

    forse l'auto dovrebbe avviarsi solo dopo riconoscimento biometrico, tra gli abilitati a guidare (patentati e autorizzati).
    e questo dato l'auto dovrebbe comunicare alla rete circostante...
    sembra una c@zzata, oppure fantascienza, ma forse non lo è.
  • - Scritto da: Freedom of choice
    > - Scritto da: Fulmy(nato)
    > > se è per quello allora il chip rfid
    > identifica
    > > l'assicurato, che non necessariamente
    > coincide
    > > con il conducente, e a volte manco col
    > proprietario
    >
    > corretto.
    >
    > forse l'auto dovrebbe avviarsi solo dopo
    > riconoscimento biometrico, tra gli abilitati a
    > guidare (patentati e
    > autorizzati).
    > e questo dato l'auto dovrebbe comunicare alla
    > rete
    > circostante...
    > sembra una c@zzata, oppure fantascienza, ma forse
    > non lo è.

    perché volersi inventare per forza inutili complicazioni?


    Gia adesso l'auto si avvia solo usando la chiave, e questo basta a certificare l'autorizzazione ad usare il veicolo.
    Sta al proprietario affidare la chiave, e con essa il veicolo, solo a chi sia effettivamente abilitato a condurre un veicolo a motore.

    Non è un caso che la sola cosa che non lascio mai sulla scrivania è proprio la chiave dell'auto.
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    Modificato dall' autore il 17 ottobre 2012 15.56
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  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > Gia adesso l'auto si avvia solo usando la chiave

    si discuteva (credo) sul fatto di poter identificare con certezza il conducente.
  • - Scritto da: Freedom of choice
    > - Scritto da: Fulmy(nato)
    > > Gia adesso l'auto si avvia solo usando la
    > chiave
    >
    > si discuteva (credo) sul fatto di poter
    > identificare con certezza il
    > conducente.

    OK, allora per poter avere questa certezza mettiamo un sistema che necessita di una connessione permanente al database delle patenti per poter mettere in moto l'auto.

    Ora spiega come risolvi questi problemi (i primi che mi vengono in mente)

    - avviare l'auto in assenza di connessione (no rete, galleria/sotterraneo, auto all'estero...)
    - avviare l'auto da parte di conducente straniero
  • - Scritto da: Fulmy(nato)
    > OK, allora per poter avere questa certezza
    > mettiamo un sistema che necessita di una
    > connessione permanente al database delle patenti
    > per poter mettere in moto l'auto.
    >
    > Ora spiega come risolvi questi problemi (i primi
    > che mi vengono in
    > mente)
    >
    > - avviare l'auto in assenza di connessione (no
    > rete, galleria/sotterraneo, auto
    > all'estero...)
    > - avviare l'auto da parte di conducente straniero


    io farei così:

    quando fai l'esame e prendi la patente (ma anche quando converti quella vecchia in quella nuova) ti viene data una tesserina (smartcard con chip) con tanto di certificati digitali, dati personali cifrati, ecc

    quando compri un'auto nuova (ma anche quando fai equipaggiare un'auto vecchia con il sistema nuovo) su questa viene registrata ed autorizzata la licenza di guida del proprietario (o di quella persona che la guida fuori dal concessionario) inserendo la propria smartcard. magari anche poggiando il ditino sul lettore di impronte (oppure i dati biometrici sono già nella card).

    senza smartcard l'automobile non parte.
    magari senza ditino neanche, così siamo certi che il guidatore è proprio quello, inconfutabilmente.
    così potrebbe essere pure più difficile fartela fregare (ti blocca il motore, si mette a suonare, lancia allarmi, ecc).

    il proprietario (l'utente autorizzato registrato come "amministratore") può aggiungere e revocare i permessi per guidare quell'auto da parte di altre persone, previo inserimento di relativa smartcard personale.
    solo le utenze registrate e valide possono avviare l'auto.

    l'auto comunica, quando passa attraverso un varco, i propri dati (targa, ecc) e quelli del guidatore (id licenza, tagliando assicurazione, ecc), e se dovessero esserci discrepanze e anomalie (anche rispetto alla targa letta otticamente) fa partire una segnalazione al gestore, magari anche alle auto di vigili o pubblica sicurezza dei dintorni (o deputati al controllo di quell'area).

    problema del conducente straniero: prima che questo sistema diventi globale, il proprietario può prevedere di autorizzare un conducente privo di licenza digitale, registrando il solo ditino (contro i furti) o (se vuoi) escludendo qualsiasi tipo di controllo accessi (ma se poi te la fregano... potresti riabilitare il sistema a chiave). chiaramente l'auto comunica al varco che il conducente non si è autenticato, potresti essere più soggetto a controlli tradizionali.

    bello, no?
    dovrei brevettare?
    Sorride
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 ottobre 2012 17.35
    -----------------------------------------------------------
  • si fa che l'assicurazione è personale e non sull'auto e che i dati assicurativi vengono registrati sulla patente che inserisci per fare avviare l'auto.
    In questo modo si ha la coppia auto\guidatore e l'assicurazione aumenta solo per chi li fa gli incidenti, non per chi presta l'auto(questo aiuta particolarmente per i genitori)
    non+autenticato
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