Mauro Vecchio

Obbligo di rettifica, l'eterno ritorno

Nelle modifiche alla vecchia legge sulla stampa, la Commissione Giustizia al Senato prova a riproporre il famigerato comma "ammazza-blog". 48 ore di tempo per la Rete posson bastare

Roma - Modificato, rinviato, ritornato strisciando. Cavalcando l'onda emotiva del caso Sallusti, il famigerato comma ammazza-blog si è ripresentato in un pacchetto di emendamenti discusso alla Commissione Giustizia del Senato, per affrontare nuovamente il delicato tema dell'obbligo di rettifica per quotidiani e periodici online.

Dal DDL sulle intercettazioni (anche noto come Alfano-Bongiorno), alla successiva bozza di riforma presentata dall'attuale ministro della Giustizia Paola Severino, la norma prevista dalla vecchia legge sulla stampa continua a presentarsi come un'ombra sull'informazione ai tempi del digitale. Nelle modifiche alla legge n. 47 dell'8 febbraio 1948 - nonché al codice penale in materia di diffamazione - i relatori del Senato vorrebbero aggiornare l'articolo 8, sulle risposte e rettifiche in ambito giornalistico.

"Per i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate non oltre due giorni dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia a cui si riferiscono. Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle azioni contestate".
"48 ore per procedere alla rettifica a pena di una sanzione pecuniaria a quattro zeri per i gestori di tutti i siti informatici - ha spiegato l'esperto avvocato Guido Scorza sulle pagine digitali de Il Fatto Quotidiano - È tri-partisan l'ostinata volontà di imbavagliare la Rete o, almeno, l'ignoranza dell'impatto che il provvedimento avrà sull'informazione online: Caliendo, Mugnai e Mantovani i senatori firmatari di emendamenti in tal senso per il PdL, Casson e Maritati per il PD e Mura e Mazzatorta per la Lega". A quanto pare, questa regolamentazione è a tutti gli effetti una priorità parlamentare.

Mauro Vecchio
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32 Commenti alla Notizia Obbligo di rettifica, l'eterno ritorno
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  • - Scritto da: no policy

    > > non posso dire chi c'era e che cosa
    > > facevano.
    > Magari leggendosi i verbali della procura di
    > Palermo qualcosina al proposito si può anche
    > dire.

    La Procura di Palermo non è il Vangelo. Passano tante informazioni inesatte o non verificate anche da lì. E se ci pensi, i processi come istituzione sono nati per questo: mettere al confronto in diretta accusatori, testimoni e imputati.
    Gli atti raccoolti dalla polizia o dalla procura perciò sono sempre da maneggiare con cura, da parte dei giornalisti. Non sono la sentenza di un tribunale. Sono atti raccolti in fase istruttoria, con tutti i loro pregi e i loro difetti.


    > L'articolo faceva luce sul patto elettorale che
    > nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la
    > neonata Forza Italia, che di lì a poco avrebbe
    > vinto le elezioni, in cambio di trattamenti
    > legislativi di favore. Interlocutore della mafia
    > era proprio Marcello Dell'Utri. Travaglio ha
    > riportato dichiarazioni poi confluite in atti
    > giudiziari, tecnicamente fonti
    > ufficiali.

    No, ripeto, sono fonti ufficiali, ma non sono affatto la verità processuale. In tutti i processi si finisce a parlare anche di persone che con l'accusa non c'entrano nulla: amici o parenti degli imputati, persone che erano lì per ragioni di lavoro, o anche per caso. Non si può pretendere che il diritto di cronaca permetta di nominarle tutte una per una con nome e cognome.


    > In merito a
    > quella riunione Travaglio ha riportato uno dei
    > tanti brani contenuti nei verbali della procura
    > di Palermo, scrivendo che "in quella occasione,
    > come in altre, presso lo studio dell'avv.
    > Taormina era presente anche l'onorevole
    > Previti".

    Ed è stato querelato da Previti, e ha perso la causa.Deluso
    Travaglio, come giornalista professionista, non può ignorare le regole della diffamazione a mezzo stampa. Le conosceva bene, ma le ha violate scientemente.


    > > E nemmeno Travaglio lo è, anche se sono
    > > sicuro che gli sarebbe piaciuto.

    > Non credo Travaglio avrebbe particolarmente
    > gradito di stare in compagnia di un avvocato che
    > cercava di corrompere un testimone affinché
    > rendesse falsa testimonianza a favore di
    > Dell'Utri.
    > IMHO.

    Il gusto di poter raccontare i retroscena di trattative, o presunte tali, è troppo forte in lui, e nei molti giustizialisti come lui. Andrebbero all'inferno, se potessero assistere a qualche conversazione da pubblicare.



    > > Un esempio banale: se un indiziato di reato
    > > famoso usa come alibi il fatto che a
    > quell'ora
    > > era a casa dell'amante, e ovviamente fornisce
    > > nome cognome e indirizzo, non per questo i
    > dati
    > > dell'amante possono essere pubblicati sull'
    > > Espresso .

    > Mah, se il fedifrago in questione è pure un
    > politico che fa dei valori tradizionali e
    > cattolici della famiglia il suo cavallo di
    > battaglia per infinocchiare una fetta consistente
    > del suo elettorato e magari 'sto personaggio è
    > pure pernicioso per lo Stato, l'occasione va
    > certo colta al volo!
    >Indiavolato

    D'accordo, l'eccezione c'è sempre. Imbarazzato
    Di base, fatti privati contenuti in atti giudiziari, se non hanno rilevanza penale o di pubblico interesse, devono rimanere privati.



    > > I giudici nel valutare se un'accusa contro un
    > > personaggio pubblico va considerata
    > diffamazione
    > > prendono in considerazione proprio questo:
    > se
    > la
    > > notizia divulgata ha rilevanza per il
    > diritto
    > di
    > > critica e di cronaca nei confronti della vita
    > > politica, che è requisito fondamentale della
    > > libera stampa.

    > Ti pare che una simile vicenda non avesse
    > rilevanza nei confronti della vita politica
    > italiana? Prenditi qualche minuto quando puoi e
    > leggiti con attenzione l'articolo in
    > questione.

    No, nulla ha rilevanza pubblica in assoluto . Si valuta caso per caso. Non ha rilevanza pubblica quante volte Cesare Previti va a pisciare, anche se la circostanza è contenuta in un verbale di polizia o in un verbale di pulizia dei gabinetti di Montecitorio. A bocca aperta
    I giudici hanno valutato che quell'informazione, riportata in quella maniera, non aveva rilevanza pubblica. Tra l'altro Cesare Previti di professione era avvocato, e la presenza nello studio di un collega non è una circostanza anomala, in sé.



    > Cmq sembra che l'inghippo nel caso specifico sia
    > stato causato dall'estrema sintesi rispetto alla
    > gran mole di materiale
    > consultato.

    Impari a leggere meglio gli atti e a fare una sintesi migliore. È paghato per quello.
    Per la verità, alla trasmissione Satyricon Travaglio, tra frizzi e lazzi, ha detto che era vittima di un avvocato difensore poco capace, e quasi si pavoneggiava, per questa condanna.



    > > > Sai quante glie ne hanno mosse...
    > >
    > > Lo so, lo so. Sorride
    > >
    > >
    > http://www.ilfazioso.com/repubblica-testa-alla-cla
    > >
    > > Credo che nella classifica italiana, come
    > numero
    > > di condanne per diffamazione Travaglio sia
    > > secondo solo a Vittorio
    > > Sgarbi.

    > Il numero di condanne penali definitive di Marco
    > Travaglio per diffamazione è pari a zero.

    Non faccio distinzione fra civili e penali. È la persona offesa dall'articolo a decidere se percorrere una o l'altra via, non certo il giornalista. Poi magari controllo se ce n'è qualcuna penale, ammesso che il dato sia disponibile.
    non+autenticato
  • Allora...vediamo se ho capito bene.... i politici non hanno tempo per discutere le leggi popolari e la proposta di referendum propositivo senza quorum presentata da Perduca che da anni giace nel cassetto... ma hanno tempo per riproporre leggi liberticide contro la liberta' di stampa e di informazione... in pratica arbitrariamente un politico oggetto di un articolo riguardante le indagini per corruzione in corso su di lui... chiama la testata "ordina" (in stile Chaveziano) che l'articolo venga rimosso o rettificato presupponendo una "presunta diffamazione" senza passare per un magistrato... ed il giornalista deve obbedire entro 48 ore...
    Giusto? Beh mi sembra la legge perfetta per il Venezuela di Chavez...anzicche' imprigionare i blogger dissidenti potrebbe adottare pari pari la legge italiana... e poi quando immancabilmente pioveranno le critiche internazionali...potrebbe sembre difendersi dicendo:
    "Ma quale legge antidemocratica e liberticida...l'ho copiata pari pari dall'Italia che tra le altre cose l'ha fatta di recente per rafforzare una legge del 1947 che prevede nel loro paese il reato di stampa clandestina!!!"
    Sarebbe senz'altro divertente...anzi se dovesse passare questa legge...oltre a farla conoscere al mondo intero tramite blog una interessante forma di protesta sarebbe farla rimbalzare in particolar modo sui blog venezuelani... sono sicuro che Chavez e' molto interessato a questo tipo di leggi... poi le analogie non mancano una delle cose che la stampa internazionale mette in risalto e' che Chavez e' al suo quarto mandato...sapete mica a quale numero di mandati sono i politici italici?
    Il 28 ottobre ci sono le elezioni in Sicilia ecco perche' la partitocrazia classica(PD-PDL-UDC-LEGA) si stanno impegnando a riproporre la censura.... Auguri al movimento 5 stelle di vero cuore... che possano superare abbondantemente il 50% contro le piu' ottimistiche previsioni!!
    non+autenticato
  • subito i politici si sono messi al lavoro. Ma OVVIAMENTE sulla roba sbagliata.
    Di prendere in considerazione cosa/come e' passibile di qualifica di "diffamazione, ingiuria, calunnia, onore" ovviamente NON se ne parla.

    Quindi i vari Angelucci (il milionario editore di Libero) potranno tranquillamente continuare a querelare per 20 MILIONI di euro le varie Brioschi (presidente di wikimedia italia) per una riga su wikipedia, senza colpo ferire... o quando il pluricondannato Previti, a sprezzo del ridicolo, querela (e vince! magia!) Travaglio per alcuni accostamenti alla mafia... bene cosi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > Di prendere in considerazione cosa/come e'
    > passibile di qualifica di "diffamazione,
    > ingiuria, calunnia, onore" ovviamente NON se ne
    > parla.

    Vabbè, bubba, sono cose definite almeno da 81 anni, da che è in vigore l'attuale codice penale. Sono andato a leggermi per curiosità il testo di alcuni codici penali stranieri in materia di diffamazione, tutti colpiscono lo stesso tipo di affermazioni, la differenza è piuttosto nelle sfumature. E quasi tutti (una importante eccezione è la Gran Bretagna) precedono il carcere per i rei.


    > o
    > quando il pluricondannato Previti, a sprezzo del
    > ridicolo, querela (e vince! magia!) Travaglio per
    > alcuni accostamenti alla mafia... bene
    > cosi.

    Non so se stiamo parlando dello steso caso, Previti ha uno storia giudiziaria molto complicata, ma ricordo che accusare una persona incensurata di aver rapporti con la mafia è reato sempre. Previti è stato in effetti condannato, ma diversi anni dopo che quell'articolo è stato scritto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Non so se stiamo parlando dello steso caso,
    > Previti ha uno storia giudiziaria molto
    > complicata, ma ricordo che accusare una persona
    > incensurata di aver rapporti con la mafia è reato
    > sempre.
    Previti era presente in quell'ufficio? Sì o no? Sì. E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri loschi figuri presenti nello stesso ufficio ciò gettava un'ombra di discredito sull'attore della denuncia. Frequenti brutta gente durante i loro colloqui di malaffare? La colpa è del giornalista che lo riferisce. Deluso

    > Previti è stato in effetti condannato, ma
    > diversi anni dopo che quell'articolo è stato
    > scritto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: no policy

    > - Scritto da: Leguleio
    > > Non so se stiamo parlando dello steso caso,
    > > Previti ha uno storia giudiziaria molto
    > > complicata, ma ricordo che accusare una
    > persona
    > > incensurata di aver rapporti con la mafia è
    > reato
    > > sempre.

    > Previti era presente in quell'ufficio? Sì o no?
    > Sì.

    Non lo so se Previti era in quell'ufficio. Io no di sicuro. Ficoso
    So che il compito del giornalista non è prendere nota di ogni spostamento delle persone che stanno antipatiche, e poi scriverlo sul giornale. Se davvero crede che la cosa abbia rilevanza penale, vada dal pubblico ministero. Diversamente, il rischio di una querela per diffamazione è più che mai concreto.

    > E Travaglio lo ha scritto. Ma visti gli altri
    > loschi figuri presenti nello stesso ufficio ciò
    > gettava un'ombra di discredito sull'attore della
    > denuncia. Frequenti brutta gente durante i loro
    > colloqui di malaffare? La colpa è del giornalista
    > che lo riferisce.

    Non è compito del giornalista stabilire se frequentare un certo tipo di persona sia da considerare concorso esterno in associazione mafiosa (tolto che questo reato è un mostro giuridico, e prima o poi verrà dichiarato in contrasto con la Convenzione dei diritti dell'uomo: ogni siciliano o calabrese potrebbe essere accusato). È compito di un tribunale.

    Come non è compito di un giornalista giudicare il colore dei calzini di un giudice, e farne un servizio per la tv. Claudio Brachino per questo è stato sospeso, ma non dai giudici: dai suoi colleghi giornalisti. Segno che il fatto è riprovevole anche solo dal lato della deontologia professionale.
    non+autenticato
  • Per difendere la "libertá d'espressione" di nosferatu sallusti (finanziata con le mie tasse e capitali dell'amico basso di putin e lukashenko) si gonfi
    ano di burocrazia e intimidazioni i piccoli blog di centinaia di migliaia di italiani.

    Io dico solo una cosa.. internet é una pentola a pressione aperta dove tutto sommato il popolino bue si sfoga.. se mettono il coperchio si scatenerá l'inferno..a lorsignori tuttosommato converrebbe lasciare tutto com'é
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gennarino B

    > Per difendere la "libertá d'espressione" di
    > nosferatu sallusti (finanziata con le mie tasse e
    > capitali dell'amico basso di putin e lukashenko)
    > si
    > gonfi
    > ano di burocrazia e intimidazioni i piccoli blog
    > di centinaia di migliaia di
    > italiani.

    Personalmente non credo sia un piacere fatto ad Alessandro Sallusti, non diamogli quest'importanza: ultimamente contava molto poco nella politica nazionale (sia come opinionista in generale, sia come direttore del Giornale ). Quella parte dell'articolo del codice penale che prevede il carcere dà fastidio a moltissimi giornalisti, diciamo praticamente tutti. Me ne sono accorto quando il suo caso è stato reso pubblico, i cori contro quella decisione sono stati unanimi, anche da parte di chi era su posizioni opposte a Sallusti, e non era mai stato sfiorato da querele per diffamazione.


    > Io dico solo una cosa.. internet é una pentola a
    > pressione aperta dove tutto sommato il popolino
    > bue si sfoga.. se mettono il coperchio si
    > scatenerá l'inferno..a lorsignori
    > tuttosommato converrebbe lasciare tutto
    > com'é

    Hai detto un'amara verità: la gente si sfoga, anche se non lo ammette. Quante ne ho lette, solo limitandomi a Punto Informatico...

    E no, non si scatena nessun inferno. Altrimenti bisognerebbe ipotizzare che prima della diffusione capillare di internet in Europa, cioè dal 1994, c'erano focolai di rivolta in ogni angolo d'Italia.
    non+autenticato
  • già ma su quale giurisdizione?
    il mio dominio è registrato in india il mio hosting è in malesia io sono italiano ma residente a dublino.

    dunque?
    non+autenticato
  • - Scritto da: solo K
    > già ma su quale giurisdizione?
    > il mio dominio è registrato in india il mio
    > hosting è in malesia io sono italiano ma
    > residente a
    > dublino.
    >
    > dunque?


    A me fa ridere la specifica sulla stessa visibilita' e sullo stesso carattere tipografico.
    Facevano prima a dire "Noi di web non ci capiamo niente, siamo fermi al secolo scorso o a due secoli fa, abbiate pazienza."

    Come se un server potesse decidere della visibilita' e del carattere tipografico di qualsivoglia notizia.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: solo K
    > > già ma su quale giurisdizione?
    > > il mio dominio è registrato in india il mio
    > > hosting è in malesia io sono italiano ma
    > > residente a
    > > dublino.
    > >
    > > dunque?
    >
    >
    > A me fa ridere la specifica sulla stessa
    > visibilita' e sullo stesso carattere
    > tipografico.
    > Facevano prima a dire "Noi di web non ci capiamo
    > niente, siamo fermi al secolo scorso o a due
    > secoli fa, abbiate
    > pazienza."
    >
    > Come se un server potesse decidere della
    > visibilita' e del carattere tipografico di
    > qualsivoglia
    > notizia.

    non è il server che decide la qualità tipografica ma il formato HTML della pagina web.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: solo K
    > > > già ma su quale giurisdizione?
    > > > il mio dominio è registrato in india il
    > mio
    > > > hosting è in malesia io sono italiano ma
    > > > residente a
    > > > dublino.
    > > >
    > > > dunque?
    > >
    > >
    > > A me fa ridere la specifica sulla stessa
    > > visibilita' e sullo stesso carattere
    > > tipografico.
    > > Facevano prima a dire "Noi di web non ci
    > capiamo
    > > niente, siamo fermi al secolo scorso o a due
    > > secoli fa, abbiate
    > > pazienza."
    > >
    > > Come se un server potesse decidere della
    > > visibilita' e del carattere tipografico di
    > > qualsivoglia
    > > notizia.
    >
    > non è il server che decide la qualità tipografica
    > ma il formato HTML della pagina
    > web.

    Formato che IO posso impostare mediante il MIO foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i MIEI aggregatori che nessun server o nessun formato html possono sovrascrivere.
  • > Formato che IO posso impostare mediante il MIO
    > foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i MIEI
    > aggregatori che nessun server o nessun formato
    > html possono
    > sovrascrivere.

    però quello riguarda solo te e i tuoi dispositivi.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Formato che IO posso impostare mediante il
    > MIO
    > > foglio di stile e mediante i MIEI filtri e i
    > MIEI
    > > aggregatori che nessun server o nessun
    > formato
    > > html possono
    > > sovrascrivere.
    >
    > però quello riguarda solo te e i tuoi dispositivi.

    Riguarda i dispositivi di chiunque.
    La legge cosi' come e' scritta e' inapplicabile.
    Niente e nessuno all'infuori di me puo' determinare la visibilita' e il carattere tipografico che qualsivoglia informazione assume sul mio schermo.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: shevathas
    > > > Formato che IO posso impostare mediante
    > il
    > > MIO
    > > > foglio di stile e mediante i MIEI
    > filtri e
    > i
    > > MIEI
    > > > aggregatori che nessun server o nessun
    > > formato
    > > > html possono
    > > > sovrascrivere.
    > >
    > > però quello riguarda solo te e i tuoi
    > dispositivi.
    >
    > Riguarda i dispositivi di chiunque.
    > La legge cosi' come e' scritta e' inapplicabile.
    > Niente e nessuno all'infuori di me puo'
    > determinare la visibilita' e il carattere
    > tipografico che qualsivoglia informazione assume
    > sul mio
    > schermo.
    la norma di legge si riferisce a come l'informazione debba essere pubblicata dall'estensore, poi come uno la vede sono fatti suoi, in pratica la smentita deve essere pubblicata nello stesso formato in cui è stata pubblicata la notizia, se sul tuo schermo la notizia appariva piccola apparirà piccola anche la snmentita.
    non+autenticato
  • se tu pubblichi la notizia in arial 12, dovrai pubblicare la smentita nello stesso modo, ma è inutile cavillare sui tecnicismi, comunque questa legge fa schifo e non vedo l'ora di andare a votare per cercare di liberare il parlamento da quel pattume di partiti (destra-centro-sinistra).
    non+autenticato
  • É inutile, secondo me, soffermarsi su inutili tecnicismi. La regola del buon senso suggerirebbe che, se mi viene segnalata la presenza di un'informazione sbagliata su di un sito, un blog o anche un archivio giornalistico, dovrei inserire un aggiornamento all'interno della stessa pagina sull'argomento trattato, in stile wikipedia. In questa maniera la ricerca dell'informazione sarà sempre coerente, ricostruirá il percorso della vicenda narrata e avrà la stessa visibilità dell'articolo contestato
    non+autenticato
  • E' così difficile capire cosa significa "stessa visibilità e stesso carattere"? I politici capiranno poco di web, ma qui c'è qualcuno che capisce meno di loro:)
  • - Scritto da: antiscrocconi
    > E' così difficile capire cosa significa "stessa
    > visibilità e stesso carattere"? I politici
    > capiranno poco di web, ma qui c'è qualcuno che
    > capisce meno di
    > loro:)

    E' difficile si'.
    La visibilita' e' data dal ranking che non dipende certo dal server che produce la notizia.
    Il carattere e' dato dal client.
    Io oggi potrei usare l'Helvetica 14 e domani mettere il Libertine 32.
    Se quando esce la rettifica, il mio client e' impostato con lo Small Font 6, voglio un po' vedere chi dice qualcosa.