Mauro Vecchio

LulzSec, la confessione del cracker

Raynaldo Rivera ammette di aver bucato i database di Sony Pictures. Rischia fino a 5 anni di carcere e una multa da 250mila dollari

Roma - Era finito in manette alla fine dello scorso agosto, arrestato dagli agenti federali e trascinato al cospetto del grand jury nella contea di Los Angeles. Il giovane hacker Raynaldo Rivera ha ora confessato il suo coinvolgimento nell'imponente offensiva cibernetica architettata dal collettivo LulzSec contro le infrastrutture informatiche di Sony Pictures Entertainment.

Con i nickname neuron, royal e wildciv, Rivera ha sfruttato un servizio proxy per camuffare il suo indirizzo IP lanciando un'offensiva SQL Injection per compromettere la sicurezza dei database gestiti dal gigante cinematografico. I membri di LulzSec erano così riusciti a trafugare le informazioni personali di migliaia di account, provocando danni stimati in più di 600mila dollari.

La confessione di Rivera è stata dunque depositata presso una corte federale della metropoli californiana, assicurando il pagamento dei danni alle vittime del cyberattacco. Avendo collaborato con la giustizia statunitense, la sua pena potrebbe scendere ad un massimo di 5 anni di carcere, con una sanzione pecuniaria di almeno 250mila dollari. La sentenza è attesa per la metà del prossimo marzo. (M.V.)
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