Roma - Un vera e propria azione di boicottaggio nei confronti di una decisione politica ritenuta dannosa per Internet: è la risposta di Google alla proposta di legge francese che vorrebbe obbligare i motori di ricerca a pagare per i contenuti pubblicati. Se il governo e il parlamento francese intendono approvare un simile provvedimento, Mountain View
minaccia di eliminare i siti francesi di notizie dai propri risultati di ricerca.
"Il web ha portato a un'esplosione dei contenuti creativi realizzati sia da giornalisti professionisti sia da persone comuni", si legge nella
nota ufficiale diramata da BigG, che prosegue: "Per questo motivo, non è un segreto il fatto che riteniamo leggi come quelle proposte in Francia e Germania dannose per Internet. Lo abbiamo detto pubblicamente per tre anni".
Mountain View ha chiarito la propria posizione in un
documento ufficiale intitolato "Gli effetti nefasti di un progetto di legge volto a vietare il
référencement non pagato ad articoli della stampa francese", nel quale si cita la
richiesta al governo e al parlamento francese da parte delle associazioni degli editori della stampa francese (SPQN, IPG, SEPM) per l'istituzione di
diritti connessi la cui funzione sarebbe quella di
far pagare a ogni motore di ricerca per ciascuna indicizzazione di contenuti provenienti dalla stampa francese. In realtà - sostiene Google - lo scopo di una simile domanda è la volontà di vietare link e riferimenti inseriti senza nessun previo compenso, una disposizione che, se implementata nell'ordinamento francese, avrebbe ripercussioni molto negative per il motore di ricerca.
Un simile
provvedimento, a parere di Mountain View, danneggerebbe gli utenti francesi e la promozione dei contenuti in lingua francese, che, diventando vincolati, sarebbero di gran lunga svantaggiati rispetto, ad esempio, ai siti anglosassoni non soggetti ad alcun tipo di obbligo monetario. Inoltre, sostiene Google, la proposta di legge solleva una serie di problematiche giuridiche, in particolare per quel che concerne il suo campo di applicazione: perché escludere portali e blog? Non è questa una scelta che ignora il principio di uguaglianza?
Il provvedimento ha ottenuto il
sostegno del ministro della Cultura Aurelie Filippetti e dei principali quotidiani francesi. Filippetti ha
spiegato di fronte alla commissione parlamentare di voler procedere con lo sviluppo della proposta, dicendosi particolarmente
contrariata per l'atteggiamento assunto da Mountain View, passato alle "minacce" nei confronti di un governo democraticamente eletto.
Chiarite le due posizioni, non resta che attendere gli eventuali sviluppi della vicenda nelle sedi europee competenti.
Cristina Sciannamblo