Mauro Vecchio

Paesi Bassi, pirata l'ISP che non rema contro i pirati

Un giudice de L'Aia condanna il provider XS Networks a pagare per i contenuti illeciti condivisi sul sito SumoTorrent. L'organizzazione anti-pirateria non aveva ottenuto il blocco della piattaforma

Roma - Come nel gioco del gatto col topo, l'agguerrito gruppo anti-pirateria BREIN ha da tempo aperto la caccia ai responsabili di SumoTorrent, una delle tante piattaforme della condivisione dei contenuti. Inizialmente ospitato nei Paesi Bassi, il dominio del sito è scappato prima in Canada e poi in Ucraina, per sfuggire all'area giurisdizionale dell'organizzazione olandese.

Una corte de L'Aia ha ora emesso una significativa sentenza in favore di BREIN, che si era scagliata contro il provider locale XS Networks, accusato di non aver abbattuto il dominio SumoTorrent e soprattutto di non aver consegnato tutte quelle informazioni personali utili all'identificazione degli admin della piattaforma del torrentismo. I responsabili di XS Networks avevano invocato l'intervento di un giudice per il blocco coatto del sito.

Trasferitosi in Ucraina, il dominio SumoTorrent rischia di trasformarsi in un incubo per l'ISP olandese. Un giudice de L'Aia ha infatti stabilito che XS Networks è responsabile della fuga del dominio, essendo chiaramente a conoscenza delle sue attività di violazione del copyright. Il provider avrebbe dovuto abbattere lo spazio cibernetico su richiesta dell'organizzazione anti-pirateria.
A parte le classiche spese legali, XS Networks dovrà - e qui in molti sono caduti dalla sedia - pagare per tutti i contenuti condivisi illegalmente da SumoTorrent. Il giudice olandese ha inoltre paventato una multa da 10mila euro per ciascun giorno passato senza aver consegnato le informazioni personali richieste da BREIN. In sostanza, un fornitore di connettività potrebbe risultare responsabile (in maniera diretta) delle attività illecite su un sito ospitato.

Mauro Vecchio
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