Cristina Sciannamblo

Australia, Google condannato per associazione diffamatoria

Una sentenza della Corte Suprema di Victoria ha dichiarato BigG colpevole per aver affiancato al nome di un cittadino dei contenuti diffamatori. Secondo i giudici, il motore di ricerca è paragonabile ad un editore

Roma - Una nuova grana legale per Google a causa delle associazioni problematiche operate dai suoi risultati di ricerca. Mountain View è stata dichiarata colpevole dalla giustizia australiana per aver arrecato un danno alla reputazione di Milorad Trkulja, emigrato dalla Jugoslavia in Australia negli anni Settanta.

Secondo la versione dell'accusa accolta dai giudici della Corte Suprema dello stato di Victoria, BigG si sarebbe resa responsabile di un'azione di diffamazione associando le foto di Milorad Trkulja a quelle di un famigerato malavitoso locale, Tony Mokbel, oltre ad aver collegato il nome dello stesso Trkulja a un caso non risolto di omicidio.

La controversia, inizialmente affrontata per vie informali, avrebbe preso una piega giudiziaria quando Mountain View si è rifiutata nel 2009 di accogliere la richiesta di eliminare i contenuti diffamatori. Secondo i legali dell'azienda, infatti, il motore di ricerca non avrebbe ricoperto alcuna scelta arbitraria non essendo l'editore dei contenuti coinvolti. Google, dunque, ha utilizzato la strategia difensiva della "disseminazione innocente", sostenendo che il search ha unicamente indicizzato le fonti senza sapere che si trattasse di materiale diffamatorio.
Argomentazioni che non sono bastate a convincere la giuria, certa del fatto che Mountain View avrebbe potuto risolvere la questione accogliendo la richiesta dei legali di Trkulja. Il motore di ricerca, infatti, non è stato condannato per la pubblicazione delle immagini in sé, quanto per non averle rimosse una volta ricevuta la segnalazione.

Il caso australiano, dunque, assume una rilevanza singolare rispetto alle precedenti condanne subite da BigG in materia di diffamazione, dal momento che, come sottolineano alcune interpretazioni giuridiche, in questo frangente il motore di ricerca è stato considerato non come mero aggregatore, bensì alla stregua di un editore in grado di discernere tra i contenuti trattati.

Cristina Sciannamblo
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12 Commenti alla Notizia Australia, Google condannato per associazione diffamatoria
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  • Faro' in modo che i motori di ricerca indicizzino contenuti diffamatori col mio nome per poi fare causa.
    non+autenticato
  • - "Mr Trkulja had previously won a lawsuit against Yahoo after its Yahoo7 news service had also linked to a defamatory content on the Melbourne Crime site.

    Yahoo's lawyers acknowledged that this amounted to "publishing" the content and was subsequently ordered to pay more than A$241,000 ($250,000; £155,000) in damages."
    - (..)"What happened was that if a person searched his name on Yahoo!, the results contained links to an article that linked him to the Melbourne underworld. "

    visto che una volta gli e' andata bene, ha continuato a mungere. Quella di yahoo aveva pare _leggermente_ piu senso. E quindi perche non spingersi oltre?

    "Divertente" l'arrampicamento di specchi del Trukla (e del giudice) per cercare comunque una condanna, nonostante:
    (..) The jury found the search engine was not liable for the search results themselves, as Mr Trkulja had incorrectly filled out a form for reporting offensive material by not including the URL of the content to which he objected.

    The website that hosted the image has since been taken down and the images or the article are no longer indexed by Google's search engine.


    Dopo i patent troll, abbiamo anche i searchengine troll...
    non+autenticato
  • "Il caso australiano, dunque, assume una rilevanza singolare rispetto alle precedenti condanne subite da BigG in materia di diffamazione, dal momento che, come sottolineano alcune interpretazioni giuridiche, in questo frangente il motore di ricerca è stato considerato non come mero aggregatore, bensì alla stregua di un editore in grado di discernere tra i contenuti trattati."

    Ma cosa si sono fumati questi giudici!! Il "motore" di Google come gli altri motori di ricerca sono sistemi automatizzati che scansionano il web indicizzano i siti in base a vari parametri..ecc.
    I motori di ricerca non sono editori, lo vogliono capire questi dinosauri. Non sono responsabili dei contenuti dei siti (al limiti posso mettere de filtri, come quello dei contenuti per adulti ma liberamente disattivabili) Indicizzano e basta. Anche il sistema di suggerimenti e automatico e funziona in base alle statistiche sulle ricerche degli utenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: becker


    > Ma cosa si sono fumati questi giudici!! Il
    > "motore" di Google come gli altri motori di
    > ricerca sono sistemi automatizzati che
    > scansionano il web indicizzano i siti in base a
    > vari parametri..ecc.
    >
    > I motori di ricerca non sono editori, lo vogliono
    > capire questi dinosauri. Non sono responsabili
    > dei contenuti dei siti (al limiti posso mettere
    > de filtri, come quello dei contenuti per adulti
    > ma liberamente disattivabili) Indicizzano e
    > basta. Anche il sistema di suggerimenti e
    > automatico e funziona in base alle statistiche
    > sulle ricerche degli
    > utenti.

    Non ti so dire esattamente, non conoscendo a fondo il caso; ma ammetterai che se Google indicizza i crimini commessi da una persona non omonima solo digitando il nome e cognome di un cittadino incensurato, c'è qualcosa che non va. Lasciamo perdere la questione se sia diffamatorio o meno: il motore di ricerca dà un risultato sbagliato, fuorviante, non c'è molto da discutere.

    Un paio di anni fa una ragazza si è vendicata del suo ex, all'epoca ancora minorenne, con un'operazione di googlebombing (pare le sia costato solo una manciata di dollari: insomma, sapendoci fare, non sono necessarie grandi risorse). Prova a cercare con Google Jeck Weppler (il nome e cognome del suo ex) e guarda che begli effetti si possono ottenere con i motori di ricerca. Deluso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Non ti so dire esattamente, non conoscendo a
    > fondo il caso; ma ammetterai che se Google
    > indicizza i crimini commessi da una persona non
    > omonima solo digitando il nome e cognome di un
    > cittadino incensurato, c'è qualcosa che non va.

    Google indicizza tutto indistintamente.
    Non indicizza solo i crimini delle persone.
    Se in rete c'e' una pagina che dice quelle cose, google la indicizza, vera o falsa che sia.
    Vai a cercare quella pagina (che google stesso ti trova) e chiedi che il contenuto venga rimosso, ma al padrone della pagina, non a google.

    > Lasciamo perdere la questione se sia diffamatorio
    > o meno: il motore di ricerca dà un risultato
    > sbagliato, fuorviante, non c'è molto da
    > discutere.

    Il motore di ricerca trova la pagina.
    Non c'e' niente di sbagliato ne' niente di diffamante.

    > Un paio di anni fa una ragazza si è vendicata del
    > suo ex, all'epoca ancora minorenne, con
    > un'operazione di googlebombing (pare le
    > sia costato solo una manciata di dollari:

    Embe', che c'entra?
    Invece che guardare la luna si va sempre a guardare il dito.

    > insomma, sapendoci fare, non sono necessarie
    > grandi risorse). Prova a cercare con Google Jeck
    > Weppler (il nome e cognome del suo ex) e guarda
    > che begli effetti si possono ottenere con i
    > motori di ricerca.
    >Deluso

    La prima cosa che viene fuori e' una pagina che spiega come questo tizio sia stato vittima di bombing, giustificando automaticamente qualunque cosa salti fuori dopo.
    Non vedo il problema.
  • - Scritto da: panda rossa

    > ma ammetterai che se Google
    > > indicizza i crimini commessi da una persona
    > non
    > > omonima solo digitando il nome e cognome di
    > un
    > > cittadino incensurato, c'è qualcosa che non
    > va.
    >
    > Google indicizza tutto indistintamente.
    > Non indicizza solo i crimini delle persone.
    > Se in rete c'e' una pagina che dice quelle cose,
    > google la indicizza, vera o falsa che
    > sia.

    L'articolo dice che le pagine erano ben più di una. Fosse stata una sola, dubito il tribunale avesse emesso una sentenza del genere.
    Trasportato in Italia, pensa se digitando il tuo nome, o quello di uno stretto familiare, fra i primi dieci risultati saltassero fuori Renato Vallanzasca e Totò Riina. Con la lingua fuori
    È un pessimo servizio per chi ha quel nome, ma anche per tutti coloro che in buona fede lo ricercano, e nei risultati più importanti trovano informazioni non collegate. Sarebbe stato anche nell'interesse di Google spingere quei risultati verso le zone basse della ricerca...


    > Vai a cercare quella pagina (che google stesso ti
    > trova) e chiedi che il contenuto venga rimosso,
    > ma al padrone della pagina, non a
    > google.

    Allora, secondo l'articolo che PI ha linkato:

    http://www.bbc.co.uk/news/technology-20153309

    l'uomo è stato colpito nel deretano da un colpo di arma da fuoco nel 2004. L'unico "collegamento" con gli ambienti criminali è questo: è stato una vittima di ignoti. E la pagina principale responsabile di questa associazione è di un sito non più esistente, "Melbourne Crime": quindi è impossibile chiedere la rimozione.


    > Il motore di ricerca trova la pagina.
    > Non c'e' niente di sbagliato ne' niente di
    > diffamante.

    Sì, grazie tante: una pagina sbagliata .

    Adesso, tornando al mondo della carta e dei servizi analogici: troveresti normale una guida del telefono che mettesse numeri sbagliati ogni due per tre? Certo, un banale errore, uno scambio fra utenti telefonici; peccato che lo scatto telefonico per chiamare a un abbonato che nulla c'entra lo si paga lo stesso.
    Idem per i risultati non collegati all'uomo: come minimo sono una perdita di tempo.


    > > Un paio di anni fa una ragazza si è
    > vendicata
    > del
    > > suo ex, all'epoca ancora minorenne, con
    > > un'operazione di googlebombing
    >
    (pare
    > le
    > > sia costato solo una manciata di dollari:
    >
    > Embe', che c'entra?
    > Invece che guardare la luna si va sempre a
    > guardare il
    > dito.

    Di nuovo!Arrabbiato
    Se si mettesse una tassa ogni volta che questo detto viene usato, lo Stato sarebbe miliardario in poche settimane.
    Panda Rossa, ti spiace evitare frasi fatte così lise e decotte, quando parli con me?


    > > insomma, sapendoci fare, non sono necessarie
    > > grandi risorse). Prova a cercare con Google
    > Jeck
    > > Weppler (il nome e cognome del suo ex) e
    > guarda
    > > che begli effetti si possono ottenere con i
    > > motori di ricerca.
    > >Deluso
    >
    > La prima cosa che viene fuori e' una pagina che
    > spiega come questo tizio sia stato vittima di
    > bombing,

    Be', sì, adesso. Ovviamente quando lo scherzetto è stato lanciato, due anni fa, quella pagina ancora non esisteva. Sorride



    > giustificando automaticamente qualunque
    > cosa salti fuori
    > dopo.
    > Non vedo il problema.

    Nemmeno la vittima se ho ben capito ha visto un problema, la cosa non ha avuto alcuna conseguenza, che si sappia.
    Tutto dipende dall'attività svolta dalla persona che viene presa in mezzo a questo gioco del ranking sgangherato di Google. Un adolescente o un pensionato probabilmente ci ridono sopra. Uno che con la buona reputazione ci campa, come probabilmente fa il signor Milorad Trkulja, rappresentante della comunità iugoslava in Australia, non può far finta di nulla. Deluso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > L'articolo dice che le pagine erano ben più di
    > una. Fosse stata una sola, dubito il tribunale
    > avesse emesso una sentenza del genere.

    Piu' pagine = piu' credito.

    > Trasportato in Italia, pensa se digitando il tuo
    > nome, o quello di uno stretto familiare, fra i
    > primi dieci risultati saltassero fuori Renato
    > Vallanzasca e Totò Riina.
    >Con la lingua fuori

    Boh... dici che dovrei preoccuparmi?

    > È un pessimo servizio per chi ha quel nome,
    > ma anche per tutti coloro che in buona fede lo
    > ricercano, e nei risultati più importanti trovano
    > informazioni non collegate.

    Scusa, ma la gente quando cerca qualcosa su internet, le pagine che trova le legge o si ferma ai titoli come facciamo noi che commentiamo su PI?

    > Sarebbe stato anche
    > nell'interesse di Google spingere quei risultati
    > verso le zone basse della
    > ricerca...

    Perche'?
    Magari erano gia' zone basse, ma non essendoci zone alte...

    > > Vai a cercare quella pagina (che google
    > stesso
    > ti
    > > trova) e chiedi che il contenuto venga
    > rimosso,
    > > ma al padrone della pagina, non a
    > > google.
    >
    > Allora, secondo l'articolo che PI ha linkato:
    >
    > http://www.bbc.co.uk/news/technology-20153309
    >
    > l'uomo è stato colpito nel deretano da un colpo
    > di arma da fuoco nel 2004. L'unico "collegamento"
    > con gli ambienti criminali è questo: è stato una
    > vittima di ignoti. E la pagina principale
    > responsabile di questa associazione è di un sito
    > non più esistente, "Melbourne Crime": quindi è
    > impossibile chiedere la rimozione.

    E quindi dove starebbe la diffamazione?

    > > Il motore di ricerca trova la pagina.
    > > Non c'e' niente di sbagliato ne' niente di
    > > diffamante.
    >
    > Sì, grazie tante: una pagina sbagliata
    >

    > .

    Cioe', fammi capire: io cerco Leguleio, Google mi restituisce una pagina sull'uragano Sandy, e tu ti senti diffamato?

    > Adesso, tornando al mondo della carta e dei
    > servizi analogici: troveresti normale una guida
    > del telefono che mettesse numeri sbagliati ogni
    > due per tre? Certo, un banale errore, uno scambio
    > fra utenti telefonici; peccato che lo scatto
    > telefonico per chiamare a un abbonato che nulla
    > c'entra lo si paga lo
    > stesso.

    Quanto paghi tu per ogni ricerca che fai su google?
    Perche' non sono molto aggiornato sui prezzi, mi sa.

    > Idem per i risultati non collegati all'uomo: come
    > minimo sono una perdita di tempo.

    Peggio per google: se perde di efficacia, la gente usera' bing, e allora si rendera' conto del vero significato di "perdita di tempo".

    > > > Un paio di anni fa una ragazza si è
    > > vendicata
    > > del
    > > > suo ex, all'epoca ancora minorenne, con
    > > > un'operazione di
    > googlebombing
    > >
    (pare
    > > le
    > > > sia costato solo una manciata di
    > dollari:
    > >
    > > Embe', che c'entra?
    > > Invece che guardare la luna si va sempre a
    > > guardare il
    > > dito.
    >
    > Di nuovo!Arrabbiato

    Certo, di nuovo!

    > Se si mettesse una tassa ogni volta che questo
    > detto viene usato, lo Stato sarebbe miliardario
    > in poche settimane.

    Colpa di chi guarda il dito.

    > Panda Rossa, ti spiace evitare frasi fatte così
    > lise e decotte, quando parli con me?

    Si che mi spiace: funzionano, sono efficaci e nemmeno tu riesci a smontarle.

    > > > insomma, sapendoci fare, non sono
    > necessarie
    > > > grandi risorse). Prova a cercare con
    > Google
    > > Jeck
    > > > Weppler (il nome e cognome del suo ex) e
    > > guarda
    > > > che begli effetti si possono ottenere
    > con
    > i
    > > > motori di ricerca.
    > > >Deluso
    > >
    > > La prima cosa che viene fuori e' una pagina
    > che
    > > spiega come questo tizio sia stato vittima di
    > > bombing,
    >
    > Be', sì, adesso. Ovviamente quando lo scherzetto
    > è stato lanciato, due anni fa, quella pagina
    > ancora non esisteva.
    > Sorride

    Ma oggi esiste.
    Devi considerare sempre l'effetto del tempo nella memoria della rete.
    Le informazioni effimere, che durano lo spazio di una giornata, non hanno alcun peso se confrontate con l'eternita'.

    > > giustificando automaticamente qualunque
    > > cosa salti fuori
    > > dopo.
    > > Non vedo il problema.
    >
    > Nemmeno la vittima se ho ben capito ha visto un
    > problema, la cosa non ha avuto alcuna
    > conseguenza, che si sappia.

    E quindi che esempio del cavolo hai citato?

    > Tutto dipende dall'attività svolta dalla persona
    > che viene presa in mezzo a questo gioco del
    > ranking sgangherato di
    > Google. Un adolescente o un pensionato
    > probabilmente ci ridono sopra. Uno che con la
    > buona reputazione ci campa, come probabilmente fa
    > il signor Milorad Trkulja, rappresentante della
    > comunità iugoslava in Australia, non può far
    > finta di nulla.
    >Deluso

    Tutti quelli che hanno bisogno della "buona reputazione" sono spesso dei poco di buono, dei truffatori, dei politici, o gentaglia similare.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > > L'articolo dice che le pagine erano ben più
    > di
    > > una. Fosse stata una sola, dubito il
    > tribunale
    > > avesse emesso una sentenza del genere.
    >
    > Piu' pagine = piu' credito.

    Più pagine sbagliate, intendevo.
    Le pagine "giuste", che parlavano di lui per quello che davvero era, non erano evidentemente in cima alla lista.




    > > Trasportato in Italia, pensa se digitando il
    > tuo
    > > nome, o quello di uno stretto familiare, fra
    > i
    > > primi dieci risultati saltassero fuori Renato
    > > Vallanzasca e Totò Riina.
    > >Con la lingua fuori
    >
    > Boh... dici che dovrei preoccuparmi?

    Non necessariamente. Però che cavolo di servizio dà?


    > > È un pessimo servizio per chi ha quel
    > nome,
    > > ma anche per tutti coloro che in buona fede
    > lo
    > > ricercano, e nei risultati più importanti
    > trovano
    > > informazioni non collegate.
    >
    > Scusa, ma la gente quando cerca qualcosa su
    > internet, le pagine che trova le legge o si ferma
    > ai titoli come facciamo noi che commentiamo su
    > PI?

    La seconda che hai detto.
    Piaccia o no, i primi dieci risultati di google, per chi conosce poco la rete, sono la carta d'identità della persona, dell'associazione oppure dell'argomento su cui sta facendo ricerca.
    Non parlo di chi cerca i contatti col vero signor Milorad Trkulja: alla fine il suo telefono e/o la sua e-mail la trova. Parlo di chi, ignaro, cerca notizie generali sulle sue attività passate. Immagina che impressione possa avere.





    > Perche'?
    > Magari erano gia' zone basse, ma non essendoci
    > zone
    > alte...

    L'uomo in questione non è un signor nessuno. Negli anni Novanta era ospite fisso di un programma tv, "Micky's folkfest". Come detto, è il rappresentante della comunità iugoslava in Australia. Possibile che non ci fossero risultati più attinenti da far vedere per primi?


    > E la pagina principale
    > > responsabile di questa associazione è di un
    > sito
    > > non più esistente, "Melbourne Crime": quindi
    > è
    > > impossibile chiedere la rimozione.
    >
    > E quindi dove starebbe la diffamazione?

    La giuria ha condannato Google perché si è rifiutata di rimuovere i primi risultati della ricerca, quelli che nulla c'entravano con lui. Gli articoli inglesi parlano di "danni", in generale, e non del reato di diffamazione. Vedremo se la sentenza, una volta resa pubblica, nominerá quella parola.



    > Cioe', fammi capire: io cerco Leguleio, Google mi
    > restituisce una pagina sull'uragano Sandy, e tu
    > ti senti
    > diffamato?

    Io no, figurati. Ma magari per altri che col loro vero nome e cognome ci campano è diverso.

    > > Adesso, tornando al mondo della carta e dei
    > > servizi analogici: troveresti normale una
    > guida
    > > del telefono che mettesse numeri sbagliati
    > ogni
    > > due per tre? Certo, un banale errore, uno
    > scambio
    > > fra utenti telefonici; peccato che lo scatto
    > > telefonico per chiamare a un abbonato che
    > nulla
    > > c'entra lo si paga lo
    > > stesso.
    >
    > Quanto paghi tu per ogni ricerca che fai su
    > google?

    Nulla. E se non te lo ricordassi, la guida del telefono veniva distribuita gratis agli abbonati. A bocca aperta
    Pago la connessione internet, nel mio caso non a tempo, e nemmeno a traffico. E con tutto questo, gradirei capitare sui siti giusti quando faccio una ricerca semplice semplice quale "nome + cognome", per risparmiare tempo.




    > > Panda Rossa, ti spiace evitare frasi fatte
    > così
    > > lise e decotte, quando parli con me?
    >
    > Si che mi spiace: funzionano, sono efficaci e
    > nemmeno tu riesci a
    > smontarle.

    Un gioco che facevano e fanno tuttora i ragazzini, è di dire al loro compagno di guardare una certa cosa fuori dalla finestra (va bene anche la Luna, ma in genere sono cose ancora più banali). Mentre la sua attenzione è distolta, gli sottraggono, a scelta, la merendina, la penna stilografica, il portafogli, il quaderno col compito già fatto da copiare... Però il furbo è lui che guarda la Luna! Perché se lo dice il proverbio, che non bisogna guardare il dito, sarà una verità di Fede!


    > Le informazioni effimere, che durano lo spazio di
    > una giornata, non hanno alcun peso se confrontate
    > con
    > l'eternita'.

    Nel caso dell'uomo, un'informazione del 2004 che non dipendeva dalla sua volontà, un colpo di pistola di cui era stato vittima, era passato in primo piano rispetto a tutto quanto aveva fatto in precedenza.
    Per questo parlo di ranking sgangherato. Davvero un avvenimento di un solo secondo ha più importanza di una carriera solo perché è avvenuto dopo?


    > > Nemmeno la vittima se ho ben capito ha visto
    > un
    > > problema, la cosa non ha avuto alcuna
    > > conseguenza, che si sappia.
    >
    > E quindi che esempio del cavolo hai citato?

    Per mostrare che chi vuole insultare o sbertucciare una certa persona tramite Google lo può fare benissimo, e con pochi mezzi. Non mi dirai che tutte quelle foto con didascalie erano una pubblicità positiva?!?

    Nel caso in questione, non si tratta probabilmente di uno scherzo, il motore di ricerca di Google è sguincio di suo. Ma, appunto, credo che se qualcuno gli avesse fatto uno scherzo come quello tirato all'ex ragazzo, l'uomo avrebbe ugualmente adito le vie legali. Conta il risultato, dalla sua prospettiva, non il motivo per cui si verifica.

    > Uno che con la
    > > buona reputazione ci campa, come
    > probabilmente
    > fa
    > > il signor Milorad Trkulja, rappresentante
    > della
    > > comunità iugoslava in Australia, non può far
    > > finta di nulla.
    > >Deluso
    >
    > Tutti quelli che hanno bisogno della "buona
    > reputazione" sono spesso dei poco di buono, dei
    > truffatori, dei politici, o gentaglia
    > similare.

    Crescerai anche tu, e ti accorgerai che la gentaglia che sul forum tanto disprezzi 9 volte su 10 è il datore di lavoro o il socio senza il quale non potresti andare da nessuna parte.
    E incidentalmente ti accorgerai che è questa gentaglia che scrive le leggi e che siede nella giuria dei tribunali, non altri; e quindi di sentenze come queste ne vedremo prevedibilmente molte altre in futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio.
    >
    > Un paio di anni fa una ragazza si è vendicata del
    > suo ex, all'epoca ancora minorenne, con
    > un'operazione di googlebombing (pare le
    > sia costato solo una manciata di dollari:
    > insomma, sapendoci fare, non sono necessarie
    > grandi risorse). Prova a cercare con Google Jeck
    > Weppler (il nome e cognome del suo ex) e guarda
    > che begli effetti si possono ottenere con i
    > motori di ricerca.
    >Deluso

    Allora? Non è colpa di Google o altri motori di ricerca. Se c'è qualche violazione della legge la colpa è della ragazza o pensano di condannare un sistema automatico..
    non+autenticato
  • - Scritto da: becker

    > - Scritto da: Leguleio.
    > >
    > > Un paio di anni fa una ragazza si è vendicata
    > del
    > > suo ex, all'epoca ancora minorenne, con
    > > un'operazione di googlebombing (pare le
    > > sia costato solo una manciata di dollari:
    > > insomma, sapendoci fare, non sono necessarie
    > > grandi risorse). Prova a cercare con Google Jeck
    > > Weppler (il nome e cognome del suo ex) e guarda
    > > che begli effetti si possono ottenere con i
    > > motori di ricerca.
    > >Deluso
    >
    > Allora? Non è colpa di Google o altri motori di
    > ricerca. Se c'è qualche violazione della legge la
    > colpa è della ragazza o pensano di condannare un
    > sistema
    > automatico..

    Nel caso di specie, in effetti, la colpa era della ragazza. Ammetterai che lascia un senso di disagio sapere che l'ordine in cui compaiono i risultati del motore di ricerca più usato sono manipolabili così facilmente.
    Sempre nel caso in specie, si capiva che la cosa era solo uno scherzo di cattivo gusto. Amen. Se il nome del suo ex fosse stato associato a pagine che parlano di un pericoloso terrorista, scelto per la rassomiglianza fisica, oppure se la sua foto fosse stata associata all'identikit di un pericoloso stupratore ancora ricercato, la cosa sarebbe stata molto più grave. Se negli Usa c'è gente che spara per strada alle persone col turbante perché pensa siano musulmani (in realtà sono sikh), ce ne sono anche che si basano sulle associazioni di Google per farsi giustizia da sé.


    Sono questioni che andranno affrontate, prima o poi. Magari senza le corti supreme dell'Australia di mezzo, ma i primi 10 risultati di Google sono ormai un biglietto da visita ufficioso.
    non+autenticato
  • Google è un sistema che gestisce stringhe alfanumeriche e non fornisce prove legali di alcun tipo. Da sempre non è l'unico motore di ricerca. Lungi da me difendere Google ma se a qualcuno non sta bene Google lo può sempre filtrare a livello nazionale, aziendale e personale. Semplicemente c'è troppa gente che pretende denaro senza lavorare ...
    non+autenticato
  • > - Scritto da: Leguleio.
    > Ammetterai che lascia un senso di
    > disagio sapere che l'ordine in cui compaiono i
    > risultati del motore di ricerca più usato sono
    > manipolabili così facilmente.
    Perdona, ma non ammetterei.

    Come lascia un senso di disagio sapere che la quasi totalità delle serrature a cilindretti si apre con un colpo ben assestato al posto giusto, in meno di mezzo secondo.

    Come lascia un senso di disagio sapere che il diritto italiano, discendente di quel famoso diritto romano, sia manipolabile così facilmente se hai un buon avvocato

    Come lascia un senso di disagio tutto ciò che non conosciamo veramente e che crediamo funzioni invece in una maniera diversa ed affine ad un nostro ideale.

    Un motore di ricerca fa il motore di ricerca: ordina secondo un algoritmo delle stringhe alfanumeriche. Per alcune cose quell'algoritmo le ordinerà nel modo che tu ti aspetti, in altri casi invece li ordinerà secondo quell'algoritmo, ma non come tu ti aspetteresti. Perché non conosci l'algoritmo.

    Aspettarsi che un algoritmo ordini solo risultati "veri" è il problema: in alcuni casi di "verità" ce ne sono più di una, ed ognuno ha la sua.

    E ancor meno ha senso "zappettare" in un algoritmo, perché è lì che invece diventa "soggettivo", e quindi una scelta arbitraria, il modo in cui il motore ordina i risultati. Ed allora sì Google dovrebbe essere considerato responsabile di scelte conseguenti ad atti di volontà.

    Se ordinare in ordine alfabetico ti fa sempre finire in fondo all'elenco, tanto che a te viene associata sempre la parola "ultimo", non è che l'elenco alfabetico ti diffama. Ciò non toglie che ordinare in ordine alfabetico nella stragrande maggioranza dei casi è utile.
    non+autenticato