Cristina Sciannamblo

Wikileaks, Manning riconosce parte delle accuse

L'ex militare accusato di aver trasmesso documenti a Wikileaks si appresta a riconoscere i reati minori che gli vengono contestati. Una manovra volta ad ammorbidire i giudici, ma che respinge le accuse più gravi

Roma - Una parziale ammissione di colpevolezza da parte di Bradley Manning, conosciuto come la presunta talpa di Wikileaks. Nel corso di una istruttoria pre-dibattimentale, l'avvocato dell'ex soldato statunitense, arrestato con l'accusa di aver fornito a Julian Assange centinaia di migliaia di documenti riservati, ha proposto una ammissione di colpa limitata a una parte delle innumerevoli accuse a lui rivolte da parte dell'esercito a stelle e strisce.

Lo scorso anno, Manning ha dovuto affrontare ben 22 capi di imputazione, che spaziavano dall'accesso non autorizzato a computer alla trasmissione di informazioni riservate, passando per l'accusa più grave, ossia quella classificata come aiuto al nemico, punibile con la pena capitale. Accuse che il militare riconosce solo in parte: "Manning sta cercando di assumersi le responsabilità, o una parte di esse, dei reati di cui è accusato", spiega la difesa ricoperta da David Coombs. La Corte dovrà dunque stabilire se si tratta di una dichiarazione accettabile o meno.

Secondo Assange, le autorità statunitensi vorrebbero che il presunto leaker fosse giudicato colpevole quanto lo stesso fondatore di Wikileaks. Per quest'ultimo, l'esercito starebbe cercando di influenzare l'ex soldato per costringerlo a testimoniare contro la fuga di dati e contro lo stesso Assange.
Secondo Kevin Gosztola, blogger che ha seguito da vicino il caso, la manovra legale messa in atto potrebbe aprire la strada a un accordo per il quale Manning si dichiarerebbe colpevole di reati minori. "Il dichiararsi colpevole per reati minori - spiega Gosztola - consentirebbe di non riconoscere le incriminazioni che afferiscono all'Espionage Act o al Computer Fraud and Abuse Act (CAFA)". Una mossa che, dunque, non lo impegna ad accettare le accuse più gravi come quella di aiuto al nemico o abuso di accesso autorizzato ai computer.

Il giudice militare Denise Lind dovrà ora pronunciarsi in merito alla richiesta di Coombs e del suo assistito. L'inizio del processo davanti alla corte marziale è fissato nel prossimo mese di febbraio.

Cristina Sciannamblo
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