Marco Calamari

Spiccioli di Cassandra/ Facebook e i ladri di cavalli

di M. Calamari - Ai tempi delle mailing list il rispetto per gli altri era governato da regole ferree e spietate. Ora il rispetto per la propria riservatezza dipende da un opt-out. Da sudarsi anche nei confronti degli amici

Spiccioli di Cassandra/ Facebook e i ladri di cavalliRoma - Nei buoni e vecchi tempi andati, quando gli uomini erano uomini e si scrivevano da soli i propri device driver, i computer erano grossi, lenti e costosi e le connessioni di rete lentissime e costosissime, certi comportamenti erano vietati di per sé, e le pene per chi li violava erano naturali ed automatiche, come l'impiccare senza processo chi rubava il cavallo ad un cowboy.

Mandare una mail ad una lista con un allegato non necessario, troppo grosso o in un formato non comune, mandare una mail inopportuna, fuori tema, formattata male o frettolosamente, portava nella migliore delle ipotesi ad un coro di rimproveri e sberleffi, e nella peggiore ad essere inseriti nei filtri individuali di cancellazione automatica.
I Cowboy delle mailing list reagivano così, in maniera "naturale", la selezione naturale funzionava e tutti erano contenti.

Anche quando qualcuno rispettava le norme "grammaticali" della Rete, fino ad avere meno di 5 righe di firma in fondo alla mail, poteva capitare che durante una discussione dicesse o si comportasse nel contesto in maniera non gradita da qualcuno o da molti.
Esistevano perciò i "killfile" locali in cui ciascuno poteva inserire, col famigerato comando "^K" (control + K), i mittenti dei messaggi a lui sgraditi, in modo tale che altri futuri messaggi non gli sarebbero mai più apparsi.
Se poi una persona diventava sgradita alla lista, ad una sua corposa maggioranza o al moderatore (se esisteva) il "kill" veniva eseguito a quel livello, ed il fracassone non poteva più postare in lista.
"Censura!" direte voi. In effetti lo era, come tecnicamente impiccare il ladro era omicidio. Però funzionava!

Oggi, purtroppo, Facebook e le comunità sociali in generale permettono a chiunque ogni tipo di sguaiataggine e violazione della privacy a danno di altri, senza possibilità pratica di reazione e con memoria infinita delle informazioni inopinatamente fornite.

Qualche tempo fa una collega, anche lei professionista dell'IT, dopo aver scattato una foto di gruppo ad una riunione conviviale tra colleghi, annunciò con candida onestà che avrebbe senz'altro caricato la foto su una nota comunità sociale, ed anche taggato i presenti, a meno che non avessero chiesto di non essere taggati "...perché so che c'è chi non vuole".

Se stessimo parlando di un atleta, potremmo definire la performance "una prestazione sopra la media", visto che la grande maggioranza dei "colleghi di comunità" non ci avrebbe nemmeno pensato.
Ma essere ben sopra la media non è una giustificazione, ed in certi casi può essere considerata un'aggravante.

Perché la nostra anonima protagonista ha scelto una strategia opt-out ("se non dici niente ti taggo")? E perché non ha applicato il ragionamento anche alla semplice pubblicazione della mia faccia in una foto di gruppo?
Evidentemente non era molto convinta della validità di questa "ritrosia", altrimenti avrebbe chiesto innanzitutto a ciascuno dei fotografati "Posso pubblicare la foto?" seguita da "Posso taggare qualcuno di voi?"

Un certo livello di irrecuperabilità è infatti sempre presente nelle persone che sviluppano una dipendenza.

Potevo affrontare una piccola conferenza sul valore della privacy, sul diritto alla riservatezza e sui misfatti delle comunità sociali? Sarebbe stata cosa buona e giusta. Ma il contesto, la pigrizia ed una certa dose di stanchezza (sì, anche su una questione di principio si può essere stanchi) non me lo permettevano.

Per cui in un impeto di sintesi la mia risposta fu tanto semplice quanto convincente: "Se lo fai ti picchio".
Voi cosa avreste detto (o fatto)?

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
48 Commenti alla Notizia Spiccioli di Cassandra/ Facebook e i ladri di cavalli
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  • Caro Calamari, siamo condannati all'estinzione Occhiolino
    non+autenticato
  • Mi permetto di rispondere con un aneddoto personale.
    Qualche anno fa un giornalista della rai finisce nei guai per un servizio che evidentemente infastidisce qualcuno, e lui rischia grosso.
    Malauguratamente, gli scrivo che sono solidale con lui. Dopo qualche giorno ricevo un suo messaggio, inviato a migliaia di altri destinatari, tutti rigorosamente in chiaro, in cui lo stesso giornalista ringrazia per il supporto dimostrato e spiega le ragioni che lo avevano convinto a firmare un servizio del genere. Gli riscrivo spiegandogli il perché non si deve fare così (per inciso non si è reso conto che ha fatto un enorme favore ai nostri servizi di sicurezza nazionali), e chiedendogli di rimuovere il mio indirizzo dalla sua rubrica.
    Passa un anno circa, e un bel giorno ricevo un messaggio (inviato a me e a migliaia di altri destinatari, tutti ancora in chiaro) da una tizia mai sentita che mi informa di non ricordo bene quale iniziativa (bambini affamati, o malati o bisognosi, scusate l'irrispettosa imprecisione). Le rispondo chiedendole: ma noi ci conosciamo? E lei: no, ma la mia è una causa tanto buona, che ho chiesto al mio amico (il giornalista rai) di passarmi il suo indirizzario, e lui è stato così gentile da farlo; se lei non è interessato, cestini pure il mio messaggio. Mi incazzo di brutto e le rispondo: ennò! non è così che si fa, e l'avevo già detto al suo amico; il suo invito non mi basta, ora voglio che scriva a tutti i destinatari chiedendo l'immediata rimozione del mio indirizzo che lei ha illegittimamente usato.
    Mai più avuto risposta.

    E tu Calamari, cosa avresti fatto al mio posto?

    Per quanto mi riguarda, la morale della storia è che il prossimo giornalista che finisce nei guai può andare a fare in culo (e scusate se mia moglie è Mademoiselle Finesse). Per il resto, è una battaglia contro i mulini a vento.
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    Modificato dall' autore il 10 novembre 2012 22.05
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  • Spietate e ferree?
    Direi più che altro "condivise"!
    Sulla rete non ci sono mai state regole spietate e ferree o erano (e sono) condivise o non erano regole!
    Nessuna regola ferrea ha mai funzionato (ne funzionerà mai) sulla rete!
    È il suo limite e il suo pregio.
    Magari la regola non piace se viene applicata a te ... peccato!
    C'est la vie...

    voi cosa avreste fatto?.....
    La stessa cosa Cala...
    La stessa cosa....
    non+autenticato
  • sto scrivendo una tesi dal titolo "la privacy nei social networks" in cui tratto specificataamente di tutte queste cose. se vi interessa leotarta@hotmail.it
    non+autenticato
  • - Scritto da: cristiano lazzari
    > sto scrivendo una tesi dal titolo "la privacy nei
    > social networks" in cui tratto specificataamente
    > di tutte queste cose. se vi interessa
    > leotarta@hotmail.it

    Sara' una tesi brevissima....
    Praticamente:

    Titolo: "la privacy nei social networks
    Svolgimenti: Nessuna !

    Rotola dal ridere
    krane
    22544
  • > sto scrivendo una tesi dal titolo "la privacy nei
    > social networks"
    Ti do la mia estema sintesi.

    La privacy é un utopia.
  • ben detto Paolo Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: paoloholzl

    > Ti do la mia estema sintesi.
    >
    > La privacy é un utopia.

    Forse la tua sintesi è un pò troppo estrema.
    Ci sono i modi per proteggersi dai ficcanasi, non credi?
    non+autenticato
  • > Ci sono i modi per proteggersi dai ficcanasi, non
    > credi?

    La scrivi per farti assumere in Facebook vero ?
    non+autenticato
  • > Forse la tua sintesi è un pò troppo estrema.
    > Ci sono i modi per proteggersi dai ficcanasi, non
    > credi?

    Certo, andando a vivere come un eremita fuori dal mondo.

    Se usi un mezzo targato, passi sotto ai telepass, hai un conto in banca, hai un cellulare, passi sotto a delle webcam, hai una casa visibile da Google Maps o visibile su Street View, hai amici con gli smartphone e le macchine digitali, parli con delle persone che la privacy neppure sanno cos'è, entri nelle zone ZTL sorvegliate, vai in una stazione con dispositivi di sicurezza (riconoscimento dei volti ed altro) ...

    Magari su Facebook puoi limitare i danni

    ma la privacy resta un utopia!
  • - Scritto da: paoloholzl

    > Certo, andando a vivere come un eremita fuori dal
    > mondo.

    Scusa Paolo se mi intrometto nella vostra discussione, ma vorrei farti conoscere il mio pensiero in merito alla vexata questio.
    Il discorso sulla privacy merita un attenta analisi che purtroppo non è possibile effettuare su un forum.
    In ogni caso è possibile raggiungere un buon livello di privacy senza vivere come un eremita fuori dal mondo.
    Ecco per sommi capi quello che facciamo noi per essere meno "tracciabili".

    > Se usi un mezzo targato, passi sotto ai telepass,

    Oramai uso quasi soltanto mezzi pubblici oppure la bicicletta. E in quei rarissimi casi in cui prendo l'autostrada non uso il telepass.

    > hai un conto in banca,

    Per forza, non è consigliabile mettere i soldi "sotto il materasso", ciò non di meno si potrebbe depositare il denaro in una cassaforte dentro casa (questo per chi ne ha molto). Ma ci sono altri mezzi.

    > hai un cellulare,

    Si con scheda ricaricabile e anonima.

    > passi
    > sotto a delle webcam,

    Ti riferisci alla videosorveglianza dei negozi o dei Comuni? Va bene, ma questi filmati per legge devono essere sovrascritti entro tre giorni. Dopotutto è sconsigliabile girare in città con la maschera di Guy Hawkes.

    > hai una casa visibile da
    > Google Maps o visibile su Street View,

    Assolutamente no.

    > hai amici
    > con gli smartphone e le macchine digitali, parli
    > con delle persone che la privacy neppure sanno
    > cos'è,

    No guarda, queste persone cerco di evitarle come la peste. Il mio gruppo ha come valore primario l'anonimato.

    > entri nelle zone ZTL sorvegliate, vai in
    > una stazione con dispositivi di sicurezza
    > (riconoscimento dei volti ed altro)

    Come sopra, l'auto si usa con la massima circospezione e non nelle ZTL.
    E poi bisogna sapersi muovere in casi come quello sopra citato.


    > Magari su Facebook puoi limitare i danni

    Basta non iscriversi! Sarebbe un suicidio per l'anonimato.
    E per quanto riguarda la navigazione in internet, tu conoscerai di certo i metodi per rimanere anonimi (connessioni "particolari" - VPN extraeuropee e non americane - TOR - proxy - sistemi antitracciamento - ecc. ecc. ecc.).

    > ma la privacy resta un utopia!

    La privacy totale è forse un'utopia ma ci si arriva molto molto vicino.
    non+autenticato
  • Certamente possiamo 'limitare i danni'.

    > Oramai uso quasi soltanto mezzi pubblici oppure
    > la bicicletta.
    Sono pochi i fortunati che possono permetterselo, molto dipende se dove vai a lavorare e se sei servito dai servizi pubblici.

    > E in quei rarissimi casi in cui
    > prendo l'autostrada non uso il
    > telepass.
    Già ma passi sotto il Tutor che la targa te la legge ugualmente.

    > Per forza, non è consigliabile mettere i soldi
    > "sotto il materasso", ciò non di meno si potrebbe
    > depositare il denaro in una cassaforte dentro
    > casa (questo per chi ne ha molto). Ma ci sono
    > altri mezzi.
    Tranne i conti alle isole Cayman e altre amenità poco etiche da lì non si scappa.

    > > hai un cellulare,
    > Si con scheda ricaricabile e anonima.
    Solo se l'hai rubata, la ricarica si fa su un numero che ha un contratto.

    > > passi
    > > sotto a delle webcam,
    > Ti riferisci alla videosorveglianza dei negozi o
    > dei Comuni? Va bene, ma questi filmati per legge
    > devono essere sovrascritti entro tre giorni.
    > Dopotutto è sconsigliabile girare in città con la
    > maschera di Guy Hawkes.
    Vero, quindi per tre giorni sei tracciato (sempre che poi cancellino davvero).

    > > hai una casa visibile da
    > > Google Maps o visibile su Street View,
    > Assolutamente no.
    Fai parte dell' 1 su 100 personalmente ho persino la foto dettagliata di casa su Bing maps, non mi preoccupa più di tanto ma non l'ho chiesto io.

    > > hai amici
    > > con gli smartphone e le macchine digitali, parli
    > > con delle persone che la privacy neppure sanno
    > > cos'è,
    > No guarda, queste persone cerco di evitarle come
    > la peste. Il mio gruppo ha come valore primario
    > l'anonimato.
    Sono daccordo, cerchi di evitarle, ma é dura evitare uno che fa una foto in discoteca e la pubblica senza che neppure te ne accorgi.

    > > entri nelle zone ZTL sorvegliate, vai in
    > > una stazione con dispositivi di sicurezza
    > > (riconoscimento dei volti ed altro)
    > Come sopra, l'auto si usa con la massima
    > circospezione e non nelle
    > ZTL.
    > E poi bisogna sapersi muovere in casi come quello
    > sopra citato.

    Nelle ZTL ci entri in bici e la telecamera ti filma.
    Io gente che gira per la stazione di Bologna (ad esempio) incappucciata per non farsi riconoscere il volto non ne ho mai vista (anche perché dopo due minuti la fermano) e quindi anche al riconoscimento dei volti non si sfugge.

    > > Magari su Facebook puoi limitare i danni
    > Basta non iscriversi! Sarebbe un suicidio per
    > l'anonimato.

    Putroppo non basta neppure quello.
    Se qualcuno si iscrive come 'omonimo tuo' e si spaccia per te, raccoglie gli amici, che ti taggano nelle foto ecc.
    Ovviamente poi le foto passano in un ottimo sistema di riconoscimento facciale.
    Personalmente ritengo meglio iscriversi con una bacheca bloccata e tenerli sotto controllo.

    > E per quanto riguarda la navigazione in internet,
    > tu conoscerai di certo i metodi per rimanere
    > anonimi (connessioni "particolari" - VPN
    > extraeuropee e non americane - TOR - proxy -
    > sistemi antitracciamento - ecc. ecc.
    > ecc.).
    Rete Tor ecc.ecc. certo che sì, mettiti dalla parte della Polizia Postale, se trovi un nodo che fa utilizzo intensivo di tali strumenti pensi che abbia qualcosa da nascondere?
    E comunque sappiamo che ,anche quando semplici, pochi si pongono il problema di usarli.

    > La privacy totale è forse un'utopia ma ci si
    > arriva molto molto
    > vicino.
    Diciamo che qualcosa si può fare, é una utopia in quanto si punta a raggiungerla ben sapendo che non sarà mai possibile.

    Tengo conferenze sull'argomento mica per niente   Sorride
  • - Scritto da: Anon Ita
    > > hai un cellulare,
    >
    > Si con scheda ricaricabile e anonima.

    dove/come si fa?

    > > hai amici
    > > con gli smartphone e le macchine digitali, parli
    > > con delle persone che la privacy neppure sanno
    > > cos'è,
    >
    > No guarda, queste persone cerco di evitarle come
    > la peste. Il mio gruppo ha come valore primario
    > l'anonimato.

    molto interessante...
    dove/come? contatti?

    > > Magari su Facebook puoi limitare i danni
    >
    > Basta non iscriversi! Sarebbe un suicidio per
    > l'anonimato.

    facebook? cos'è? si mangia? Occhiolino

    > E per quanto riguarda la navigazione in internet,
    > tu conoscerai di certo i metodi per rimanere
    > anonimi (connessioni "particolari" - VPN
    > extraeuropee e non americane - TOR - proxy -
    > sistemi antitracciamento - ecc. ecc. ecc.)

    già, già...


    plz, contact...
    non+autenticato
  • - Scritto da: for ensic
    > - Scritto da: Anon Ita
    > > > hai un cellulare,
    > > Si con scheda ricaricabile e anonima.

    > dove/come si fa?

    Tra un po è natale, vai in un negozio con la fotocopia di una carta di identità di una persona a cui vuoi regalare cello e sim...
    non+autenticato
  • Il problema non dovrebbe porsi per coloro che non sono iscritti a social network tipo Facebook.
    Se poi qualcuno a mia insaputa pubblica delle foto che mi ritraggono, lo invito formalmente a toglierle. In caso contrario lo picchio. Sorride
    non+autenticato
  • > Il problema non dovrebbe porsi per coloro che non
    > sono iscritti a social network tipo
    > Facebook.
    > Se poi qualcuno a mia insaputa pubblica delle
    > foto che mi ritraggono, lo invito formalmente a
    > toglierle. In caso contrario lo picchio.
    >Sorride


    Hai mai scattato una foto su una spiaggia e postata su PICASA ?

    Hai provato a chiedergli di estrapolare i volti delle persone ?

    Ti escono da qualche decina a qualche centinaio di persone sconosciute, distanti decine di metri con delle foto tessera definite da fare paura, che il sistema ti chiede di taggare, e se posti più di una foto scopri con stupore che molti di quei volti NON SONO RIPETUTI.

    Lascio a te chiederti cosa sia successo nel frattempo, cosa succeda ad ogni foto postata su internet dove appaia anche in lontananza un volto e sulle relative implicazioni.

    http://learningenglish.voanews.com/content/living-...
    non+autenticato
  • Questo è inevitabile. Comunque possiamo quantomeno evitare di facilitare la vita ai ladri di privacy.
    non+autenticato
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