Mauro Vecchio

File sharing, i genitori non sono responsabili

Una coppia tedesca è stata liberata dalla morsa dell'industria musicale, accusata di non aver evitato i download del figlio di 13 anni. La Corte Federale: averlo avvertito basta

Roma - Cosa succede se un qualsiasi membro della famiglia scarica contenuti illeciti all'insaputa del titolare dell'abbonamento alla fornitura di connettività? Nell'impianto legislativo tedesco, quest'ultimo è quasi sempre ritenuto responsabile delle condivisioni in violazione del copyright, così come accade nelle citazioni di massa avviate dai colossi dell'entertainment in terra statunitense, e in linea generale nelle disposizioni della dottrina Sarkozy.

Un giudice della Corte Federale tedesca di Karlsruhe ha però stabilito un principio che potrebbe rovesciare questo rigido assunto della responsabilità oggettiva. Una coppia di genitori è stata infatti liberata dalle grinfie dell'industria musicale locale, che in appello chiedeva oltre 5mila euro per la condivisione di 15 brani - 200 euro a brano, più 2mila euro di spese legali - sulle reti di file sharing Bearshare e Morpheus.

Padre e madre non avevano mai scaricato nulla, e infatti sotto l'egida dell'indirizzo IP incriminato agiva il figlio di appena 13 anni. In primo e secondo grado, i giudici teutonici avevano sottolineato come i due genitori non si fossero adoperati a sufficienza per prevenire lo scaricamento illecito, dunque risultando responsabili in maniera diretta delle condivisioni su Bearshare e Morpheus.
Diversa l'opinione della coppia, che avrebbe sempre spiegato al ragazzino l'illegalità di certe operazioni. La Corte Federale ha ora annullato la condanna in appello e fatto cadere il caso: non ci sarebbero "motivi ragionevoli" per stabilire che i due genitori fossero a conoscenza delle attività online. Aver raccomandato di non farlo mai rappresenterebbe un'azione di parental control nella condivisione dei file illeciti.

Mauro Vecchio
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41 Commenti alla Notizia File sharing, i genitori non sono responsabili
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  • Da quando è che l'indirizzo IP è diventato una prova di colpevolezza?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi
    > Da quando è che l'indirizzo IP è diventato una
    > prova di
    > colpevolezza?

    Le "prove di colpevolezza" non esistono.
    Comunque l'IP è una prova valida per stabilire da quale computer o postazione avviene un'azione da che esiste il web.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Le "prove di colpevolezza" non esistono.
    > Comunque l'IP è una prova valida per stabilire da
    > quale computer o postazione avviene un'azione da
    > che esiste il
    > web.
    Ma dall'IP puoi risalire all'intestatario della connessione, non puoi però arrivare alla persona che ha effettuato l'azione, potrebbe anche essere stato qualcuno che ha violato la protezione del router
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Le "prove di colpevolezza" non esistono.
    > > Comunque l'IP è una prova valida per
    > stabilire
    > da
    > > quale computer o postazione avviene
    > un'azione
    > da
    > > che esiste il
    > > web.
    > Ma dall'IP puoi risalire all'intestatario della
    > connessione, non puoi però arrivare alla persona
    > che ha effettuato l'azione, potrebbe anche essere
    > stato qualcuno che ha violato la protezione del
    > router

    Si parte da lì, innanzitutto. Non è una prova univoca, come il numero di targa di una macchina non è una prova che al volante ci fosse il proprietario, ma il primo a essere interrogato è lui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Si parte da lì, innanzitutto. Non è una prova
    > univoca, come il numero di targa di una macchina
    > non è una prova che al volante ci fosse il
    > proprietario, ma il primo a essere interrogato è
    > lui.
    Ok, ma come sono risaliti al ragazzo?
    Non dovrebbero fare tutta questa procedura con ogni IP che vedono condividere materiale protetto da copyright?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Si parte da lì, innanzitutto. Non è una prova
    > > univoca, come il numero di targa di una
    > macchina
    > > non è una prova che al volante ci fosse il
    > > proprietario, ma il primo a essere
    > interrogato
    > è
    > > lui.
    > Ok, ma come sono risaliti al ragazzo?
    > Non dovrebbero fare tutta questa procedura con
    > ogni IP che vedono condividere materiale protetto
    > da
    > copyright?

    Nel caso specifico, senza nemmeno controllare gli atti del processo di primo grado (ammesso siano online), tiro a indovinare senza tema di smentita: i file musicali erano sul suo computer. E non aveva alcuna prova che mostrasse che li aveva comprati...
    non+autenticato
  • Non mi risulta che un privato cittadino sia costretto a conservare gli scontrini di qualsiasi cag*ta che compra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente
    > Non mi risulta che un privato cittadino sia
    > costretto a conservare gli scontrini di qualsiasi
    > cag*ta che
    > compra.

    Non lo è, infatti. Ma quando si va nei pasticci, come qui, l'assenza degli scontrini (o altra prova d'acquisto: per dire, se si usa la carta di credito per acqusito online, o si va sempre nello stesso negozio e ormai ci conoscono per nome e cognome, vale anche quella) è un forte indizio di colpevolezza. Inutile fare finta che non sia così. Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Non lo è, infatti. Ma quando si va nei pasticci,
    > come qui, l'assenza degli scontrini (o altra
    > prova d'acquisto: per dire, se si usa la carta di
    > credito per acqusito online, o si va sempre nello
    > stesso negozio e ormai ci conoscono per nome e
    > cognome, vale anche quella) è un forte indizio di
    > colpevolezza. Inutile fare finta che non sia
    > così. Triste

    Sì, ma indizio != prova.
    E non mi pare si possa venire condannati solo sulla base di qualche indizio, per quanto forte esso possa essere.

    Da un punto di vista logico/formale, invece, potrebbe trattarsi di http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_ignorantiam:

    A: Questi mp3 sono illegali. Hai lo scontrino per provare il contrario?
    B: No.
    A: Allora li hai rubati. (sono illegali)
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon
    > - Scritto da: Leguleio

    > > Non lo è, infatti. Ma quando si va nei
    > pasticci,
    > > come qui, l'assenza degli scontrini (o altra
    > > prova d'acquisto: per dire, se si usa la
    > carta
    > di
    > > credito per acqusito online, o si va sempre
    > nello
    > > stesso negozio e ormai ci conoscono per nome
    > e
    > > cognome, vale anche quella) è un forte
    > indizio
    > di
    > > colpevolezza. Inutile fare finta che non sia
    > > così. Triste
    >
    > Sì, ma indizio != prova.
    > E non mi pare si possa venire condannati solo
    > sulla base di qualche indizio, per quanto forte
    > esso possa
    > essere.

    Ma infatti non si viene condannati solo su quella base. Il tuo discorso funzionerebbe se la polizia andasse a casa di cittadini presi a campione, e controllasse i loro computer (quando lo possiedono) alla ricerca di file musicali. Ma la procedura non è questa. Si parte sempre da qualcosa di concreto, da tracce lasciate online. E poi si piomba a casa del malcapitato, sperando che non sia uno scaricone prudente che ha provveduto a cifrare tutti i file. Il quadro indiziario forma una prova, ma è composito.

    Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul proprio computer oltre diecimila brani musicali, ed è decisamente improbabile che i genitori gli regalino musica in tal quantità? Si fa 2+2, e si deduce che almeno una parte sono di provenienza P2P.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Si parte sempre da qualcosa di concreto,
    > da tracce lasciate online.

    Le tracce online potrebbero anche essere state lasciate da qualcuno che si è intromesso nella rete wi-fi di casa, abusandone.
    Dubbio ragionevole che potrebbe venir sollevato sia dal ragazzino che dalla famiglia.

    Hai voglia poi, a dimostrare il contrario...

    > Ad esempio: un ragazzino di 13 anni ha sul
    > proprio computer oltre diecimila brani musicali,
    > ed è decisamente improbabile che i genitori gli
    > regalino musica in tal quantità? Si fa 2+2, e si
    > deduce che almeno una parte sono di provenienza
    > P2P.

    Tale deduzione, per quanto logica e scontata, dev'essere comunque dimostrata. Non basta dire che la maggior parte di quei 10.000 brani è (quasi) sicuramente di provenienza illecita, per il semplice fatto che è altamente improbabile che siano stati regolarmente acquistati tutti - lo devi anche dimostrare!
    non+autenticato
  • Ma siamo fuori? Con 200 euro quasi quasi lo si può registrare il brano… (a livelli non ultra professionali si fa con molto meno).
  • - Scritto da: jackoverfull
    > Ma siamo fuori? Con 200 euro quasi quasi lo si
    > può registrare il brano… (a livelli non ultra
    > professionali si fa con molto
    > meno).
    Purtroppo, ci sono state condanne anche molto superiori.. anche con migliaia e migliaia di dollari a brano...

    Roba da pazzi, secndo me...
    non+autenticato
  • si ma non in italia.. forse nemmeno in europa..
    non+autenticato
  • mi fanno rabbrividire:

    " i giudici teutonici avevano sottolineato come i due genitori non si fossero adoperati a sufficienza per prevenire lo scaricamento illecito, dunque risultando responsabili in maniera diretta delle condivisioni "

    Quindi se io non mi "adopero a sufficienza" per prevenire una rapina, ne divento diretto responsabile? Che logica è mai questa?

    Per fortuna c'ha pensato la Corte Federale a sistemare le cose.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon
    > mi fanno rabbrividire:
    >
    > " i giudici teutonici avevano
    > sottolineato come i due genitori non
    > si fossero adoperati a sufficienza per prevenire
    > lo scaricamento
    illecito, dunque
    > risultando responsabili in maniera
    > diretta
    delle condivisioni "
    >

    >

    Questo è un riassunto preso pari pari dal sito in inglese torrentfreak.com, il cui nome indica da solo di che pasta siano fatti. Questo sito di materie legali in tedesco non riporta quella frase:

    http://www.lto.de/recht/hintergruende/h/fragwuerdi.../

    almeno non in questi termini.
    L'ho già scritto, sul web si è creato un ricco genere giornalistico che anziché inventarsi di sana pianta storie di letto dei VIP e dei politici si inventa le notizie di informatica. La sensazione suscitata in una parte di lettori è la stessa: scandalo.
    non+autenticato
  • Un bel post-it appiccicato sul monitor con scritto "non scaricare mp3 e non guardare i porno" e uno e' a posto.

    Sono troppo avanti i tedeschi!
  • I bambini tedeschi passeranno dal "non lo sapevo, non l'ho fatto apposta" al "lo sapevo e l'ho fatto apposta - quindi tutto okay" A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Un bel post-it appiccicato sul monitor con
    > scritto "non scaricare mp3 e non guardare i
    > porno" e uno e' a
    > posto.
    >
    > Sono troppo avanti i tedeschi!
    c'e' il trucco pero'. Per produrre questo risultato devi beccarti 2 processi = palanche a go-go per gli avvocati. as usual.
    non+autenticato