Mauro Vecchio

HP, nessun aiuto alla censura siriana

I partner commerciali del colosso statunitense non avrebbero mai saputo dei rapporti della società italiana Area con il governo di Damasco. L'azienda di Palo Alto scrive alla SEC

Roma - Una missiva inviata dal colosso Hewlett-Packard (HP) all'attenzione della statunitense Securities and Exchange Commission (SEC): l'azienda di Palo Alto non avrebbe mai venduto i suoi prodotti al governo siriano, almeno non in maniera diretta e consapevole. Nessuno strumento per le attività di tracciamento e sorveglianza sarebbe finito nelle mani di Damasco con l'avallo della società a stelle e strisce.

Nel novembre 2011, numerosi quotidiani internazionali avevano denunciato la vendita di tecnologie censorie da parte dell'azienda italiana Area, che a sua volta acquistava i prodotti di HP da alcuni rivenditori autorizzati a livello locale. Stando alla lettera inviata alla SEC, i vari partner commerciali di HP non sarebbero mai venuti a conoscenza della effettiva destinazione dei prodotti.

Come noto, il governo di Washington ha da tempo imposto una serie di sanzioni economiche al governo siriano, accusato di violazione dei diritti umani anche attraverso l'utilizzo di tecnologie per la sorveglianza e il tracciamento delle attività digitali. HP non avrebbe mai avuto rapporti diretti con i responsabili di Area, che appunto si sarebbero serviti di un partner non al corrente della situazione.
La stessa azienda di Palo Alto aveva già spezzato i suoi legami commerciali con Area, trovata in violazione dei termini contrattuali nella specifica sezione sulla vendita di prodotti a nazioni sotto embargo o soggette ad altre sanzioni commerciali. Nel mirino della SEC è comunque finita anche la distribuzione di soluzioni IT a società non statunitensi molto attive in paesi come il Sudan, vittima delle stesse sanzioni imposte al governo di Damasco.

Mauro Vecchio
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