Alfonso Maruccia

Un SSD cotto è un SSD eterno?

Una società asiatica sostiene di aver sviluppato una tecnologia potenzialmente in grado di donare una vita lunghissima ai drive basati su memoria a stato solido

Roma - Macronix, produttore di chip di memoria non volatile in quel di Taiwan, avrebbe individuato il "santo Graal" per i dischi SSD e altri supporti di storage basati su NAND Flash: basta un breve impulso di calore, dice la società, per estendere di qualche ordine di grandezza la vita utile dei chip di memoria.

Attesa alla sua prima presentazione pubblica durante il prossimo International Electron Devices Meeting (11 dicembre, San Francisco), la tecnologia di Macronix parrebbe dunque eliminare il tallone di Achille dello storage a stato solido, vale a dire la progressiva e irreversibile degradazione delle celle di memoria - e la loro conseguente inutilizzabilità - in seguito a un numero finito di cicli di lettura/scrittura.

I maggiori produttori di dischi SSD (Intel e Samsung in testa) tendono a mitigare il problema del degrado delle celle di memoria attraverso un processo noto come "wear leveling", in cui la complessa elettronica del controller integrato nel disco si incarica di "spalmare" le scritture dei bit di dati su un numero maggiore di celle.
La tecnologia Macronix intende portare il wear leveling al pensionamento, e lo fa servendosi di un procedimento di "ri-cottura" dei chip NAND Flash capace di riportare questi ultimi a uno stato di perfetta funzionalità ai fini dell'archiviazione dati.

Che i chip "cotti" con intense quantità di calore (oltre 400 gradi centigradi) ritornino giovani e un fatto noto, ma il "miracolo" di Macronix consiste nell'aver integrato il procedimento localmente - cella per cella - con impulsi di calore da più di 800 gradi e della durata di qualche millisecondo.

Così facendo, sostiene la società taiwanese, la vita utile degli SSD passa dagli attuali 10mila cicli di lettura/scrittura ai 100 milioni sperimentati nei test. E si potrebbe andare anche oltre, suggerisce Macronix, visto che i test suddetti sono stati interrotti per questioni squisitamente temporali.

Alfonso Maruccia
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15 Commenti alla Notizia Un SSD cotto è un SSD eterno?
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  • Nella scienza dei materiali la ricottura è usata per far rilasciare le tensioni interne al pezzo dopo una lavorazione per deformazione plastica.
    Per gli SSD quale sarebbe il processo fisico? Gli strati magnetici diventano meno proni ad accumulare cariche residue dopo ogni scrittura?
    Funz
    12995
  • Ma questi gli 800 gradi in ogni singola cella come li ottengono? Non è che dopo un paio di volte si "brucia" la resistenza elettrica che hanno usato?
    Insomma mi piacerebbe avere qualche dettaglio in più non vorrei che fosse il solito vapor wave che su Pi va tanto!
  • :) carina questa, resistenze per scaldare le celle, in pratica usando degli integrati, servirebbe una stanza solo per le resistenze:)
    scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto "improbabile" o nanotecnologie "cristalli piezoelettrici" per generare e "trasportare" calore su una cella.
  • - Scritto da: $printscreen
    >Sorride carina questa, resistenze per scaldare le
    > celle, in pratica usando degli integrati,
    > servirebbe una stanza solo per le
    > resistenze:)
    > scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto
    > "improbabile" o nanotecnologie "cristalli
    > piezoelettrici" per generare e "trasportare"
    > calore su una
    > cella.

    Nessuna resistenza, imho.
    Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a qualche GHz.
    Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda eccome. Trova il modo di far andare la cella, per breve tempo, a quella frequenza e l'hai scaldata.
    C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione" e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno risolto.


    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: $printscreen
    > >Sorride carina questa, resistenze per scaldare le
    > > celle, in pratica usando degli integrati,
    > > servirebbe una stanza solo per le
    > > resistenze:)
    > > scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto
    > > "improbabile" o nanotecnologie "cristalli
    > > piezoelettrici" per generare e "trasportare"
    > > calore su una
    > > cella.
    >
    > Nessuna resistenza, imho.
    > Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito
    > integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a
    > qualche
    > GHz.
    > Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda
    > eccome. Trova il modo di far andare la cella, per
    > breve tempo, a quella frequenza e l'hai
    > scaldata.
    > C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione"
    > e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno
    > risolto.
    >
    Un pizzico di cannella prima di metterla in forno
    non+autenticato
  • effetto Seebeck di spin. HIMBO!
    la storia resistenza era solo sarcasmo!
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: $printscreen
    > >Sorride carina questa, resistenze per scaldare le
    > > celle, in pratica usando degli integrati,
    > > servirebbe una stanza solo per le
    > > resistenze:)
    > > scherzi a parte, utilizzeranno calore indotto
    > > "improbabile" o nanotecnologie "cristalli
    > > piezoelettrici" per generare e "trasportare"
    > > calore su una
    > > cella.
    >
    > Nessuna resistenza, imho.
    > Da che mondo è mondo per riscaldare un circuito
    > integrato basta sparargli un bel ciclo di clock a
    > qualche
    > GHz.
    > Un bell'impulso a 5GHz e la cella si scalda
    > eccome. Trova il modo di far andare la cella, per
    > breve tempo, a quella frequenza e l'hai
    > scaldata.
    > C'è un problema che si chiam "Elettromigrazione"
    > e mi piacerebbe sapere se e come l'hanno
    > risolto.
    >
    >
    > GT

    "resistenza" era un modo di dire è chiaro che non mi aspetto una nanoserpentina o simili, tu pensi usino un impulso ad alta frequenza, tuttavia nei processori non sostengono che appunto simili impulsi o ache overclock assai meno spinti abbrevino a volte anche di molto la vita di un processore? Qui non capisco proprio come stressare sopra le specifiche tali celle di memoria non abbia impatti negativi, ecco vorrei che qualcuno spiegasse un po meglio la cosa, perchè ritengo che i problemi siano parecchi.
  • Non fidatevi di queste news promozionali!

    Chi usa le memorie SSD a scopo professionale, sa benissimo che purtroppo si rompono facilmente, molto, ma molto, ma molto, ma molto tempo prima del teorico "numero finito di cicli di lettura/scrittura"...
    non+autenticato
  • per curiosità potresti riportare la fonte?
    non+autenticato
  • - Scritto da: io78
    > per curiosità potresti riportare la fonte?

    La fonte? L'esperienza in prima persona non va bene, no, tu sei uno di quelli che "credo a quello che leggo e basta". Ma LOL.
    non+autenticato
  • non credo a quello che leggo ma se nessuno ne parla immagino non sia vero perchè una delle potenzialità che attribuisco a Internet è la capacità di condivisione delle esperienze.
    Da quello che scrivi immagino tu l'abbia provato sulla tua pelle quindi mi basta tu risponda a queste domande
        Quali SSD ti si sono rotti (Modello/Capacità/Processo produttivo)?
        Scenario d'utilizzo?
    non+autenticato
  • Sinceramente io sto usando sia gli ssd della samsung che quelli della kingstone da veramente un sacco di mesi (sotto stress in quanto ci faccio girare delle macchine virtuali tutti i giorni) e sinceramente non perdono un colpo.
  • > credo a quello che leggo e basta

    Proprio per niente, ed è proprio per questo che ti vengono chieste fonti verificabili.
    non+autenticato
  • - Scritto da: io78
    > per curiosità potresti riportare la fonte?

    Una ricerca in rete è troppo faticosa?

    Citazione:
    "Il problema però non è che si arriva a completare i possibili cicli di scrittura e cancellazione, ma piuttosto il firmware – come dimostrano i frequenti aggiornamenti pubblicati dai produttori."

    http://tomshw.it/cont/articolo/sono-piu-affidabili...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Diffi Dente
    > Non fidatevi di queste news promozionali!
    >
    > Chi usa le memorie SSD a scopo professionale, sa
    > benissimo che purtroppo si rompono facilmente,
    > molto, ma molto, ma molto, ma molto tempo prima
    > del teorico "numero finito di cicli di
    > lettura/scrittura"...

    Sei di religione FUDdista, vero?