Alfonso Maruccia

ONU, tecnocontrollo per tutti

Nelle segrete stanze del meeting di Dubai, l'organizzazione internazionale per la regolamentazione delle telecomunicazioni approva le misure di analisi del traffico di rete. I dittatori di tutto il mondo ringraziano

Roma - Forse a dar credito alle indiscrezioni negative si fa peccato, ma in genere si fa sempre centro: come già preannunciato all'inizio del meeting ITU di Dubai, questo mercoledì l'organizzazione dell'ONU che si dedica alle telecomunicazioni ha approvato la ratifica della deep packet inspection (DPI) in forma di standard mondiale.

La conferma della notizia arriva da Asher Wolf, che si è fatta recapitare la documentazione sulle "raccomandazioni" ITU per la DPI: il documento gli è stato fornito ma con la richiesta di non renderlo pubblico. La richiesta è stata prontamente ignorata e il documento è infine divenuto di pubblico dominio.

I membri dell'ITU (rappresentanti i rispettivi paesi alla conferenza di Dubai) hanno approvato a porte chiuse le raccomandazioni - apparentemente senza nemmeno discuterle: il nuovo "standard" telematico di analisi del traffico dati viene descritto (nei documenti ufficiali) come potenzialmente impiegabile per cercare stringhe su BitTorrent, identificare un file specifico inviato da un utente specifico, bloccare contenuti e traffico, bloccare il gaming online, identificare gli "uploader" (cioè i seeder) su BitTorrent, identificare e bloccare il traffico VoIP.
Tutto questo e altro ancora, secondo l'ITU, diverrà standard internazionale alla conclusione dei lavori della conferenza di Dubai. E anche se la DPI è una semplice tecnologia che non ha in sé connotati negativi o positivi, il potenziale abuso di uno strumento così potente a livello di ISP è quantomeno foriero di scenari inquietanti.

A quanto pare, i membri dell'ITU avrebbero approvato la ratifica di uno standard sulla DPI dietro proposta della Cina, senza prendere in minima considerazione le potenziali implicazioni sulla privacy dei netizen - o tutto il resto.

L'ITU si avvia dunque a standardizzare il tecnocontrollo dei dittatori e i governi illiberali di tutto il mondo? "No way", hanno risposto i politici americani, che almeno sulla carta (cioè al Congresso) hanno votato per riaffermare l'impegno degli Stati Uniti per una Internet globale e libera da qualsiasi tipo di controllo governativo.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia ONU, tecnocontrollo per tutti
Ordina