Cristina Sciannamblo

Caso Vividown, aspettando la sentenza d'Appello

Uno degli imputati ripercorre la vicenda e sottolinea le pesanti possibili ripercussioni legali per Google e per tutta Internet. La sentenza di secondo grado č attesa prima di Natale

Caso Vividown, aspettando la sentenza d'AppelloRoma - Sono stati condannati dal Tribunale di Milano a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per violazione della privacy dopo che un utente aveva caricato su Google Video una clip contenente scene di bullismo nei confronti di un ragazzo down. I tre dirigenti di Mountain View David Carl Drummond, George De Los Reyes e Peter Fleischer, convinti delle proprie ragioni, hanno deciso di ricorrere in appello, la cui sentenza è stata fissata per il prossimo 21 dicembre.

In questi giorni si stanno tenendo le udienze che vedono contrapposti da una parte Google e dall'altra l'associazione Vividown. Momenti che hanno permesso a uno degli imputati, Peter Fleischer, responsabile delle strategie del gruppo, di ripercorrere tutte le tappe della vicenda e di scandagliare le diverse questioni legali e politiche implicate.

"Stiamo ricorrendo in appello contro questa decisione eccezionale sia per tutelare i nostri nomi sia perché rappresenta un grave fraintendimento della legge sulla privacy online e una minaccia alla libertà del Web": con un tono pacato ma allo stesso tempo deciso, Fleischer non mostra tentennamenti nel manifestare i rischi rappresentati da un precedente legale simile qualora i giudici non dovessero decidere di rivedere la sentenza di condanna. Secondo il dirigente di Mountain View, le leggi europee garantiscono gli hosting provider da possibili ricorsi legali purché avvenga la rimozione dei contenuti illeciti una volta comunicata la notifica: "spazzare via questo importante principio" - sostiene Fleischer - significa attaccare le libertà stesse su cui si basa Internet, minacciando la continua disponibilità di siti che accettano i contenuti generati dagli utenti.
Fleischer sottolinea la necessità di tracciare un confine netto tra utenti e intermediari e la conseguente impossibilità di considerare i gestori delle piattaforme di hosting responsabili dei contenuti pubblicati, a maggior ragione quando gli stessi gestori si mostrano solerti nell'eliminazione delle clip che violano i termini e le condizioni di YouTube. Si tratta di una critica diretta alle motivazioni fornite dal Giudice Oscar Magi, secondo il quale le condizioni generali di servizio di YouTube appaiono spesso incomprensibili, interpretazione che, secondo Fleischer, si rivela inconsistente dal momento che tutti i tipi di imprese commerciali che operano su Internet prevedono simili termini contrattuali.

La domande che si profila è: "Quali nuovi obblighi di legge potrebbero essere imposti nel prossimo caso dinanzi ad un giudice penale?". Per Fleischer, ritenere e stabilire che i servizi di hosting siano responsabili, e perseguibili penalmente, per i contenuti pubblicati costituirebbe una "prospettiva agghiacciante, che rischia di avere un impatto significativo sullo sviluppo futuro di Internet".

Cristina Sciannamblo
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74 Commenti alla Notizia Caso Vividown, aspettando la sentenza d'Appello
Ordina
  • Tutta le vicenda è uno scherzo, davvero. Dei ragazzi, stupidi, prendono in giro un ragazzo scemo per scherzo. Ovvio non si deve fare, i loro genitori dovrebbero prenderli a sberle ma non lo fanno, l'insegnante dovrebbe proteggere, ma se ne sbatte, google video (ora youtube) dovrebbe rimuovere il filmato (allo stesso modo su youtube non si trovano filmati hard o porno), ma se ne sbatte. Tutta la vicenda è insignificante, purtroppo le ingiustizie esistono, però il processo contro google è una grossa roba, ci sono parecchi soldi che si possono fare in caso di vittoria, ricorda quelli contro la Marlboro, contro Michal Jackson, etc. Ok, storia già vista davvero. Però perché viene data una condanna penale? Davvero, qua io non capisco i termini, però non è il mio mestiere. Qualcuno può spiegarmi perché si arriva a questo paradosso, in cui ladri e assassini riescono a non finire in galera, e cose come queste diventano addirittura penali? Non dovrebbe essere un processo civile?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Roby

    > Tutta le vicenda è uno scherzo, davvero. Dei
    > ragazzi, stupidi, prendono in giro un ragazzo
    > scemo per scherzo.

    Un po' di più di "prendere in giro", per la verità. Sono stati condannati a 10 mesi di lavori socialmente utili per minaccia, violenza privata e percosse, secondo i giornali.
    La vittima era affetta da sindrome di Down per gli aguzzini, secondo altre fonti era autistica, secondo altre ancora "aveva dei problemi" non meglio specificati. Chi ci capisce è bravo. Con la lingua fuori Non era un ragazzo con le stesse capacità di difesa degli altri, alla fine.



    > Ovvio non si deve fare, i loro
    > genitori dovrebbero prenderli a sberle ma non lo
    > fanno, l'insegnante dovrebbe proteggere, ma se ne
    > sbatte,

    È stata condannata anche l'insegnante:


    http://tinyurl.com/bsjpvwb

    ho qualche dubbio che fosse davvero presente quando la scena è stata filmata, sospetto che si fosse assentata senza motivo. Ma è una sfumatura senza importanza, la condanna non cambierebbe.



    > google video (ora youtube) dovrebbe
    > rimuovere il filmato (allo stesso modo su youtube
    > non si trovano filmati hard o porno), ma se ne
    > sbatte.

    Dalla prima segnalazione di un utente alla rimozione sono passati due giorni. Ma non c'è prova certa della data della prima segnalazione di un privato. Ci è voluta una richiesta formale della Polizia postale per smuovere i responsabili.

    > Tutta la vicenda è insignificante,
    > purtroppo le ingiustizie esistono, però il
    > processo contro google è una grossa roba, ci sono
    > parecchi soldi che si possono fare in caso di
    > vittoria, ricorda quelli contro la Marlboro,
    > contro Michal Jackson, etc.

    Spesso è così, ma in questo caso no. Le condanne sono state solo a pene detentive, tutte sospese, e alla pubblicazione della sentenza su tre quotidiani. Questo perché i genitori del ragazzo hanno ritirato la querela, e per l'associazione Vivi Down non è stata riconosciuta la diffamazione.


    > Ok, storia già vista
    > davvero. Però perché viene data una condanna
    > penale? Davvero, qua io non capisco i termini,
    > però non è il mio mestiere. Qualcuno può
    > spiegarmi perché si arriva a questo paradosso, in
    > cui ladri e assassini riescono a non finire in
    > galera, e cose come queste diventano addirittura
    > penali? Non dovrebbe essere un processo
    > civile?

    Perché la legge sulla privacy, o meglio, il Codice in materia di protezione dei dati personali, prevede sanzioni penali per chi, al fine di trarne profitto, divulga dati sensibili relativi alla salute di un minore di anni 18. La legge però, con formulazione diversa, esisteva già da 10 anni, nel 2006, non era una cosa ignota a tutti.
    non+autenticato
  • Fino a che punto l'intermediario é irresponsabile?

    Immaginiamo che qualcuno recapiti per posta un pacchetto pesante a forma di mitra a casa mia.
    L'intermediario dovrebbe rispettare la mia privacy e non aprirlo.
    Poi non é un problema suo quello che mi faccio spedire.

    Ma richiedere l'assoluta irresponsabilità a mio parere sarebbe un errore.
    Penso che in determinati casi sia giusto che si attivino delle procedure per cui anche l'intermediario, seguendo regole codificate, debba intervenire a prevenire situazioni di rischio, o allertare chi di dovere.

    Il tutto andrebbe fatto stabilendo bene i modi per evitare pericolose discrezionalità.
  • - Scritto da: paoloholzl

    > Fino a che punto l'intermediario é irresponsabile?
    >
    > Immaginiamo che qualcuno recapiti per posta un
    > pacchetto pesante a forma di mitra a casa
    > mia.
    > L'intermediario dovrebbe rispettare la mia
    > privacy e non
    > aprirlo.

    In molti servizi postali è già così: ogni impiegato e addetto allo smistamento deve avvertire i superiori, o le autorità, se ha il sospetto che il pacco o la busta contengono materiale illegale. Nulla di strano: a parte le leggi generali dello Stato, precise norme di servizio vietano ai clienti di spedire alcune cose.
    Dopodiché non credo ci siano mai stati casi di impiegati delle poste condannati per non aver fatto la segnalazione: è impossibile stabilire che sapevano, ma hanno taciuto. Sorride



    > Ma richiedere l'assoluta irresponsabilità a mio
    > parere sarebbe un
    > errore.
    > Penso che in determinati casi sia giusto che si
    > attivino delle procedure per cui anche
    > l'intermediario, seguendo regole codificate,
    > debba intervenire a prevenire situazioni di
    > rischio, o allertare chi di
    > dovere.
    >
    > Il tutto andrebbe fatto stabilendo bene i modi
    > per evitare pericolose
    > discrezionalità.

    Questo caso comunque ricade sotto un'altra fattispecie, anche se moltissimi media generalisti hanno voluto mistificare il concetto. La condanna è avvenuta perché il contenuto era associato a una pubblicità, e Google video guadagnava su un fatto illecito, ancorché commesso da altri.
    In alcuni Stati la cosa non è penalmente rilevante, altrimenti non esisterebbero piattaforme che presentano solo video estremi, ben peggiori di quello descritto nel caso Vivi Down, e che di pubblicità ne hanno.
    Ma allora non si capisce, essendo nota la legge, perché Google Inc. abbia deciso di costituire una filiale in Italia, Google Italy srl, sottoposta alle leggi italiane...
    non+autenticato
  • tutti sappiamo che vividown, in un eccesso di titillamento legale, ha portato gvideo in tribunale. Quando perfino la famiglia della vittima avrebbe lasciato perdere.
    Tralasciando il fatto che e' proprio la presenza di g.video che ha fatto beccare i mascalzoni che tormentavano il disabile, e' totalmente ABNORME condannare i manager di google, che mai avrebbero potuto sapere o limitare l'upload di questi pirlotti. Con la "scusa" che e' colpa loro, in quanto da g.video traggono profitto. Tsk... come se su g.video fosse pieno di sponsor disposti a pagare ads per video di disabili molestati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > tutti sappiamo che vividown, in un eccesso di
    > titillamento legale, ha portato gvideo in
    > tribunale. Quando perfino la famiglia della
    > vittima avrebbe lasciato
    > perdere.

    Č andata esattamente come dici, anzi, oltre le tue più rosee aspettative: a Vividown non è stato riconosciuto un cent di risarcimento, in quanto la frase pronunciata da uno dei ragazzi era del tutto incidentale, non diffamatoria. E i genitori del ragazzo avevano inizialmente sporto querela, salvo poi ritirarla. Sorride



    > Tralasciando il fatto che e' proprio la presenza
    > di g.video che ha fatto beccare i mascalzoni che
    > tormentavano il disabile,

    ... E che sono stati condannati, sottolineiamolo.


    > e' totalmente ABNORME
    > condannare i manager di google, che mai avrebbero
    > potuto sapere o limitare l'upload di questi
    > pirlotti.

    Avrebbero potuto informare gli utenti con una comunicazione comprensibile che i video di quel genere, che cioè contengono dati personali su di un minorenne, non possono essere caricati. Non so se la circostanza li avrebbe salvati da una condanna, ma non aver predisposto un'informativa chiara è stato fatale per loro.


    > Con la "scusa" che e' colpa loro, in
    > quanto da g.video traggono profitto. Tsk... come
    > se su g.video fosse pieno di sponsor disposti a
    > pagare ads per video di disabili
    > molestati.

    La sentenza, che io ho letto, dice proprio questo. Altrimenti la condanna non sarebbe stata possibile, la legge prescrive chiaramente lo scopo di lucro come circostanza del reato.
    Secondo la ricostruzione all'epoca Google video guadagnava in Italia dalla pubblicità contestuale.


    Curiosità: il difensore di Google Video al processo di primo grado era Giuliano Pisapia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio


    >
    > Avrebbero potuto informare gli utenti con una
    > comunicazione comprensibile che i video di quel
    > genere, che cioè contengono dati personali su di
    > un minorenne, non possono essere caricati. Non so
    > se la circostanza li avrebbe salvati da una
    > condanna, ma non aver predisposto un'informativa
    > chiara è stato fatale per
    > loro.

    Scusa, CHE RAZZA DI DATI DI MINORENNI ci sono in un video del genere ? Hanno messo dei sotto titolo, nome, congome, indirizzo, numero di telefono ecc ecc.. ?
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio

    > > Avrebbero potuto informare gli utenti con una
    > > comunicazione comprensibile che i video di
    > quel
    > > genere, che cioè contengono dati personali
    > su
    > di
    > > un minorenne, non possono essere caricati.
    > Non
    > so
    > > se la circostanza li avrebbe salvati da una
    > > condanna, ma non aver predisposto
    > un'informativa
    > > chiara è stato fatale per
    > > loro.
    >
    > Scusa, CHE RAZZA DI DATI DI MINORENNI ci sono in
    > un video del genere ? Hanno messo dei sotto
    > titolo, nome, congome, indirizzo, numero di
    > telefono ecc ecc..
    > ?

    Premesso che non l'ho visto, lo conosco solo per come viene descritto nella sentenza: sì, il ragazzo è chiaramente riconoscibile, vengono forniti dati sul suo stato di salute, ed era inequivocabilmente minorenne all'epoca dei fatti. Per la legge la divulgazione di questi dati sensibili è sufficiente.
    non+autenticato
  • MA quei dati mica li ha divulgati google, mica e stata google a mettere su il video -_-
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > MA quei dati mica li ha divulgati google, mica e
    > stata google a mettere su il video
    > -_-

    Concorso in reato. Il video l'avrebbe caricato una ragazza, che se ho ben capito è rimasta fuori dalla vicenda giudiziaria, lei ha solo filmato la scena.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > MA quei dati mica li ha divulgati google,
    > mica
    > e
    > > stata google a mettere su il video
    > > -_-
    >
    > Concorso in reato. Il video l'avrebbe caricato
    > una ragazza, che se ho ben capito è rimasta fuori
    > dalla vicenda giudiziaria, lei ha solo filmato la
    > scena.

    No, il video l'ha filmato un ragazzo, compagno di classe, e poi una ragazza l'ha messo in internet, su quel sito.
    user_
    1009
  • - Scritto da: user_
    > - Scritto da: Leguleio
    > > - Scritto da: Sgabbio
    > > > MA quei dati mica li ha divulgati
    > google,
    > > mica
    > > e
    > > > stata google a mettere su il video
    > > > -_-
    > >
    > > Concorso in reato. Il video l'avrebbe
    > caricato
    > > una ragazza, che se ho ben capito è rimasta
    > fuori
    > > dalla vicenda giudiziaria, lei ha solo
    > filmato
    > la
    > > scena.
    >
    > No, il video l'ha filmato un ragazzo, compagno di
    > classe, e poi una ragazza l'ha messo in internet,
    > su quel
    > sito.

    Vedi? Ricordi più particolari di me.
    non+autenticato
  • e i filmati erano due
    user_
    1009
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > MA quei dati mica li ha divulgati google,
    > mica
    > e
    > > stata google a mettere su il video
    > > -_-
    >
    > Concorso in reato. Il video l'avrebbe caricato
    > una ragazza, che se ho ben capito è rimasta fuori
    > dalla vicenda giudiziaria, lei ha solo filmato la
    > scena.
    Concorso?
    Cioè se io sono proprietario di un muro dove ho messo 10 pannelli per ospitare la pubblicità (o altro) a pagamento e su tua responsabilità (come da modalità di utilizzo) e tu ci metti pubblicità illegale o altro io concorro al tuo reato?
    E i danni li pago io e non tu (o chi per te se sei minore!!)???
    In che film?
    ma "ci facci" il piacere!

    Il film (comunque) è sempre quello lo ho visto un milione di volte!... si chiama.... follow the money!

    Chi ha più soldi ?
    I liceali o google?
    La risposta è chiara (e Vividown non ha dovuto fare grandi sforzi di immaginazione) o no?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari


    > > > MA quei dati mica li ha divulgati
    > google,
    > > mica
    > > e
    > > > stata google a mettere su il video
    > > > -_-
    > >
    > > Concorso in reato. Il video l'avrebbe
    > caricato
    > > una ragazza, che se ho ben capito è rimasta
    > fuori
    > > dalla vicenda giudiziaria, lei ha solo
    > filmato
    > la
    > > scena.

    > Concorso?
    > Cioè se io sono proprietario di un muro dove ho
    > messo 10 pannelli per ospitare la pubblicità (o
    > altro) a pagamento e su tua responsabilità (come
    > da modalità di utilizzo) e tu ci metti pubblicità
    > illegale o altro io concorro al tuo
    > reato?

    Assolutamente sì. E ripeto per la millesima volta: certe cose è meglio saperle prima che dopo. Perché dopo, a giochi conclusi, tu puoi fare il diavolo a quattro, scrivere millemila commenti su PI, manifestare davanti al tribunale... è tutto inutile. La legge ti ha condannato, tu devi espiare.

    Il tuo esempio calza a pennello, perché lo ha fatto per primo il giudice Oscar Magi:

    " In parole semplici: non è la scritta sul muro che costituisce reato per il proprietario del muro, ma il suo sfruttamento commerciale può esserlo, in determinati casi e in presenza di determinate circostanze " (pag. 98, grassetto nell'originale).

    > E i danni li pago io e non tu (o chi per te se
    > sei
    > minore!!)???

    Non direi, gli studenti dell'Albe Steiner di Torino sono stati tutti condannati dal tribunale dei minori. Però Google Video non era di loro proprietà, e il trattamento pubblicitario associato al loro video non è stato gestito da loro. Ogni responsabilità fa capo all'autore.



    > In che film?
    > ma "ci facci" il piacere!

    Italia, anno 2010.
    Ti farebbe bene adattarti, un giorno. È sempre meglio che perire.


    > Il film (comunque) è sempre quello lo ho visto un
    > milione di volte!... si chiama.... follow the
    > money!

    Il giudice prende lo stipendio indipendentemente dal tipo di decisione che prende. Lo stesso vale per gli avvocati difensori (in questo caso, Giuliano Pisapia, attualmente sindaco) e per il PM.


    > Chi ha più soldi ?
    > I liceali o google?

    Google Italy srl, suppongo, anche se il capitale sociale versato era decisamente basso. Non conosco i redditi delle famiglie dei ragazzi condannati.

    > La risposta è chiara (e Vividown non ha dovuto
    > fare grandi sforzi di immaginazione) o
    > no?
    > Occhiolino

    Che c'entra Vividown ora? Ha dato il nome al caso, ma all'associazione Vivi Down non è stato riconosciuto un centesimo di risarcimento. Secondo me, ha dovuto pagare un avvocato di parte civile per niente. Ficoso
    non+autenticato