Alfonso Maruccia

Per Google e Facebook un lunedì da dimenticare

Due dei più popolari "fornitori" di servizi telematici affetti da problemi di raggiungibilità. Gmail ha mandato in crash Chrome, mentre Facebook ha fatto pasticci con la configurazione DNS

Roma - Inizio settimana all'insegna del downtime per Google e Facebook: in quello che verrà probabilmente ricordato come il "lunedì terribile" sia della produttività che della procrastinazione online, i due colossi telematici hanno sperimentato un periodo di inaccessibilità che si è riverberato sulla vita in Rete degli utenti ma anche sul business delle aziende.

Il caso di downtime più grave è stato ovviamente quello che ha riguardato Google e le sue molteplici offerte telematiche: nella mattinata statunitense di lunedì (tardo pomeriggio in Italia) si sono succedute notizie di irraggiungibilità per Gmail, Drive e poi il resto dei servizi che si appoggiano alla corposa infrastruttura di Mountain View.

Il problema ha riguardato anche Chrome, browser che gira sui PC degli utenti ma che evidentemente dipende in maniera preponderante dal buon funzionamento dei server di Google per operare nella normalità: Chrome va continuamente in crash, hanno denunciato gli utenti, mentre le "app" mobile esterne al web hanno continuato a funzionare come sempre.
Le peggiori conseguenze del downtime si sono ovviamente avute sulle aziende che hanno scelto l'infrastruttura remota di Google per gestire le proprie comunicazioni (Gmail) e il lavoro di produttività (Docs), con buona pace della metafora del "cloud" come servizio sempre presente e disponibile ovunque e in ogni momento.

Google ha aperto la prevedibile indagine sull'interruzione del servizio (anzi dei servizi), dichiarando la questione risolta per la serata (statunitense). Per quanto riguarda l'origine del problema, invece, una riposta sul forum di assistenza di Chromium (base di codice da cui viene compilato Chrome) ha rivelato che a provocare tutto - inclusi i frequenti crash di Chrome - è stato un errore umano e la conseguente "fallace" modifica del bilanciamento nella gestione dei carichi di lavoro su un pezzo "fondamentale" dell'intera infrastruttura di Google.

Forse non meno grave ma altrettanto fastidiosa è stata la breve irraggiungibilità di Facebook, anch'essa verificatasi questo lunedì: mentre il social network sembrava sparito dal Web e gli utenti si riversavano in massa su Twitter per lamentarsi, la società statunitense ha spiegato che un cambiamento all'infrastruttura DNS ha provocato l'irraggiungibilità del sito per alcuni utenti.

Alfonso Maruccia
12 Commenti alla Notizia Per Google e Facebook un lunedì da dimenticare
Ordina
  • "For approximately 18 minutes" whoa! veloci a detectare, sistemare.

    Velocini anche a fornire trasparente documentazione (web page, pdf report, bugtrack su chrome).

    Reagissero tutti in questo modo...
    non+autenticato
  • I due siti erano raggiungibili ieri sera.
  • Io non uso né Google né Facebook né OpenNIC (risolvo i DNS con il mio server dove c'è installato bind9 ) e non ho avuto nessun problema neanche ieri mattina.
    Chi dipende poco dagli altri, ci perde poco quando gli altri non vanno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Top
    > Io non uso né Google né Facebook né OpenNIC
    > (risolvo i DNS con il mio server dove c'è
    > installato bind9 ) e non ho avuto nessun problema
    > neanche ieri
    > mattina.
    > Chi dipende poco dagli altri, ci perde poco
    > quando gli altri non
    > vanno.

    Guarda, te lo scrive uno che da 10 anni usa server linux casalinghi per la gestione della propria posta e prori siti web (amatoriali, ovviamente), DNS incluso.
    Il problema è:
    1) quanto tempo impieghi a configurare il sistema, a fare gli aggiornamenti, a stare dietro alle macchine?
    2) in caso di guasto, ad esempio hard disk che va in pappa, router o modem che si fulminano.... quanto tempo impieghi a ripristinare il sistema?
    3) per quanto riguarda la sicurezza dei dati, quanto tempo dedichi a predisporre politiche di backup efficaci e a verificarle in continuazione in modo da minimizzare la probabilità di perdere dati importanti?
    4) quanto sono REALMENTE efficaci tali politiche? Diciamo che hai messo dischi in raid, o un nas. Se entra un ladro in casa e ti ruba tutto, hai comunque una seconda copia dei dati aggiornata e leggibile, ad es. su supporto esterno? E quanto tempo impieghi per gestire tale copia?
    La mia esperienza in 10 anni è che il tempo che devi dedicare a una cosa del genere è immensamente superiore a quello che ti serve per utilizzare servizi cloud. Lo puoi fare per passione, ma non consiglierei mai e poi mai a un utente normale di farsi il proprio server di posta o di backup. Mille volte meglio il cloud: i 18 minuti di down di Google non sono niente, ma proprio niente rispetto alle nottate che ho passato in questi anni per resuscitare hard disk guastatisi, effettuare avanzamenti di versione del server che lasciavano il tutto in stato comatoso, venire a capo di questo o quell'altro problema di configurazione del servizio X che dopo l'aggiornamento non funziona più come prima, mettere su script di backup, configurare raid, configurare dns dinamici e via dicendo.
    non+autenticato
  • > Guarda, te lo scrive uno che da 10 anni usa
    > server linux casalinghi per la gestione della
    > propria posta e prori siti web (amatoriali,
    > ovviamente), DNS
    > incluso.
    > Il problema è:

    Sentiamo.

    > 1) quanto tempo impieghi a configurare il
    > sistema, a fare gli aggiornamenti, a stare dietro
    > alle
    > macchine?

    Se hai fatto le cose con testa e usato distribuzioni solidrock come Debian poco o niente, poi dipende lato servizi quanti, quali e come intendi usare il sistema.
    Per esempio se ti limiti a installare tutto e sbatterti con i vari emacs / vim e compagnia briscola a configurarti tutto e sai perfettamente dove mettere le mani ci metti poco.
    Se invece vuoi il webmin installato e il phpadmin e bla bla bla bla ci metti un po' di più.
    Poi ci sono i server web all-inclusive e anche li bisogna dedicarsi un filo.

    Concordo sul tempo perso nel pianificare qual'è il modo migliore sopratutto da un punto di vista di manutenzione futura. E teniamo come assioma che in quell'installazione ci mette le mani solo chi l'ha creata.

    > 2) in caso di guasto, ad esempio hard disk che va
    > in pappa, router o modem che si fulminano....
    > quanto tempo impieghi a ripristinare il
    > sistema?

    Dipende anche qui. Il meglio di tutto è avere una "macchina di backup" online presso un provider e avere tramite il DNS delle entry alternative sia su MX che su A.
    Se questo non c'è beh, son cavoli acidi.

    > 3) per quanto riguarda la sicurezza dei dati,
    > quanto tempo dedichi a predisporre politiche di
    > backup efficaci e a verificarle in continuazione
    > in modo da minimizzare la probabilità di perdere
    > dati
    > importanti?

    Vedi sopra.

    > 4) quanto sono REALMENTE efficaci tali politiche?
    > Diciamo che hai messo dischi in raid, o un nas.
    > Se entra un ladro in casa e ti ruba tutto, hai
    > comunque una seconda copia dei dati aggiornata e
    > leggibile, ad es. su supporto esterno? E quanto
    > tempo impieghi per gestire tale
    > copia?

    Vedi sopra.

    > La mia esperienza in 10 anni è che il tempo che
    > devi dedicare a una cosa del genere è
    > immensamente superiore a quello che ti serve per
    > utilizzare servizi cloud. Lo puoi fare per
    > passione, ma non consiglierei mai e poi mai a un
    > utente normale di farsi il proprio server di
    > posta o di backup.

    Concordo. Ai suoi anni aveva un suo perchè dovuto ai costi, oggi sono talmente ininfluenti che non ne vale la pena.
    Un account business di Gmail (che non è il gmail gratuito) costa 19 euri l'anno.
    Per dire solo gmail.

    > Mille volte meglio il cloud: i
    > 18 minuti di down di Google non sono niente, ma
    > proprio niente rispetto alle nottate che ho
    > passato in questi anni per resuscitare hard disk
    > guastatisi, effettuare avanzamenti di versione
    > del server che lasciavano il tutto in stato
    > comatoso, venire a capo di questo o quell'altro
    > problema di configurazione del servizio X che
    > dopo l'aggiornamento non funziona più come prima,
    > mettere su script di backup, configurare raid,
    > configurare dns dinamici e via
    > dicendo.

    Certo.
    maxsix
    10373
  • Ma gli anonibimbiminkia non avevano postato su twitter di essere stati loro?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma gli anonibimbiminkia non avevano postato su
    > twitter di essere stati
    > loro?

    Sono solo dei banfoni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma gli anonibimbiminkia non avevano postato su
    > twitter di essere stati
    > loro?

    Magari sono stati loro e magari no, ma tu se no cosa fai, li hackeri?

    Ah ah ah ah ah

    Ah ah ah

    Ah ah ah ah ah ah

    Ah

    Ma fammi il sacrosantissimo piacere fammi. Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Progetto an 0
    >
    > > Magari sono stati loro e magari no, ma tu se
    > no
    > > cosa fai, li
    > > hackeri?
    >
    > salutami la maestra!

    Se la maestra è Miriam Leone, te la saluto io molto volentieriA bocca aperta le do' pure un bacio se vuoi (sempre da parte tua eh)A bocca aperta
  • No, li prendo semplicemente per il culo sia che sono stati loro che no.
    E non ho mai detto il contrario infatti...
    non+autenticato