Cristina Sciannamblo

Caso Vividown, le battute finali

Si Ŕ svolta la seconda udienza di Appello nell'ambito del cosiddetto caso Vividown. Accusa e difesa mantengono sostanzialmente inalterate le strategie seguite nel primo grado di giudizio. Sentenza attesa per il 21 dicembre

Roma - A pochi giorni dalla sentenza d'Appello nell'ambito del cosiddetto caso Vividown, la difesa e l'accusa serrano le fila per convincere i giudici italiani delle rispettive ragioni.

La tesi difensiva dei legali di Google insiste nel rivendicare l'assenza dell'obbligo giuridico del controllo per l'Internet provider rispetto alla pubblicazione dei contenuti. Secondo gli avvocati Giulia Bongiorno e Giuseppe Vaciago, la sentenza di condanna di primo grado fa riferimento a un obbligo "di cui non c'è traccia" nell'ordinamento italiano. Una tesi, peraltro, supportata di recente da uno dei tre imputati, Peter Fleischer, il quale ha ripercorso le tappe della vicenda mettendo in luce le implicazioni giuridiche e politiche.

Dal canto suo, il sostituto procuratore generale di Milano Laura Bertolé Viale ha chiesto ai giudici d'Appello la conferma della condanna a sei mesi di reclusione inflitta in primo grado nel febbraio 2010. Una decisione che riteneva i tre imputati colpevoli di violazione delle norme sulla privacy per non aver impedito la pubblicazione, sulla piattaforma Google Video, di una clip in cui si vedeva un minore disabile vittima degli atti di bullismo compiuti dai compagni di classe. Secondo il procuratore generale, i tre dirigenti di Google avrebbero dovuto effettuare un controllo sui dati caricati in Rete, un controllo preventivo che avevano la possibilità di fare e che non è stato fatto per ragioni di costi.
Se c'era qualcuno che aveva l'obbligo di vigilare, sostiene invece la difesa, era la professoressa dell'istituto tecnico di Torino responsabile del gruppo di studenti protagonisti delle scene di bullismo. Una linea difensiva, dunque, che non modifica le ragioni sostanziali già espresse nel primo grado di giudizio e che invita a considerare l'inopportunità di assegnare ai servizi di hosting responsabilità sui contenuti ospitati.

La sentenza d'Appello è attesa per il 21 dicembre.

Cristina Sciannamblo
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47 Commenti alla Notizia Caso Vividown, le battute finali
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  • E' grazie al video caricato su internet che è stato possibile acchiappare e punire i bulli che hanno aggredito il ragazzo. Ma come sempre in Itaglia, invece di perseguire i reati, ci si scandalizza quando qualcuno li racconta in giro. Molto meglio nascondere tutto sotto il tappeto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente

    > E' grazie al video caricato su internet che è
    > stato possibile acchiappare e punire i bulli che
    > hanno aggredito il ragazzo.

    Non era l'unico mezzo: nel senso, era un video girato col telefonino che i ragazzi si scambiavano, almeno quelli che già avevano lo smartphone. E in questi casi, prima o poi, complice l'ingenuità il video sarebbe finito nelle mani sbagliate, e sarebbe scattata la segnalazione. Senza scandalo mediatico, senza denuncia di organismi terzi.
    Essere visti da 5500 persone a livello globale, insomma, non era un passaggio strettamente necessario.


    > Ma come sempre in
    > Itaglia, invece di perseguire i reati, ci si
    > scandalizza quando qualcuno li racconta in giro.

    Il racconto di quanto avveniva in quel video è stato fatto su migliaia di siti e di giornali diversi (credo anche all'estero). Nessuno ha subito seccature per questo. Non è il racconto in sé che qualifica il reato: sono le crude immagini, in cui il ragazzo è riconoscibile, e le crude parole dette.


    > Molto meglio nascondere tutto sotto il
    > tappeto.

    Non direi: Google video come avrebbe potuto guadagnare attraverso Ad Words, se quel video non fosse stato caricato (e chissà quanti altri video simili, ma non girati in Italia)? Un introito in meno! Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Fetente

    > > E' grazie al video caricato su internet
    > > che è stato possibile acchiappare e punire
    > > i bulli che hanno aggredito il ragazzo.

    > Non era l'unico mezzo: nel senso, era un video
    > girato col telefonino che i ragazzi si
    > scambiavano, almeno quelli che già avevano lo
    > smartphone. E in questi casi, prima o poi,
    > complice l'ingenuità il video sarebbe finito
    > nelle mani sbagliate, e sarebbe scattata la
    > segnalazione. Senza scandalo mediatico, senza
    > denuncia di organismi terzi.

    Ma anche no, nessuno avrebbe mai saputo niente.

    > Essere visti da 5500 persone a livello globale,
    > insomma, non era un passaggio strettamente
    > necessario.

    5500 persone ??? SOLO ????

    > > Ma come sempre in Itaglia, invece
    > > di perseguire i reati, ci si scandalizza
    > > quando qualcuno li racconta in giro.

    > Il racconto di quanto avveniva in quel video è
    > stato fatto su migliaia di siti e di giornali
    > diversi (credo anche all'estero). Nessuno ha
    > subito seccature per questo. Non è il racconto in
    > sé che qualifica il reato: sono le crude
    > immagini, in cui il ragazzo è riconoscibile, e le
    > crude parole dette.

    Ci sono video molto ma moooolto peggiori,




    > > Molto meglio nascondere tutto sotto il
    > > tappeto.

    > Non direi: Google video come avrebbe potuto
    > guadagnare attraverso Ad Words, se quel video
    > non fosse stato caricato (e chissà quanti
    > altri video simili, ma non girati in Italia)?
    > Un introito in meno!
    > Sorride

    Calcolando che si
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    > > > E' grazie al video caricato su internet
    > > > che è stato possibile acchiappare e
    > punire
    >
    > > > i bulli che hanno aggredito il ragazzo.
    >
    > > Non era l'unico mezzo: nel senso, era un
    > video
    > > girato col telefonino che i ragazzi si
    > > scambiavano, almeno quelli che già avevano lo
    > > smartphone. E in questi casi, prima o poi,
    > > complice l'ingenuità il video sarebbe finito
    > > nelle mani sbagliate, e sarebbe scattata la
    > > segnalazione. Senza scandalo mediatico, senza
    > > denuncia di organismi terzi.
    >
    > Ma anche no, nessuno avrebbe mai saputo niente.

    I casi in cui un genitore, o comunque un adulto, si imbatte "casualmente" in un video sul telefonino di un o una giovane sono diversi. Ecco una notizia in breve:

    http://www.oksiena.it/esibizioni-pornografiche-gio...

    Ma ovviamente, con una ricerca mirata, troverei altri esempi.



    > > Essere visti da 5500 persone a livello
    > globale,
    > > insomma, non era un passaggio strettamente
    > > necessario.
    >
    > 5500 persone ??? SOLO ????

    Sì, le carte processuali dicono 5500. E nota che era il video più visto in Italia, nella categoria "video divertenti". Ma si era nel 2006, la febbre da video sharing , almeno in Italia, era appena all'inizio.


    > > > Ma come sempre in Itaglia, invece
    > > > di perseguire i reati, ci si
    > scandalizza
    >
    > > > quando qualcuno li racconta in giro.
    >
    > > Il racconto di quanto avveniva in quel video
    > è
    > > stato fatto su migliaia di siti e di giornali
    > > diversi (credo anche all'estero). Nessuno ha
    > > subito seccature per questo. Non è il
    > racconto
    > in
    > > sé che qualifica il reato: sono le crude
    > > immagini, in cui il ragazzo è riconoscibile,
    > e
    > le
    > > crude parole dette.
    >
    > Ci sono video molto ma moooolto peggiori,

    Lo so bene, figurati che io vado a guardarmi quelli del Blog del Narco. Una persona scuoiata a settimana è garantita, se non c'è il video ci sono le foto.


    > Calcolando che si

    Qui mi sa che ti è partito il tasto invio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: krane

    > > > > E' grazie al video caricato
    > > > > su internet che è stato possibile
    > > > > acchiappare e punire i bulli che
    > > > > hanno aggredito il ragazzo.

    > > > Non era l'unico mezzo: nel
    > > > senso, era un video girato col
    > > > telefonino che i ragazzi si
    > > > scambiavano, almeno quelli
    > > > che già avevano lo smartphone.
    > > > E in questi casi, prima o poi,
    > > > complice l'ingenuità il video
    > > > sarebbe finito nelle mani
    > > > sbagliate, e sarebbe scattata
    > > > la segnalazione. Senza scandalo
    > > > mediatico, senza denuncia di
    > > > organismi terzi.

    > > Ma anche no, nessuno avrebbe mai saputo
    > niente.

    > I casi in cui un genitore, o comunque un
    > adulto, si imbatte "casualmente" in un
    > video sul telefonino di un o una giovane
    > sono diversi.

    Oh, ma pensa....
    E che percentuale e' rispetto a quelli non scoperti ?

    Mentre questa tizia metteva il suo video su youtube quante rapine di cui non si e' scoperto il colpevole ci sono state ?

    > Ecco una notizia in breve:
    > http://www.oksiena.it/esibizioni-pornografiche-gio

    > Ma ovviamente, con una ricerca mirata, troverei
    > altri esempi.

    Si, ma su quanti non scoperti ?

    > > > Essere visti da 5500 persone a
    > > > livello globale, insomma, non era
    > > > un passaggio strettamente
    > > > necessario.

    > > 5500 persone ??? SOLO ????

    > Sì, le carte processuali dicono 5500. E nota
    > che era il video più visto in Italia, nella
    > categoria "video divertenti". Ma si era nel
    > 2006, la febbre da video sharing
    >
    , almeno in Italia, era appena
    > all'inizio.

    Ma pensa Rotola dal ridere

    > > > > Ma come sempre in Itaglia, invece
    > > > > di perseguire i reati, ci si
    > > > > scandalizza
    > > > > quando qualcuno li racconta in
    > giro.
    > >
    > > > Il racconto di quanto avveniva in quel
    > video
    > > è
    > > > stato fatto su migliaia di siti e di
    > giornali
    > > > diversi (credo anche all'estero).
    > Nessuno
    > ha
    > > > subito seccature per questo. Non è il
    > > racconto
    > > in
    > > > sé che qualifica il reato: sono le crude
    > > > immagini, in cui il ragazzo è
    > riconoscibile,
    > > e
    > > le
    > > > crude parole dette.
    > >
    > > Ci sono video molto ma moooolto peggiori,
    >
    > Lo so bene, figurati che io vado a guardarmi
    > quelli del Blog del Narco. Una persona scuoiata a
    > settimana è garantita, se non c'è il video ci
    > sono le foto.

    > > Calcolando che si

    > Qui mi sa che ti è partito il tasto invio...

    Emmm si, ma chissi ricorda che volevo scrivereA bocca aperta
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane



    > > > Ma anche no, nessuno avrebbe mai saputo
    > > niente.
    >
    > > I casi in cui un genitore, o comunque un
    > > adulto, si imbatte "casualmente" in un
    > > video sul telefonino di un o una giovane
    > > sono diversi.
    >
    > Oh, ma pensa....
    > E che percentuale e' rispetto a quelli non
    > scoperti
    > ?

    E come faccio a saperlo? Il dato non è essenziale, il discorso è che simili episodi possono venire scoperti anche senza l'esistenza di piattaforme come Google video. Davvero credi che prima dell'epoca internet e dei telefonini non venissero a galla episodi di bullismo a scuola, per altre vie?




    > Mentre questa tizia metteva il suo video su
    > youtube quante rapine di cui non si e' scoperto
    > il colpevole ci sono state
    > ?

    Direi poche o nessuna, visto che per caricare un video di quella lunghezza (191 secondi) bastano pochi minuti, a seconda della velocità di connessione. Giova ricordare che il video è stato caricato da una tal Giulia Lisa, non imputata nel procedimento, ed è quindi impossibile dire se lo abbia caricato perché voleva denunciare un comportamento inaccettabile, oppure in quanto "video divertente".

    Più in generale: se installo un videocamera nascosta dove non posso (ad esempio: un gabinetto pubblico), e, per puro caso, in quel gabinetto avviene un reato, io dovrei essere sollevato dalla responsabilità dell'installazione solo perché il nastro ha fatto individuare il colpevole alla polizia? È probabile che la vittima e la stessa polizia ringrazieranno per la collaborazione: ma una collaborazione non cancella mica il reato.Deluso
    non+autenticato
  • ma su questa vicenda si è raggiunto il minimo sindacale del concetto di intelligenza umana.
    Faccio solo una domanda: quando dei delinquenti utilizzano per la fuga l'autostrada o le strade statali, provinciali, etc. , c'è qualche giudice che condanna la società Autostrade o l'Anas per avere favorito la fuga dei delinquenti?
    non+autenticato
  • In realta' la cosa non e' affatto cosi', l'articolo che si contesta parla di violazione della privacy non di agevolazione di un crimine.
    DuDe
    896
  • - Scritto da: DuDe
    > In realta' la cosa non e' affatto cosi',
    > l'articolo che si contesta parla di violazione
    > della privacy non di agevolazione di un
    > crimine.
    Magari se lo leggi L'art. 167 ti rendi conto che qualche problema c'è....
    Si parla di "trattamento dei dati personali" ....
    Francamente sostenere che un video postato da terzi (privo di dati in se) costituisca "trattamento di dati personali" mi pare un tantinello "forzato" a dire poco!
    non+autenticato
  • Sai benissimo che le leggi tendono ad essere interpretate, quello che comunemente chiamiamo dato personale credo possa essere anche il dato biometrico, cioe' impronta digitale e/o volto, siccome nel video si vede il volto del soggetto suppongo che i giudici abbiano stabilito questa violazione perche' il volto e' un dato personale e sensibile, ricordi che google maps oscura volti e targhe?
    Rimane il fatto che trovo questa sentenza stupida e priva di ogni buon senso
    DuDe
    896
  • Sanno dove possono riuscire a batter cassa, e si buttano...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Sanno dove possono riuscire a batter cassa, e si
    > buttano...

    ╚ un'osservazione che hanno fatto anche altri, ma non c'è più alcuna parte civile nel processo, nessuno chiede risarcimenti.
    Il procuratore generale chiede solo una condanna, direi simbolica, perché è con la condizionale, e perché gli imputati stanno all'estero e non torneranno mai più in Italia.Deluso
    non+autenticato
  • Domanda:

    "Secondo gli avvocati Giulia Bongiorno e Giuseppe Vaciago, la sentenza di condanna di primo grado fa riferimento a un obbligo "di cui non c'è traccia" nell'ordinamento italiano".

    Ma sulla base di quale art. hanno chiesto la condanna?
    Chiedo a te chi mi sembri conoscere molto bene il caso (ho iniziato a leggere la sentenza, ma non c'ho tempo per leggermela tutta).
    Grazie.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Domanda:

    > Ma sulla base di quale art. hanno chiesto la
    > condanna?
    > Chiedo a te chi mi sembri conoscere molto bene il
    > caso (ho iniziato a leggere la sentenza, ma non
    > c'ho tempo per leggermela
    > tutta).



    L'articolo violato è il 167, comma 1 e 2, del Codice in materia di protezione dei dati personali (detto comunemente "legge sulla privacy"). Vedi qui:


    http://www.privacy.it/codiceprivacy.html
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: ThEnOra
    > > Domanda:
    >
    > > Ma sulla base di quale art. hanno chiesto la
    > > condanna?
    > > Chiedo a te chi mi sembri conoscere molto
    > bene
    > il
    > > caso (ho iniziato a leggere la sentenza, ma
    > non
    > > c'ho tempo per leggermela
    > > tutta).
    >
    >
    >
    > L'articolo violato è il 167, comma 1 e 2, del
    > Codice in materia di protezione dei dati
    > personali (detto comunemente "legge sulla
    > privacy"). Vedi
    > qui:
    >
    >
    > http://www.privacy.it/codiceprivacy.html
    Non c'è alcun dato personale che sia stato "trattato" da google
    è stato (nel caso) trattato da altri!
    Nessun "dato" è desumibile dal video come dato personale e come tale non è "trattabile" gli unici "dati" trattati da google sono relativi all'account di chi ha caricato il video.
    Il resto (video) è uno stream binario privo di qualunque dato caratteristico idoneo a identificarlo come tale.
    Ne più ne meno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari


    > Non c'è alcun dato personale che sia stato
    > "trattato" da
    > google
    > è stato (nel caso) trattato da altri!
    > Nessun "dato" è desumibile dal video come dato
    > personale e come tale non è "trattabile" gli
    > unici "dati" trattati da google sono relativi
    > all'account di chi ha caricato il
    > video.
    > Il resto (video) è uno stream binario privo di
    > qualunque dato caratteristico idoneo a
    > identificarlo come
    > tale.
    > Ne più ne meno.

    Google Italy ha trovato il nuovo avvocato della difesa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: tucumcari
    >
    >
    > > Non c'è alcun dato personale che sia stato
    > > "trattato" da
    > > google
    > > è stato (nel caso) trattato da altri!
    > > Nessun "dato" è desumibile dal video come
    > dato
    > > personale e come tale non è "trattabile" gli
    > > unici "dati" trattati da google sono relativi
    > > all'account di chi ha caricato il
    > > video.
    > > Il resto (video) è uno stream binario privo
    > di
    > > qualunque dato caratteristico idoneo a
    > > identificarlo come
    > > tale.
    > > Ne più ne meno.
    >
    > Google Italy ha trovato il nuovo avvocato della
    > difesa.
    Si l'ha trovato e non sono io e tantomeno sei tu ne il giudice ne il PM!
    Magari è venuto il momento che tu te ne renda conto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari


    > > Google Italy ha trovato il nuovo avvocato della
    > > difesa.
    > Si l'ha trovato e non sono io e tantomeno sei tu
    > ne il giudice ne il
    > PM!
    > Magari è venuto il momento che tu te ne renda
    > conto?


    E che aspetti a proporti? Quasi sicuramente hanno bisogno di te al processo di Cassazione.
    Gli attuali avvocati della difesa, poverini, non hanno abbastanza cervello per rendersi conto che il reato non sussiste, e si arrabattano come possono. Arriva tucumcari, e il processo è vinto in un battibaleno. E tutti lì a dire, estasiati: "Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: tucumcari
    >
    >
    > > > Google Italy ha trovato il nuovo
    > avvocato
    > della
    > > > difesa.
    > > Si l'ha trovato e non sono io e tantomeno
    > sei
    > tu
    > > ne il giudice ne il
    > > PM!
    > > Magari è venuto il momento che tu te ne renda
    > > conto?
    >
    >
    > E che aspetti a proporti? Quasi sicuramente hanno
    > bisogno di te al processo di Cassazione.

    Ah dici? e perchè?

    >
    > Gli attuali avvocati della difesa, poverini, non
    > hanno abbastanza cervello per rendersi conto che
    > il reato non sussiste, e si arrabattano come
    > possono.

    Francamente questo è un problema loro io mi limito a osservare i fatti noti.

    > Arriva tucumcari, e il processo è vinto
    > in un battibaleno. E tutti lì a dire, estasiati:
    > "Ma come abbiamo fatto a non pensarci
    > prima?".
    Vedi a me non interessa cosa hanno o non hanno pensato il mio giudezio non dipende da questo ma dai fatti che sono noti.
    E questo temo valga anche per te inevitabilmente.
    Occhiolino
    non+autenticato
  • > Francamente questo è un problema loro io mi
    > limito a osservare i fatti
    > noti.

    [...]

    > Vedi a me non interessa cosa hanno o non hanno
    > pensato il mio giudezio non dipende da questo ma
    > dai fatti che sono
    > noti.
    > E questo temo valga anche per te inevitabilmente.
    > Occhiolino


    Non puoi andare avanti così, tucumcari. Fai male soprattutto a te stesso. Non solo sei arrabbiato col mondo, e questo sarebbe il meno, nei forum ce ne sono tanti, ma nemmeno sai controllare questa rabbia, e sei ormai a un passo dagli stati allucinatori e le manie di onnipotenza. In altra sede ti avevo consigliato una clinica per malattie nervose, e non era una battuta.

    Qui nei forum tutto rimane per iscritto, niente di grave. Ma certi psicodrammi fatti in un luogo pubblico, ad esempio una conferenza, ti farebbero inevitabilmente accompagnare con forza alla porta. Se poi ti trovassi davanti ai giudici che pronunceranno la sentenza d'appello, o al PM, e usassi gli stessi toni che usi con me, rischieresti una querela per ingiurie (o un TSO, a seconda dei casi).

    Pensaci. Io ovviamente non proseguo. Andare avanti equivarrebbe a infierire, e peggiorerebbe la situazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Francamente questo è un problema loro io mi
    > > limito a osservare i fatti
    > > noti.
    >
    > [...]
    >
    > > Vedi a me non interessa cosa hanno o non
    > hanno
    > > pensato il mio giudezio non dipende da
    > questo
    > ma
    > > dai fatti che sono
    > > noti.
    > > E questo temo valga anche per te
    > inevitabilmente.
    > > Occhiolino
    >
    >
    > Non puoi andare avanti così, tucumcari. Fai male
    > soprattutto a te stesso. Non solo sei arrabbiato
    > col mondo, e questo sarebbe il meno, nei forum ce
    > ne sono tanti, ma nemmeno sai controllare questa
    > rabbia, e sei ormai a un passo dagli stati
    > allucinatori e le manie di onnipotenza. In altra
    > sede ti avevo consigliato una clinica per
    > malattie nervose, e non era una
    > battuta.
    >
    > Qui nei forum tutto rimane per iscritto, niente
    > di grave. Ma certi psicodrammi fatti in un luogo
    > pubblico, ad esempio una conferenza, ti farebbero
    > inevitabilmente accompagnare con forza alla
    > porta. Se poi ti trovassi davanti ai giudici che
    > pronunceranno la sentenza d'appello, o al PM, e
    > usassi gli stessi toni che usi con me,
    > rischieresti una querela per ingiurie (o un TSO,
    > a seconda dei casi).
    >
    >
    > Pensaci. Io ovviamente non proseguo. Andare
    > avanti equivarrebbe a infierire, e peggiorerebbe
    > la
    > situazione.

    Come Volevasi Dimostrare.