Mauro Vecchio

Special 301, i nuovi nemici del copyright

Torna la lista dei famigerati mercati della contraffazione e della pirateria audiovisiva. Esclusi Megaupload e il sito cinese Taobao. Preoccupano ancora IsoHunt e Kat.ph

Roma - Da tradizione, la solita lista dei famigerati mercati della pirateria, stilata dai vertici dell'Office of United States Trade Representative (USTR) per indicare tutti quei luoghi - fisici e digitali - in cui continua a proliferare la distribuzione/condivisione di materiale contraffatto o in violazione del copyright.

Nell'ultima edizione dello Special 301, una serie di piattaforme cibernetiche che non preoccupano più le autorità di Washington. Dopo il raid ordinato dal Department of Justice (DoJ) agli inizi dell'anno, il cyberlocker Megaupload è finito in fondo alla classifica dopo aver dominato per molto tempo. Il founder Kim Dotcom ha però annunciato la Mega-rinascita per la fine del prossimo gennaio.

Insieme a Megaupload, il motore di ricerca BtJunkie è stato escluso dalla lista dei nemici del diritto d'autore, avendo chiuso i suoi battenti cibernetici su pressione delle autorità italiane. Citata anche la chiusura di Demonoid, finito nel mirino di un'operazione messicana e bombardato in Ucraina con un attacco DDoS. Il tracker del sito è però tornato a funzionare alla metà dello scorso novembre.
Tra i mercati della contraffazione, gli States hanno accolto con soddisfazione i progressi compiuti da numerosi siti cinesi, a partire da Taobao e Sogou. Nella lista nera resta però il dominio multi-piattaforma Xunlei, che continua ad offrire sia link a contenuti in streaming che spazi di archiviazione con le classiche caratteristiche dei servizi di file hosting.

Nel mirino delle autorità statunitensi resta la Baia dei Pirati, nonostante i blocchi ordinati dai giudici di mezza Europa. Insieme a The Pirate Bay, alcuni tra i principali motori di ricerca BitTorrent, da Torrentz.eu al canadese IsoHunt. Continua la caccia al britannico Putlocker, così come alle condivisioni illegali sul social network russo vKontakte e alla piattaforma di indexing Kat.ph, tra i 40 siti più visitati in Asia.

Mauro Vecchio
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10 Commenti alla Notizia Special 301, i nuovi nemici del copyright
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  • Ancora una volta il DRM colpisce quelli che pagano ottenendo come risultato un coro di: "La prossima volta me lo scarico e andassero a prendersela in qu.."

    http://attivissimo.blogspot.it/2012/12/sistemi-ant...
  • Come se poi ovviamente chiunque a casa abbia un impianto 3D a 48 fps per godersi alla grande la copia fatta dall'amico in sala di proiezione...
    non+autenticato
  • In ogni caso questi articoli e relative discussioni sono positivi: servono per venire a conoscere portali utili di cui si ignorava l'esistenza...
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ancora una volta il DRM colpisce quelli che
    > pagano

    i DRM colpiscono SOLO quelli che pagano senza contare in questo caso benzina per spostarsi al cinema, serata rovinata,ecc,ecc
    non+autenticato
  • Ho fatto una semplice richiesta comparativa ad Alexa.com, ed è venuto fuori che a gennaio 2012, data della chiusura di Megupload, il sito di condivisione file più visitato era Mediafire (anche se di poco):

    http://tinyurl.com/cyxzdyg

    Non vorrei che per una causa in corso si attribuissero a Megaupload record che non deteneva.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Ho fatto una semplice richiesta comparativa ad
    > Alexa.com, ed è venuto fuori che a gennaio 2012,
    > data della chiusura di Megupload, il sito di
    > condivisione file più visitato era Mediafire
    > (anche se di
    > poco):
    >
    > http://tinyurl.com/cyxzdyg
    >
    > Non vorrei che per una causa in corso si
    > attribuissero a Megaupload record che non
    > deteneva.
    chissa' se hai mai letto http://blog.quintarelli.it/files/ssrn-id2176246.pd...

    dove si spiega che megaupload ,sugli introiti delle major, non solo non avesse una gran influenza.. ma anzi sui film 'minori' aveva effetti positivi sulle vendite. (negativi ma non molto, sui blockbusters)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > - Scritto da: Leguleio
    > > Ho fatto una semplice richiesta comparativa ad
    > > Alexa.com, ed è venuto fuori che a gennaio 2012,
    > > data della chiusura di Megupload, il sito di
    > > condivisione file più visitato era Mediafire
    > > (anche se di
    > > poco):
    > >
    > > http://tinyurl.com/cyxzdyg
    > >
    > > Non vorrei che per una causa in corso si
    > > attribuissero a Megaupload record che non
    > > deteneva.

    > chissa' se hai mai letto
    > http://blog.quintarelli.it/files/ssrn-id2176246.pd


    È un "quasi esperimento", come dichiara lo stesso autore. Non ha alcun valore scientifico. Nell'ambito dei contenti scaricati dal web, che comprende anche musica, giornali e riviste, libri, giochi, programmi, oltre ai film, vale la regola che è impossibile sapere se l'utente avrebbe pagato per acquistare il tal prodotto, se non lo avesse trovato, o semplicemente, ne avrebbe fatto a meno.
    Si possono fare sondaggi, ma dubito si otterrebbero risposte sincere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: bubba
    >
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > Ho fatto una semplice richiesta
    > comparativa
    > ad
    > > > Alexa.com, ed è venuto fuori che a
    > gennaio
    > 2012,
    > > > data della chiusura di Megupload, il
    > sito
    > di
    > > > condivisione file più visitato era
    > Mediafire
    > > > (anche se di
    > > > poco):
    > > >
    > > > http://tinyurl.com/cyxzdyg
    > > >
    > > > Non vorrei che per una causa in corso si
    > > > attribuissero a Megaupload record che
    > non
    > > > deteneva.
    >
    > > chissa' se hai mai letto
    > >
    > http://blog.quintarelli.it/files/ssrn-id2176246.pd
    >
    >
    > È un "quasi esperimento", come dichiara lo
    > stesso autore. Non ha alcun valore scientifico.
    stai dicendo che i dati dei boxoffice Usa non hanno alcun valore? e dire che sono i dati delle majorSorride

    > Nell'ambito dei contenti scaricati dal web, che
    > comprende anche musica, giornali e riviste,
    > libri, giochi, programmi, oltre ai film, vale la
    > regola che è impossibile sapere se l'utente
    > avrebbe pagato per acquistare il tal prodotto, se
    > non lo avesse trovato, o semplicemente, ne
    > avrebbe fatto a meno.
    Beh e' fantastico. Allora cosa stanno perseguitando la gente a fare?
    Se e' "impossibile sapere se" (che vale anche capovolto), lasciamo stare gli enforcement, il lobbying legale e le retate. Le major gestiscano i loro sistemi di vendita, e i privati si scambino la roba, senza harassment. (Com'era sostanzialmente 15 anni fa, per quanto riguarda il digitale)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > http://blog.quintarelli.it/files/ssrn-id2176246.pd
    > >
    > >
    > > È un "quasi esperimento", come dichiara lo
    > > stesso autore. Non ha alcun valore scientifico.

    > stai dicendo che i dati dei boxoffice Usa non
    > hanno alcun valore? e dire che sono i dati delle
    > major
    >Sorride

    Premessa generale: personalmente non nutro nessunissima fiducia nei dati di affluenza nelle sale sciorinati in occasione delle prime visioni dei fine settimana dalla bugiarda Hollywood: "ha polverizzato ogni record d'incassi", "il più grande successo dai tempi dei Predatori dell'arca perduta" "spettatori in piedi tre ore al freddo" e simili espressioni reboanti sono né più né meno che espedienti pubblicitari, che nessun ente si prende la briga di verificare e di confrontare davvero coi casi precedenti.

    In questo caso però faccio finta di credere ai dati dei produttori cinematografici: si tratta di un "quasi esperimento" perché non è possibile isolare una parte della popolazione, impedendogli per alcuni mesi l'accesso a internet e agli amici che hanno internet, per controllare il loro comportamento nei riguardi del noleggio di DVD o della frequentazione dei cinema. Non c'è quindi un termine di confronto reale tra fruizione legale e fruizione illecita secondo le leggi vigenti: ognuno decide da sé se utilizzare l'una o l'altra, oppure entrambe: si sente ogni tanto di gente che aveva visto un film scaricato, e gli è piaciuto così tanto che se lo è visto pure al cinema. Sorride


    > > Nell'ambito dei contenti scaricati dal web, che
    > > comprende anche musica, giornali e riviste,
    > > libri, giochi, programmi, oltre ai film, vale la
    > > regola che è impossibile sapere se l'utente
    > > avrebbe pagato per acquistare il tal prodotto,
    > se
    > > non lo avesse trovato, o semplicemente, ne
    > > avrebbe fatto a meno.

    > Beh e' fantastico. Allora cosa stanno
    > perseguitando la gente a
    > fare?

    Speravo ci arrivassi da solo: perché le leggi sul diritto d'autore sono sempre lì, quasi immutate da oltre 100 anni, e nessuno, ma proprio nessuno, ha seriamente l'intenzione di abolirle.


    > Se e' "impossibile sapere se" (che vale anche
    > capovolto), lasciamo stare gli enforcement, il
    > lobbying legale e le retate. Le major gestiscano
    > i loro sistemi di vendita, e i privati si
    > scambino la roba, senza harassment. (Com'era
    > sostanzialmente 15 anni fa, per quanto riguarda
    > il
    > digitale)

    Ma quest'ultima parte è scritta in inglese o in un'altra lingua che non riesco a identificare? Sono inglesi i termini enforcement , lobbying , major , e harassment . Il resto... boh?!?
    non+autenticato