massimo mantellini

Contrappunti/ L'assassino sbagliato

di M. Mantellini - I giornali si trasformano in tabloid Internet. Ma l'unica alternativa per il business delle notizie in Rete è: qualità, riflessione, approfondimento. L'epoca degli scoop è finita

Roma - È accaduto che per qualche ora un giovane statunitense, ignaro del destino tragico occorso anche alla sua famiglia, usasse la propria pagina Facebook come flebile microfono per discolparsi col mondo. Per qualche ora la battaglia dei comunicati e la loro potenza di emissione è stata asimmetrica come non mai: da un lato CNN, Huffington Post, Slate che davano in pasto all'opinione pubblica mondiale le foto prelevate dal profilo Facebook del crudele assassino di bambini di una scuola elementare del Connecticut, dall'altra i messaggi da un autobus del presunto assassino (quando secondo i media era già morto suicida alla fine dell'inumano attacco) nei quali diceva: "Ehi, non sono io, fottiti CNN, io sono a lavorare non c'entro nulla con tutta questa storia".

Tutti oggi abbiamo una voce e ce l'abbiamo subito. E se abbiamo una voce, se possiamo usarla e se le cose che diciamo sono utili e interessanti troveremo rapido ascolto anche se il segnale che emettiamo è debolissimo. Mentre Ryan Lanza chattava dall'autobus ed i suoi amici lo aiutavano a diffondere i suoi annunci di estraneità alla tragedia che si stava compiendo, i professionisti dell'informazione iniziavano a fare i conti con la cantonata che avevano preso. Non era lui l'assassino, le foto che avevano diffuso con veloce superficialità non erano le foto del killer senza cuore ma quelle del fratello, innocente e vittima pure lui di una tragedia senza eguali.

Sono errori impossibili da rimediare con un semplice edit. Il profilo dell'assassino che ciascuno di noi ha memorizzato non abbandonerà più i tratti del viso di Ryan scambiato per il fratello minore Adam. Di quest'ultimo invece esistono solo foto da adolescente, quasi come se la previsione di una simile indecente popolarità lo avesse un giorno consigliato a non lasciare troppe tracce. Non a caso nel registro della scuola (fonte giornalistica per eccellezza in USA nei tempi pre-Facebook) la foto dell'assassino non è stata trovata, sostituita dalla scritta "imbarazzato dalla macchina fotografica".
In ogni caso sottilizzare è inutile: nessun filo di Arianna condurrà CNN a casa dei milioni di persone che seguivano le breaking news dal teatro della strage per spiegare a ciascuno di essi che le foto prese su Facebook erano quelle dell'assassino sbagliato. Per dirla tutta ad una buona parte dell'audience la marcia indietra dei media sull'anagrafica del killer, per quanto deontologicamente corretta, risulterà del tutto irrilevante. Ryan vale Adam, un assassino vale l'altro, anche se uno lo era e l'altro no.

È la sindrome del dentifricio, una volta uscito dal tubetto, con tutta la buona volontà del mondo, non ci sarà modo di rimetterlo al suo posto. È per via delle bizzarrie del dentifricio che i media su Internet dovrano iniziare prima o poi a darsi tutti una calmata e a smetterla di comportarsi come i peggiori blog. Davanti ai nostri occhi di lettori è in corso un'asta al ribasso, una gara a chi fa peggio che coinvolge tutti, prestigiose testate e e neofiti scalpitanti e nella quale perfino noi, che scriviamo su Twitter la prima cosa che ci passa per la mente, abbiamo un ruolo.

Anche volendo applicare alla Rete la vecchia logica dello scoop (prestigio e soldi in cambio di notizie in esclusiva) nella stragrande maggioranza dei casi arrivare primi sul Web non garantisce granché. Se scrivi per primo che l'assassino della scuola elementare aveva un profilo Facebook e pubblichi le sue foto, chiunque pochi secondi dopo potrà far altrettanto e la rendita di posizione si dissolverà come neve al sole. Ciò che un tempo erano soldi per l'editore e pacche sulle spalle per il giornalista oggi sono paranoie per addetti ai lavori senza grandi ricadute pratiche. In altre parole il Watergate è stato archiviato dal pensionamento delle rotative ma la testa dei giornali è rimasta la medesima. Forse sarebbe il caso che tutti (ma la stampa per prima) iniziassimo a pesare le parole su Internet esattamente come si faceva al tempo sulla carta stampata.

Pesare le parole del resto è l'unica distanza che separa le redazioni da tutto il resto della comunicazione intorno, un universo di frasi e punti di vista che dieci anni fa era quasi assente ma che ora è intensamente abitato e dentro il quale è possibile trovare di tutto. Dare un peso alle parole è anche il solo modello di business possibile, non solo per il cosiddetto giornalismo di qualità ma anche per tutti coloro che aspirano ad elevare i propri pensieri dal rumore di fondo di una Rete gigantesca, rapidissima e così piena di parole.

Massimo Mantellini
Manteblog

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31 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'assassino sbagliato
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  • Come minimo appena il poveretto si sarà ripreso dallo shock farà benissimo a trovarsi un buon avvocato. Almeno, si sarà sistemato per la vita.
    Funz
    12980
  • - Scritto da: Funz
    > Come minimo appena il poveretto si sarà ripreso
    > dallo shock farà benissimo a trovarsi un buon
    > avvocato. Almeno, si sarà sistemato per la
    > vita.

    Tu subito a pensare agli aspetti finanziari, eh?!? Venale!

    Chissà, non è nemmeno detto che possa puntare così in alto per un risarcimento, perché gli avvocati della controparte potrebbero ribattere che il danno, per quanto grave, si è protratto per poche ore, e poi è stato corretto. Nessun giornale di carta ha riportato la notizia errata, il giorno dopo, che io sappia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Funz
    > > Come minimo appena il poveretto si sarà
    > ripreso
    > > dallo shock farà benissimo a trovarsi un buon
    > > avvocato. Almeno, si sarà sistemato per la
    > > vita.
    >
    > Tu subito a pensare agli aspetti finanziari,
    > eh?!?
    > Venale!

    Penso che abbia già avuto la fila di avvocati fuori dalla porta la sera stessa del fattaccio...

    > Chissà, non è nemmeno detto che possa puntare
    > così in alto per un risarcimento, perché gli
    > avvocati della controparte potrebbero ribattere
    > che il danno, per quanto grave, si è protratto
    > per poche ore, e poi è stato corretto. Nessun
    > giornale di carta ha riportato la notizia errata,
    > il giorno dopo, che io
    > sappia.

    non credo che gli avvocati americani (famiglia dei rapaci) si facciano problemi ad andare avanti per così poco...
    Funz
    12980
  • - Scritto da: Funz


    > > Chissà, non è nemmeno detto che possa puntare
    > > così in alto per un risarcimento, perché gli
    > > avvocati della controparte potrebbero
    > ribattere
    > > che il danno, per quanto grave, si è
    > protratto
    > > per poche ore, e poi è stato corretto. Nessun
    > > giornale di carta ha riportato la notizia
    > errata,
    > > il giorno dopo, che io
    > > sappia.
    >
    > non credo che gli avvocati americani (famiglia
    > dei rapaci) si facciano problemi ad andare avanti
    > per così
    > poco...

    Decidono i giudici, non gli avvocati.
    Una grande ditta può citare e quantificare danni ingenti, in caso di cattiva pubblicità, come conseguenze dell'errore, vere o false che siano: inutilità di fare promozione per un periodo, calo delle vendite, danno di immagine, rescissione di contratti con partner commerciali...

    Un privato, come è lui, che può usare come argomentazione? Ha perso il lavoro? È stato aggredito? La ragazza o il ragazzo l'ha lasciato? Gli hanno bruciato la casa? Ha subito un trauma curabile solo con sedute dallo psicoanalista? A quanto ne so io, la risposta a tutte queste domande è no (alcune riguardano la privacy, però). Sia chiaro, a un risarcimento ha diritto, ma non è detto che sia così alto come pensi. A bocca storta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Funz
    >
    >
    > > > Chissà, non è nemmeno detto che possa
    > puntare
    > > > così in alto per un risarcimento,
    > perché
    > gli
    > > > avvocati della controparte potrebbero
    > > ribattere
    > > > che il danno, per quanto grave, si è
    > > protratto
    > > > per poche ore, e poi è stato corretto.
    > Nessun
    > > > giornale di carta ha riportato la
    > notizia
    > > errata,
    > > > il giorno dopo, che io
    > > > sappia.
    > >
    > > non credo che gli avvocati americani
    > (famiglia
    > > dei rapaci) si facciano problemi ad andare
    > avanti
    > > per così
    > > poco...
    >
    > Decidono i giudici, non gli avvocati.
    > Una grande ditta può citare e quantificare danni
    > ingenti, in caso di cattiva pubblicità, come
    > conseguenze dell'errore, vere o false che siano:
    > inutilità di fare promozione per un periodo, calo
    > delle vendite, danno di immagine, rescissione di
    > contratti con partner commerciali...
    >
    >
    > Un privato, come è lui, che può usare come
    > argomentazione? Ha perso il lavoro? È stato
    > aggredito? La ragazza o il ragazzo l'ha lasciato?
    > Gli hanno bruciato la casa? Ha subito un trauma
    > curabile solo con sedute dallo psicoanalista? A
    > quanto ne so io, la risposta a tutte queste
    > domande è no (alcune riguardano la privacy,
    > però). Sia chiaro, a un risarcimento ha diritto,
    > ma non è detto che sia così alto come pensi.
    >A bocca storta

    Parlando seriamente, l'essere finito con nome cognome e foto sulla CNN e su tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa e indicato come pluriassassino di bambini, mi pare un danno sociale inestimabile, e non credo che ci vorrà molto a convincere un giudice di ciò... negli USA si fanno cause per molto ma molto meno.
    Danno che si aggiunge a quello altrettanto inestimabile di essere il fratello del vero pluriassassino, ma lì non c'è avvocato che tenga, come minimo serve un cambio di anagrafe...
    Funz
    12980
  • - Scritto da: Funz

    > > Un privato, come è lui, che può usare come
    > > argomentazione? Ha perso il lavoro? È
    > stato
    > > aggredito? La ragazza o il ragazzo l'ha
    > lasciato?
    > > Gli hanno bruciato la casa? Ha subito un
    > trauma
    > > curabile solo con sedute dallo
    > psicoanalista?
    > A
    > > quanto ne so io, la risposta a tutte queste
    > > domande è no (alcune riguardano la privacy,
    > > però). Sia chiaro, a un risarcimento ha
    > diritto,
    > > ma non è detto che sia così alto come pensi.
    > >A bocca storta
    >
    > Parlando seriamente, l'essere finito con nome
    > cognome e foto sulla CNN e su tutti gli altri
    > mezzi di comunicazione di massa e indicato come
    > pluriassassino di bambini, mi pare un danno
    > sociale inestimabile, e non credo che ci vorrà
    > molto a convincere un giudice di ciò... negli USA
    > si fanno cause per molto ma molto
    > meno.
    > Danno che si aggiunge a quello altrettanto
    > inestimabile di essere il fratello del vero
    > pluriassassino, ma lì non c'è avvocato che tenga,
    > come minimo serve un cambio di
    > anagrafe...

    Stiamo parlando di un giovane di 24 anni illustre sconosciuto fino al giorno prima, non di Justin Bieber. Il risarcimento è dosato sulle gravi conseguenze presunte sulla carriera (o lavoro) e sulla sua vita quotidiana; che nel suo caso, io non intravedo; poi per carità, potrebbero esserci, della sua vita privata si sa poco. Invece siamo d'accordo che le ore prima della smentita ufficiale della polizia sono state le più lunghe della sua vita, e risarciranno profumatamente quelle. Ma solo quelle .
    Piaccia o non piaccia, i ragionamenti che fanno in tribunale sono questi. Triste
    non+autenticato
  • Se la sono presa col fratello, anzichè concentrarsi sulla buona mammina che aveva in casa il fucile d'assalto usato per la strage.
    Hai un figlio psicolabile e tieni in casa una collezione d'armi pronta da usare?
    Pezzo di cretina delinquente, dovrebbero farti MANGIARE le tue armi pezzo per pezzo: otturatore al sugo, canna al forno, caricatore in brodo, pallottole come fagioli, ecc. ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rico

    > Hai un figlio psicolabile e tieni in casa una
    > collezione d'armi pronta da
    > usare?

    A parte studio aperto, quale fonte dice che era psicolabile?
  • Da quel che dicono era una persona che evitava il contatto degli altri, poi certo, quando tua madre decide di non farti finire la scuola per farti lezioni private, la cosa non aiuta.
    Sgabbio
    26178
  • Forse sarebbe il caso che tutti (ma la stampa per prima) iniziassimo a pesare le parole su Internet esattamente come si faceva al tempo sulla carta stampata. la Stampa iniziasse a smettere di usare come fonti i pornositi di chatting, e tornasse a verificare le notizie. Un tempo i giornalisti non stavano su irc e usenet e prendevano le chiacchiere per notizie. (poi puoi trovare l'eccezione. ma la devi cmq pesare/verificare)
    non+autenticato
  • Sono poi gli stessi giornali che criticano i blog, mentre loro fanno di peggio, magari pure protetti da leggi che gli impediscono la nuclearizzazione di massa....

    Del resto mi ricordo che libero fece sto scivolone riguardo questo fatto, però come mai non si commentano anche i gravi errori che hanno commesso, accostando l'autismo alla possibilità di diventare un omicida ?
    Alla fine si è scoperto tutt'altro, però per ore e ore hanno continuato con questo tasto senza nemmeno interrogarsi se era plausibile o meno.

    Ps: comunque questo articolo qui mi suona strano.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Dude
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    immagino che hai capito il perchè del "ps"A bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Se sei fratello di una bestia e non la denunci prima che faccia una strage sei complice anche tu
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hertic
    > Se sei fratello di una bestia e non la denunci
    > prima che faccia una strage sei complice anche
    > tu

    Se non lo vedi da più di 2 anni, almeno che non hai poteri telepatici a lungo raggio, dubito fortemente che una persona che pensa di conoscere gente normale, possa saltare ad una conclusione simile.
    Sgabbio
    26178
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