Cristina Sciannamblo

UK, Gary McKinnon verso la libertà

La giustizia britannica decide di non avviare procedimenti nei confronti dell'hacker nazionale. Improbabile la possibilità di una condanna. Difficile trasferire gli elementi di accusa statunitensi

Roma - La complessa vicenda legale che ha coinvolto Gary McKinnon sembra avviarsi alle fasi conclusive: dopo la mancata estradizione negli Stati Uniti decisa dal Ministro dell'Interno britannico Theresa May, il pubblico ministero Keir Starmer ha annunciato che il governo d'Albione non cercherà di perseguire McKinnon, spiegando che le possibilità di condanna non sembrano essere elevate.

La decisione arriva a distanza di tre mesi dalla scelta di bloccare l'estradizione Oltreoceano sulla base delle considerazioni sopraggiunte in seguito alla constatazione dello stato psicofisico precario in cui versava McKinnon, accusato di aver compiuto, tra il 2001 e il 2002, incursioni telematiche alle reti della Difesa statunitense, dal Pentagono all'Air Force, e alcuni altri attacchi contro i server della NASA.

Dalle parole di Keir Starmer si apprende che "le prospettive di una condanna che rifletta l'intera portata delle incriminazioni nei confronti di McKinnon sono non elevate". Sulla base di tali considerazioni, si presume che non saranno avviate nuove inchieste nei confronti dell'imputato, suggerimento che, secondo quanto dichiarato da Starmer, sarebbe stato recepito positivamente dal vicecapo della polizia. Le consultazioni avvenute tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie non hanno dunque prodotto ulteriori incriminazioni per McKinnon, accusato da una corte statunitense di aver compiuto la più grande azione criminale informatica di tutti i tempi.
Le difficoltà di intraprendere una nuova azione legale nei confronti di Solo nel Regno Unito deriverebbero, come ammesso dallo stesso Starmer, dalla difficoltà pratica di trasferire dagli Stati Uniti nel Regno Unito i testimoni e le prove coinvolte nella vicenda.

Una notizia accolta con giubilo dalla madre dell'imputato, Janis Sharp, la quale ha sempre assistito il figlio durante il corso del processo: "Gary era in lacrime per il sollievo portato da questa notizia", ha confessato alla stampa Janis Sharp, la quale si appresta a trascorrere un Natale più tranquillo in compagnia del proprio figlio. Un regalo atteso nel Regno Unito sarebbe ora l'annullamento della richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. Un regalo che difficilmente arriverà.

Cristina Sciannamblo
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