Mauro Vecchio

FTC, uno scudo per i minori in Rete

La commissione statunitense aggiorna il testo della legge COPPA, per frenare le attività di raccolta e sfruttamento incontrollato delle informazioni personali tra app mobile e social network

Roma - Nuove regole per tutelare la privacy dei minori nel vasto ecosistema digitale, pubblicate dai vertici della statunitense Federal Trade Commission (FTC) per aggiornare il testo di una legge risalente al lontano 1998. Rivedendo i punti salienti del Children's Online Privacy Protection Act (COPPA), la commissione a stelle e strisce ha di fatto delimitato il raggio d'azione delle varie web company nelle attività di raccolta e sfruttamento dei dati personali.

"Alcune aziende, specialmente i network pubblicitari, dimostrano un appetito insaziabile per le informazioni personali - ha spiegato il chairman di FTC Jon Leibowitz - anche quelle appartenenti ai minori di 13 anni". Negli aggiornamenti al testo di COPPA, la Commission ha coinvolto quelle specifiche attività di sfruttamento commerciale delle informazioni raccolte attraverso le applicazioni mobile e i social network.

Lo stesso Leibowitz aveva bacchettato sviluppatori e distributori digitali per la proliferazione incontrollata di app destinate ai giovanissimi. A partire da un campione analizzato di 400 tra le più popolari applicazioni su iOS e Android, nel 20 per cento dei casi le informazioni relative alla gestione dei meccanismi di parental control vengono rilasciate solo dopo lo scaricamento dell'applicazione stessa.
Tra le nuove regole introdotte da FTC, nella categoria delle informazioni personali che non potranno essere raccolte senza il consenso di un genitore rientrano fotografie, video e dati legati alla geolocalizzazione. Tutti quei soggetti terzi (soprattutto i network pubblicitari) che ricevono le informazioni dovranno sottostare alla legge, così come developer e gestori di siti web.

L'ultima versione di COPPA ha dunque chiuso una falla che permetteva il rastrellamento dei dati attraverso i plug-in, vietando lo sfruttamento incontrollato di indirizzi IP e numeri identificativi unici dei vari dispositivi mobile. Soddisfatti gli attivisti di Electronic Privacy Information Center (EPIC), che hanno applaudito l'aggiornamento di legge per far fronte alle nuove pratiche di raccolta messe in atto dai social network e dalle applicazioni in mobilità.

Mauro Vecchio
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