Alfonso Maruccia

Stampa 3D, armi non ammesse

Makerbot agisce dopo i fatti di Newtown: un file di progetto per stampare il componente di un'arma da fuoco viene rimosso da una wiki tematica. Le condizioni d'uso lo vietano, la rimozione č di stampo educativo

Roma - Makerbot non ci sta a passare per azienda promotrice della stampa di armi 3D, e per meglio dimostrarlo è passata ai fatti rimuovendo un articolo sulla sua wiki di file di progetto da usare per la fabbricazione in casa di oggetti.

Quello di Makerbot è il secondo caso recente di "incidente" riguardante le capacità della stampa 3D e la protezione produzione domestica di armi da fuoco, un caso che arriva a brevissima distanza dai fatti di sangue nella scuola elementare di Newtown nello stato USA del Connecticut.

Anche se la purga arriva in seguito alla strage di Newtown, dice la società, rimuovendo il progetto per la stampa 3D di un componente del fucile semiautomatico AR15 Makerbot non ha fatto altro che affermare i principi delle condizioni d'uso della sua wiki.
Tali condizioni vietano espressamente la promozione di attività illegali o la condivisione di progetti atti a creare "armi, materiali illegali" e altre cose "discutibili", dice Makerbot, e i recenti eventi statunitensi non hanno fatto altro che fornire lo stimolo per prendere decisioni "immediate" enfatizzando nel contempo il focus della wiki nella promozione di prodotti con un "impatto di tipo positivo".

Alfonso Maruccia
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9 Commenti alla Notizia Stampa 3D, armi non ammesse
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  • adesso che la merda straborda wiki cerca viscidamente di espiare i suoi "peccati" ....per esser corretta (vista la sua PRESUNTA correttezza etica) avrebbe dovuto non accogliere la stampa 3d di armi da fuoco già dall'inizio. (o lo acconsenti o non lo acconsenti) punto.
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    Modificato dall' autore il 22 dicembre 2012 20.01
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  • Ancora non si sono diffuse le stampanti 3D che gia' trovano appigli per impedirne il libero uso.

    Mi sta bene che venga vietata la stampa di materiali "illegali" anche se trattandosi di materiali illegali, chi li stampa se ne frega altamente del divieto.

    Ma che significa che vietano la stampa di materiali "discutibili" ?

    Una cosa o e' permessa o e' vietata.
    Che significa "discutibile"?
    Significa forse "non e' vietato ma non voglio lo stesso che tu lo faccia!" ?

    Io questa cosa la chiamo censura.
  • contenuto non disponibile
  • Certo, ma un tornio a casa non è facile da mettere
    non+autenticato
  • Leggi meglio prima di pontificare. Hanno rimosso un file di progetto dalla loro Wiki, non vietano la produzione di oggetti ma vietano la *pubblicazione* di progetti discutibili su una *loro area di discussione*. Mi sembra un comportamente del tutto lecito. Se vuoi produrre armi sei libero di farlo e sei anche libero di condividere i tuoi progetti in altri posti.
    non+autenticato
  • con una pistola gia' fatta da usare come modello e un tornio anche manuale (non serve a controllo numerico), un buon operaio puo' fare un altro esemplare in meno di un giorno.
    non+autenticato
  • Puoi fare la camera di scoppio e la scatola dello scatto, magari il carrello, rispettivamente telaio e tamburo. Ma per la canna rigata è tutto un altro discorso.
    non+autenticato
  • Non serve neanche il modello 3D (anche se aiuta): da decenni girano manuali di ogni genere sulla costruzione artigianale di armi, con tanto di schemi tecnici e istruzioni dettagliate di assemblaggio.
    Il risultato finale non sarà certo un prodotto raffinato ed efficiente come le armi prodotte in serie, ma basta e avanza per uccidere: il bello è che simili manuali girano legalmente negli USA da decenni (e adesso li trovi pure in rete in comodo formato pdf) ma finora a nessuno è fregato niente (come se i torni fossero una tecnologia aliena disponibile a pochi), mentre un semplice progettino per la stampa 3D getta tanto scompiglio, come se fosse la prima volta che qualcuno cerca di diffondere metodi per la produzione di armi fatte in casa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Mela

    > Il risultato finale non sarà certo un prodotto
    > raffinato ed efficiente come le armi prodotte in
    > serie, ma basta e avanza per uccidere: il bello è
    > che simili manuali girano legalmente negli USA da
    > decenni (e adesso li trovi pure in rete in comodo
    > formato pdf) ma finora a nessuno è fregato niente
    > (come se i torni fossero una tecnologia aliena
    > disponibile a pochi), mentre un semplice
    > progettino per la stampa 3D getta tanto
    > scompiglio, come se fosse la prima volta che
    > qualcuno cerca di diffondere metodi per la
    > produzione di armi fatte in
    > casa.

    Hai centrato il problema. In Italia la chiamano coda di paglia, non so l'espressione esatta negli Usa.
    Nei primissimi anni Novanta una polemica simile si sollevò a proposito dei progetti originali della prima bomba atomica, disponibili al pubblico al prezzo di un dollaro e mezzo (costo delle fotocopie). Sembrava un invito alla catastrofe, ma la difficoltà sta nel procurarsi materiale fissile, visto che esistono convenzioni precise fra Stati: non certo nella tecnologia di costruzione, decisamente obsoleta negli anni Novanta.

    Per completezza va detto che sono solo due le case produttrici di stampanti a tre dimensioni che hanno messo le mani avanti: la Stratasys e la Makerbot. Il numero di produttori di stampanti 3D è molto più alto.
    non+autenticato