Mauro Vecchio

Cina, la censura di stato contro proxy e VPN

Si alza ancora la Grande Muraglia Digitale, con un aggiornamento che identifica e blocca in automatico tutte le scappatoie per il libero accesso ai siti filtrati

Roma - Nuovi controlli di stato per rinforzare le fondamenta della Grande Muraglia Digitale, l'esteso meccanismo di filtraggio adottato in Cina per limitare la navigazione cibernetica dei numerosi netizen asiatici. Nell'ultima ondata di restrizioni il governo di Pechino ha puntato il mirino contro le Virtual Private Network (VPN), le scappatoie informatiche sfruttate dagli utenti per accedere a tutti quei servizi bloccati in patria.

Dai social network Facebook e Twitter al servizio di hosting Google Drive, cittadini e aziende operative in Cina hanno segnalato forti rallentamenti nella connessione ai siti pericolosi, non riuscendo più ad accedere ai servizi proxy per l'aggiramento dei blocchi imposti dal governo asiatico. "Per noi è una catastrofe" ha commentato un anonimo imprenditore locale.

In un breve comunicato ai suoi clienti, il fornitore di VPN Astrill ha parlato di un aggiornamento al grande firewall cinese, con una specifica tecnologia in grado di riconoscere e bloccare in automatico le reti per l'aggiramento dei filtri. Un disastro per i provider, ma anche per tutte quelle aziende che sfruttano le reti VPN per coordinare il lavoro tra gli uffici attraverso piattaforme cloud come quelle di Google.
Minacciati dai nuovi controlli di Pechino, i principali giganti del Web sembrano subito corsi ai ripari. Ad esempio, Apple ha adottato il protocollo di sicurezza HTTPS per le ricerche e i download sulla versione locale di iTunes. I responsabili del sito Greatfirewall.org - che informano utenti e aziende con una lista aggiornata dei siti bloccati - hanno sottolineato come la manovra della Mela garantirà ai suoi utenti l'accesso libero ai contenuti. Per adesso.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
16 Commenti alla Notizia Cina, la censura di stato contro proxy e VPN
Ordina