Mauro Vecchio

Caso Vividown, Google assolta

Il fatto non sussiste. I tre dirigenti sono stati assolti in appello, liberati dalle accuse di violazione della privacy dopo la pubblicazione online di un video

Caso Vividown, Google assoltaRoma - In attesa delle motivazioni, che verranno pubblicate tra due mesi, la prima sezione penale della Corte d'Appello del Tribunale di Milano ha assolto i tre dirigenti di Google coinvolti nello spinoso caso Vividown. David Carl Drummond (all'epoca dei fatti presidente del CdA di Google Italy), George De Los Reyes (ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile delle privacy policy per l'Europa) sono stati prosciolti perché il fatto non sussiste.

Nel febbraio 2010 i tre manager di Google Italia erano stati condannati in primo grado per la diffusione in Rete di un filmato in cui un giovane studente disabile di Torino veniva vessato e malmenato da un gruppo di compagni di scuola. Liberati dalle accuse di diffamazione, i dirigenti di BigG subivano una condanna a 6 mesi di reclusione (con pena sospesa) per violazione della privacy.

"Siamo molto felici che la decisione in primo grado non sia stata confermata - ha commentato a caldo il policy counsel di Google Giorgia Abeltino - e che la Corte d'Appello abbia riconosciuto l'innocenza dei nostri colleghi. Anche in questo frangente, il nostro pensiero va al ragazzo e alla sua famiglia che in questi anni hanno dovuto sopportare momenti difficili".
Il giudice meneghino ha così ribaltato la sentenza diramata in primo grado, in cui Google era stata inchiodata per il mancato rispetto delle regole sulla privacy. Nelle motivazioni pubblicate nella primavera del 2010 il giudice Oscar Magi riteneva il gigante californiano responsabile - perlomeno ai fini della legge sulla tutela dei dati personali - dei contenuti caricati dai suoi utenti sulla piattaforma Google Video.

"Assoluta soddisfazione" espressa dall'avvocato della difesa Giulia Bongiorno, che non si è affatto mostrata sorpresa dell'assoluzione dei tre assistiti. "Onestamente, la condanna si basava sul nulla. I controlli ci sono, ma non competono a Google", ha concluso.

"Google non è stato considerato titolare del trattamento dei dati - ha commentato Oreste Pollicino, avvocato e professore associato di diritto comparato presso l'Università Bocconi di Milano - ma ha semplicemente eseguito le decisioni relative al trattamento del dato dell'unico responsabile, che è il soggetto che ha caricato quel video sulla piattaforma di Mountain View".

A favore dell'azienda californiana si era già espresso l'ex-Garante della privacy Francesco Pizzetti, ora nel mirino di una interpellanza presentata dal senatore Elio Lannutti (IdV): "Occorrerebbero sanzioni nei confronti di un ex Garante della privacy che presta il proprio servizio, quale professionista autonomo, dietro il pagamento di un compenso, nonostante il codice etico dell'Autorità", ha scritto Lannutti alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro dello Sviluppo economico.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
  • Diritto & InternetCaso Vividown, l'analisi delle requisitoriedi Giovanni Maria Riccio - Perché non convincono le posizioni del Procuratore Generale. La direttiva sul commercio elettronico deve restare lo strumento per valutare la correttezza nella fornitura dei servizi Internet
  • AttualitàCaso Vividown, le battute finaliSi è svolta la seconda udienza di Appello nell'ambito del cosiddetto caso Vividown. Accusa e difesa mantengono sostanzialmente inalterate le strategie seguite nel primo grado di giudizio. Sentenza attesa per il 21 dicembre
40 Commenti alla Notizia Caso Vividown, Google assolta
Ordina
  • È stata depositata oggi. Vediamo se la trovo.
    non+autenticato
  • La sentenza si può ora leggere qui:

    http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2013/02...

    strano che nessun articolo di PI sia ancora comparso.

    Consiglio: se già conoscete la vicenda, iniziate a leggere da pagina 18 (Capitolo "Il processo d'appello").
    non+autenticato
  • Buonsenso e ragione ancora nulla possono contro il denaro e la potenza di colossi come Google. Peccato, si è sprecata un'occasione perchè la società civile si imponesse sull'anarchia della Rete.
    Ora dobbiamo domandarci: cosa deve succedere perchè le Autorità si sveglino? Meditiamo.

    Leggi chiare per internet, subito.
    non+autenticato
  • [...]
    > Ora dobbiamo domandarci: cosa deve succedere
    > perchè le Autorità si sveglino?


    Che più gente legga il manuale di istruzioni, ecco cosa. Anche i servizi di google ne hanno uno e pure bello completo.

    > Meditiamo.
    Ecco, medita, magari cominci a capire.
    GT
  • - Scritto da: Guybrush

    > > Meditiamo.
    > Ecco, medita, magari cominci a capire.
    > GT

    :)
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > _
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > SorrideSorrideArrabbiatoArrabbiatoSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorrideSorride
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 22 dicembre 2012 19.53
    > --------------------------------------------------
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    +1
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > Buonsenso e ragione ancora nulla possono contro
    > il denaro e la potenza di colossi come Google.
    > Peccato, si è sprecata un'occasione perchè la
    > società civile si imponesse sull'anarchia della
    > Rete.
    > Ora dobbiamo domandarci: cosa deve succedere
    > perchè le Autorità si sveglino?
    > Meditiamo.
    >
    > Leggi chiare per internet, subito.

    Se proprio non riesci a smettere, almeno cambia pusher. Al più presto
    non+autenticato
  • Non fosse stato per Google, quel disgraziato sarebbe ancora lì, a subire le violenze di quei quattro imbecilli ...
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Non fosse stato per Google, quel disgraziato
    > sarebbe ancora lì, a subire le violenze di quei
    > quattro imbecilli
    > ...

    Ti quoto in toto.
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Non fosse stato per Google, quel disgraziato
    > sarebbe ancora lì, a subire le violenze di quei
    > quattro imbecilli
    > ...

    Ben detto Joe! Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > Buonsenso e ragione

    Un giorno smetteranno di sfuggirti e le troverai anche tuSorride ... forse
    non+autenticato
  • Quali fossero i dati personali (relativi alla parte lesa) trattati da google!
    E infatti non lo hanno capito neppure i giudici d'appello...
    A bocca aperta
    E hanno deciso di conseguenza...
    non+autenticato
  • L'assoluzione era ovvia e per altro avrebbe obbligato ad una forma di censura preventiva col dubbio di cosa potesse essere passato e di chi potesse offendere, in ogni cosa.

    Anche perché dopo questi sarebbe arrivato inevitabile come le tasse, il MOIGE che e già troppo ingombrante e alla fine avrebbe veramente spaccato tutto.

    La questione però effettivamente resta ed è ... al di là della sentenza di appello, come hanno fatto a subire una condanna su un fatto che ora si scopre palesemente non esistente ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quelo

    > L'assoluzione era ovvia e per altro avrebbe
    > obbligato ad una forma di censura preventiva col
    > dubbio di cosa potesse essere passato e di chi
    > potesse offendere, in ogni
    > cosa.


    Riformuliamo la frase, perché altrimenti dici il contrario di ciò che intendi: "L'assoluzione era ovvia, e peraltro una condanna avrebbe obbligato ad una forma di censura".


    > La questione però effettivamente resta ed è ...
    > al di là della sentenza di appello, come hanno
    > fatto a subire una condanna su un fatto che ora
    > si scopre palesemente non esistente
    > ?

    Bisogna leggere le motivazioni della sentenza d'appello per saperlo. E saranno disponibili fra due mesi. Tieni presente che i motivi di assoluzione ("per non aver commesso il fatto", "perché il fatto non costituisce reato" e altre) servono solo per riassumere in poche parole le ragioni per cui non si è ritenuto di condannare. Sono formule fisse, dei cliché.
    L'assoluzione per insufficienza di prove, ad esempio, è stato abolito dal codice di procedura penale del 1989, anche se esiste tuttora: il codice di procedura penale vigente, all'art. 530, comma 2, lo prevede espressamente: "Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato...".
    non+autenticato
  • >
    > Riformuliamo la frase, perché altrimenti dici il
    > contrario di ciò che intendi: "L'assoluzione era
    > ovvia, e peraltro una condanna avrebbe obbligato
    > ad una forma di
    > censura".
    >

    Si si ... nella fretta ho omesso "L'assoluzione era ovvia e la condanna per altro avrebbe ..."
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quelo

    > La questione però effettivamente resta ed è ...
    > al di là della sentenza di appello, come hanno
    > fatto a subire una condanna su un fatto che ora
    > si scopre palesemente non esistente
    > ?

    Concordo e direi di più, come ha tatto il pubblico ministero a ri-chiedere la conferma della condanno avuta in primo grado quando si parlava del nulla?

    Comunque i tre gradi di giudizio ci sono ed è bene rimangano perché le persone "strane" sono tante e a tutti i livelli compresa la magistratura.
  • >
    > Concordo e direi di più, come ha tatto il
    > pubblico ministero a ri-chiedere la conferma
    > della condanno avuta in primo grado quando si
    > parlava del
    > nulla?
    >

    Si, cioè io la risposta non l'ho ma ho forti sospetti, perché non è la prima volta che accade in Italia.

    Prima non a caso ho citato il MOIGE ma potrei anche citare l'articolo 21 della Costituzione Italiana che come al solito, i vai Benigni si dimenticano di citare nell'interezza dei suoi 4 commi e che è l'unico caso nella costituzione di un paese occidentale ad introdurre il reato di espressione contro la morale pubblica (nonché l'appena decaduto "reato di bestemmia").

    Siccome la morale pubblica in Italia è ciò che in generale decide la chiesa e una certa forma di stato (e non necessariamente il nostro), ecco apparire strane associazioni come appunto il MOIGE che dietro la parvenza di interessi nobili come la tutela dei minori, e con la sapiente opera della Commissione Censura, ci comunicano cosa i Cardinali e il Governo non vogliono che vediamo.

    Internet e in particolare Youtube per loro sono un vero e proprio pericolo molto più della pornografia e soprattutto della vera violenza quotidiana nelle sue varie forme.
    non+autenticato
  • Scrivere un algoritmo neurale capace di scrivere delle sentenze?
    Ci potremmo cosi' liberare dell'inutile peso economico di giudici giuristi ed avvocati, che costano un sacco di soldi, e tutto cio' alla fine solo per poter emettere delle sentenze che dicono tutto ed il contrario di tutto e che hanno la stessa probabilità di essere giuste che se ottenute lanciando una monetina?
    non+autenticato
  • - Scritto da: AxAx
    > Scrivere un algoritmo neurale capace di scrivere
    > delle
    > sentenze?

    Prova a scriverlo tu genio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: AxAx
    > Scrivere un algoritmo neurale capace di scrivere
    > delle
    > sentenze?
    > Ci potremmo cosi' liberare dell'inutile peso
    > economico di giudici giuristi ed avvocati, che
    > costano un sacco di soldi, e tutto cio' alla fine
    > solo per poter emettere delle sentenze che dicono
    > tutto ed il contrario di tutto e che hanno la
    > stessa probabilità di essere giuste che se
    > ottenute lanciando una
    > monetina?
    sarebbe un'idea interessante.... ma a parte l'enorme base-dati, i problemi dei coder-giuristi sull'interpretazione (e quindi gli attacchi ai coder comunisti), e i bug, RIMANE sempre il problema che a uno dei due soggetti in giudizio, sembrera' una sentenza ingiusta.

    PS: ovviamente negli Stati attuali e' pura utopia... niente e' meno deterministico della legge
    non+autenticato
  • > Scrivere un algoritmo neurale capace di scrivere
    > delle
    > sentenze?


    Dici come quello del pianeta Chapek 9 di Futurama ?

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)