Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Dipende anche da noi

di M. Calamari - Una email per comunicare con la pubblica amministrazione: se le regole esistono da tempo, ora esiste anche una sanzione per il dirigente che non le fa rispettare. Ai netizen, le armi per difendere i propri diritti

Roma - Cassandra è sempre stata sensibile ai periodi festivi, ed anche questa volta la puntata conterrà note di ottimistiche melodie natalizie.
Non merita nemmeno il dire che le profezie di sventure verranno in qualche modo stemperate: le prediche invece no.
È per questo che, in una Rete il cui panorama già assai cupo continua ad oscurarsi, Cassandra oggi vi parlerà di un dettaglio che vi permetterà di esercitare con forza un vostro piccolo diritto digitale fino ad ieri negato.

Chi ha avuto a che fare con pubbliche amministrazioni, diciamo, non per fare un caso esemplare ma solo un esempio, L'Agenzia delle Entrate, ed abbia tentato di usare "mezzi telematici" per interagire con esse, avrà probabilmente avuto, come è successo a Cassandra, esperienze totalmente negative.

L'interazione via web, spesso esistente, è limitata e/o non funzionante, la possibilità di interagire via posta elettronica poco più che di facciata, e quella via posta certificata, l'unica che fornisce davvero garanzie a chi la usa, malgrado sia da tempo obbligatoria per legge era, almeno fino a due anni or sono, quasi totalmente assente, ed è ancora oggi molto limitata.
Se un sito istituzionale non pone chiaramente in home una pagina di contatti completa, chiara ed esaustiva, se le caselle di posta non certificata non accusano ricevuta, l'uso di mail o in qualche caso anche della PEC non potrà essere adottato con fiducia, e tantomeno decollare come mezzo di interazione d'elezione tra stato e cittadino.
Pensate infatti cosa significa trasmettere un documento che deve arrivare entro una certa data e di cui dovete avere ricevuta.
Tranne alcuni "Blade Runners", per non correre rischi la maggioranza resterà attaccata al più lungo e costoso, ma anche sicuro e familiare, metodo cartaceo via raccomandata.

Cassandra stessa, che aveva tentato di iniziare una pratica secondaria con l'Agenzia delle Entrate della sua città, la quale non pubblicava indirizzi di PEC e non rispondeva all'unico indirizzo di mail presente sul sito, è rapidamente passata a visite negli uffici, moduli e raccomandate.
La forza di piantare un grosso casino per palesi inadempienze in tema è mancata anche a lei: la legge c'è, ma responsabilità precise e personali e sanzioni per gli inadempienti no.

Bene, questo vento ha girato. La settimana scorsa l'art.6 del DL 179/2012 è divenuto legge dello Stato.

Il primo impulso sarà ovviamente quello di dire "A che serve un'altra legge, tanto non cambierà niente".
No: questo articolo introduce la responsabilità dirigenziale e disciplinare per i dipendenti della P.A. che rifiutano di utilizzare la trasmissione telematica dei documenti, o accampano motivi e scuse più, meno o per niente ragionevoli. Recita testualmente:
"Art. 6 Trasmissione di documenti per via telematica, contratti della pubblica amministrazione e conservazione degli atti notarili
1. Al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 47, dopo il comma 1, è inserito il seguente:
<<1-bis. L'inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l'eventuale responsabilità per danno erariale, comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare.>>;
b) all'articolo 65, dopo il comma 1-bis), è inserito il seguente:
<<1-ter. Il mancato avvio del procedimento da parte del titolare dell'ufficio competente a seguito di istanza o dichiarazione inviate ai sensi e con le modalità di cui al comma 1, lettere a), c) e c-bis), comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare dello stesso.>>;
c) all'articolo 65, comma 1, le parole: << le dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica >> sono sostituite dalle seguenti: << le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici >>..."
Pur essendo in legalese, anzi parlamentarese stretto, e richiedendo per essere interpretato completamente il testo di una legge precedente, è chiarissimo sul punto in questione.

Ogni ufficio ed ogni dipendente pubblico ha sempre un ben definito dirigente. Da oggi questa persona incorrerà in problemi seri (per un dirigente) e potrà addirittura rimetterci dei soldi. Da oggi, magari allegando una copia di questo testo, un reclamo od un esposto-denuncia ad una pubblica autorità quando non riuscite a sbrigare una pratica via mail non sarà più preso sottogamba.

Quindi sia Cassandra che voi da una settimana non avete più scuse.
Alla prossima occasione, se vorrete usare la Rete nei vostri rapporti con la Pubblica Amministrazione e non verrete messi in condizione di sbrigare la pratica per via telematica, i piedi da pestare ci sono, sono bene in vista e saranno sensibili come se avessero i calli.
Una raccomandata alla direzione o un semplice reclamo per iscritto verranno presi molto più in considerazione da chi prende tanti soldi ma normalmente non vedete perché non sta allo sportello ma dietro una porta chiusa ed inaccessibile. Una esposto-denuncia per omissione di atti di ufficio anche di più.

Ove vi faceste scrupoli, Cassandra vi racconterà un episodio che ve li farà passare.
Avendo avuto bisogno di un'informazione dall'Agenzia delle Entrate di oltralpe, una mattina ha immediatamente trovato sul relativo sito l'indirizzo di mail corretto, ed ha scritto, pur senza molta convinzione, in assenza di alternative praticabili.
Ha avuto una ricevuta di consegna tre minuti dopo, e la risposta di un impiegato dopo un'ora e tre quarti. Per giunta ha avuto bisogno di ulteriori informazioni ed ha quindi inoltrato una seconda mail dopo pranzo, avendo una ulteriore risposta prima di sera. E senza PEC o altre finezze.

Quindi gli spazi per la Rete, o almeno il suo utilizzo pratico, piccoli ma significativi qua e là ci sono. Tocca a noi occuparli alla prima occasione.

Perciò la prossima volta, prima di contattare per mail la P.A. di turno, mettetevi metaforicamente gli scarponi da sci (le signore, gli stivali con i tacchi a spillo) ed al primo accenno di scuse, utilizzateli facendo anche il saltello.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
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13 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Dipende anche da noi
Ordina
  • non capisco questo astio contro i dipendenti pubblici.. se sbagliano a casa giustissimo... e senza liquidazione.. giusto anche quello (se è un errore fatto in malafede).. ma perchè i manager delle banche hanno praticamente creato la crisi... e si sono pagati dei bonus? e quelli non sono pubblici dipendenti... e hanno uno stipendio un tantino più alto mi pare.

    poi se trovate dei dipendenti incompententi o maleducati... segnalatelo, ma ricordatevi di non fare di ongni erba un fascio!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: voyager6
    > non capisco questo astio contro i dipendenti
    > pubblici.. se sbagliano a casa giustissimo... e
    > senza liquidazione.. giusto anche quello (se è un
    > errore fatto in malafede).. ma perchè i manager
    > delle banche hanno praticamente creato la
    > crisi... e si sono pagati dei bonus? e quelli non
    > sono pubblici dipendenti... e hanno uno stipendio
    > un tantino più alto mi
    > pare.

    Le banche non sono pubbliche.

    > poi se trovate dei dipendenti incompententi o
    > maleducati... segnalatelo, ma ricordatevi di non
    > fare di ongni erba un
    > fascio!!!

    Facciamo il contrario: quando troviamo dei dipendenti pubblici che fanno qualcosa in piu' del minimo sindacale, li segnaliamo: avendo solo 7000 caratteri a disposizione e' meglio procedere in questo modo.
  • Di cosa parla l'articolo? Dei mega bonus ai manager di aziende private o della PA? Io piuttosto mi chiederi come mai esista questo astio. Nella percezione delle cose contano i numeri, giusto o sbagliato che sia è così, se quindi la maggioranza dei casi è negativa, l'opinione sarà negativa, le eccezioni contano ben poco. L'opinione cambierà solo quando le proporzioni saranno invertite, non è questione di pubblico o privato, esistono numerose realtà private che fanno pena e che magari sono pure sovvenzionate dal contribuente ma ciò non elimina il problema principale: al privato trovo facilmente alternative, al pubblico no... la macchina pubblica DEVE funzionare, punto.
    non+autenticato
  • Dovendo presentare il documento ISEE all'USL evitando lunghe code l'ho inviato tramite posta certificata, mi è tornato indietro come non consegnabile!
    Allora ho cercato il numero del difensore civico dell'Emilia Romagna.
    Mezz'ora dopo l'USL telefona scusandosi e mi dà una nuova PEC a cui inviare tutto, l'altra 'è piena di Spam e non la guardano mai'.
    Facendo tutti così le cose le facciamo cambiare anche se c'è chi si mette di traverso.

    Sorride
  • > l'altra 'è
    > piena di Spam e non la guardano
    > mai'.

    Ma che senso ha ?

    Cioè la mail pubblica è piena di SPAM e quindi devi mandare la raccomandata ad un indirizzo diverso ?

    La PEC dovrebbe consentire di filtrare i messaggi certificati da quelli non certificati, lo fa o non lo fa ?

    Chi è che spamma dagli indirizzi certificati ?

    Questi non sanno nemmeno quello che stanno facendo, altro che diritti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quelo
    > > l'altra 'è
    > > piena di Spam e non la guardano
    > > mai'.
    >
    > Ma che senso ha ?
    >
    > Cioè la mail pubblica è piena di SPAM e quindi
    > devi mandare la raccomandata ad un indirizzo
    > diverso
    > ?
    >
    > La PEC dovrebbe consentire di filtrare i messaggi
    > certificati da quelli non certificati, lo fa o
    > non lo fa
    > ?
    >
    > Chi è che spamma dagli indirizzi certificati ?
    >
    > Questi non sanno nemmeno quello che stanno
    > facendo, altro che
    > diritti.

    Quando si dice che si dovrebbe fare largo a chi è competente... non sei in grado di gestire una mail e il tuo lavoro lo necessita? Sotto un altro che di gente che lo sa fare e più qualificata ce n'è una fila !
    In qualsiasi altro posto di lavoro, se non sei capace, non sei in grado (o non hai voglia di imparare) di utilizzare gli strumenti che ti occorrono per svolgere la tua mansione, ti mandano a casa!
    ah.. ma siamo in italia -.-
    non+autenticato
  • Cara Cassandra,

    di norme che prevedono responsabilità disciplinari ecc. ce ne sono a bizzeffe nel nostro ordinamento... il problema è a) in cosa comportino in concreto per il trasgressore (ci rimette lo stipendio? Il posto? La qualifica? La pensione? No... quindi, aria fritta b) non vengono praticamente mai applicate (come migliaia di norme in Italia), sono semplice letteratura, nulla di divrso da un romanzo o una poesia... se non per il fatto che siano scritte peggio.

    I rischi pertanto sono prossimi allo zero... senza contare dei tempi previsti per accertare la trasgressione e il fatto che il cittadino intanto se l'è presa in quel posto e non ha avuto il servizio richiesto, magari ha mancato una scadenza e tutti i danni che ciò comporta.

    Quando vedrò dipendenti pubblici cacciati a calci a chiedere l'elemosina per strada per essere stati licenziati e aver perso liquidazione e pensione allora... forse... inizierò a credere alle favole. Nel frattempo basta – appunto – superare i confini nazionali e vedere cosa sia REALMENTE una PA online.

    Tranne rarissime eccezioni (come il caso di .poz) siamo solo pieni di fuffa fuffosa.
    non+autenticato
  • Sono generalmente d'accordo con te, e non ci piove che i tempi legali renderanno intrinsecamente ingiusto ciò che teoricamente sarebbe buono.
    Però c'è anche da rilevare che nel comma 1-bis si parla di "danno erariale", che significa che il dipendente pubblico, in quel caso, paga di tasca propria.
    Almeno questo...
    non+autenticato
  • Danno erariale quantificabile in? La marca da bollo?Occhiolino Anche i consigli regionali di mezza Italia hanno causato danni erariali eppure... non ho ancora visto restituito un centesimo.

    E l'assenteismo? Proprio a Trieste, se non vado errato,hanno pizzicato decine di dipendenti pubblici a spasso durante l'orario di lavoro... dopo mesi d'appostamenti ovviamente (non è danno erariale quello? Lasciar rubare lo stipendio per mesi e pagare le intercettazioni ambientali quando basta che ti metto i braccialetti alla prima occasione come si fa con qualsiasi criminale). Pensi forse che ci rimetteranno il posto? C'ha rimesso il posto l'autista di bus che guidava coi gomiti e 2 cellulari a Roma? O quelli che rubavano i bagagli a Malpensa?

    Visto che non c'è la mentalità del servizio pubblico, allora migliora le cose con la paura... fai una cazzata? A casa! Senza pensione. Vedi come improvvistamente la PA diventa un orologio svizzero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CiccioQuant aCiccia

    >
    > Visto che non c'è la mentalità del servizio
    > pubblico, allora migliora le cose con la paura...
    > fai una cazzata? A casa! Senza pensione. Vedi
    > come improvvistamente la PA diventa un orologio
    > svizzero.

    A casa un par di balle!
    La casa viene confiscata.
    E se sei in affitto, sfratto esecutivo con decorrenza immediata!

    Sotto i ponti, altro che casa.
  • Ho paura che ci troveremmo con le strade intasate sotto i ponti da masse pari ai rifugiati di 3 guerre messi insieme! Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • A me tempo fa è arrivata la classica raccomandata in cui mi si chiedeva essenzialmente a chi dovevano essere scalati i punti della patente, o recandosi presso gli uffici o tramite raccomandata.

    Ebbene sono riuscito a sbrigare il tutto con PEC e firma digitale su lettera e scansione della patente tramite l'indirizzo di posta certificata del comune.

    Quindi un plauso al comune di Trieste
    .poz
    206
  • > Quindi un plauso al comune di Trieste

    Penso che ormai sia chiaro che a Trieste la PEC funziona, anche perchéo ogni volta che su PI si parla di PEC che funziona male, c'è qualcuno che dice che a lui invece va benissimo e che vive a Trieste.

    Ok, un plauso al comune di Trieste, che è in una regione autonoma, con un tenore di vita alto e una struttura sociale molto coesa.

    Ci sono posti in Italia dove non ti ascoltano nemmeno se ci vai di persona col randello e non occorre nemmeno andare troppo lontano da Trieste, bastano poche centinaia di chilometri e arrivare in Lombardia per capirlo.
    non+autenticato